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Wild Albionasca, anello


Published by giorgio59m (Girovagando) , 11 May 2016, 08h58. Text and phots by the participants

Region: World » Switzerland » Grisons » Misox
Date of the hike: 8 May 2016
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: Gruppo Portola-San Jorio   CH-GR 
Time: 6:00
Height gain: 1030 m 3378 ft.
Access to start point:Autostrada per il Gottardo, uscire a Bellinzona-Nord San Bernardino. Seguire per il S.Bernardino, uscire alla prima uscita Roveredo. Allo stop a destra dopo il semaforo la prima strada a sinistra che passa sopra ad un ponte, poco dopo ancora a sinistra, indicazione per Laura (Monti di Laura). Si passa sotto la ferrovia, si prende a sinistra e si prosegue, sempre salendo in direzione di Laura. La strada è lunga e stretta, ad un tornate attenzione alle indicazioni Laura e Roggio, prendere per Roggio e seguire per qualche km. Si parcheggia poco prima (c'e' l'arrivo di una teleferica) o poco dopo il ponte sul torrente Albionasca, il sentiero è segnalato con palina gialla proprio silla strada (vedi foto).

   
 

 

Ancora in esplorazione, tra alpeggi, rifugi, baite, galli forcelli e camosci

 

 

Eccoci con un’altra domenica dalle previsioni molto incerte …

Di certo non troveremo la bella giornata di sabato, sarà nuvoloso, e qualche pioggerella nel tardo pomeriggio … almeno così dicono.

Ma dopo alzati, il cielo è scuro e grigio, decidiamo quindi si abbandonare da subito qualsiasi idea di cime e ciaspole (un’ultima ciaspolata ci stava …).

Con un meteo così, noi si va a fare ciò che ci piace tanto, esplorare

Torniamo un anno dopo in Val Albionasca, non certamente per ripetere lo stesso giro.

Parcheggiamo al Ponte sull’ Albionasca, qualche minuto dopo le otto iniziamo a risalire la valle, per la prima mezz’ora è lo stesso percorso dello scorso anno.

Raggiungiamo il rifugetto La Pila, a 1300mt,  giretto all’ interno per controllare cosa è cambiato, tutto essenziale ma molto ben pulito.

Tornati sul sentiero, abbandoniamo il percorso dello scorso anno, quindi non proseguiamo risalendo la vallata, ma seguendo le indicazioni freccie gialle ufficiali Alpe di Cadin e Cap Gesero, o la freccia artigianale Albion Bass.

Inizia un ripido percorso in bosco di faggio, una interminabile serie di zig-zag per guadagnare 350mt, non ci sono marcature di vernice ma il sentiero è ben visibile.

Attorno i 1500mt i primi residui di neve, e proseguendo aumenta.

Arriviamo alle 09:30 ad una piccola costruzione in sasso, è il rufugio Albion Bass Q1633, ci fermiamo per esplorarlo, e per fare una piccola pausa.

Ripartiamo verso Albion Alt, da qui non ci sono indicazioni, sono alcune paline indicano la direzione, bisogna risalire un ripido prato completamente coperto da neve, altri 400mt molto ripidi e resi insidiosi dalla neve.

Anche se abbastanza gelata tiene bene e non si sprofonda poi tanto, arriviamo ad un piccolo pianoro, la Pianca d’Albion Q1840, e da qui saliamo ad una costruzione chiusa ed isolata, è la Cà Emma a Q1877, è una costruzione ad uso militare.


  Rifugio La Pila 1300mt                              Rifugio Albion Bass 1630mt             



  Rifugio Dolores d'Albion 1890mt               Rifugio Alpe di Cadin 1722mt


Poco sopra prendiamo il sentiero uffciale, con ottima segnaletica, le frecce ci dicono che Albion Alt è a soli 5 min.

Arriviamo ad Albion Alt, è questa la meta prencipale della giornata, non ci siamo mai stati, nessuno di noi.

