Groenlandia: la terra del ghiaccio. Trekking & kaiak in Groenlandia


Publiziert von Luca & Rita , 20. Dezember 2014 um 22:10.

Region: Welt » Grönland
Tour Datum:25 August 2014
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: DK 
Zeitbedarf: 9 Tage
Aufstieg: 2100 m
Strecke:Trekking & Kaiak
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Groenlandia Narsarsuaq
Unterkunftmöglichkeiten:Narsarsuaq, Qassiarsuq, Tasiusaq
Kartennummer:Narsarsuaq 1:50.000 della Artic Sun Maps www.articsunmaps.com

1° giorno 25 agosto 2014: Milano – Reykjavik (Islanda) km 2.850 in aereo.
 
L’avventura inizia all’aeroporto di Milano Malpensa dove arriviamo verso le 11,00 di sera. Dopo le formalità d’imbarco e un’attesa alquanto lunga, finalmente alle ore 23,10 ci imbarchiamo sull’aereo e partiamo alla volta di “Reykjavik ” con volo diretto. Arrivati all’aeroporto di destinazione alle 02,00 della notte ora locale, (l’Islanda è un’ ora indietro rispetto all’Italia anche quando vige l’ora legale), dopo un viaggio direi abbastanza confortevole di 3 ore e 30 minuti all’incirca, all’uscita dell’aeroporto, abbiamo comprato il biglietto per il transfer che ci ha portati  all’albergo già prenotato il “4th floor hotel”  in centro a “Reykjavik” www.4thfloorhotel.is(GPS= N=64°08'35,60" O=21°54'58,00" m. 10 s.l.m.). Quando arriviamo in albergo è notte fonda, quindi l’unica cosa da fare è andare a riposare perché  Il giorno dopo dobbiamo proseguire con il trasferimento e questa volta per la destinazione definitiva….. “la Groenlandia”.
 
2° giorno 26 agosto 2014:
Reykjavik – Narsarsuaq (Groenlandia) km 1.250 in aereo;
Trekking km 6,7 dislivello +250 m.
 
Il mattino seguente un taxi ci viene a prendere in albergo e ci porta all’aeroporto domestico che si trova in città, paghiamo la corsa con carta di credito e la cosa non è da poco perché in questo modo non abbiamo dovuto acquistare valuta per le piccole spese (eh!…. grazie  tecnologia che ci dai una mano) e poi,  dopo le consuete formalità attendiamo il nostro volo.
Ore 13,00, ora locale islandese, partiamo! L’aereo è un Fokker 50 della compagnia Air Iceland, piccolino, quasi vuoto, per cui, siamo stracomodi! Beh, sono lì seduta che sonnecchio un po’ (dovevo recuperare un pochino di sonno) quando, apro gli occhi, guardo dal finestrino e lì, rimango senza fiato!!!!  WOW CHESPETTACOLO!!!!! chiamo subito Luca che sonnecchia, bisogna assolutamente fotografare. Ecco guardate un po’ anche voi le foto  qui sotto, non sono straordinarie? (intendo il paesaggio non la qualità delle foto, anche perché c’è di mezzo il finestrino che riflette). Dopo un volo di 4 ore, e quindi alle ore 14,00 locali, atterriamo al piccolo e unico aeroporto, a “Narsarsuaq, Groenlandia” (GPS= N=61°10'24,4" O=45°23'41,2" o m s.l.m.). Qui siamo indietro rispetto all’Italia di ben 4 ore (quando in Italia vige l’ora legale). Mi accorgo che in questo aeroporto non c’è la torre di controllo e poi mi dicono che i voli turistici dall’Europa, partono e arrivano ogni due giorni nella bella stagione mentre in inverno per i voli dall’ Europa è tutto chiuso, funzionano solo i voli interni, tempo permettendo. Ok, siamo pronti per prendere i nostri bagagli (per fortuna non si è perso niente) e ci avviamo verso l’uscita senza bisogno di controlli della polizia. All’uscita incontriamo altre persone con le quali condivideremo questa avventura nonché Francesco che ci accoglie per condurci a fare la nostra prima escursione per mezzo di un gommone, lungo un percorso di circa 20 Km nel fiordo pieno di iceberg. Però, le cose non vanno proprio così perché in certi posti la vita è presa con più tranquillità quindi, poiché il pilota del gommone è  in ritardo, per ammazzare il tempo d’attesa, facciamo una lunga passeggiata a piedi della durata di 2 ore e mezza fra andata e ritorno con lo zaino in spalla. Partiamo dall’uscita dell’aeroporto a piedi. Il paesaggio che vediamo lungo il percorso è unico! Abbiamo visto numerosi laghetti glaciali dai colori pastello e lingue di ghiacciai affacciarsi sul mare con tantissimi iceberg trasportati dalla corrente Punto di arrivo dell’escursione (GPS= N=61°11'14,1" O=45°22'14,4" 190 m s.l.m.).
Ormai è tardi e il giro in gommone previsto viene rimandato a data da destinarsi. Dobbiamo raggiungere l’ostello che si trova in un piccolissimo paesino Qassiarsuk (GPS= N=61°09'02,8" O=45°30'58,1" 25 m s.l.m.) per trascorrere la notte. Per fare questo, dobbiamo attraversare il fiordo su una barca che ci porterà esattamente sul lato opposto, in un’altra penisola ma, non prima di avere indossato una giacca polare fornita dall’organizzazione per proteggerci dal freddo che è davvero tosto, specialmente se sei in barca, allo scoperto, e la velocità è sostenuta. Arrivati all’ostello a “Qassiarsuk” (GPS= N=61°09'02,8" O=45°30'58,1" 25 m s.l.m.) (un po’ tutti infreddoliti), prendiamo posto nella nostra stanza, una bella camerata con 5 letti a castello. Qui conosciamo i nostri compagni: 2 ragazze catalane (Spagna), e un gruppo arrivati tre giorni prima di noi :composto da una coppia, lui tedesco e lei portoghese (tra di loro parlano inglese), un’altra coppia americana (north Carolina), una ragazza canadese, un ragazzo inglese, e infine un italiano. Arriva anche la nostra guida “Cesar” un ragazzo spagnolo che ci accompagnerà lungo il trekking per i prossimi 3 giorni. Bene dopo la cena, siamo tutti un po’ provati e andiamo a dormire………l’avventura stà per incominciare!!!!!
 
