Poggio Passo del Cavallo


Published by cai56 , 25 June 2019, 17h40. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:23 June 2019
Hiking grading: T4 - High-level Alpine hike
Climbing grading: I (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 3:30
Height gain: 1054 m 3457 ft.
Height loss: 1043 m 3421 ft.
Route:Parzialmente circolare 11,09 km
Access to start point:Da Milano a San Pietro Berbenno (SO) lungo le statali 36 e 38. All'incrocio si prende a sinistra e si prosegue in direzione di Polaggia. Si ignora la deviazione per Postalesio, si passa sotto la chiesa di S.Abbondio, finchè si trova un cartello con la scritta "Gaggio 8 km /Prato Isio 13 km". Si segue la direzione indicata e, dopo un tornante che obbliga a più manovre, si continua lungamente sulla strada principale. Oltrepassate le baite di Gaggio e di Piana del Prete, al fondo stradale asfaltato si sostituisce per qualche tornante quello cementato, che poi, sui pascoli di Prato Isio, diventa sterrato con due binari di cemento. Al termine della strada aperta al traffico pubblico, si parcheggia in un apposito slargo. Presenza di cartello con foto satellitare della zona e messa in evidenza di alcuni itinerari escursionistici.

Un toponimo - Poggio Passo del Cavallo - che genera qualche confusione: più di una quota cartografata, un ometto di pietre sulla cresta ma non sulle quote e obiettivamente nessun passo degno di questo nome. [Certo, a seconda delle capacità e dell'attrezzatura, si può passare quasi ovunque, ma da qui a chiamare passo un qualunque canalone dirupato...]. Inoltre possiamo aggiungere la presenza di un bivacco  - chiuso - la cui utilità rimane misteriosa (se vogliamo escluderne l'uso autunnale come base per cacciatori di ungulati)  in una zona piuttosto marginale alle rotte escursionistiche, ma ricca di antichi sentieri dimenticati ancora a tratti leggibili sul terreno, nonostante l'adiacenza ad un alpeggio - il consorzio Prato Isio-Alpe Caldenno - ancora caricato, ma trasformato anche in agglomerato di baite di vacanza.
Tutto questo non è sufficiente stimolo per una visita?


Dal piazzaletto del parcheggio si prosegue sulla pista forestale, da qui in avanti aperta ai soli autorizzati. La traccia, in lieve costante salita, taglia i fianchi boscosi e scoscesi del versante destro della Valle di Postalesio; in breve si porta all'aperto sui pascoli dell'Alpe Caldenno: da qui non bisogna più seguire i segni a vernice del Sentiero Italia, che attraversa il fiume dirigendosi verso il Passo Caldenno e la Valmalenco. Si mantiene la destra idrografica passando fra sparse baite ristrutturate e poi si prosegue a breve distanza dal torrente seguendo vaghe tracce nell'erba [un muro a secco con un cartello giallo ormai privo di scritte caratterizza l'invisibile partenza del sentiero diretto per il Bivacco Ai Fop, nostra via di discesa]; quando la pendenza inizia ad intensificarsi si incappa in un ottimo sentiero ancora ben delineato, benchè del tutto coperto di erba. Si risale il pendio oltrepassando due cupole metalliche per l'ispezione di un acquedotto interrato, andando a  raggiungere una pianura pensile attraversata dai meandri del torrente; la salita continua attraversando una costa erbosa, dove il sentiero volge verso la parte alta della valletta che, ormai molto più in basso, ospita il visibile bivacco. Momentaneamente senza traccia, si taglia un pendio rasato da valanghe e franette superficiali: in una sorta di canale diagonale si ritrova il sentiero e ci si porta a raggiungere quella che in apparenza è la cresta di confine con la Valtellina.
Solo apparentemente, appunto, perchè in questo tratto il crinale è larghissimo e si presenta addirittura in forma di valletta a pascolo. In modo del tutto inaspettato si intercetta un sentiero che segue la cresta in ambedue le direzioni: lo sfrutteremo completamente sia all'andata che al ritorno. Si prosegue quindi verso destra, con pendenza rilevante su pascolo a zolle gradinate, fino a raggiungere definitivamente la parte affilata del crinale; la traccia, ridotta ora ad un passaggio di capre, segue dove possibile il filo di cresta, oppure scende in grande esposizione ad attraversare qualche metro più in basso sul versante orientale: si procede usando talora le mani per mantenere l'equilibrio sui ciuffi d'erba o su affioramenti di roccia scheggiosa ed infida. A questo punto stiamo percorrendo la linea di confine con la Val Vignone (in fondo si riconoscono le baite di Baric) e abbiamo raggiunto la seconda quota IGM: qui le capre hanno abbandonato la lama rocciosa sulla cresta e sono scese per parecchi metri lungo un canalone attualmente fangoso per poi tornare sul filo apparentemente senza difficoltà. Per noi oggi basta così, ma in lontananza si scorge una croce (della quale non ho trovato alcuna notizia) alla base di una spalla di rocce rotte che si porta a convergere sulla punta orientale del Pizzo Bello...
Si ricalca quindi il sentiero delle capre, seguendolo anche oltre il punto in cui l'avevamo raggiunto in salita: la traccia è molto marcata, rovinata da qualche frana ed erosa dallo scorrimento delle acque; in breve si raggiunge la Bocchetta Q2300, raggiunta da un evidente ma misterioso sentiero che sale da sudovest. Ormai non ci si trova molto lontani dal bivacco, anzi è ben visibile, ma il sentiero - minimo - che lo raggiunge tende a disperdersi nelle vecchie tracce di bovini al pascolo. La costruzione del Bivacco "Ai Fop", che avevamo già visitato nel 2008, appare un po' degradata dal passare del tempo e la presenza degli scarti di manutenzione non smaltiti accentua il senso di trascuratezza. Dalla piccola conca che ospita il bivacco si scende ai vicini ruderi del vecchio alpeggio e poi, con una lunga serie di strette serpentine, si ritorna al fondovalle dell'Alpe Caldenno. Ripercorriamo la pista forestale già salita all'andata fino all'ingresso nel bosco, dove si può notare l'imbocco di un sentiero: è la vecchia via di accesso all'alpeggio, che scorre poche decine di metri sopra la  sterrata, ma con un percorso molto più interessante ed accattivante. Termina a margine del piazzale di parcheggio e, tutto considerato, sembra consigliabile sia per l'andata che per il ritorno.

