Nendaz Trail 65 km


Publiziert von Sky , 3. September 2015 um 02:18.

Region: Welt » Schweiz » Wallis » Mittelwallis
Tour Datum:29 August 2015
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-VS 

Il Nendaz trail si snoda lungo due valli a me assai care e note, la Val de Nendaz e la Val d’Hérémence. Quest’anno è giunto alla sua seconda edizione e mi sento in grado di affrontare il percorso più lungo, di 65 km e 3520 m di dislivello positivo.

Ci penso su un po’.. il prezzo, 100 Franchi Svizzeri, non è poco, ma è la “mia gara” ­­– vado in vacanza in queste valli da una vita, conosco ogni singola montagna e un po’ posso dire di averne fatte – come faccio a non parteciparci ?!

Venerdì pomeriggio, finito il lavoro, prendo la macchina e parto. Direzione Ayer, il minuscolo villaggio dove ho passato le mie vacanze estive negli ultimi 5 anni. La mia padrona di casa, Brigitte, mi lascia l’appartamento per le due notti seguenti e mi presta la sua scheda SIM svizzera per l’indomani : lo smartphone, con installato un’app per il soccorso, è nel materiale obbligatorio e averlo con sé in gara si rivelerà una cosa assai interessante.. ;-)

Salutata Brigitte, vado a Haute-Nendaz a ritirare il pettorale e a fare il controllo materiale. Insieme al numero, mi danno una ricetrasmittente GPS, con cui i nostri cari ci potranno seguire da casa (e l’organizzazione ci potrà rintracciare, in caso di problemi).

Ritorno ad Ayer, ceno, preparo il materiale obbligatorio nello zaino e vado a letto. Sveglia puntata alle 3. La partenza è alle 5 ed ho una mezz’ora di viaggio da fare in macchina fino a Nendaz. Sonno come sempre difficile, con l’adrenalina in corpo.. ed in più la luce della luna entra dalla finestra della mia camera da letto.. chissà se ci sarà domani, alla partenza ? sarebbe bellissimo..

Alla fine sono appena le 2 e decido che è il caso di smettere di girarmi nel letto, che tanto non mi riaddormento più.. quindi mi alzo, colazione, ultimo check allo zaino (provo il Raidlight xp14 appena vinto alla lotteria del Trek Valgrisenche !) e via.

Arrivo a Nendaz nel buio della notte. La luna, c’è ancora.. Un po’ di stretching, briefing, GPS acceso e pronti alla partenza. Con la frontale accesa affrontiamo la salita al Dent de Nendaz. Si parte subito forte.. qualche tratto di scorrimento da fare di corsa e per il resto sentiero nel bosco.. Ma la presenza incontrastata di tutta la salita è la luna. Bassa, all’orizzonte, diventa grande come mai l’avevo vista prima.. in mezzo agli alberi, all'orizzonte, tra le sagome dei concorrenti davanti a me.. Sto andando bene.. supero qualcuno.. a poco a poco si fa più luminoso, ma tengo ancora la frontale.. Il sentiero che seguiamo non arriva in vetta al Dent de Nendaz, ma si porta in cresta. Di lì, si apre, improvvisamente, un panorama sulla Valle del Rodano e sulle sue valli laterali illuminate dalla luce rossastra dell’alba.. qualcosa di spettacolare.. vorrei aver portato la macchina fotografica (ero indeciso se farlo, ma alla fine ho lasciato perdere..), ma conservo quelle immagini nella mia mente.. e correre in cresta, in questa luce particolarissima, è qualcosa che mi è rimasto dentro..

Prima discesa dal Basso d’Alou. Arrivando dalla cresta, giro a sinistra, applausi di incoraggiamento di qualche volontario e mi butto in picchiata. Discesa tecnica. Il ginocchio va bene. Nel primo tratto passo qualcuno. Una scivolata sul sedere, per fortuna senza conseguenze, e via. A questo punto, un po’ di concorrenti, decisamente più forti di me in discesa, mi passano.. ci sta ! Sono lento in discesa, io..

Passaggio da Siviez, primo controllo cronometrico. Sono 32° assoluto su 64. Buono, cavoli ! Passo al rifornimento prendendo un po’ di uvetta e bevendo al volo della coca (degasata, un’ottima idea ! la coca è una bevanda che amo bere, ma che mi genera un sacco di aria nello stomaco e, ripartendo, non è molto piacevole !) nel bicchiere personale.