3° giorno 27 agosto 2014:
Navigazione da Qassiarsuka Narsarsuaq;
Trekking da Narsarsuak a Mellem accampamento km 10,7 dislivello +730 m.
 
Bene, è mattina e siamo tutti un po’ in fibrillazione perché incomincia  il viaggio. “Però caspiterina….!!! Qui se la prendono proprio comoda, sono le 10 e ancora la guida non arriva! Ma quando si parte?” Tranquilli! Qui è normale partire tardi tant’è che verso le 10,40 con gli zaini pronti per stare in giro tre giorni, sacchi a pelo e vivande, si parte dall’ostello. Riprendiamo la barca e raggiungiamo di nuovo “Narsarsuaq” da dove eravamo arrivati il giorno precedente, poi con mezzi fuori strada (anche perché di strade non ce ne sono), raggiungiamo il nostro punto di partenza (GPS= N=61°10'56,5" O=45°22'28,5" 40 m s.l.m.). Sono le 11,30 e si parte davvero! Attraverso la famosa Flower Valley   che risplende di fiori coloratissimi nei periodi più caldi e dove cresce il “cotone artico”, dopo un percorso pianeggiante, si presenta davanti a noi una salita davvero impegnativa  munita di corde per la sicurezza (scala difficoltà EE). Per fortuna, dopo la ripida salita con le corde, il percorso migliora e raggiungiamo un punto meraviglioso dal quale possiamo osservare in tutta la sua bellezza il ghiacciaio “Kiattuut Sermiat” che sbocca sul fiordo (GPS= N=61°12'37,5" O=45°18'32,7" 300 m s.l.m.). Il fronte del ghiacciaio e molto largo e parete si staccano gli  iceberg che raggiungono il fiume il quale, scorre lentamente verso il mare. Ci fermiamo per il pranzo, sono le 14,00, il tempo comincia ad annuvolarsi e fa freddo! Mangiamo pastina liofilizzata, sardine, tonno e cozze in scatola il tutto con fette di pane tipo gallette ai cereali, thè, caffè, latte in polvere e biscotti. Si riprende il cammino, dopo circa un’ora di pausa, siamo tutti molto presi dall’idea di accamparci sotto le stelle per la notte e non vediamo l’ora di arrivare all’accampamento per vedere com’è. Verso le 17,00 raggiungiamo la meta: l’accampamento di “Mellem” (GPS= N=61°12'19,8" O=45°15'10,4" 565 m s.l.m.), subito ci adoperiamo per montare la tenda che ogni coppia ha ricevuto e che ci ospiterà per le prossime 2 notti. Dopo avere montato le tende, abbiamo cenato nel piccolo capanno che funge da deposito. Ecco! Questo è il nostro accampamento. Fuori faceva davvero freddo 3 o 4 gradi ma anche dentro faceva freddo perché non c’era riscaldamento. La cena era simile al pranzo  arricchita però da una pastasciutta, (molto scotta) cucinata dalla nostra guida “Cesar” con un sugo che non ho capito bene  che cosa fosse. Comunque, data la fame, abbiamo sorvolato sulle domande ed abbiamo mangiato tutto. Il buio era calato ed il freddo era davvero pungente, il vento poi ci preoccupava tutti, tant’è che si è dovuto ancorare bene le tende con dei sassi pesanti per evitare di volare  via con le stesse. Per fortuna all’interno della tenda la temperatura si aggirava intorno ai 12 gradi. Vestiti, e con il cappellino di lana in testa, ci siamo sdraiati dentro il sacco a pelo sperando di trascorrere la notte dormendo e soprattutto, senza soffrire troppo di freddo.
 