Hike partners: cai56, chiaraa


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Comments (8)


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danicomo says:
Sent 25 June 2019, 17h49
Bellissima l'Alpe Caldenno!
Non ci son mai stato ma era da sempre nei piani per salire i Corni Bruciati.
Bella anche la saturazione che ottieni per le foto, quasi una polarizzazione.

cai56 says: RE:
Sent 25 June 2019, 18h06
L'idea di salire da qui ai Corni Bruciati è epica!!
Purtroppo la bollatura diretta dal Passo Caldenno al Passo di Corna Rossa è scomparsa. L'abbiamo cercata invano durante il giro dei Corni Bruciati e ci è toccato scendere fino al Rif.Bosio. Eravamo assieme a Beno, e se non l'ha trovata nemmeno lui...

danicomo says: RE:
Sent 25 June 2019, 18h16
Era un'idea di un paio di anni fa, con il povero Poge. E lo spunto l'aveva dato proprio Beno a cui avevo chiesto particolari.
Invece di salire al passo di Caldenno si va a sinistra e poi a dx per prendere un canalino di uscita di un piccolo circo glaciale, tra i due Corni.
A questo punto a dx per il Corno Settentrionale sono una ventina di minuti di I-II.
Per il ritorno, sempre idea di Beno, direzione Ponti, piccolo scavalco della selletta tra i due Corni e discesona del canale (fattibile secondo lui) fino a Predarossa. All'inizio del canale a dx si trova una via di salita ancor più semplice al Corno Settentrionale.
Detto Corno l'ho provato anni fa dal Desio e, eravamo in troppi..., ci siam impastati dopo una mezz'ora.

cai56 says: RE:
Sent 25 June 2019, 18h38
Secondo me la "discesona del canale" non prende bene: in anni lontani, da ragazzi, quel canale l'ho risalito (all'epoca era di ghiaccio ancora ad agosto) fino ad oltre la metà… poi rinuncia per bombardamento di sassi. Le "fattibilità" di Beno sono talvolta un po' relative, ma sempre entusiasmanti.
Molto bella invece l'idea di salita che, mi pare di capire, passa alla base della Cima di Postalesio.

danicomo says: RE:
Sent 25 June 2019, 18h46
E' la 2995m? Allora sì...., si passa a ore8-9 rispetto a quella cima.
All'epoca del tentativo da nord, il vecchio gestore del Bosio ci aveva sconsigliato di provare dal Desio ma aveva consigliato Passo di Caldenno, poi restare alti a dx e canalino e via....
Le cose tornerebbero.
Quanto a Beno... fortuna che esiste.

cai56 says: RE:
Sent 25 June 2019, 18h55
Parole sante.
Ciao

GIBI says:
Sent 26 June 2019, 19h36
Grazie ! ... a livello di Valtellina ci fai sempre scoprire itinerari particolari e a volte anche inediti che suscitano la nostra curiosità !

ciao Giorgio

cai56 says: RE:
Sent 26 June 2019, 20h32
Dopo decenni di frequentazione, mi tocca andare a cercare - non sempre agevolmente - qualcosa di strano per tenere lontana la noia che, ahimè, mi assale ripetendo nel breve periodo (per me qualche anno) gli stessi sentieri.
E tutto ciò mi dovrebbe essere riconosciuto come "lavoro usurante". ;-))
Ciao Marco


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