Wissigstock e Rot Grätli


Publiziert von paoloski Pro , 28. Juli 2015 um 09:24.

Region: Welt » Schweiz » Obwalden
Tour Datum:26 Juli 2015
Wandern Schwierigkeit: T4 - Alpinwandern
Klettern Schwierigkeit: I (UIAA-Skala)
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-OW   CH-UR   Ruch- und Walenstockgruppe 
Zeitbedarf: 7:45
Aufstieg: 1500 m
Abstieg: 1500 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Autostrada A2, tunnel del San Gottardo, Tunnel del Seelisberg, uscita di Stans, risalire l'Engelbergertal fino ad Engelberg, qui seguire le indicazioni per la funivia Brunni, parcheggio a pagamento (5 FrS per l'intera giornata). Il biglietto combinato andata / ritorno Engelberg - Ristis e solo discesa da Brunni a Ristis costa 38 FrS. Controllare gli orari delle ultime corse.
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Gita andata e ritorno con varianti di discesa.
Unterkunftmöglichkeiten:Brunnihütte SAC e Rugghubelhütte SAC. Alberghi e sistemazioni per tutti prezzi ad Engelberg.
Kartennummer:CNS 1191 Engelberger e Urner Wander und Bikekarte Blatt Urner See

Tre settimane fa con Monica sono stato all'Uri Rotstock, quindici giorni fa l'ho rivisto dalla Schärtihoreli, oggi andiamo a rivederlo dal lato opposto. L'idea è quella di salire al Wissigstock per goderci la visione della complicata orografia della zona a cavallo fra i cantoni di Uri e Obwalden.
Partiamo alle 6,30 da Gaggiolo e, pur facendo una sosta all'autogrill di Airolo, alle 9,30 siamo alla stazione superiore della funivia a Ristis. Alle 9,45 iniziamo a camminare in direzione della Planggenstafel, la giornata è bella anche se si intuisce il prossimo arrivo di un fronte freddo da Ovest. Il primo, breve, tratto del percorso è su asfalto ma il panorama intorno è talmente bello che lo percorriamo in costante ammirazione, lungo questo tratto incontriamo decine di persone anziane e di famiglie con bimbi anche molto piccoli, vi sono diversi dondoli per godersi la vista comodamente e decine di cartellini che illustrano le decine di specie floristiche che si trovano su questi "prati secchi". A Ruchweg, a circa mezzo chilometro da Ristis, l'asfalto finisce ed inizia un bel sentiero che sale con pendenza moderata e costante in direzione Est percorrendo il versante Sud della vallata. Più oltre il tracciato corre al di sopra della Nesselbalm, una bastionata verticale a picco sull fondovalle sottostante, da qui si hanno delle visioni grandiose dell'Hahnen che sorge con una impressionante verticalità dai prati di Engelberg. Proseguiamo ed a Planggenstafel il sentiero abbandona le ripide balze formate dal Bären Bach per addentrarsi nell'amplissima Griessental, presto siamo in vista della Rugghubelhütte, intorno a noi vi è un'autentica esplosione di fiori, nei pressi del rifugio vi sono centinaia di Genziane purpuree oltre a migliaia di cardi, di scabiose, genziane e trifogli di varie specie.
Facciamo una breve sosta al rifugio poi riprendiamo il cammino, la nostra meta è ben visibile anche se decisamente lontana: pur con un dislivello modesto questa gita ha un grande sviluppo, i miei scarponi nuovi non sono ancora perfettamente rodati e specie il sinistro mi da dei problemi, vabbè: stringo i denti e tiro avanti. Ad un tratto mimetizzata fra le centinaia di Genziane maggiori e le migliaia di Cardi spinosissimi dal colore molto simile vedo un fiore che ho avuto occasione di osservare una sola volta in precedenza: è una Campanula tirsoide caratterizzata da una grande pannocchia di fiori giallognoli, mi guardo intorno cercandone altre ma sembra proprio essere l'unico esemplare.