4° giorno 28 agosto 2014: Trekking km 5,7 dislivello +290 m.
 
“Evviva!!!!! Siamo tutti ok!” La notte è passata ma oltre al vento c’è stata anche la pioggia e usciti dalla tenda ci siamo resi conto che le cime delle montagne intorno a noi erano candidamente imbiancate. La meta del giorno è arrivare al “Ghiacciaio Qooroq” ma, dobbiamo aspettare; piove troppo! Finalmente, verso le 11,30 del mattino si parte ma piove ancora. Raggiungiamo il punto panoramico per la vista sul ghiacciaio dopo un’ ora e mezza di cammino sotto una pioggia incessante (GPS= N=61°12'05,7" O=45°14'10,3" 525 m s.l.m.). Grazie ad una breve schiarita riusciamo a vederlo ma solo in parte perché ci sono le nuvole troppo basse! Il percorso prosegue in discesa per raggiungere la parete frontale del “Ghiacciaio Qooroq” che è alta 20 metri e dalla quale, si staccano enormi masse di ghiaccio che riversandosi nel “Fiordo di Qooroq” producono un boato assordante. Purtroppo però è  pericoloso andare avanti perché il terreno è molto scivoloso quindi, a malincuore, la nostra guida decide di rientrare. Strada facendo, il tempo migliora (piove  ma non così forte) e possiamo così camminare intorno ad uno dei tantissimi laghi (GPS= N=61°11'56,8" O=45°15'27,0" 510 m s.l.m.) che popolano questa terra di ghiaccio dove gli alberi non crescono. Nel tardo pomeriggio, rientriamo al campo base (sono le 15,30), ceniamo (stesso menù della sera precedente) e chiacchieriamo tra di noi un po’ in inglese, un po’ in spagnolo e anche in italiano. Insomma, quattro risate hanno ammorbidito la fatica della giornata! Ci accingiamo a trascorrere un’altra notte in tenda, però questa volta siamo fortunati, fa sempre freddo è vero ma non piove e non c’è vento.
Buona notte!...........
 
5° giorno 29 agosto 2014:
Trekking dal Campo Base di Mellem a Narsarsuaq km 9,9 dislivello +215 m;
Navigazione da Narsarsuaq a Qassiarsuk al Ghiacciaio Qooroq poi Qassiarsuk in gommone km 19.
 
Oggi grazie al cielo è una bella giornata! Dopo avere smontato le tende, con calma, alla solita ora: le 11,00, si parte per rientrare all’Ostello di “Qassiarsuk”. Il percorso è lungo. Ci fermiamo per il pranzo nello stesso punto panoramico dove c’eravamo fermati all’andata, dove possiamo ammirare ancora una volta il fronte del “ghiacciaio Kiattut Sermiat” (GPS= N=61°12'37,5" O=45°18'32,7" 300 m s.l.m.). Riprendiamo il cammino dopo pranzo. Riusciamo a superare brillantemente la discesa cordata che in caso di pioggia sarebbe stata molto pericolosa. Si prosegue nel bellissimo e infinito paesaggio e nel pomeriggio si raggiunge il punto  dove i fuoristrada ci avevano lasciati due giorni prima, sono le15,30. Di nuovo con le jeep, si ripercorre il tratto che ci porta alla barca e da qui si attraversa ancora il fiordo fino al lato opposto e cioè a “Narsarsuaq”. Una volta arrivati e scesi dalla barca, ci informano che ci porteranno su un gommone (che lì chiamano Zodiac) per andare a  vedere il ghiacciaio “Qooroq” che è poi lo stesso del giorno prima ma questa volta, lo si raggiunge dal mare e iceberg permettendo, forse si può arrivare fino alla parete dalla quale si sentivano staccare e cadere i blocchi di ghiaccio. Il percorso è lungo 9 chilometri ma a causa dei troppi iceberg non ci è possibile procedere fino in fondo ma si vede benissimo il frontale. Lo spettacolo ci lascia senza fiato! Il sole che volge ormai al tramonto, fa capolino con le pareti altissime degli iceberg ed a noi non resta che brindare a tanta bellezza con un ottimo Beylis con aggiunta di ghiaccio d.o.c. prelevato direttamente da un iceberg per mezzo di una piccozza. Al nostro rientro, sono ormai le 20,00, per ragioni logistiche ci spostano dall’ostello che ci aveva ospitati,  in una casa privata, 50 metri più avanti. La casa scopriamo essere la casa privata del proprietario del tour operator  “Tierras Polares” www.tierraspolares.es e grande esploratore “Ramon Larramendi” Nella nuova dimora, ci dobbiamo un momentino organizzare per fare la doccia visto che c’è solo un bagno e noi siamo 12 persone. Ad ogni modo, siamo tutti affamati e non vediamo l’ora di cenare. Ci dicono che la cena sarà speciale infatti sarà una cena “INUIT” cioè una cena tipica della Groenlandia.
I piatti di portata sono composti da:
Spezzatino di FOCA
Spezzatino di BALENA
Spezzatino di CARIBU’
Pelle di Foca bicolore: grigio per la parte esterna e rosa per la parte interna. (tagliata tipo la nostra pancetta quadra)
Carpaccio di salmone
Purè di patate
Salsine varie
Per quanto mi riguarda, ho assaggiato per curiosità il ricco menù ma non sono riuscita a mangiare. Davvero non mi piaceva! Quasi tutti gli altri però hanno gradito e mangiato, forse per fame forse per piacere o per senso del dovere. Non lo so! Luca, ha mangiato tutta la sua porzione più la mia, tranne la balena. Dopo cena, ci siamo accorti che nel cielo stava succedendo qualcosa di strano. Il cielo buio, con le sue stelle, si riempiva di fasce estese colorate di bianco/grigio e queste fasce cambiavano rapidamente la loro forma. Tutti eccitati abbiamo preso velocemente le nostre macchine fotografiche ed abbiamo immortalato le immagini che con grandissimo stupore si sono rivelate essere niente po po’ di meno che le tanto sognate “AURORE BOREALI”. E’ incredibile! Ad occhio nudo le aurore boreali non sono colorate ma in fotografia, come per magia, appaiono i colori. Quella sera e nei giorni seguenti, abbiamo visto solo aurore di colore verde ma non per questo meno affascinanti delle altre.
 
