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Il casinetto di Don Giovanni: "Là ci darem la mano, là mi dirai di si"


Published by micaela , 8 May 2017, 13h00.

Region: World » Switzerland » Tessin » Locarnese
Date of the hike: 7 May 2017
Hiking grading: T4 - High-level Alpine hike
Mountaineering grading: F
Climbing grading: II (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Pizzo Ruscada 
Time: 8:00
Route:Ho indicato unicamente i punti presenti sulla CNS, ancorché sembra ci siano discordanze su la loro altitudine. Ovviamente tra la prima indicazione: "Lasà" e quella di "Cürt" (Curti di Sotto), c' è di mezzo un mare di chilometri e ciularinate alla ricerca del sentiero sino al Monte Rodondo.
Access to start point:Aprendo la porta di casa mia.
Maps:CNS 1311 - Comologno

Osservo gli alberi con molta più curiosità e amore.
Da quando ho scovato in libreria, divorandoli poi! i libri di Peter Wohlleben "La vita segreta degli alberi" e "La saggezza degli alberi". Divorateli anche voi, vi prego! Di gustosa lettura vi incanteranno come hanno incantato me e migliaia di lettori.
Osserverete gli alberi con molta più curiosità e amore.
Oggi vi ho fotografato un meraviglioso sentiero alberato...

"Quel casinetto è mio; soli saremo, e là, gioiello mio, ci sposeremo.
Là ci darem la mano, là mi dirai di sì.
Vedi, non è lontano, partiamo ben mio da qui."
             (Atto Primo, Scena nona dal "Don Giovanni" di Mozart, libretto di Lorenzo da Ponte)

Qual legame tra Mozart e gli alberi?
Nessuno, a parte la profonda bellezza e verità di ambedue.
E' per caso, districandomi a fatica in un pericoloso fantastico bosco che mi sono imbattuta nel casinetto di Don Giovanni. 
Cercavo la via per il Monte Rodondo; mi aveva incuriosita la parola, poi la descrizione di un cacciatore. Era ora di andar per sentieri "alla mong" (permetti, amico Jerry?).
Beh, in verità sono sempre andata in cerca di sentieri perduti, ricoperti da vegetazione e frane, in cerca di nomi scomparsi dalle cartine moderne, di manufatti umani d' altri tempi...
Un avventura rischiosa.
Resti di sentiero/i quasi invisibili, strettissimi, a picco sul vuoto, valloncelli bricconi da attraversare, ostacoli costanti: frane, marciume di fogliame e legno in putrefazione, ricerche di passaggi, erbe ciularine ma pure gannette e  franette ciularine, rami costantemente ad intralciare piedi e sferzare viso, un aggrapparsi a tutto ciò che capitava, siano ginestre, cespugli irti di spine, erbe ciularine o ciuffi primaverili, appigli di rocce franose, di radici poco sicure o da scavare con le unghie onde aggrapparvisi, canali scoscesi fatti di sola aria sospesa sul nulla.

Perché non ho mai avuto un attimo di paura? Ho continuato a respirare tranquilla, nemmeno un batticuore?
Eppure temo il vuoto, il viscido.
Mi sono persa al ritorno, avrò fatto più di una decina di tentativi per trovare i passaggi, piccozza in mano, sospesa più volte sul temuto baratro mortal...
             
"Sentir già parmi la fatale saetta, che gli piomba sul capo!
 Aperto veggio il baratro mortal."
              (Atto Secondo, Scena 24 dal "Don Giovanni")

Se temo vuoto e viscido, non temo invece la solitudine.

Già difficile trovare traccia della partenza del sentiero "giusto" sotto le cascine di Lasà, e difatti mi ci sono imbattuta dopo un buon venti minuti. Poi un continuo su e giù nelle condizioni descritte sopra.
A chi volesse ripetere l' itinerario, impossibile descriverlo. Al ritorno ho costruito tanti ometti nei punti che valutavo chiave. Ho gettato nel vuoto innumerevoli tronchi marcescenti e rami che solcavano il sentiero. Ho spezzato il capo a centinaia di felci innocenti. PRESTARE MOLTA ATTENZIONE all' attraversamento dell' ultimo torrente prima di salire al casinetto: bisogna ben ricordare dove si scende fino in riva, dove si attraversa e dove si risale il versante opposto. Proprio lì mi sono persa, quasi un ora senza fotografare niente, solo una calma certezza di trovare la via d' uscita...

