Cima del Lausetto 2687 m


Published by cristina , 19 March 2019, 15h48. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike:16 March 2019
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Snowshoe grading: WT3 - Demanding snowshoe hike
Waypoints:
Access to start point:Raggiungere Borgo San Dalmazzo per la Milano-Torino o la Asti-Cuneo. Da Borgo si entra nel Parco delle Alpi Marittime. Superare Sant'Anna di Valdieri fino a giungere a Tetti Gaina. Poco dopo si trova la sbarra di chiusura della valle quando c'è neve. Poco dopo ci sono degli slarghi dove posteggiare e il cartello escursionistico che indica il Ponte della Vagliotta,

Visto che le previsioni sono ancora ottime, torniamo in Val Gesso. Questa volta affittiamo un monolocale a Entracque, più economico di un viaggio in Val d’Aosta….

Su suggerimento del gestore del rifugio Livio Bianco, proveremo a salire alla Cima del Lausetto.

Partiamo con zaini ben carichi perché non sappiamo bene che cosa potremo trovare, relazioni poche e nessuna recente.

Lasciata l’auto al Ponte della Vagliotta, lo attraversiamo e cominciamo a salire lungo la bella mulattiera. Inizialmente la neve la troviamo solo a tratti e in molti riusciamo a stare a fianco. Entrati nella valle la situazione cambia. Il percorso, fino al Gias della Vagliotta, è ben visibile. La mulattiera è coperta quasi interamente da vecchie slavine. Qualcuno però è già passato, per cui sfruttando le vecchie peste quando non troppo ghiacciate e facendone altre, risaliamo i lunghi tornanti. Se la mulattiera fosse pulita non ci sarebbero problemi di esposizione ma in queste condizioni bisogna prestare molto attenzione a non scivolare nel torrente sottostante.....:-) La sola tenuta degli scarponi è buona per cui riusciamo a raggiungere il Gias senza calzare ramponi e tanto meno le ciaspole.

Dal Gias la mulattiera prosegue quasi nelle stesse condizioni. Niente slavine, ma ancora alcuni tratti innevati ma molti puliti.

L’ambiente e la giornata sono favolosi…forse un po’ troppo caldo una volta giunti al sole.

Saliamo con calma anche perché gli zaini sono molto pesanti. Intorno ai 2000 m, dopo aver percorso un lungo traverso, facendo qualche bel buco, da uno sono uscita anche con grosse difficoltà…decidiamo di calzare le ciaspole. Siamo a circa 300/400 m dal colle. A questo punto non seguiremo più la mulattiera ma punteremo diritti al colle. La neve all’ombra tiene ancora decentemente, al sole un disastro e, vista la pendenza, comincio a preoccuparmi per la discesa.

Giunti faticosamente al colle, vediamo subito che la cresta è in gran parte pulita per cui lasciamo le ciaspole e proseguiamo. La traccia segue il filo di cresta aggirando qualche spuntone, salibile volendo. Noi stiamo più o meno in cresta, evitando così alcuni traversi su neve.

Raggiunta la cima e considerato che c’è solo un leggero venticello e che siamo parecchio stanchi decidiamo di fare pausa pranzo quassù, la neve non peggiorerà tanto di più … non teneva prima e non terrà tra un’oretta!

Panorama strepitoso, riconosciamo le numerose cime salite negli anni passati, risale al 2006 il nostro primo trekking nelle Alpi Marittime…amore a prima vista!

Conclusa la pausa ripercorriamo la cresta. Al passo io nemmeno ci provo a rimettere le ciaspole, su quella pappa e quel ripido la possibilità di farla in scivolata è troppo alta…per precauzione metto i ramponi anche se saranno utili solo nei pochi metri di un traverso, per il resto tra qualche buca e qualche imprecazione riesco a portarmi nella parte  meno ripida. Marco invece prova prima con le ciaspole, che a pochi metri dal passo deve togliere, troppo scivoloso…niente ramponi fino al traverso, pochi metri e poi nuovamente con le ciaspole…una fatica sti cambi assetti.

Finalmente dopo l’ultimo traverso che io percorro come se camminassi sulle uova per evitare di infilarmi in qualche buco, siamo all’asciutto…più o meno!

Velocemente torniamo al Gias della Vagliotta. Pausa in contemplazione dello spuntare della luna…e quindi nuovamente lungo i traversi su slavina. Ora la neve ha mollato a sufficienza per farci scendere con tranquillità. Qualche affondo ogni tanto ma si scende bene.

Bellissima valle, nessuno in giro naturalmente, già non è molto frequentata normalmente, ora in queste condizioni di non scialpinismo e di non escursionismo assolutamente ignorata…Ottimo consiglio!


Hike partners: cristina, Marco27


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Comments (6)


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Camoscio says:
Sent 19 March 2019, 19h40
Chi la dura la vince! Quando si formano quei maledetti buchi bisogna fare attenzione. Bravi! ;)

cristina says: RE:
Sent 20 March 2019, 09h42
Soprattutto a non frantumarsi le caviglie :-)))

Alpingio says:
Sent 19 March 2019, 22h47
..altro posto da studiare!
Bravi
Giovanni

cristina says: RE:
Sent 20 March 2019, 09h43
Nel cuneese c'è da sbizzarrirsi in ogni valle, tanti 3000 raggiungibili escursionisticamente, ancora zone poco frequentate e rifugi come una volta...

GIBI says:
Sent 20 March 2019, 19h51
Se fai fatica tu a tirarti fuori da un buco figuriamoci se ci finisco io con il mio peso ... no ! no ! ... per quest'anno rimango lontano dalla neve !

... comunque tirate sempre fuori dei gran bei giri !

ciao Giorgio

cristina says: RE:
Sent 20 March 2019, 20h23
Eravamo entrati in quella valle anni fa per traversare dal Punto Nodale e andare al rifugio Morelli, una valle spettacolare... Il suggerimento del gestore del rifugio Livio Bianco è arrivato a fagiolo per vedere l'altro versante della valle.

Ciao ciao


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