6° giorno 30 agosto 2014:
Trekking da Qassiarsuk a Tasiusaq: nella baia degli iceberg…… km 8,1 dislivello +240 m.
 
Questa mattina il gruppo si divide perché c’è chi ha finito il proprio viaggio e torna a casa, poi c’è chi prosegue il cammino in mountain bike, mentre Luca, io e le due ragazze spagnole, proseguiamo la nostra avventura. Ci aspettano tre giorni in kaiak!!! Non so se avrò la resistenza fisica per affrontare tutto ciò ma, come si dice: “siamo in barca e remiamo!” Dopo i saluti di congedo con i nostri compagni d’avventura, restiamo ad attendere il nostro istruttore di kaiak. Lui si chiama “Alvaro”, è spagnolo e oltre ad essere istruttore di kaiak, è anche guardia forestale. Alvaro ci condurrà al nuovo ostello da dove inizierà questa nuova esperienza e nell’attesa di partire per la nuova destinazione, Luca e io andiamo a perlustrare il  piccolo paesino di “Qassiarsuk”. Visitiamo una scuola che durante l’anno scolastico è abitata stabilmente dagli alunni che provengono anche dai villaggi che nei mesi invernali sono completamente isolati. A causa dell’isolamento, genitori e figli non si separano all’inizio dell’anno scolastico e si rivedono alla fine. Poi, abbiamo notato una graziosa chiesetta e baciati da una fortuna incredibile abbiamo potuto vedere una famiglia che usciva dalla chiesetta con un neonato tra le braccia che avevano appena battezzato. Erano tutti vestiti con gli abiti cerimoniali tradizionali “INUIT”: i maschi con blusa bianca tinta unita e pantaloni con scarpe nere, le femmine, con pantaloni e stivali di pelle di foca e blusa colorata con mantellina sovrapposta. Il tutto impreziosito da ricami coloratissimi lavorati a mano. Alle 11,00 circa, ci ritroviamo con il nostro Alvaro e da “Qassiarsuk" ci incamminiamo lungo un sentiero abbastanza dolce che in tre ore più o meno di trekking, ci porta a “Tasiusaq” un piccolo paesino nella baia degli iceberg  dove vivono stabilmente sette persone in totale isolamento. Lungo il percorso, incontriamo innumerevoli laghetti, uno più bello dell’altro, mentre le aquile volano sopra di noi e ci accompagnano nel nostro cammino. In questa zona, vengono allevate le pecore ed infatti ne vediamo tantissime. Una buona parte di loro saranno trasferite in “Danimarca” per essere tosate e poi destinate al settore alimentare. Le carni saranno distribuite solo sul mercato danese e della “Groenlandia”. Non è possibile venderle nel resto dell’Europa perché le carni non hanno gli standard richiesti dalle norme igienico sanitarie europee. Raggiungiamo la casa a “Tasiusaq” (GPS= N=61°08'38,6" E=45°37'04,2" 10 m s.l.m.) che sarà il nostro riparo per la notte a venire e li, attendiamo l’arrivo di un nuovo gruppo che poco prima è atterrato nel piccolo aeroporto di “Narsarsuaq”. Finalmente sono arrivati! Sono cinque persone, una giovane coppia della “Repubblica Ceca”, un ragazzo di “Shangai” e un signore di “Hong Kong”, trasferito da anni in “Australia” con il suo compagno australiano. Giusto il tempo di far depositare loro i bagagli nelle proprie stanze e si parte. Ci dirigiamo verso il punto di ritrovo di addestramento e partenza dei kaiak che dista 15 minuti a piedi. Qui, (GPS= N=61°08'41,4" O=45°38'06,2" 0 m s.l.m.) il nostro istruttore ci informerà, ci formerà e ci sottoporrà alla prova di pratica generale di conduzione del kajak secondo le norme della massima sicurezza. Ci consegnerà anche l’equipaggiamento tecnico da indossare necessario per questo tipo di attività sportiva. Indossare gli indumenti è stata un’impresa davvero faticosa ma divertente. Il difficile era capire come indossare il tutto e qualcuno di noi era veramente impacciato.  Ma tra una risata e l’altra, alla fine ci siamo riusciti. Finalmente, tutti pronti, il nostro bravissimo “Alvaro” ha spiegato molto chiaramente e professionalmente la tecnica per salire e scendere dal kaiak nonché la tecnica per la conduzione dello stesso nel mare gelido e pieno di Iceberg. A questo punto, non ci restava altro che salire sul nostro mezzo biposto e mettere in atto ciò che avevamo appena imparato. Abbiamo pagaiato nel fiordo per tre ore circa, la giornata era stupenda. I colori, la tranquillità, il silenzio, creavano intorno a noi un non so che di surreale e a me regalava una sensazione di profonda serenità. Finito il nostro giro di prova generale, dopo esserci liberati dagli indumenti tecnici un po’ ingombranti, siamo rientrati alla casetta per una cenetta di gruppo e un po’ di risate in compagnia. Purtroppo dal telefono satellitare che la guida utilizzava (perché i normali cellulari non funzionano) arriva la notizia che domani ci sarà brutto tempo con pioggia battente per tutto il giorno.
 
