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Villa Pliniana


Published by paoloski Pro , 22 April 2017, 12h44.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:26 March 2017
Hiking grading: T1 - Valley hike
Waypoints:
Time: 1:15
Height gain: 70 m 230 ft.
Height loss: 70 m 230 ft.
Access to start point:Da Como prendere la Strada Statale 385 in direzione di Bellagio. Dopo Torno sulla sinistra si vede l'ingresso della Villa Pliniana. Parcheggi praticamente inesistenti.
Accommodation:Per portafogli molto capienti la Villa Pliniana stessa!

Per una qualche strana ragione ho sempre desiderato andare a vedere la Villa Pliniana sul Lago di Como. Sarà forse perchè di questo luogo, prima della sorgente e poi della villa, ne hanno parlato in tanti: da Plinio il Giovane fino a Leonardo da Vinci, e poi per le frequentazioni: Napoleone, Rossini, Foscolo, Bellini, Liszt, Puccini, Volta, Stendhal,Byron, Manzoni, Fogazzaro...
Fatto sta che un primo tenta vivo lo feci decine di anni fa quando la villa giaceva in uno stato di deplorevole abbandono, avvicinamento a piedi, scavalcamento della rete e rapida fuga inseguito da un paio di dobermann poco propensi ad assecondare la mia voglia di conoscenza. Secondo tentativo: via lago con una barca vela, chiaramente in un giorno di bonaccia per cui la villa la vedemmo praticamente con il cannocchiale perchè andando di bolina e partendo da Sala Comacina ci mettemmo una giornata per arrivare nei pressi. Un paio di anni fa nuova visita da lungi durante una crociera in battello partendo da Como.
Quest'anno per le Giornate di Primavera il Fondo Ambiente Italiano propone la visita! È la volta buona!
Con Anna decido che partiremo presto per essere fra i primi ad entrare.
Detto, fatto: domenica mattina passiamo a prendere Veronique che verrà con noi, entriamo in Svizzera da Gaggiolo, usciamo dall'autostrada a Chiasso, attraversiamo Como, impresa non facilissima vista la viabilità cervellotica che caratterizza la città e, poco dopo le 9,30 siamo a Torno. Trovare parcheggio non è facile: ci sono già un bel po' di auto piazzate in ogni anfratto possibile lungo la statale, che qui è decisamente stretta, ma finalmente ad un paio di chilometri dall'ingresso troviamo una piazzola in cui sistemare senza creare ingombri la nostra auto.
Ci avviamo verso Sud lungo la strada, riusciamo a vedere la villa dall'alto, all'ingresso c'è già un cospicuo numero di persone che vengono selezionate: da una parte gli iscritti al FAI, dall'altra i non associati. Noi siamo tutti tesserati da anni e veniamo inseriti nel primo gruppo accompagnato.
Scortati e resi edotti dai volontari FAI percorriamo la strada che dal livello della Strada Statale scende a quello del lago su cui la villa si affaccia. Qualche sosta per le fotografie al superbo panorama e, in breve, eccoci alla cascata che, dopo un salto di quasi 80 metri, da origine alla sorgente intermittente all'interno della villa, in pratica un sifone naturale fa si che solo quando questo si riempie l'acqua possa sgorgare nella fontana all'interno della corte posta fra i due corpi di fabbrica. 
Entriamo nella villa e dopo una prima illustrazione di quanto si trova nel patio: una fontana cinquecentesca con un tritone affiancato da un delfino, la loggia, le lapidi marmoree in latino ed in italiano con la spiegazione dell'intermittenza della sorgente scritta da Plinio il Giovane; veniamo quindi accompagnati dapprima nella Sala Bellini: gran sfarzo, pavimento in graniglia a mosaico, grandi camini in marmo portoro, soffitto a cassettoni dipinti, fregio affrescato sulla parte alta delle pareti con scene mitologiche, arredi moderni ma di gran pregio... È ora di uscire di nuovo nel patio e visitare la Sala Rossini, questa è anche più sontuosa della precedente: il soffitto qui è a cassettoni ottagonali e non quadrati, il fregio affrescato raffigura la panoplia dei proprietari della villa, il camino e le specchiere sono ancora più importanti, in un angolo il pianoforte su cui Rossini, ospite della villa, in soli tre giorni avrebbe composto la suo opera "Tancredi".
In un'attigua saletta un biliardo: è quello intorno al quale Napoleone Bonaparte passò una notte insonne giocando. Il pavimento in graniglia riporta delle frasi in Yiddish, lingua parlata dagli ebrei ashkenaziti, simile al tedesco ma scritta in caratteri ebraici e usata nei circoli massonici dell'epoca, viene inopinatamente ed incongruamente definita un dialetto arabo dalla nostra guida (Sic transit gloria Mundi).
Usciamo dalla Sala Rossini e veniamo accompagnati ad una scalinata che scende ad una sorta di corridoio loggiato al termine del quale si trova l'approdo lacuale della villa e lo sbocco dellae acque della fonte. Risaliamo e riprendiamo la strada che ci condurrà all'ingresso.
Quando vi arriviamo vediamo centinaia di persone in coda, bene abbiamo fatto ad arrivare presto, i tempi d'attesa per le visite si aggirano sulle due ore! Le auto sono ormai parcheggiate ovunque, alcune sono "infilate" in minimi anfratti creando qualche problema alla circolazione. Vediamo diver se persone sconsolate rinunciare alla progettata visita per la troppa attesa prospettata loro.Raggiungiamo la nostra e lasciamo un buon posto libero per i visitatori successivi.

Bella la Pliniana! A meno di non decidere di dormirvi, visto che ora è divenuta un Resort super lussuoso, con notevole esborso, sarà difficile tornarvi, valeva senz'altro la pena visitarla.

Hike partners: paoloski


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Comments (2)


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andrea62 says:
Sent 25 April 2017, 09h52
Pochi giorni fa, sabato 22 aprile, ho fatto qualcosa di analogo visitando Villa Monastero e il sovrastante castello di Vezio. E' interessante ogni tanto fare una visita di questo tipo.
Ciao.

Poncione says:
Sent 25 April 2017, 16h49
Molto bello... e belli soprattutti gli aneddoti di profilo storico (Rossini, Napoleone...).
Ciao


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