Discesa corribile verso Planchouet e poi la seconda, violenta, salita verso Combatzeline, con i suoi 700 m di dislivello. Ho davanti a me un gruppetto, lo riprendo, lo risalgo e mi metto in testa a fare l’andatura. Salgo forte, faccio selezione, il gruppo si sgrana, ma non come mi aspettavo e, una volta che la strada spiana, il vantaggio accumulato svanisce e quasi tutti mi passano senza problemi.

Rifornimento veloce ed inizia il lunghissimo tratto di mangia-e-bevi che porta verso il Refuge de Saint Laurent. Contrariamente alle mie aspettative, sono lento in questo tratto, dove bisognerebbe far valere le doti di scorrimento.. Forse sto pagando i primi 20 km fatti a tutta ?

Terminato questo tratto che ho gradito poco, una veloce discesa, il tifo graditissimo di una coppia di marito e moglie e poi si passa su una strada sterrata che, con qualche tornante, porta a Saint Laurent. Torno per un po’ in palla.. da qui in poi conosco il percorso.. A Saint Laurent mi fermo al ristoro, faccio due chiacchiere, si parla del mio venire dall’Italia e mi chiedono, scherzando, dove mi alleno a Milano ! È sempre bello fermarsi ai ristori e fare due chiacchiere, col mio francese approssimativo..! Non so come, ma sono ancora 32°..

Riparto alla volta del Grand Desert. Faccio un tratto con un francese, a cui chiedo un parere sulle sue scarpe, le Hoka, famose per la loro ammortizzazione e la loro forma “oversize”. (Scoprirò dopo che questo francese fa proprio parte dell’Hoka Team !). Due chiacchiere su gare e passioni per la Val d’Aosta e poi rimango indietro. Qui non c’è un vero sentiero.. si procede seguendo gli ometti.. poi la traccia svolta verso sinistra puntando al Col de Prafleuri, punto culminante della gara con i suoi 2982 m. Si incomincia a incontrare qualche escursionista impegnato (con altro passo) sul percorso.. incominciano i “bon courage”, che non vuol dire “che coraggio che hai a fare una cosa del genere”, ma “buona fortuna”. E ognuno di questi incitamenti dà la carica ! Il caldo si fa sentire.. Con me ho sulla schiena una borraccia da mezzo litro e davanti due mini-boracce da 200 ml ciascuna. Buona scelta. Ho abbandonato, saggiamente, la vecchia abitudine di portare il camelbag.. in un ultra-trail ad ogni rifornimento si prende da bere e si riempiono le borracce.. riempire al volo il camelbag è praticamente impossibile !

L’ultimo tratto dell’ascesa al colle è una salita su blocchi.. vado su a testa bassa e preferisco arrampicare da un sasso all’altro, piuttosto che perdere tempo ed energie a trovare la traccia.. e così scollino, scivolando al 36° posto. Rifornimento “razionato” perché tanto poco più a valle ce n’è uno ben fornito, a Cabane Prafleuri. Ed effettivamente portare quintali di liquidi a quella quota è uno spreco..

Discesa tecnica. E qui le ginocchia incominciano a far male. Non credo tanto per la bandelletta, ma proprio per i chilometri ed i metri di dislivello.. A Cabane Prafleuri faccio un bel rifornimento, specialmente di liquidi, e proseguo per la discesa verso la Dixence, nella speranza che nel tratto fino a Thyon (che conosco molto bene, perché è lo stesso della Thyon-Dixence, fatto al contrario) possa essere più veloce. Purtroppo così non è.. faccio fatica a correre e sto bene, paradossalmente, nei tratti in salita (e sarà così fino alla fine..!). Cabane Essertse, il ristoro successivo, sembra non arrivare mai.. Mi passa un ragazzo che mi dà appuntamento ad Essertse. Immagino di arrivarci dopo una vita, ed invece mi dà solo 3’.. Qui mi riposo un po’, mi siedo, mi stiracchio un attimo, riempio per bene le borracce, ancora due chiacchiere, i volontari mi trirano su il morale, dicendo che il prossimo ristoro, Les Chottes, è a un’ora e mezza. Io gli dico che per me saranno due ore, ma loro mi dicono di fidarmi.. ed alla fine avranno ragione loro ! C’è un tipo accasciato per terra.. sembra moribondo.. non si mette neanche all’ombra.. ma dice che va tutto bene, ed infatti si alza e riparte, fresco come una rosa ! come cavolo avrà fatto ?!