7° giorno 31 agosto 2014:
Tasiusaq – Navigazione nel fiordo Nordre Sermilik fino all’accampamento km 7,8
 
E’ mattina! L’umore è ottimo ma il tempo è pessimo. Purtroppo le previsioni sono state azzeccate....!!!! Dobbiamo affrontare una giornata all’aperto, sull’acqua e sotto la pioggia! Con molta fatica, stipiamo nelle cavità interne dei kajak le borse stagne con gli abiti di ricambio, i sacchi a pelo, le tende e le vivande. Con coraggio e la remota speranza che il tempo migliori, si parte. Mi sento un po’ tesa rispetto al giorno prima perché mi sono tornate in mente le istruzioni di Alvaro :”quando siete sul kajak, non ruotate le spalle, non fate movimenti bruschi perché il kaiak si ribalta e poi sono….azz….!!” (col freddo che fa, manca solo che mi ribalto nelle acque ghiacciate!) cerco però di stare attenta e di controllarmi. Finalmente alle 11,00 si salpa! Nonostante la pioggia, si riesce a trovare emozionante tutto ciò che ci circonda. Ci sono iceberg grandi, grandissimi dai quali bisogna stare alla larga perché delle parti potrebbero improvvisamente staccarsi dalla parete e precipitare nell’acqua con il rischio che ti vengano addosso, oppure, potrebbero trascinarti dentro il mare. I colori dei ghiacci che nelle giornate di sole sono di un azzurro intenso, oggi risplendono meno a causa del cielo grigio e piovoso. Le correnti d’acqua del fiordo che stiamo navigando sono tante e ognuna percorre un proprio percorso. Queste viaggiano affiancate e a doppio senso di marcia: avanti e indietro. Gli iceberg si muovono con le correnti d’acqua e quindi lo scenario cambia continuamente. A causa di queste correnti, ad un certo punto, ci siamo trovati la strada sbarrata dai ghiacci che muovendosi si sono posti tra di noi rendendo difficile l’approdo sulla terra ferma, dove era prevista una sosta per il riposo e la ristorazione (GPS= N=61°08'31,4" O=45°43'21,0" 0 m s.l.m.). Sono le 13,30. Dopo la pausa pranzo (sotto l’acqua) sempre a base di carne in scatola, brodo liofilizzato conservato nei termos, salame, formaggio, thè, caffè in polvere e biscotti, visto che non si può proseguire con i kaiak, proseguiamo a piedi su un sentiero per cercare di arrivare alla punta estrema del “fiordo Nordre Sermilik” e vedere gli iceberg che arrivano dal “ghiacciaio Eqalloruutsit”, ma dopo circa mezz’ora di cammino, davvero poco agevole, dobbiamo tornare indietro perché il sentiero è inagibile. Rriprendiamo quindi il nostro viaggio con il kaiak alle 16,00, dobbiamo attraversare il fiordo per accamparci, iniziamo quindi la traversata e verso le 17,30, arriviamo dall’ altra parte del fiordo su una spiaggia.. Una volta sbarcati, dobbiamo mettere in sicurezza i nostri kajak perché l’alta marea ce li porterebbe via e così, una volta svuotati dal carico, al di sopra di una ripida salita, adagiamo per  terra le nostre imbarcazioni (GPS= N=61°09'35,9" O=45°44'23,6" o m s.l.m.). La pioggia è incessante! Siamo tutti bagnati, compresi gli indumenti sotto