E’ una bella sorpresa, non si vede fino all’ ultimo, quando il sentiero svolta dentro la conca chiusa tra il Corno di Gesero e la Cima delle Cicogne, che in basso ospita varie baite e stalle, siamo alla vera Alpe d’Albion a Q1890.

C’e’ una cappelletta, una enorme stalla, una baita in legno riverniciata da poco (penso sia l’alpeggio), e varie casettine. Vicino alla cappellina il rifugetto Dolores d’Albion.

Anche qui breve ispezione interna, è aperto ovviamente, piccolo ma ben dotato, essenziale ma utile per ripararsi in caso di necessità.

Solo solo le 11, non se ne parla di fermarci qui, anche se sarebbe bello.

Si mette a piovigginare, anzi cadono gocce miste neve-ghiaccio, ci copriamo e decidiamo di proseguire il nostro anello esplorativo, torniamo quindi indietro fino a lla Cà Emma, qui non prendiamo il sentiero che scende all’ Alpe di Cadin (anche se è la nostra meta per il pranzo, ma risaliamo verso una bocchetta, indicazioni per il Corno di Gesero.

Arriviamo a Q1950, qui il sentiero si dirama, a sinistra sale al Corno di Gesero a 5 min invece il Mot de la Cros.

L’ idea del Gesero ci sfiora, ma non è per oggi, siamo sul versante N, e di neve residua se ne trova ancora tanta … troppa.

Scendiamo ad una bocchetta, ed in pochi minuti risaliamo il Mot de la Cros, come dice il nome, c’e’ una grande croce in legno, la quota 1937mt, sono le 11:35.

E’ un gran bel punto panoramico, siamo a picco sopra la conca dell’ Alpe di Cadin, siamo sovrastati dal Corno di Gesero, e si vede bene fino a valle a Roveredo.

Pochi minuti per le foto di rito, e riprende la pioggia ghiacciata, quindi si scende.

Non c’e’ sentiero, e comunque non si vedrebbe perché tutto coperto dalla neve, scendiamo fino a Q1880 dove troviamo il sentiero, comunque coperto dalla neve.

Proseguiamo aggirando in basso il Mot de la Cros, curiosamente incontriamo una donzella, che incurante delle temperature e della tanta neve, si presenta con uno sgargiante bikini giallo … il nome? Scultura senza craoa e brasc

Mi aspettavo di tutto ma questo incontro è davvero unico, andate a vedere le foto e gli inevitabili scherzi che ne seguono.

Lasciata la signorina, speriamo contenta, alla sua pianta, scendiamo veloci ma attenti nella conca di Cadin, ancora ben carica di neve.

Raggiungiamo l’Alpe di Cadin Q1722, sono le 12:10 e qui pranziamo.

Proviamo a pranzare nel tavolo all'aperto con panche, ma a metà pranzo si mette a piovere, ci ripariamo all’ interno, la struttura è aperta e ben attrezzata.

E’ evidente che quando è in funzione l’alpeggio è ad uso esclusivo dei malgari, ma nel rimanente tempo funge anche da riparo e rifugio, lo testimonia il libro di capanna, dove scopriamo che l’ultima visita è dei primi di Aprile, e reca la firma di un personaggio famoso, Rocco, un grande frequentatore di capanne e rifugi del Ticino e Mesolcina.

Completiamo il pranzo al coperto, panini ma anche caffè e liquori come nel nostro stile, quindi pulizie ripartiamo.

Sotto l’Alpe c’e’ il sentiero che scende e torna verso N, la prossima tappa sarebbe Prodlò Q1698.

Il sentiero nella prima parte è ben visibile poi si dirama, e perdiamo la traccia del percorso sulla swissmap, anche se stiamo sopra una traccia evidente.

Il bosco è molto ripido, meglio non sbagliare e nonostante si scenda di quota, ancora molte lingue di neve.

Perdiamo in vari punti le flebili tracce che stiamo seguendo, non sono sulla mappa, ma San GPS ci aiuta a trovare la giusta direzione, puntiamo a prendere il sentiero che scende verso Frasconscella, e lo raggiungiamo un centinaio di mt sotto il punto previsto.

