Anello in Val Segnara: l'Alpe Curgè, la Bocchetta di Anzino (e altre primizie) - Valle Anzasca


Published by atal , 1 October 2017, 21h01.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike:30 September 2017
Hiking grading: T5+ - Challenging High-level Alpine hike
Waypoints:
Time: 10:00
Height gain: 1794 m 5884 ft.
Height loss: 1794 m 5884 ft.

Impegnativa avventura nella nebbia in compagnia di Ferruccio e Francesco.

La Val Segnara, per lo sviluppo, l'isolamento e per l'ambiente selvaggio, verdissimo e ricco d'acqua, con fianchi impervi nascosti da folti boschi, è la più simile alla Valgrande tra le altre valli ossolane.

Forse proprio per queste sue caratteristiche è poco frequentata dagli escursionisti, nonostante sia attraversata anche dalla GTA, la Grande Traversata Alpina.

Dei numerosi alpeggi presenti in questa valle, l'Alpe Curgé, posto a 1650 m sul versante Est del Corno di Scarpignano, è il più remoto.

A poca distanza dall'alpe, il profondo intaglio della Bocchetta di Anzino (1676 m), noto localmente con l'espressivo nome dialettale di "Sctrecg" (che suona simile all'italiano "stretto"). La bocchetta non è mai stata un punto di passaggio tra un versante e l'altro e non è attraversata da sentieri ma può essere raggiunta dalla creste a Sud e a Nord, come è stato fatto da chi ha salito la cresta Nord del Corno di Scarpignano e come faremo anche noi oggi per chiudere un anello che toccherà, oltre al citato Alpe Curgé, anche altri alpi raramente visitati: L'AgarèCalamacchio Storna.


Note tecniche
In una giornata con scarsa visibilità come quella di ieri, si è rivelato di grande aiuto il GPS, non per seguire una traccia (che ovviamente non avevamo) ma per visualizzare in tempo reale la nostra posizione sulla Carta Svizzera.

Il percorso è scomodo e presenta lunghi tratti senza sentiero, in cui la progressione è notevolmente intralciata dalla vegetazione.

Traccia GPS: istruzioni per l'uso
Esiste un sentiero, non riportato sulle mappe, che dall'Alpe Storna scende verso la zona del'Alpe Taiole (quota 890 m sulla carta IGM - Bannio ed. 3). Noi abbiamo perso questo sentiero intorno ai 1250 m di quota, di conseguenza la traccia, sotto la quota citata fino al ponte per Taiole (non indicato sulle mappe, vedere il waypoint per le coordinate) non corrisponde al sentiero in questione ma al percorso, scomodo e non raccomandabile, che abbiamo seguito per uscire dal versante.

 
Fino all'Alpe Pianale
Lasciata l'auto in un piccolo spiazzo a bordo strada poco prima della fine del tratto asfaltato, attraversiamo il ponte e percorriamo fino al suo termine la strada sterrata, addentrandoci nella valle. Imbocchiamo quindi una mulattiera che, per costruzione e ambiente, ricorda la Strada Sutermeister della Val Pogallo.

Un tempo questo era l'inizio di un viaggio a piedi lungo 54 giorni, che vedeva donne della Valle Anzasca partire con un po' di oro verso Ventimiglia per scambiarlo con il sale, risorsa preziosissima per la conservazione dei cibi.

Superato il torrente che scende dalla Val Rosin (ponte), arriviamo al bivio per l'Alpe Lago. Qui proseguiamo a destra (Sud), seguendo l'indicazione per l'Alpe Pianale. Dopo pochi minuti dal bivio, notiamo alla nostra destra (Ovest) un ponte che attraversa il Torrente Segnara: è il ponte per Taiole dove passeremo al ritorno.

Proseguendo sul sentiero segnalato arriviamo all'Alpe Turroancora utilizzato, e quindi al ponte che supera il Torrente Segnara e porta all'Alpe Pianale, dove ci sono delle baite ancora in buono stato.

Tempi: 1:20

Da Pianale ad Agarè
Ci portiamo a monte del rudere più a destra (Nord) e imbocchiamo un sentiero segnato di recente con vernice spray e con alcuni tagli. Il tracciato del vecchio sentiero nella parte iniziale si presenta a tratti riconoscibile sul terreno ma i segni di vernice non lo seguono fedelmente. Attraversato un canalino circa 150 m sopra l'Alpe Pianale, il percorso prosegue su terreno ripido, senza più incontrare evidenze del vecchio sentiero. Giunti alla base di un salto a circa 1400 m di quota, i segni traversano a destra (Nord) e portano a risalire la dorsale fino all'Alpe Agarè, costituito da una baita pericolante più altri ruderi azzerati, circondati da alberi malati.

