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Pass del Vadet - Bassa Ossola


Published by atal , 10 November 2018, 16h37.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike: 4 November 2018
Hiking grading: T4 - High-level Alpine hike
Waypoints:
Time: 8:00
Height gain: 1000 m 3280 ft.
Height loss: 1000 m 3280 ft.

L'escursione prende lo spunto da una pubblicazione del 1989 "La montagna dei Twergi" a cura del Gruppo Alpini Ornavasso, attualmente fuori commercio. I Twergi, a Migiandone chiamati Querc, sono i folletti della tradizione locale, che ha le sue origini nella cultura dei Walser.

Migiandone e Ornavasso, sono stati gli insediamenti walser più vicini alla pianura padana. L'eredità dei colonizzatori si percepisce soprattutto nella toponomastica, in particolare nel nome di diversi alpeggi che termina con il suffisso -boda o -bodo (dal significato di pianoro), imparentato con la parola tedesca boden.
 
Per quanto riguarda l'architettura, i Walser nella bassa Ossola non hanno lasciato le loro classiche baite in pietra e legno (forse perché qui non ci sono i larici…). Troviamo invece moltissimi grandi architravi in pietra, che non sono così frequenti altrove e che conferiscono alle baite un caratteristico aspetto primitivo.
 
Visto il numero considerevole di alpeggi (ne ho contati 40 ma probabilmente sono di più) rispetto all'estensione di questo microcosmo (un triangolo rovesciato con circa 3 chilometri di base e altrettanti di altezza), abbiamo deciso di suddividere la visita in più uscite, iniziando con gli alpi di Migiandone (un tempo comune autonomo, ora inglobato in quello di Ornavasso) situati a Est del Rio Blet, senza comunque riuscire a vederli tutti…

Annotazioni
Molto interessante il percorso del Pass del Vadet che permette di superare nell'unico modo ragionevole la parete che sostiene la misconosciuta Alpe Auliga, e il sentiero che da Auliga raggiunge l'Alpe Spighi su una sorta di cengia esposta su precipizi insospettabili.

I percorsi in questione sono anche quelli dove si concentrano le difficoltà, che comunque non sono mai eccessive (per chi è abituato a muoversi senza segnaletica, su terreni disagevoli e in parte esposti).

Itinerario
Da Gabbio di Migiandone con Ferruccio risalgo il Rio del Boecch (cioè del buco) fino al termine della strada asfaltata. Un sentiero sale costeggiando il torrente fino ad un ponte in cemento. Qui si può arrivare anche dalla piazza della chiesa principale seguendo le indicazioni per la Mulattiera Militare della Costa del Gabbio. Superato il ponte si segue la mulattiera, che è parte del sistema difensivo della Linea Cadorna, fino ai ruderi dell'Alpe Crus dal Runc, dove troviamo il primo di una lunga serie di architravi.

Seguiamo la mulattiera fino a dove è possibile, poi - quando la vegetazione che a tratti la invade rende difficoltosa la progressione - saliamo direttamente la costa tra il Rio del Boecch e il Rio Blet fino all'alpe Bufferun / Buffarone, dove una costruzione rimodernata affianca un rudere ingentilito dalla presenza di un'ortensia.

Bufferun è rappresentato sulla CNS in corrispondenza al toponimo Lanca.

Da Bufferun saliamo con percorso libero la costa soprastante fino ai ruderi di Cinambodo (CNS 660 m). Questo si è rivelato l'alpe più interessante della zona, per la presenza di un'architrave con un'iscrizione in corsivo (che non siamo riusciti a decifrare) e di una rovina circolare.

Saliamo ancora con percorso libero fino alla base della parete che fascia il versante e che costeggiamo in direzione Ovest, trovando una traccia con dei tagli. Poco dopo un caratteristico passaggio sotto una parete aggettante, che potrebbe essere il Pass del Vadet, saliamo in un canalino boscoso verso Est e quindi su una sorta di rampa con vegetazione che permette di superare il salto di roccia, raggiungendo un terrazzo con una giavina. Salendo con percorso libero il facile pendio sovrastante, incontriamo una traccia con dei tagli che, traversando in piano verso Ovest, raggiunge in breve i due ruderi dell'Alpe Auliga

L'Alpe Auliga si trova dove le mappe IGM e CNS indicano Pacusboda, su una sorta di sperone che precipita a Nord e a Ovest su alte pareti che definiscono i confini di un misero pascolo, molto pericoloso per il bestiame. L'Alpe Auliga veniva raggiunto con le mucche dal sentiero che percorreremo al ritorno ma prima vale la pena provare a cercare il sentiero per l'Alpe Spighi, il più remoto tra gli alpi a Est del Rio Blet..  

Dalle baite di Auliga traversiamo in piano in direzione Sud, incontrando subito un bel sentiero che guadagna senza difficoltà il poggio successivo, un ottimo punto di osservazione sulla parte più incassata della valle del Rio Blet.
Il sentiero traversa ancora a Sud in leggera discesa su una sorta di cengia che passa sopra una parete vertiginosa, supera quindi due torrenti e risale il successivo poggio boscoso fino ai ruderi dell'Alpe Spighi.

L'alpeggio è rappresentato, senza nome, sulla carta IGM. La prima edizione riporta anche la quota di 1137 m. Il sentiero Auliga-Spighi è indicato anche sulla CNS.