Ora la traccia è più che evidente, ed alle 15:15 siamo ai Monti di Frasconscella Q1394, un gruppo di baite tutte ben distanti e ben tenute, abbarbicate sul ripido costone.

Fermata per una bella provvista d’acqua e giù con ancora tantissimi zig-zag nel bosco di faggio, per raggiungere la strada a Q1090.

Ora si torna alla macchina con 800mt di camminata su asfalto, fino al ponte sull’ Albionasca.

Un gran bel giro, gran bella esplorazione, e tanti luoghi mai visti, da riconsiderare di certo per una prossima visita alle cime di Gesero e Cicogne (quest’ultima raggiunta in passato dal S.Jorio), ma farlo da questi versanti è decisamente più bello e più Wild…

Forse nella vita non c’è alcuna felicità così perfetta come il sacrificio.
(O. Henry)



 

 
 
   
 

           Vista da Paolo   -    (brown)                        


Escursione ragionata e pensata in base al meteo incerto di oggi.
Abbiamo portato tutto il necessario per affrontare ciaspolate, cime  e  giri esplorativi  
Alla fine la scelta e' caduta sui Grigioni, ed in particolare in Val Albionasca, dove ci siamo ritagliati un bellissimo giro ad anello ricco di simpatiche sorprese ed incontri.
Abbiamo visitato diverse localita' ancora perfettamente funzionanti e agibili ad uso venatorio, ma anche aperte come ricovero per escursionisti in ordine :
il rifugio la Pila poi Albion Bass e Albion Alt finendo poi con la grande struttura dell'alpe Cadin .
Ci siamo guadagnati anche una piccola cima : il Mot de la Cros, che ha reso piu' completo il nostro giro.
Sentieri segnati a tratti e quindi e' indispensabile l'utilizzo del gps che abbiamo usato molto per ritrovare i vari punti di collegamento. 
La valle e' piena di animali e la prova e' che abbiamo avvistato 2 camosci, 2 galli forcelli, e sotto il mot de la cros il loro .... bisogni .
Una marmotta si e' fatta vedere in prossimita' dell'Alpe Cardin dove ci siamo riposati per consumare il nostro pasto prima del rientro.
Escursione con un discreto dislivello, ma senza difficolta' particolari se non quella di fare attenzione nel ritrovare i giusti sentieri.
Grazie a tutti per la piacevole giornata trascorsa  in una bellissima valle che ci ha lasciato  la voglia  di rimetterci piede .

Il senso del sacrificio è l’assoluta umiltà necessaria per agire pur sapendo che non vedremo i risultati.
(Alejandro Jodorowsky)


A presto
Paolo  

 

 
 
   
 

            Vista da Luciano   -    (barba43)
 

 

Grande Grande giro della Girovagando Jones
Questa Domenica, sapendo che il meteo non si presentava di certo bello, Giorgio ci ha portato in questa valle, già visitata altre volte, ma c’è sempre molto di nuovo da esplorare

Una serie di alpeggi e rifugi, dove mai eravamo passati.
Ne troviamo per tutti i gusti, per fermarci e scaldarci qualche cosa, ed anche per ripararci in caso di brutto tempo.
Sono rimasto molto contento della giornata, come sempre in  allegra compagnia, fuori da un rifugio..e dentro in un altro, alla fine siamo giunti a quello stabilito, e lì abbiamo pranzato come al solito, e dopo un'oretta siamo ripartiti per il rientro, non prima di aver visitato il borgo di baite bellissime, si chiama Frasconscella,

Un sacrificio non è veramente un sacrificio che quando è volontario.
(Jules Michelet)

ciao a tutti belli e brutti

 

 
 
   
 

              Vista da Gimmy-    (gimmy)