Proseguiamo il cammino, Monica, come quasi sempre succede, è davanti a me, giusto una decina di metri innanzi, la vedo superare a testa bassa un "oggetto" marrone posto a lato del sentiero, a meno di due metri dalla traccia, quando mi avvicino a mia volta mi accorgo che non è un tronco d'albero o una roccia ma una marmotta, mi blocco e chiamo Monica, la bestiola, per nulla intimorita mi osserva tranquilla, la fotografo senza che mostri alcun segno di inquietudine, dopo un po' riprendiamo il cammino e vediamo tutt'intorno decine di marmotte che corrono per ogni dove. Decisamente un bell'incontro.
Il percorso è un interminabile saliscendi fra monterozzi, vallette e Karrenfeld calcarei solcati da "crepacci" creati dall'azione di gelo e disgelo, man mano che avanziamo la vegetazione si fa sempre più rada e l'erba ben presto scompare per lasciare posto a dei macereti dove spuntano solo i Doronici e qualche altra specie rupicola.
Raggiungiamo un bivio: a sinistra si sale direttamente al valico della Rot Grätli, tutte le persone che finora hanno condiviso con noi il sentiero vi si dirigono,noi proseguiamo diritti, e dopo innumerevoli salite ed altrettante discese su macereti e ghiaioni che alternano tratti formati da rocce rossastre, a tratti da rocce grigie, raggiungiamo la Engelberger Lücke.
Il panorama, finora un po' monotono, si fa subito interessante: siamo affacciati sulla Grosstal, una delle due valli laterali della Isenthal e in fondo ci appare il Vierwaldstättersee con le inconfondibili sagome dei Mythen.
La sella è posta fra l'Engelberger Rotstock ed il Wissigstock, decidiamo di dirigerci dapprima verso quest'ultimo, leggermente più alto.
La traccia contorna sulla destra una cima quotata ma non nominata dalla carta nazionale per giungere poi ad una bocchetta che adduce ad un salto verticale sul sottostante Schlossfirn, i restanti 150 metri circa che ci separano dalla cima percorrono un macereto di ghiaia e pietre grigiastre con qualche, raro, campo nevoso.
Finalmente eccoci in vista della cima, ci sono già quattro persone, un paio le abbiamo incontrate salendo, la sommità è ampia, con un bell'ometto in cui trova posto il libro di vetta, il panorama intorno, grazie al relativo isolamento del Wissigstock, è veramente notevole, mangiamo un po' di frutta, ci facciamo scattare un paio di foto e poi decidiamo di scendere, la strada è ancora lunga.
Alla Engelberger Lücke decidiamo di soprassedere alla salita dell'Engelberger Rotstock: fra salire e scendere impiegheremmo almeno un'ora, è già tardi, decidiamo però di percorrere il sentiero diretto che porta al valico della Rot Grätli, non vi sono segnavia, le Carta Nazionale non lo riporta ma la traccia è evidente e, d'altronde, ne ho letto su un paio di relazioni, in tedesco, su Hikr.
Ben presto la traccia, invero a tratti piuttosto labile, si trova a percorrere dei macereti inclinati di pietrisco fine e non proprio stabile che sono posti al di sopra di una bastionata verticale, procediamo con i piedi di piombo e senza guardare il salto sottostante, dopo un po' raggiungiamo una sorta di crestone pianeggiante, qui la traccia diviene quasi un sentiero, proseguiamo su questo costolone orizzontale che mano a mano si restringe fino a divenire una sorta di passerella con delle pareti pressochè verticale a destra ed a sinistra, La traccia si abbassa un po' finchè Monica, qualche passo avanti a me mi  annuncia la presenza di una corda, in effetti vi è una doppia corda fissa nuova ed agganciata a delle piastrine e a dei moschettoni luccicanti, la mia socia, che, a differenza di me, le vertigini non ha la minima idea di cosa siano, senza indugio afferra una delle corde e sparisce ai miei occhi, un po' riluttante la seguo, la vedo sul risalto inferiore, guarda verso di me e mi dice di spostarmi sulla sinistra...naturalmente è il lato più esposto: il muro di calcare che sostiene la piramide