Ritornati ad Auliga lungo il percorso dell'andata, seguiamo il sentiero che traversa alle spalle delle baite in direzione Est fino ad un bivio, dove prendiamo la traccia in leggera salita. In breve arriviamo sulla mulattiera militare (ometto), che risaliamo per un paio di tornanti fino ad una sorta di pozzo quadrato.
Pochi metri a Ovest del pozzo troviamo i ruderi di Pacusboda.

Ritornati alla mulattiera, riprendiamo il sentiero da cui siamo arrivati e, al bivio, imbocchiamo il sentiero che traversa a Est. Con comodo percorso in piano si attraversa rapidamente il versante fino alla dorsale dove troviamo le baite rimodernate dell'Alpe Barumboda / Brumbodo. Qui la vista si apre sui laghi di Mergozzo e Maggiore.

Da Barumboda scendiamo lungo la dorsale con percorso libero, in modo da tagliare gli ampi tornanti della mulattiera, fino ad incrociare una strada sterrata che seguiamo verso Ovest, arrivando così all'Alpe Grausteini, preceduta da un grande masso erratico, che probabilmente è all'origine del nome.

Grausteini è una baita ristrutturata, in posizione panoramica sulla bassa Ossola, con tanto di bandiera visibile dal fondovalle. Si tratta dell'ape senza nome indicato alla quota di 887 m sulla carta IGM.

Ripreso il cammino lungo la sterrata in direzione Est, ad un bivio scendiamo all' Alpe Solitudine, ristrutturata e con vista laghi.

Da Solitudine scendiamo ancora con percorso libero lungo la dorsale fino ad incontrare una traccia che in direzione Ovest raggiunge in breve il nucleo superiore di Magigé. Anche qui è presente una baita ristrutturata, preceduta da un rudere con un grande architrave. La CNS riporta, senza nome né quota, due nuclei. La posizione della baita ristrutturata coincide con il nucleo superiore. Quello inferiore consta di due ruderi imboscati, che si raggiungono scendendo nel bosco senza traccia in direzione Est.

Pochi metri a monte di questi ruderi, un sentiero traversa in discesa a Ovest e in breve arriva alla grande radura dell'Alpe Zevi, ricreata con opera di disboscamento molto recente e attualmente abitata, come testimoniano i cani (alla catena) e un orto dove ci sono ancora dei pomodori maturi.

Sembra che Zevi in lingua Walser significhi "laghetto", in riferimento all'acqua che si accumula nel pianoro dell'alpe dopo le piogge. Questo è quello che verremo a sapere dal proprietario dell'alpe, incontrato in un giro successivo.

Un cartello indica il sentiero per Migiandone, che da qui in avanti ricalca fedelmente il percorso indicato sulla CNS. Nel bosco si incontrano diversi gruppi di ruderi, il più grande dei quali è l'Alpe Lanca, situato dove le carte CNS e IGM indicano l'Alpe Sichsi.

Il sentiero scende la dorsale boscosa a Ovest del Rio della Loja fino al grande alpeggio de La Villa / Dorf, un tempo un vero e proprio paese, il nucleo originario dell'insediamento Walser di Migiandone, dove si trova anche una cappella affrescata risalente al 1520, una delle più antiche della zona.

Da La Villa si seguono le indicazioni che portano all'Alpe Campaccio e quindi al Santuario della Madonna dell'Oropa. Percorrendo la via crucis arriviamo a Migiandone dove si chiude il  nostro giro, appena in tempo prima della ripresa delle piogge...


Tempi
Gabbio di Migiandone-Crus dal Runc 20'
Crus dal Runc - Bufferun 30'
Bufferun-Cinambodo 10'
Cinambodo - Auliga 1:10
Auliga - Spighi 20'
Auliga - Pacusboda 10'
Pacusboda-Barumboda 20'
Barumboda-Grausteini 15'
Grausteini-Solitudine 10'
Solitudine-Magigè 5'
Magigè-Zevi 20'
Zevi-Lanca 20'
Lanca-La Villa 40'
La Villa-Santuario della Madonna dell'Oropa 20'
Santuario della Madonna dell'Oropa-Gabbio di Migiandone 15'


Hike partners: atal


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Comments (8)


Post a comment

Menek says:
Sent 10 November 2018, 16h46
sempre belle e particolari le tue uscite.
Menek

atal says: RE:
Sent 10 November 2018, 16h57
Grazie Menek, questa è una zona che ancora non avevo visitato e si è rivelata molto interessante, oltre che essere adatta anche a giornate non belle...
Andrea

blepori says:
Sent 11 November 2018, 08h49
bei posti, oltre ai folletti qualche fatina l'hai incontrata? Ciao Benedetto

atal says: RE:
Sent 11 November 2018, 11h04
Niente, si vede che non è stagione...
Andrea

wildfrog says: Incredibile...
Sent 11 November 2018, 10h54
quanta roba che ci sarebbe ancora da camminare... io rimango ancora dall'altra parte della Valle :-)
sempre complimenti
ciao
A

atal says: RE:Incredibile...
Sent 11 November 2018, 11h07
Ciao A. In effetti c’e ancora tanto da vedere da quelle parti. Pensavamo di cavarcela con tre giri ma, dopo il primo, è già chiaro che non basteranno...

Sent 12 November 2018, 12h12
Un vero museo nel suo stato naturale. Gli abitanti di Migiandone non sanno quanto siano fortunati!

atal says: RE:
Sent 12 November 2018, 19h00
Sottoscrivo. Ed oltre ad essere quello che dici, probabilmente è anche l’ultima terra incognita (per i non locali, ovviamente) delle valli ossolane...


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