la tuta tecnica ma a questa cosa per il momento non diamo peso….. è più importante provvedere a montare le tende per la notte! Con la pioggia, il vento e pochi picchetti per assicurare la tenda al terreno, è davvero difficile mantenere la calma e un po’ di tensione affiora, ma come previsto, tutti quanti riusciamo nell’impresa e dopo, non vediamo l’ora di riscaldarci un po’ con la cena che il nostro Alvaro ci preparerà; purtroppo per lui in condizioni davvero disagevoli. In un primo momento, sembra che non si possa fare altro che mangiare all’aperto sotto la pioggia. Infatti, il piccolo capanno che si trova proprio vicino alle tende, è una vecchia struttura abbandonata dai pastori e riversa in pessime condizioni; sia strutturali che igieniche. Si decide però che nonostante tutto è sempre meglio cenare lì dentro, in piedi, piuttosto che sotto la pioggia e in balia del vento. Il rifugio è veramente angusto e piccolo, facciamo fatica a starci tutti. Se non fossimo stati tutti così infreddoliti ci saremmo intrattenuti li per quattro chiacchiere ma non era proprio il caso e del resto, la cena e le bevande calde non ci avevano riscaldati più di tanto e per questo, ci siamo ritirati  nelle nostre tende. Anche dentro la tenda fa freddo e non c’è modo di asciugare gli indumenti! Pensiamo si sostituire gli abiti bagnati con gli abiti di ricambio che avevamo trasportato con il kajak dentro le sacche stagne ma questi, sono talmente umidi, che indossarli non è il massimo del comfort. Comunque, con i vestiti umidissimi addosso e il cappellino in testa, abbiamo tentato di dormire nella speranza di non ammalarci. I nostri sacchi a pelo adeguati per le rigide temperature, poggiavano su un sottile materassino ma nonostante ciò, dal terreno bagnato sottostante, risaliva tutta l’umidità. Questa condizione, ha disturbato il sonno e il riposo di tutto il gruppo. Ricordo che all’inizio del viaggio, ero così emozionata da quello che mi circondava che dissi a Luca in tono amorevole: “Sono molto contenta e ti ringrazio perché con te posso fare viaggi favolosi che mi emozionano ogni volta. Grazie!” Quella sera però, dentro la tenda gli dissi in tono un po’ arrabbiato “Luca, ti ricordi cosa ti dissi all’inizio del viaggio? Bene! Adesso ritiro tutto quello che avevo detto!!!!!”. E lui, rideva come un matto, dicendomi che queste sono avventure che ricorderemo per sempre!!!   Vero però mannaggia……….!!!
 
8° giorno 1° Settembre 2014:
Trekking dall’ accampamento al punto panoramico sul ghiacciaio Eqalloruutsit km 3,5 dislivello +140 m;
Kaiak dall’ accampamento a Tasiusaq km 6,7;
Trekking da Tasiusaq a Qassiarsuk km 8,0 dislivello +250 m.
 
Finalmente è ora di alzarsi. La notte è stata pessima. Troppo freddo!!! Quando ognuno di noi esce dalla propria tenda chiede agli altri come hanno dormito e tutti rispondono la stessa cosa. “male! Troppo freddo!” “Va beh dai” dico io “ siamo in Groenlandia! È normale! E noi che siamo qui, siamo veramente tosti”
 