"Quel casinetto è mio; soli saremo, e là, gioiello mio, ci sposeremo."
Ho subito pensato al delizioso momento di seduzione mozartiana tra Don Giovanni e Zerlina, vedendolo, sbucando dal bosco. Che gioiellino! Che grazia!
Mi sono avvicinata, senza osar disturbare gli amanti...
Ne ho fatto il giro, a passi silenziosi.

Poi, discese, su e giù alla ricerca della via per il Monte Rodondo. Col verde fogliame primaverile, impossibile indovinare la sua posizione.
Risalita. Al casinetto, lungo arrampicarsi molto verticale seguendo una traccia che sembra dover arrivare, dove? alla Punta della Forcoletta, bellissima pinna lassù nell' azzurro? ai pascoli dell' Alpe Ruscada?
Ridiscesa. Dal casinetto, lunga discesa molto verticale, nessun sentiero visibile sino a una magnifica dolcissima radura, meraviglioso momento di contemplazione.
Mi sento abbracciata affettuosamente da questo luogo. Inalo felicità, silenzio, bellezza, calma.
Una traccia sembra scendere al Ri di Ribellasca; esito: quanti su e giù, già! 
Posso sempre tornare...

LA MIA VALUTAZIONE sulle difficoltà della gita va intesa per la difficoltà a trovare tracce di sentiero, passaggi, al loro carattere esposto quanto molto stretto, all' attraversamento dei rii, al non sapere in anticipo cosa calpesteranno gli scarponi sotto fogliame, sassolini, roccette, umidità, rami marci, all' aver faticato per quasi un ora al ritorno per ritrovare il passaggio "giusto". Durante questo giro ho praticamente usato le mani senza sosta. Impossibile inoltre valutare il dislivello complessivo, vista la particolarità del terreno e le ricerche dei sentieri. 300? 500? 800? anche magari 1000m?

 

Hike partners: micaela


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Comments (19)


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Sent 8 May 2017, 13h36
Nei fitti boschi c' è chi ravana perchè si è perso e c' è chi ravana perchè ama questa pratica.
Comunque che brutto termine ravanare...

Poi c' è chi ama camminare sull' argine del conosciuto alla ricerca di emozioni.. di vecchi sentieri.. di selvagge visioni, proprio come hai fatto tu cara Micaela...
Sento bene il rumore dei tuoi passi che grattano l' oblio delle tue amate montagne...

Grazie sensibile Micaela del tuo ritorno e delle tue parole: mancavano a tutti, sai..?!

Gli alberi sono una mia vera passione e so bene che li ami anche tu: sono le "parole" più poetiche e vere delle nostre montagne e delle nostre pianure... noi troppo spesso li abbattiamo per scaldare il nostro freddo nido o per realizzare la carta su cui scrivere le nostre parole, spesso inutili...

Ben tornata... :-)

Cari saluti...

Angelo + un abbraccione da Ele


micaela says: RE:
Sent 8 May 2017, 13h53
C' è tanta commozione nel mio grazie a voi due, leggendo le vostre parole colme di sensibilità e affetto! Anzi, un doppio grazie, perché la nostra recente salita alla Zeda mi ha spronata a "grattare l' oblio delle mie montagne". Che magnifica espressione, la tua! E come ben si sposa con le azioni di mani e piedi, ieri: hanno proprio tutti e quattro grattato il terreno con potente diletto!

micaela says: RE:
Sent 8 May 2017, 14h10
P.S.: non uso più il termine "ravanare", troppo inflazionato, nonché bruttino, è vero...

Sent 8 May 2017, 16h58
Poesia...Emozioni...Sentimenti...
Sempre puro piacere leggerti!!!
Unica, Micaela!!!
Graziano

micaela says: RE:
Sent 8 May 2017, 20h27
Grazie di cuore, Graziano!
E' una grande gioia anche per me esser tornata tra di voi.
Micaela.

danicomo says:
Sent 8 May 2017, 17h38
Bellissimo....!
..anche se mi manca la freccia rossa con il rossetto!
Daniele

micaela says: RE:
Sent 8 May 2017, 20h29
Ah ah ah! Immagina quanti ne avrei dovuto usare, ieri, Daniele: troppo pesante lo zaino!
Grazie per il complimento, Micaela.

