Hiking and Mountains
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bidi35 » Favorites » Tags » Schmetterling

bidi35 » Favorites » Schmetterling


Slideshow Last added · Hot! · Last favs · By Publication date · By Popularity · Last Comment

Auch ein Kleiner Fuchs tankt Nektar
Mein erstes Tagpfauenauge für heuer
Auf dem "Heimweg" im Wildpark an einem Pfefferminzfeld traf ich dann auf diesen Gemeinen Bläuling (Hauhechelbläuling, Polyommatus icarus) ein Männchen.
Schwalbenschwanz. Ein prächtiger Schmetterling.
Fotogener Schmetterling auf Distel: Baumweissling
Schmetterling bei der Arbeit.
Tanz der Schmetterlinge: Baumweissling
Schwalbenschwanz III
Kleiner Fuchs.
Auch sie fliegen wieder in Scharen: Kleiner Fuchs.
Schachbrettfalter im Val d'Osura
Schwalbenschwanz
Orange auf Gelb.
Ein Sechsfleckwidderchen im Paradies.
Das Sechsfleckwidderchen hat sich einen besonders farbenträchtigen Landeplatz ausgesucht.
Die Schmetterlinge tanzten heute wieder um die Wette.
Falter vor der Capanna d'Osula
Farbharmonie mit Arnika und Kleinem Fuchs
Hübscher Schmetterling im Alpsteiner Kalkfels - Ein Braunauge.
Ein Schwalbenschwanz. Diese herrlichen Schmetterlinge lieferten sich auf dem Gipfel wahre Flugkämpfe.
...und ein Falter supplement: Märzveilchenfalter
Und da wär wieder ein Falter
STORIA DI UNA FARFALLA:::
Un tempo vicino, in un paese lontano, una farfalla con i colori dell'arcobaleno viveva in un prato con un'infinita varietà di splendidi fiori. La farfalla era così bella, che poche reggevano il paragone con l'intreccio di linee e colori delle sue ali. Il suo piccolo corpo era opera di un artista senza pennello e senza testa. Il suo autore, caduto giù da una nuvola, aveva il cuore caldo e grande. Il suo talento creativo aveva plasmato la farfalla con un solo colpo di bacchetta. La farfalla era cresciuta felice e senza ombre. Da piccola riposava nell'ovatta, da grande volava alto e non conosceva limite alle sue sfide. Sognava di essere un uccello, per correre in alto veloce come il vento e per planare poi lieve e libera in tutti i paradisi del mondo. Sapeva che non l'avrebbe mai fatto, ma non cessava di esplorare le bellezze della terra e del cielo. La sua breve vita si consumava succhiando nettare da tutti i fiori del prato. Ognuno aveva qualcosa di unico e speciale: una corolla più morbida, un petalo di forma più aggraziata, un nettare più dolce. La bellezza della scoperta non aveva mai fine. Un giorno la farfalla incontrò un fiore di rara meraviglia, così bello da far invidia al sole. Decise che avrebbe trascorso tanto tempo con lui, bevendone il nettare ogni giorno, con una devozione che non aveva mai conosciuto prima di allora. Il fiore era riconoscente di tante attenzioni e ricambiava quell'amore con la danza delicata e flessuosa del suo stelo. La farfalla danzava insieme a lui e lo riparava quando il sole d'estate provava a seccarne i petali. Il gioco d'amore continuò per qualche anno, finché il fiore chiese alla farfalla di portarle un po' d'acqua dal fiume lì accanto. Il fiore poteva essere così splendente proprio perché si nutriva di molta acqua, con sali magici lucenti come diamanti. Nel fiume l'acqua era preziosa, ma senza la farfalla il fiore non poteva procurarsi ciò di cui aveva bisogno. La farfalla, in un primo tempo, acconsentì alla richiesta d'aiuto del fiore e fece quel che poteva per procurarsi l'acqua. Provò a scavare un canale che portasse l'acqua dal fiume al fiore, ma le sue zampette erano troppo fragili per un compito così difficile. Poi tentò di trasportare l'acqua con una foglia ricurva, ma nel viaggio dal corso d'acqua fino al suo fiore preferito, si accorse di quanti altri bellissimi fiori aveva trascurato in tutto quel tempo. Così, con la scusa di portare da bere al suo fiore, si fermava sempre più spesso in compagnia di altri fiori e ne beveva il nettare, riscoprendo ogni volta un nuovo piacere. Quando la sera tornava dal suo fiore, l'acqua ormai era evaporata del tutto dalla foglia e non le rimaneva che danzare un po' per calmare l'ira e la sofferenza del suo compagno di vita. Con il tempo, il fiore perdeva colore e vitalità. Le danze della farfalla non facevano che accrescere la sua sete di cure e attenzioni. La farfalla non sapeva che fare e forse non s'accorgeva neppure di quello che il fiore le stava chiedendo. Una sera, di ritorno da una lunga giornata di giochi con nuovi fiori, la farfalla non trovò più il suo fiore. Lo cercò dappertutto, ma non riuscì più a trovarlo da nessuna parte. La farfalla era disperata e sentiva di essere vuota e senza più energie. Si abbandonò su una fungo, nascosto sotto un pesco, e rimase lì finché cominciò a piovere. Le gocce cadevano sempre più forte, con una violenza che non aveva mai visto. Lì sul fungo, la farfalla era paralizzata dalla pioggia, che appesantiva le sue ali e batteva il suo piccolo capo. Per giorni la pioggia continuò a cadere, incessante. La farfalla non poteva muoversi e il colore cominciava a sciogliersi dalla sue ali. L'unica cosa che poteva fare era pensare e nutrirsi con l'acqua della pioggia, che era sporca ma la teneva in vita. A poco a poco, la farfalla sentì che l'acqua le faceva bene. Si era formato un minuscolo sacchetto sotto il suo ventre, dove le gocce di pioggia si accumulavano e si trasformavano in nutrimento. Finalmente, il sole uscì dalle nuvole, e i raggi caldi asciugarono lentamente le sue ali e il suo corpicino. Dopo qualche giorno, la farfalla provò a muovere le ali e si accorse che poteva volare ancora. Fece qualche timido tentativo, poi si gettò nell'aria e riprese il volo. Ritrovò intatti i suoi amati fiori, anche se il suo preferito non c'era più. Si posò su qualcuno e ritrovò ancora il piacere del nettare. Qualcosa però era cambiato. Il sacchetto d'acqua sotto il ventre era lì e, all'inizio, non sapeva bene cosa farsene. Eppure qualche scopo doveva pur averlo, se stava lì ad appesantirle la pancia e a rallentare il suo volo. Provò a rilasciare un po' d'acqua su una semplice margherita e lei ringraziò con un bacio di petalo. Tornò ancora da quella margherita, la più semplice del prato, per sperimentare la sua nuova capacità e ogni volta era un'esperienza da cui imparava qualcosa. Si fermava con lei a parlare per ore e non aveva più bisogno di correre al fiume per darle da bere. Avevano già tutti e due quello di cui avevano bisogno: acqua, nettare e libertà.
Kein Zitronen- schon eher ein Orangenfalter? Nein, ein kleiner Ampferfeuerfalter. Vielen Dank [u mamiestho]!
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