Riparto con un po’ di energie in più.. seguo quel tipo, che però ad un certo punto si accorge di aver sbagliato strada (avevo avuto anch’io la sensazione, ma alla fine mi ero fidato della sua direzione).. fortunatamente l’errore non ci è costato se non qualche centinaio di metri in più in lunghezza ed una decina di dislivello (ma in compenso mi ha ripagato della visione de Les Gouilles, degli stagni riserva naturale, che si passano sempre via velocemente in occasione della Thyon-Dixence..). Molto di più invece è costato l’errore a qualche altro concorrente che, sbagliando in modo clamoroso, finisce in cresta, per poi dover scollinare in Val de Nendaz..

Passo da Thyon, sempre da solo.. Un signore mi fa il tifo e mi vorrebbe offrire della grappa (!). Spero scherzasse..! gli rispondo, grazie, ma non vorrei andare troppo forte ! Per andare a Les Chottes c’è ancora una leggera salita, ora fortunatamente su strada. Qui non conosco più nulla del percorso.. chiedo informazioni ai passanti, ma non è facile farsi un’idea.. uno ti dice un quarto d’ora, l’altro mezz’ora.. Dovrei spingere, ma mancano un po’ di stimoli.. Mi fermo al ristoro di Les Chottes. Anche qui, si curano di me, mi chiedono se ho male da qualche parte.. Ginocchia, dico, ma è normale ! Mi spruzzano un po’ di Perskindol.. e qualcosa fa ! Chiedo info sulla discesa e riparto.

Incomincio a consultare, con il mio smartphone e la SIM svizzera, il live della gara : bellissimo ! Mi rendo conto di dove sono gli altri concorrenti.. La discesa è su una strada sterrata e, trotterellando, arrivo sopra a Siviez. Una discesa su sentiero ripido e l’ultimo ristoro.

Vorrei mantenere la posizione.. sono 37°, non so neanch’io come ! Poco dopo la ripartenza, però, un ragazzo mi passa, a gran velocità, dandomi una pacca sulle spalle di saluto. Io gli dico “bravo, bravo” e tiro dritto. C’è una lunga strada asfaltata, quasi in piano. È facile distrarsi e abbassare la velocità.. Controllo le posizioni : a questo punto non voglio perderne altre ! Vedo che ho dietro uno che sta andando bene.. Stringo i denti e mi metto a correre ! So che sono al sicuro.. ho un buon margine.. ma cerco comunque di non mollare.. I 1340 m di Haute-Nendaz sembrano non arrivare mai.. sono sempre sopra i 1600.. Finalmente, la picchiata finale. Nel bosco. Taglio giù, dritto, nella terra.. tanto ormai le ginocchia non fanno più male.. Arrivo in paese ! I volontari mi indicano la svolta a sinistra. Ultime curve.. Sento lo speaker che incomincia a chiamare il mio nome.. qualche parola in italiano.. “Luca”.. “benvenuto”.. Le gambe vanno da sole.. faccio le ultime due curve sotto i 5’/km.. nonostante i 65 km e i 3500 m di dislivello.. Braccia aperte, ripensando a Oliviero, luomo con le ali.. 13h29’29”, 38° assoluto e 20° di categoria. Uno dell’organizzazione mi stringe la mano, mi fa i complimenti ! Sì, sono proprio contento della mia gara !

Una gara in cui ho imparato molto.. sulla tattica da tenere.. sul materiale da portare e sulla sua organizzazione.. su come gestire i ristori..

Al prossimo ultra ! sperando, sempre, nel ginocchio ;-)


Tourengänger: Sky


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Kommentare (5)


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danicomo hat gesagt:
Gesendet am 3. September 2015 um 08:41
Bel racconto, Luca.
E complimenti....
Daniele

Sky hat gesagt: RE:
Gesendet am 3. September 2015 um 21:18
Grazie e complimenti a te per la pazienza di averlo letto tutto !
Ciao, Luca

maxcross1 hat gesagt:
Gesendet am 4. September 2015 um 08:28
complimenti Luca, ..qualcosa di spettacolare.
complimenti per l'impresa e per il racconto

micaela hat gesagt:
Gesendet am 4. September 2015 um 12:07
Ciao Luca,
Matti bisogna essere per fatiche come la tua!!!
A parte i complimenti, ti segnalo, caso mai la signora Brigitte non avesse più stanze, il Gîte du Verrey, sotto Veysonnaz, gestito con con grande cordialità e simpatia da miei due carissimi amici:
www.gite-ermitage.ch
Ciao, Micaela.

froloccone hat gesagt:
Gesendet am 4. September 2015 um 20:39
Complimenti!!!!! Per la bella gara,il racconto coinvolgente e per la bella dedica all'uomo con le ali!!!! Bravo!!!! Ciao ALE


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