Facciamo una ricca colazione e, alle 10,00, ci incamminiamo a piedi lungo un sentiero che ci porta ad un punto panoramico con la vista sul “ghiacciaio Eqalloruutsit”, (GPS= N=61°09'58,0" E=45°45'48,6" 14 m s.l.m.), quello che rilasci tutti gli iceberg che abbiamo trovato nel fiordo e che ci hanno chiuso il passaggio. La giornata non è bella ma almeno non pioverà. Il ghiacciaio è immenso e come una star del cinema si lascia fotografare da tutti noi che al rientro dell’avventura saremo orgogliosi di rivedere le nostre foto per ricordare i momenti vissuti con tanta intensità. Dopo aver visto il bellissimo ghiacciaio, si torna indietro e ricaricati i bagagli nei kajak (mamma mia che fatica!), alle 11,00, si riprende il mare per tornare alla base. Il mare è sempre calmo nonostante le diverse correnti che scorrono affiancate tra loro ma in direzioni opposte. Vediamo gli iceberg muoversi più velocemente rispetto ai due giorni prima e per questo dobbiamo mettere più impegno nel condurre il kajak per non urtare queste masse ghiacciate che ci vengono incontro. Dall’acqua spuntano fuori delle testoline nere con grandi occhioni scuri e baffoni, sono le foche! Sono state attratte evidentemente dalla nostra presenza perché sembravano molto incuriosite e ci girano intorno, cercando di capire forse, che tipo di animali siamo noi. Anche loro si lasciano fotografare come delle miss. Abbandonate le foche si prosegue verso la destinazione d’arrivo e ci rendiamo conto che stranamente gli iceberg che riempivano la baia il giorno che siamo partiti sono quasi spariti del tutto. Sarà sicuramente effetto delle correnti. Alle 13,00 ci fermiamo su una spiaggetta per il pranzo (GPS= N=61°09'15,8" O=45°40'23,1" 0 m s.l.m.), a circa un’ora da“Tasiusaq”. Dopo pranzo (veloce) ripartiamo e alle 15,00 arriviamo sulla spiaggia di “Tasiusaq”. Qui un breve filmato della navigazione nel fiordo https://www.youtube.com/watch?v=bSTXxUBAV1s . Arrivati a riva, tolti gli indumenti e recuperati i bagagli dai kajak, riceviamo i complimenti dal nostro istruttore (nonchè comandante di avventura) “ ALVARO “ questo ci fa molto piacere anche se, sapevamo già di essere stati all’altezza della situazione visto che nessuno di noi si è ribaltato nell’acqua. Arrivati all’ostello, ricomponiamo gli zaini e caricati gli stessi sulle nostre spalle, via, rientro a piedi fino all’ostello di “Qassiarsuk”. Il tempo è bellissimo e fa quasi caldo. Contrariamente all’andata, questa volta il percorso è un po’ più breve perchè si percorre una strada in sterrato lunga 8 kilometri  che ci porterà a“Qassiarsuk”. In “Groenlandia”, almeno per la parte di territorio che abbiamo visitato noi, non esistono strade asfaltate, quelle pochissime che ci sono, sono in sterrato e sono percorribili solo con mezzi fuoristrada. Arrivati all’ostello, alle 18,15, incontriamo di nuovo il gruppo che si era staccato da noi tre giorni prima per proseguire il viaggio con la mountain-bike. Dopo baci e abbracci, ci raccontiamo allegramente le avventure e le disavventure che abbiamo vissuto ed il sentimento che ci accomuna è un sentimento di serenità nonostante tutte le peripezie e le situazioni difficili vissute. A questo punto il viaggio è terminato ma il rientro in Italia non sarà così rapido!
 
9° giorno 02 settembre 2014:
Navigazione da Qassiarsuk a Narsarsuaq;
Narsarsuaq – Reykjavik in aereo km 1.250.
 
Purtroppo oggi finisce il nostro viaggio ma siccome sta arrivando il freddo polare non siamo molto dispiaciuti. Al mattino presto con lo “Zodiac” si parte da “Qassiarsiuk” verso l’aeroporto di  “Narsarsuaq”. Il volo che ci porterà a Reykjavik”subisce un rinvio e quindi abbiamo a disposizione tutta la mattina così, appena sbarcati a “Narsarsuaq”, ci ospitano in casa di una famiglia residente che per l’occasione, ha preparato dei favolosi e buonissimi dolci casalinghi e infusi di thè autoctono. La padrona di casa ci mostra le meravigliose lavorazioni a maglia e gli abiti tradizionali che realizza con le proprie mani. Ringraziamo per l’ospitalità e ci congediamo dopo aver degustato le prelibatezze. Abbiamo ancora tempo e così andiamo a visitare l’unico bar del posto ed anche l’unico negozio di alimentari; un piccolo supermercato abbastanza rifornito dove abbiamo incontrato alcune persone del luogo. Quando bisogna attendere a lungo per l’imbarco per me è sempre un po’ stressante quindi, quando è arrivato il momento, sono stata ben contenta di salire sull’aereo e volare verso “Reykjavik” destinazione aeroporto domestico. Atterrati a “Reykjavik”, dopo avere lasciato i bagagli in albergo, ci regaliamo un’ottima cena in un ristorantino raffinato nel centro della città “Gamla Vìnhùsid Steakhouse” www.gamlavinhusid.is. Rientriamo nel nostro albergo, che è lo stesso dell’andata e finalmente dormiamo in un letto normale tutto per noi.
 
