Catinaccio d'Antermoia


Publiziert von paoloski Pro , 23. September 2014 um 14:55.

Region: Welt » Italien » Trentino-Südtirol
Tour Datum:21 September 2014
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Klettersteig Schwierigkeit: L
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 8:30
Aufstieg: 950 m
Abstieg: 1200 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Il rifugio Vajolet è facilmente raggiungibile da Pera di Fassa tramite una strada sterrata che sale fino al rifugio Gardeccia servito da un servizio di pulmino, dal rifugio Gardeccia al rifugio Vajolet contare una mezz'oretta di strada sterrata.
Unterkunftmöglichkeiten:Rifugio Vajolet. Rifugio Preuss. Rifugio Passo Principe. Rifugio Gardeccia.
Kartennummer:Meridiani Montagne Catinaccio

Secondo giorno dell'uscita in Dolomiti degli Incontri di Avvicinamento alla Montagna del CAI Varese: per oggi è prevista la salita al Catinaccio di Antermoia.
Dopo un'abbondante colazione alle 8 ci incamminiamo lungo il sentiero che porta al Passo Principe dove si trova l'omonimo rifugio ed ha inizio la salita alla nostra montagna.
Più che un sentiero si tratta di una gippabile con tanto di tombini ed addirittura un tratto lastricato. Come queste oscenità possano conciliarsi con l'essere Patrimonio Mondiale dell'UNESCO rimane per me un mistero.
Raggiungiamo il rifugio, ci imbraghiamo, indossiamo il casco, allacciamo il kit all'imbrago e ci avviamo verso l'attacco.
Più che una ferrata direi che si tratta di un sentiero attrezzato: la salita infatti percorre delle larghe cengie che zigzagando permettono di percorrere la parete, il tracciato, a parte il tratto iniziale dove si trova una scaletta ed un canalino ripido e piuttosto viscido da risalire, è praticamente tutto camminabile e solo in pochi punti si devono appoggiare le mani alla roccia, più per equilibrarsi che per altro.
Le difficoltà arrivano a malapena al I grado.
Lungo il percorso incontriamo diverse chiazze di neve, la salita se fatta al mattino è tutta in ombra, considerato che siamo ormai a fine stagione probabilmente questa è la ragione della presenza di un'attrezzatura quasi continua lungo la salita: ad inizio stagione la neve deve essere molto più presente e le difficoltà quindi maggiori.
I primi arrivano rapidamente in vetta, io e Carlo vi giungiamo un po' dopo ma, d'altronde, Esther è alla sua prima ferrata e, giustamente, ci mette il suo tempo.
All'uscita del sentiero attrezzato eccoci In vista della croce, a separarci dalla vetta vera e propria c'è solo la stretta e piana cresta finale esposta da entrambi i lati, sicuramente il  tratto più adrenalinico della salita.
Mangiamo qualcosa, facciamo le foto di rito: la giornata è limpida e le nuvole che stanno arrivando contribuiscono a rendere più interessante e vario il paesaggio tutt'intorno, la visibilità è comunque ottima e la temperatura gradevole.
Siamo un po' in ritardo con i tempi preventivati per cui ci apprestiamo alla discesa, ci spostiamo sull'anticima Sud Est e da qui, seguendo dei bolli rossi, ci abbassiamo per un ripido canalino, presto incontriamo i primi cavi d'acciaio che assicurano buona parte del percorso, solo in alcuni punti le attrezzature scompaiono e si percorrono  dei brevi tratti su sentiero esposto, la discesa è lunga e spesso verticale, sicuramente questa merita il titolo di via ferrata, secondo me sarebbe stato più logico salire di qui e scendere dall'altra parte ma così è stato deciso, non conoscendo io assolutamente la zona mi sono adeguato e comunque va bene così.
Infine eccoci sul sentiero alla base della parete, da qui dobbiamo risalire il ghiaione che porta al Passo di Antermoia per poi ridiscendere al rifugio Vajolet dove recupereremo le poche cose lasciate stamane.
L'idea iniziale era quella di salire dal rifugio Vajolet al rifugio Roda di Vael e da qui spostarsi al rifugio Paolina per ridiscendere al Passo di Costalunga...fatti i conti con i tempi però ci accorgiamo che rischieremmo di rientrare a notte inoltrata per cui optiamo per un programma alternativo: gli allievi saliti ieri sera più gli autisti delle nostre auto scenderanno a passo spedito al sottostante rifugio Gardeccia per poi prendere il pulmino delle 14,30 che scende a Pera di Fassa da dove potranno recuperare le auto al Passo Costalunga.
I rimanenti invece scenderanno con più calma al Gardeccia, Daniela e Luca prenderanno il pulmino delle 15,30 mentre io, Piera, Lisa e Stefano saliremo a Ciampedie e da qui con la funivia raggiungeremo Vigo di Fassa dove verremo recuperati.
Comunque anche con l'accorciamento del programma originario saremo a casa solo dopo le 22: come sempre il traffico domenicale sulla Venezia - Milano è allucinante.

Grazie al tempo splendido ci siamo potuti godere una magnifica escursione, con il bel tempo le Dolomiti, sono veramente splendide, anche se, a mio parere, orrendamente sconciate da infrastrutture decisamente sovrabbondanti e molto spesso di una bruttezza ed invadenza terribili.

Difficoltà:
la salita dal rifugio Vajolet al rifugio Passo Principe: T2 (solo perchè è in salita sennò sarebbe un T1).
Il sentiero attrezzato che sale al Catinaccio di Antermoia: F la difficoltà della ferrata, T3+ per i tratti non attrezzati a volte esposti.
Più impegnativa la ferrata che scende verso la Valle di Antermoia, in salita probabilmente valutabile in un PD+, in discesa non saprei come valutarla, comunque spesso verticale ed esposta con diversi tratti delicati a causa del terriccio e del ghiaietto presenti.
Il resto dei sentieri percorsi fra il T1 ed il T2:  più che di sentieri trattasi di strade sterrate.

Tourengänger: paoloski


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