rossastra dell'Engelberger Rotstock, la cresta qui è larga poche decine di centimetri e per percorrerla bisogna abbassarsi sulla bastionata verticale: circa un metro sotto il filo di cresta c'è una cengietta inclinata larga pochi centimetri dove appoggiare i piedi, la seguo per qualche metro, una mano artigliata alla corda, l'altra agli appigli della roccia, per fortuna saldi,  finchè non riesco a riguadagnare il filo ed infine ad abbassarmi sui risalti meno verticali del versante opposto. Qui la corda fissa finisce, ci guardiamo intorno per individuare il proseguio del percorso, Monica risale le rocce sovrastanti che presentano una cengia orizzontale, sparisce alla mia vista per riapparire poco dopo: pare che da li non si vada da nessuna parte, decidiamo di scendere per un canalino che sembra essere stato percorso: vi sono delle labili traccie, che siano di un camoscio o di un essere umano è tutto da verificare, ci abbassiamo con circospezione di una decina di metri e poi vediamo quella che sembra essere una traccia orizzontale su del pietrisco. Proseguiamo e dopo qualche minuto incrociamo un evidente sentiero, marcato in bianco e blu, che risale dalla nostra sinistra, la tensione si allenta e quasi di corsa raggiungiamo il valico della Rot Grätli. Il valico è normalmente frequentato da molti escursionisti: mette in comunicazione infatti la zona di Engelberg con la Schoenental, da cui si può passare agevolmente nel bacino della Bannalp, e permette di fare delle gite ad anello di grande soddisfazione, prendiamo nota mentalmente della cosa che riserveremo ad un prossimo futuro.
Dalla bocchetta ci abbassiamo senza problemi e raggiungiamo il bivio da cui siamo passati stamane, da qui, sempre con infiniti saliscendi, ritorniamo alla Rugghubelhütte, breve sosta e ripartiamo alla volta di Rigidalstafel e quindi di Holzstein, qui non scendiamo direttamente a Ristis ma proseguiamo per la Brunnihütte: è nostra intenzione prendere la seggiovia che scende alla stazione superiore della cabinovia.
Lo scarpone continua a farmi male e l'idea di risparmiarmi un bel pezzo di discesa mi appare quanto mai allettante, vediamo la seggiovia in funzione ma quando, dopo cinque minuti, la raggiungiamo è ferma, siamo in ritardo di cinque minuti, è tutto sbarrato ed intorno non c'è anima viva, sarà bella la precisione svizzera ma, a volte, un po' più di elasticità sarebbe auspicabile: in Austria gli orari, lo so per esperienza diretta, sono molto più flessibili!
Vabbè scendiamo di corsa a Ristis, il cartello indicatore lo segnala come raggiungibile in 45 minuti, ce la facciamo in 20 e ci fiondiamo nella cabina affollata di famiglie con bambini, anziani e qualche sparuto escursionista. Alle 18 siamo alla macchina dove realizziamo che, a parte la frutta in vetta, non abbiamo neppure mangiato! Ci rifaremo per strada: percorrendo il tunnel del Seelisberg abbiamo il tempo per mangiare qualche biscotto ed una schiacciatina. Sosta in autogrill ad Airolo per un caffè ed alle 20,30 siamo a Gaggiolo.
Decisamente una giornata piena!

Gita molto appagante, il dislivello è limitato ma lo sviluppo è notevole. I panorami sono superlativi anche considerando che nel pomeriggio il cielo si è velato e tutto ha assunto un aspetto grigiastro.

Difficoltà: da Ristis alla Rugghubelhütte poco più di T2, dalla Rugghubelhütte al bivio per la Rot Grätli T3, da qui alla Engelberger Lücke T3+, la salita al Wissigstock T3, il tratto non segnalato fra la Engelberger Lücke e il valico della Rot Grätli (comunque evitabile ripercorrendo il sentiero fatto in salita) si situa fra il T4+ ed il T5+.
Da Ristis al Wissigstock abbiamo impiegato 4 ore, soste comprese.

Tourengänger: paoloski


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