Anello fra Val Ferrera e Val di Lei


Publiziert von paoloski Pro , 28. Oktober 2014 um 12:04.

Region: Welt » Schweiz » Graubünden » Avers
Tour Datum:26 Oktober 2014
Wandern Schwierigkeit: T3+ - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-GR   I 
Zeitbedarf: 7:00
Aufstieg: 1250 m
Abstieg: 1250 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Autostrada A2, poi A13, tunnel del San Bernardino, uscita di Rofla, proseguire fino a Innerferrera, il parcheggio è situato al di sotto del paese, prima del ponte nuovo seguire le indicazioni a sinistra e all'imbocco del ponte vecchio girare a destra per immettersi nello spiazzo.
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Gita ad anello.
Unterkunftmöglichkeiten:moltissime in tutta la valle. Vedere su www.viamalaferien.ch
Kartennummer:CNS 1255 Splügenpass

A quanto pare oggi sono tutti impegnati con delle castagnate...visto però che il tempo si preannuncia magnifico, specie in montagna, non me ne starò certo a casa!
Tornando dalla Val d'Avers domenica scorsa ero rimasto colpito dai magnifici colori che caratterizzavano la parte iniziale della valle, così decido di fare una gita qui.
Arrivo ad Innerferrera, parcheggio nello spiazzo sotto il paese, mi preparo e nel centro del villaggio, deserto a quest'ora, trovo la palina con le varie indicazioni dei sentieri fra cui quella per Starlera, dove sono inizialmente diretto.
Risalgo una strada sterrata dalla notevole pendenza che mi porta rapidamente in quota. La vista si apre sempre di più e presto mi appare la diga del Lago di Lei con il Pizzo Stella, sto camminando all'ombra e la temperatura è abbastanza fresca, a Bleis però la pendenza diminuisce fin quasi a scomparire e mi trovo al sole, le baite sono situate su un pianoro decisamente panoramico.
Ora la strada prosegue con qualche saliscendi fino al nucleo di Starlera, anche questo un autentico gioiello.
Da qui la strada si abbassa per raggiungere il ponte a quota 1760 metri che attraversa il torrente che proviene dalla Val Starlera, poco prima trovo il cartello, caduto, che indica il sentiero che conduce all'Alp Starlera ed alla Fuorcla Sterlera, un'idea per la prossima estate.
Attraverso il ponte, la stradina si inerpica sui fianchi del Cucalner, sono ritornato all'ombra e qui trovo anche dei ghiaccioli che contornano la strada, ma eccomi a Plan, due baite che precedono il vasto pianoro che da il nome alla località, qui la strada d'alpeggio finisce, la vista è veramente magnifica, a dominare la scena il bellissimo Piz dal Crot con la sua forma slanciata.
Attraverso questo piccolo altipiano, dove la neve caduta nei giorni scorsi  ha uno spessore di venti - trenta centimetri, seguendo i segnavia bianco - rossi e mi trovo davanti ad un percorso che appare decisamente più ostico: il sentiero è ben visibile, innevato è, almeno nel tratto iniziale, decisamente esposto: corre poco al di sopra di una placconata pressochè verticale. Medito un attimo sul da farsi, poi indosso le ghette, prendo la piccozza e affronto con cautela il pendio, la neve è abbondante ma il sentiero è abbastanza largo, supero il traverso esposto ed inizio a salire verso una selletta ben visibile a circa 200 metri sopra di me, la neve è tutta da battere e faccio abbastanza fatica ma, finalmente, eccomi alla sella, da qui si vede la Val d'Avers ed il proseguio del cammino, tracce non ce ne sono e la neve copre molti segnavia ma di difficoltà non ce n'è per cui mi rilasso e scendo tranquillamente finchè, in vista di Campsut, ecco una nuova fascia rocciosa da attraversare: il sentiero zigzaga in discesa su dei tratti abbastanza ripidi, il passaggio chiave è un impluvio ingombro di neve dura con qualche decina di metri a picco sotto i piedi, scalino la neve, poi pianto la becca e con un salto sono al di là dell'ostacolo. Fine delle difficoltà, ora il sentiero scende a tornanti, arriva ad un bivio, ma io non scendo a Campsut ma proseguo in leggera discesa verso le belle baite di Macsur e da qui, ora su una strada agricola, verso Crot.
Poco prima di arrivare in paese faccio la mia sosta pranzo, alquanto spartana visto che mi accorgo di aver dimenticato il pane: un pezzo di formaggio, una pera ed una barretta.
Proseguo ed attraversando il paese incontro la prima persona della giornata, è un bambino che sta giocando fuori casa.
Attraverso il ponte sul Madriser Rhein e seguo le indicazioni per la diga del Lago di Lei, dopo circa un chilometro in piano ecco la palina che indica il sentiero sulla sinistra, il tracciato sale ripido in un bel bosco e quando finalmente ne esce trovo il baitello di quota 1929 metri, il sentiero a tratti scompare per cui risalgo il pendio ad occhio puntando ad Ovest dove dovrebbe trovarsi il, non ancora visibile, Passo del Scengio, qui ci sono una trentina di centimetri di neve, ad ogni passo affondo e faccio una bella fatica ma finalmente ecco apparire la stradina sterrata che corre nei pressi dello spartiacque, sbuco un po' a Sud del passo, alla quota 2195, dove ci sono i cippi di confine 11 e 12, per cui discendo lungo la cresta fino a raggiungere il Passo del Scengio, da qui scende verso la diga una larga strada sterrata che una volta doveva essere carrozzabile, oggi fra frane e dissesti si può percorrere solo a piedi o in MTB.
Eccomi alla diga, qui le persone sono numerose ma a giudicare dall'abbigliamente di escursionisti non ce n'è. D'altronde le numerose macchine nel parcheggio sono indice di una frequentazione più soft della zona.
Nonostante il cartello di divieto sulla corona della diga transitano diverse auto e moto dirette alla Baita del Capriolo poco distante.
Percorro il marciapiedi sovrastante la strada ed arrivo sull'altra sponda del lago, quindi risalgo la trentina di metri che mi separano dal rifugio, che, come previsto, appare decisamente affollato, proseguo attraversando l'Alpe del Crot che, forse a causa di lavori di ristrutturazione, mi appare decisamente disordinata.
La strada prosegue in leggera discesa fino a raggiungere l'Alpe la Motta, qui ha termine ed inizia il sentiero che scende in Val digl Uors, il tracciato è ben segnalato ma estremamente scivoloso visto che in molti tratti è invaso dall'acqua e spesso sembra di camminare nel letto di un torrente, arrivo alla palina ed al cippo che segnano il confine di stato, il sentiero prosegue ancora e, dopo un breve tratto idilliaco fra radure prative e cascatelle, riprende a scendere ripido nel bosco, in breve vedo la strada cantonale sotto di me, la raggiungo e la attraverso per prendere la vecchia strada della Val d'Avers, di cui recentemente è stato completato il recupero, cammino quindi in discesa poco al di sotto della cantonale, il percorso alterna tratti di sentiero ad altri che assomigliano più ad una mulattiera, dentro una galleria trovo una cassetta in cui è riposto il libro firma per i fruitori del percorso, in breve sono in vista di Innerferrera, passo sotto il nuovo ponte, attraverso il vecchio ed eccomi alla mia auto.

Bella gita in grado di offrire degli scorci panoramici notevoli, in questa stagione una piccozza è assolutamente indispensabile, almeno nel tratto fra Plan e Macsur, in estate probabilmente il percorso è fattibile senza difficoltà alcuna.

Tourengänger: paoloski


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