10° giorno 03 settembre 2014: (Reykjavik – Copenaghen in aereo km 2.100)
 
Il volo verso “Copenaghen” partirà alla una di notte quindi abbiamo tutto il giorno a disposizione per visitare la città. Luca ed io avevamo già visitato “Reykjavik” nel 2008 quando avevamo girato tutta l’”Islanda” in camper. Devo dire che in questa occasione abbiamo rivalutato la città che durante la prima visita non ci era sembrata nulla di che. Comunque la giornata è piovosa ma noi ben equipaggiati camminiamo per tutto il giorno e visitiamo il più possibile. Riusciamo anche a fare shopping il che, mi è piaciuto molto visto che in“Groenlandia” non è stato possibile fare acquisti perché non c’è niente da comprare.
Alle 20,30 un transfer ci preleva dall’albergo e ci porta alla stazione dei bus presso l’aeroporto domestico della città. Da qui cambiamo transfer e prendiamo un pullman e via all’aeroporto internazionale. Finalmente alle ore 1,00 (ora locale) si decolla e si atterra a “Copenaghen” alle 6,00 del 4 settembre (ora locale).
 
11° giorno 04 settembre 2014:(Copenaghen – Milano Malpensa in aereo km 1.200)
                                              
Finalmente dopo avere aspettato per due ore e mezza, alle 8,30 si riparte e questa volta è l’ultimo aereo. Alle 10,30 siamo a “Milano Malpensa”.
 
La natura selvaggia e le persone conosciute mi hanno trasmesso grandi emozioni che conserverò per sempre nel mio cuore. Un grande ringraziamento lo voglio fare a Luca, mio marito; che ha sempre tanta energia e desiderio di vivere i viaggi  insieme a me. Grazie!
 
Rita

Per vedere altre foto:  
www.iviaggidilucaerita.com/gallery-america/groenlandia 

Tourengänger: Luca & Rita


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Kommentare (10)


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froloccone hat gesagt:
Gesendet am 21. Dezember 2014 um 20:37
Viaggio stupendo e avventuroso!!!!!Complimenti Ciao ALE

Luca & Rita hat gesagt: RE:
Gesendet am 22. Dezember 2014 um 09:08
Grazie

Andrea! Pro hat gesagt:
Gesendet am 21. Dezember 2014 um 21:26
Mi ricorda qualcosa ....

http://1drv.ms/1AUDjxC

Anche io ho avuto la possibilità (e il privilegio) di poter assaporare questa terra.
ANDREA

Luca & Rita hat gesagt: RE:
Gesendet am 22. Dezember 2014 um 09:09
E' veramente un posto meraviglioso e la gente stupenda!

Luca & Rita hat gesagt: RE:
Gesendet am 29. Dezember 2014 um 10:54
Ciao Poge,

abbiamo visto le tue foto. Bellissime, ma in quale parte della Groenlandia eravate?

Andrea! Pro hat gesagt: RE:
Gesendet am 29. Dezember 2014 um 19:14
Siamo partiti da Narssaq che è qui:

https://www.google.it/maps/place/Narsaq+Ilua,+Groenlandia/@60.9239459,-46.067648,14z/data=!3m1!4b1!4m2!3m1!1s0x4eabd562e51443b7:0xd686f1f0e3b75a81

E abbiamo fatto questo percorso:

http://1drv.ms/1AZQEac

Scusa i vari link ma spiegarlo "a voce" è difficile.
E' un posto e un tipo di viaggio che rifarei subito .... se potessi.
Andrea

Luca & Rita hat gesagt: RE:
Gesendet am 30. Dezember 2014 um 23:47
Bel percorso! Ma i trasferimenti in mare li avete fatti con le imbarcazioni semirigide? o in parte in kaiak? Sulla terra ferma immagino tutto trekking. Il viaggio lo avete organizzato da soli o con quale Tour operator?

Andrea! Pro hat gesagt: RE:
Gesendet am 31. Dezember 2014 um 14:33
Dall'aereoporto a Narssaq ci siamo spostati con il gommone ... il momento più freddo di tutta la vacanza.
Mentre tutto il tour è stato fatto con i kayak, avevamo dietro tutto il necessario: tende, cibo, vestiti, sacco-a-pelo, materassino, ecc.
I trekking sono sempre stati fatti in giornata, partendo da dove avevamo montato il campo.

Anche noi abbiamo utilizzato Terre Polari. Ottima organizzazione. Penso che se avessimo dovuto organizzare una cosa del genere da soli sarebbe stato un problema.
A parte lo sbattimento logistico alla fine ci sarebbe sicuramente costato di più.
Andrea

Luca & Rita hat gesagt: RE:
Gesendet am 12. Januar 2015 um 08:24
Grazie delle info.
Viaggio simile, l'unica cosa è il tempo che abbiamo trovato (ma era fine agosto), non sempre bello!
A presto

Luca & Rita

Menek hat gesagt:
Gesendet am 23. Dezember 2014 um 09:57
Viaggio spettacolare!


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