Piz La Stretta mt 3104- il monte dai tre nomi


Publiziert von turistalpi Pro , 21. September 2015 um 10:54.

Region: Welt » Schweiz » Graubünden » Val Poschiavo
Tour Datum:19 September 2015
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-GR   I 
Zeitbedarf: 7:30
Aufstieg: 1050 m
Abstieg: 1050 m
Strecke:Forcola di Livigno-La Stretta-bivio per il lago del Monte-Piz La Stretta-La Stretta-Baitel del Grass degli agnelli-Forcola di Livigno

Dopo 10 giorni casalinghi finalmente esco a vedere le montagne...E' un pò di tempo che volevo risalire il piz La Stretta il monte dai tre nomi: Piz La Stretta-Monte Breva e Somp crap Neir. A Bernina Diavolezza mi accoglie una nebbia piuttosto spessa che riempie la val da Fain che volevo percorrere per giungere all'inizio del sentiero 105 per il pizzo...ovvio che risalgo in auto e decido di salire dalla Forcola di Livigno dove secondo me dovrebbe esserci meno nebbia e d'altra parte non avevo molta voglia  di percorrere la lunghissima valle che ora con poche marmotte (malattia) è ancora più monotona. Alla Forcola c'è si la nebbia ma proprio un velo e subito spunta il sole: alleluja! Con il sole è tutta un'altra cosa e salendo (il sentiero parte proprio dal rifugio Tridentina) assisto con piacere allo spettacolo del "mare di nebbia" sotto di me. L'ho visto molte volte ma sempre mi piace anche perchè è indice di bel tempo ed io sono al sole...Seguo il sentiero ben sistemato che traversa lungamente sino al passo della Stretta. C'è un tratto con catene che servono poco essendo poste troppo in basso e d'altra parte la larghezza del sentiero le rende abbastanza superflue. Prima  ancora un breve tratto di sfasciumi sabbiosi era l'unico tratto da seguire con attenzione sopratutto per eventuali sassi a cadere dall'alto. Arrivo un 50 metri sopra il passo al bivio per i laghi della Forcola: mi piacerebbe andarli a vedere e magari salire al piz Minor che da qui la salita sembra anche se senza sentiero abbastanza  abbordabile...e questo pensiero l'ho sempre avuto quando sono passato da La Stretta...Ed anche oggi come le altre volte mi attira di più salire al Monte Breva anche per fotografare il laghettino poco sotto la cima a cui Pinuccia tiene tanto. E così scendo al passo. Sosta....Mi arriva una foto e messaggio da mio fratello Alberto e così ho un'altro pronipote. Il nome è altisonante: Leon ed il bambino è bellissimo!! Riparto lungo il sentiero 105 ed il tempo dapprima sereno completamente ora permette il frequente passaggio di corpi nuvolosi e si alza un vento abbastanza freddo anche se non molto forte. Il percorso lo conosco ormai bene e permette una salita graduale anche su una pietraia intermedia ma con segnalazioni..Ad un certo punto un'ombra veloce sopra di me mi fa  alzare lo sguardo ed il gipeto che quasi ogni volta scorgo mi volteggia a non più di 30-40 m sopra la testa...subito estraggo la fotocamera ma lui rapidamente si alza un poco,supera un costone e sparisce: ancora una volta non ci sono riuscito!! ( e pensare che anni fa  per poco non ci riuscivo: vedasi report del 04/08/2010).  Proseguo, le nuvole vanno e vengono ed a volte sono anche scure, il vento tende ad aumentare... Ormai sono al laghetto che cerco di fotografare al meglio delle mie scarse velleità artistiche. Manca poco in cima e così ora non mi interessano le nuvole incipienti, aggredisco di buona lena il bel sentierino sulle pietre ed arrivo in cima. Sosta pranzo, libro di vetta, foto e guardo in giro: il panorama non è completo per le nuvole che si attestano fino a circa 3800 metri ma io nel circo di pietre che penso i militari abbiano sistemato stavo bene e seduto. In effetti lì dentro il vento non lo sentivo...ma le nuvole le vedevo. E così dopo quasi un'ora è forse stato meglio levare le tende ed iniziare la discesa con fermata supplementare al  laghetto. Ormai è evidente che il tempo stia peggiorando in barba alle previsioni che non davano pioggia. Arrivo a La Stretta e vedo sul fondovalle una stradella che dal Baitel del Grasso degli Agnelli sale fino alla Forcola. Io il sentiero  dal passo  al Baitel non l'ho mai fatto e così per curiosità lo imbocco. Dopo saprò al rifugio Tridentina che è un sentiero rifatto ex novo quest'anno. E che sentiero! sono stupito, praticamente trattasi di una discesa in obliquo verso sinistra ed il sentiero ben largo è composto in massima parte di lunghe scalinate di gradini in legno posti in opera magistralmente ed anche non molto alti ed abbastanza vicini. Tutti i tratti ripidi sono dotati di gradini ed anche se è abbastanza esposto il sentiero non è a montagna asciutta assolutamente pericoloso anzi.  L'unico mio pensiero è se tutta questa opera che non è da poco (costruita da italiani in Italia) resisterà ai movimenti del terreno e della neve e ghiaccio su un terreno piuttosto friabile.....La discesa è comunque agevole ed arrivo al Baitel in 45 minuti. Da qui attraverso il prato per giungere sulla stradina che vedevo dall'alto. Seguo comodamente questa stradina in moderata ascesa ed in ambiente per lo più desolato: sono sul fondovalle della val Forcola. Le nubi ormai hanno occupato l'intero cielo e sono scure anzi scende qualche goccia d'acqua....In fondo alla valle dopo il ponticello la salita è più ripida ma arrivo al passo appena in tempo per non prendere acqua e d'altra parte la pioggia poi è molto debole. Bella escursione nella patria del gipeto e su un monte dai tre nomi (!) e la cima è veramente da gustare seduti nel "paravento" di sassi....

Tourengänger: turistalpi


Galerie


Slideshow In einem neuen Fenster öffnen · Im gleichen Fenster öffnen


Kommentar hinzufügen»