Tempi: 1:30, incluse varie "digressioni" per trovare il sentiero

Dall'Agarè a Curgé
Il sentiero segnato sulla CNS è di fatto inesistente e ci si deve districare tra le piante, senza altro riferimento che quello dato dall'altimetro. Dopo avere superato diversi canali, con percorso scomodo, raggiungiamo il prato sulla dorsale di Curgé. La baita si trova più in basso, sotto un salto di roccia che la proteggeva dalle valanghe. Le rocce sono state “armate” con un legno a fare da puntello e un muro di sostegno: evidentemente la franosità del pendio aveva portato gli alpigiani ad investire sul paravalanghe naturale.

La strana opera è rimasta, ma il tetto della baita è crollato, probabilmente senza che nulla si sia abbattuto su di esso, se non l'abbandono...

Tempi: 1:20

Da Curgé alla Bocchetta di Anzino
In questo tratto le mappe non riportano sentieri. Visto che oggi le nebbie rendono difficoltosa la navigazione a vista, utilizzeremo gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione.

Attraversato il canale a Nord di Curgé in un punto conveniente, risaliamo il versante opposto fino ad una giavina, arrivando così sulla dorsale. Con un facile traverso tra i rododendri ci portiamo sulla cresta Nord del Corno di Scarpignano a circa 1800 m di quota. Scesi ad un colletto che precede un tratto affilato della cresta troviamo anche dei tagli ma non riusciamo a trovare la loro prosecuzione. Ci caliamo quindi a sinistra (Ovest) e traversiamo poi a destra (Nord), fino a trovarci su una dorsale secondaria. Attraversiamo quindi un canalino dal fondo franoso sulla destra e ci portiamo nel canale che scende verso Ovest dalla Bocchetta di Anzino, circa 20 m sotto l'intaglio, che raggiungiamo con una breve risalita.

Tempi: 1:20

Dalla Bocchetta di Anzino a Calamacchio 
Saliamo sul versante della Val Segnara il ripido pendio di erba dell'anticima SE della Cima dell'Ovac (1815 m IGM). Scendiamo, sempre senza sentiero e in mezzo a vegetazione a tratti fastidiosa, il ripido pendio a sinistra della dorsale Est, fino ad incontrare un vago calpestio e dei tagli: siamo sul vecchio sentiero che collegava Calamacchio all'Alpe Corte. Traversiamo quindi a destra (Est), cercando di seguire i tagli, fino a raggiungere l'ampia spalla erbosa dove si trovano i ruderi di Calamacchio.

In una bella giornata, questo dev'essere un posto con un bel panorama...

Tempi: 1:30

Da Calamacchio a Storna 
Scendiamo lungo la dorsale ed entriamo nel bosco, dove incontriamo una traccia evidente (non segnalata) che in breve ci porta all'Alpe Storna, con una baita ancora utilizzata.

Tempi: 20'

Da Storna al Ponte per Taiole
Un sentiero non segnato sulle mappe e non segnalato sul terreno, scende verso la zona dove un tempo c'era l'Alpe Taiole e quindi ad un ponte in cemento sul Rio Rosenza. Informazioni su questo percorso si trovano sul sito alpi-ticinesi.ch a questa pagina: link.

Il sentiero inizia sotto le baite, e si presenta all'inizio come una traccia nelle erba che scende con alcune svolte tra numerosi tronchi tagliati. Quando entra nel bosco, assume le caratteristiche di una bella e comoda mulattiera con qualche tratto costruito. Arrivati su un pianoro a circa 1250 m di quota, non abbiamo trovato la prosecuzione del sentiero e siamo scesi poggiando a destra (Est).

Dopo avere disceso una facile dorsale, quando è diventato evidente che non eravamo nella direzione giusta, abbiamo dovuto superare un ripido e infido canale, con placche inclinate ricoperte da un sottile strato di terriccio e foglie marce, per poi traversare in direzione dell'Alpe Taiole, i cui ruderi non abbiamo cercato perché si era fatto tardi. Seguendo labili tracce e e un po' di intuito siamo comunque riusciti a raggiungere il ponte visto all'andata prima del crepuscolo.

Alla fine, tutto è bene quel che finisce bene...

Tempi: 1:45 fino al ponte per Taiole, più altri 40' sul sentiero dell'andata fino al parcheggio


Hike partners: atal


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Comments (6)


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Sent 2 October 2017, 10h48
Amazing escursione in Amazzonia Italiana!

Sogno? C'è una cappella sulla mappa svizzera a 1863 metri?

Zaza says: RE:
Sent 2 October 2017, 11h12
Ecco la cappella...solo una croce in legno.

ChristianR says: RE:
Sent 2 October 2017, 11h49
Oh ... è davvero una piccola cappella ...

atal says: RE:
Sent 2 October 2017, 13h14
La croce del Barbone.

Sent 3 October 2017, 17h59
Se non son matti, non li vogliamo. Sono salito molti anni fà in quella valle infernale, ripromettendomi di non tornarci più.
Bravi Voi (qualche volta verranno a cercarvi, ora che le giornate si accorciano).
roby

atal says: RE:
Sent 3 October 2017, 22h07
Ciao Roby, in effetti questa volta abbiamo rischiato di passare la notte nel bosco, comunque la valle mi è piaciuta e penso che ci tornerò. Ci sono già venute delle idee nuove...
Andrea


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