Menek says:
Sent 8 May 2017, 20h02
Bentornata tra i liberi scrittori Mic... seguendo il tuo racconto ho camminato con te. Menego

micaela says: RE:
Sent 8 May 2017, 20h31
Grazie, carissimo! Fa molto piacere anche a me esser tornata a scrivere di mie scorribande e ricevere apprezzamenti come il tuo!
Un abbraccio, Mic.

veget says:
Sent 8 May 2017, 23h00
Cara Micaela,
quante emozioni e apprensione nel leggere i momenti topici, della tua"avventura".....
Finalmente Ti sei sfogata! Ne sentivi "giustamente" la necessità e la grande voglia...
Aggiungo solamente il grande piacere rileggere i tuoi scritti,nei quali è presente l'alta qualità culturale, in tutti i "campi" ad iniziare dal Titolo... .
Ciao Grande!

Eu


micaela says: RE:
Sent 9 May 2017, 07h27
Caro Eugenio,
grazie per la condivisione di questa avventura, anche per quella che Giancarla e tu non mancate mai di dimostrarmi nella vita reale. Ci sarà anche la condivisione con gli scarponi ai piedi, vedrete!
Un abbraccio affettuoso a tutti e due.
Micaela.

Giansa says:
Sent 9 May 2017, 05h42
Grande poetica Mic !
Bentornata!
Un immenso piacere rileggerti e saperti in esplorazione nei tuoi amati sentieri.
La natura è grande terapeuta.
A presto!
Elena e Giampiero

micaela says: RE:
Sent 9 May 2017, 08h35
Cari Elena e Giampiero, un grande grazie!
...ci avete messo lo zampino, sapete, con la vostra inattesa visita all' Ör!!! Terapie d' amicizia.
A presto, su qualche sentiero!
Micaela.

GIBI says:
Sent 9 May 2017, 09h13
Che piacere carissima Micaela questa mattina arrivare al lavoro chiudermi come tutti i santi giorni tristemente in magazzino senza poter vedere nulla all’esterno e poi invece aprire il PC e leggere il tuo affascinante racconto che mi ha fatto evadere un poco ed entrare pur virtualmente a far parte del tuo mondo fatto di sensibilità e libertà dove le cose che ci appaiono più semplici e scontate sono invece quelle che alla fine contano, brava Mic queste uscite ( pur faticose ) sono indispensabili per te e sono il miglior modo per rilassarti dalle fatiche fisiche e mentali e rigenerarti per quelle che purtroppo ancora ti attendono !

sei grande !

ciao Giorgio

micaela says: RE:
Sent 9 May 2017, 14h38
Grande? Misuro 1.72, caro Giorgio, e confesso che l' altezza mi è stata molto utile per scalare gradini e canali!
Grazie a te, un altro dei miei terapisti d' amicizia.
sei caro!
Micaela.

Poncione says:
Sent 10 May 2017, 00h10
Mi son sempre chiesto perchè il povero Don Giovanni finisca all'inferno... forse perchè si è "passato" la bellezza di 640 italiane, 231 tedesche, 100 francesi, 91 turche e 1003 spagnole?
Ma và, ecco la Mic che ci spiega le vere ragioni... el "Burlador de Sevilla" fa questa fine infame, giustamente, perchè le portava lassù, "al casinetto", facendole litigare con sterpi, piante marce, cengie, dirupi.

Altro che "Là mi dirai di sì"... mazzate. :)))

Ciao Mic, e ricorda che il "ravano" è una forma poetica prettamente alpina e prealpina: e tu ne sei splendida interprete.

micaela says: RE:
Sent 10 May 2017, 13h29
Troppa grazia, caro Emi, pensare ch' io ne sappia più delle centinaia di studiosi (e psichiatri!) che si sono arrovellati sulla questione!
Inoltre dopo tanto ravano (!) tra sterpi, piante marce, cenge e dirupi, dove trovavano gli amanti la forza per fare all' amore???

Ciao Emi, non volevo offenderti con la mia considerazione sul "ravano", eh...(che mi sembra noi tre con Ale abbiamo lanciato alla grande nella nostra uscita al Simano, per poi rileggerlo troppo spesso in molteplici relazioni). Perciò ho lanciato lil novello ciularinate!
Ciao! Micaela.

gbal says:
Sent 17 May 2017, 19h33
Detto e fatto. Ecco qui la tua avventura alla mong.
Brava Micaela e mi conforta che tu apprezzi "La saggezza degli alberi" dato che ho comprato da poco l'ebook. Spero mi insegni qualcosa (ci vuole poco con me).
Ciao

micaela says: RE:
Sent 18 May 2017, 00h19
Grazie Giulio, fedele lettore e squisito commentatore delle mie scorribande!
Se in più, leggi libri che leggo, doppiamente grazie!
Ciao, Micaela.


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