 

un bel giro ad anello anche questa domenica, una bella esplorazione della valle albionasca
abbiamo sopratutto visitato fra l'altro molti piccoli rifugi ,e dei luoghi veramente belli,con la piacevole sorpresa di  alcuni incontri con degli animali selvatici , pensavo ci fosse meno neve , invece con grande sorpresa ne abbiamo calpestata ancora molta ,a nche se era bella compatta e non si sprofondava molto.
scelta  sicuramente azzeccata quella  di fare un escursione di questo tipo, visto il meteo molto variabile,   grazie agli amici per la piacevole giornata passata in compagnia

se un sacrificio è per voi una tristezza ,non una gioia, non fatelo, non ne siete degni

(romain rolland)


ciao alla prossima


 

 
 
     
 
RIASSUNTO del PERCORSO
Percorso Totale : 9,6 Km totali, 7h:40m totali, 5:00m di cammino
Andata : 5,6 Km, 4:10 lorde, 45m soste
Ritorno : 4,0 Km, 1:45 lorde, 10m soste
Dislivello : 0850mt di assoluto , 1030mt di relativo
Libro di vetta: SI : Albion Bass, Albion Alt, Cadin
Copertura cellulare: Assente in basso alla Val Albionasca, buona Albion Alt e Cadin
Partecipanti :

Giorgio, Paolo, Gimmy, Barba, Angelo

 
 
   
   

Altre foto, diario, tracce sul nostro sito     

www.girovagando.net        escursione # 246

  

 

 
 



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Comments (12)


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danicomo says:
Sent 11 May 2016, 09h13
Bello lasciarsi andare all'esplorazione, bravi...
Daniele

Francesco says:
Sent 11 May 2016, 09h26
...Sempre alla ricerca di nuova adrenalina...bravi !!!
Con qs gita avete abbondantemente superato "Il capanat"----

Ciao monellacci !!!

Menek says:
Sent 11 May 2016, 09h32
Come sempre bel giro ottimamente descritto, tanta simpatia... e cultura a go-go nella relazione! Il Menego

zar says:
Sent 11 May 2016, 13h00
Nelle splendida Albionasca,
Con la Pila sempre in tasca,
col sentiero stemm in Bass,
par cercar la via fra i sass…
Su la neve son Dolores e
a la Cros la par migliore,
sem bei biott a guardà il Cadin
ma cuatà l’è il pistulin…
C’è una bella signorina,
femm na bela ciuladina,
la g’ha no gnanca il cò,
ma la g’ha la mutandina…
Ormai è ora di tornare,
il sacrificio c’è da fare,
non dei tanti passi fatti,
la fatica tira avanti,
ma purtroppo di lasciare
una giornata spettacolare…

Grandi!!! Un abbraccio...
Luca

Sent 11 May 2016, 13h20
La poesia è l’arte di far entrare il mare in un bicchiere.
Italo Calvino

Luca sei GRANDE !

zar says: RE:
Sent 11 May 2016, 14h37
...e, soprattutto, di farlo sembrare vino!!!...
P.S. scusami tanto Italo ma l'avresti apprezzata anche tu...
Grazie Giorgio
Alla grande...
Ciao

Sent 11 May 2016, 13h33
Luca sei uno spasso. Complimenti e grazie per le belle parole che ci hai dedicato. Sempre in forma ciao a presto! Paolo

zar says: RE:
Sent 11 May 2016, 14h37
Bella gente, belle parole...atto dovuto!!!
Ciao ed a presto...
Luca

Sent 11 May 2016, 13h32
Luca Troppo forte, come la poesia grazie.
Luciano

zar says: RE:
Sent 11 May 2016, 14h38
Figurati Luciano!!!
Un abbraccio...
Ciao
Luca

GIBI says:
Sent 12 May 2016, 16h18
Valle a torto poco frequentata ma che permette sicuramente dei bei giri e voi queste occasioni non ve le lasciate mai scappare !

Bravi e simpatici

ciao Giorgio

Sent 12 May 2016, 16h55
Grazie Giorgio, è il tuo omonimo che le cerca, e poi visitandole
sono appaganti, più che una vettà.
Ciao Luciano


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