Poncione d'Alnasca


Publiziert von paoloski Pro , 18. August 2014 um 14:22.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Locarnese
Tour Datum:14 August 2014
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Cima di Gagnone 
Zeitbedarf: 7:15
Aufstieg: 1600 m
Abstieg: 1600 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Autostrada A2, uscita di Bellinzona Sud, seguire le indicazioni per la Val Verzasca, passare Lavertezzo, raggiungere Brione Verzasca e proseguire sulla cantonale fino al piccolo parcheggio di Alnasca (sulla sinistra della strada). Il parcheggio qui non è regolamentato dalla Parking Card ma libero.
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Gita andata - ritorno.

Nel tardo pomeriggio devo essere di ritorno a Varese ma, partendo presto, oggi riesco a ritagliarmi una giornata per andare in montagna, da solo perché Monica è in Irlanda, Daniela al mare e chi è in grado di farsi i circa 1600 metri del Poncione d'Alnasca o è via o ha altri impegni.
Comunque non è che mi dispiaccia, ogni tanto, andarmene in giro da solo. Alle 8 sono al parcheggino prospiciente Alnasca dove ci sono solo due auto parcheggiate,, scendo alla passerella ed attraverso la Verzasca che è piena d'acqua ma trasparente,  attraverso il villaggio che sembra deserto ed inizio a percorrere il sentiero segnalato per il Poncione, dopo un breve tratto in piano inizia la salita, visto l'orienamento del versante e la ripidità della valle, qui il muschio abbonda.
Anche l'acqua sembra onnipresente: a tratti il sentiero è percorso da torrenti, a tratti è una vera spugna in cui lo scarpone affonda, arrivo in un punto dove il tracciato passa al di sotto di quello che, normalmente, dovrebbe essere un rivolo ma oggi è un autentica cascata, con qualche acrobazia  evito la doccia e proseguo nella salita che non molla un attimo.    
In breve eccomi ad una prima baita a cui ne segue un nucleo, sono quelle di Pianchette, fotografo il terrazzino in terra battuta con la poltroncina affacciata sulla valle: non deve essere male aspettare la sera qui con un bicchiere in mano.
Proseguo, il sentiero sale sempre senza soluzione di continuità attraversando una magnifica faggeta ed un tratto disseminato di grandi massi caduti in tempi remoti.
La volta verde sembra diradarsi, faccio una breve sosta e vengo raggiunto da una coppia diretta verso la mia stessa meta.
Infine eccomi spuntare sull'assolato pianoro dove si trova il nucleo di in Cima, alle Piode,  poco lontano si trova il cippo che segnala il "baricentro ticinese", anche la coppia che qui ritrovo ha seguito il servizio di pochi giorni fa alla RSI e, come me, ha deciso di fare un giro qui.
La salita riprende in direzione del poggio solatìo di Agazzoi, decisamente in una posizione fantastica e circondato da piante con mirtilli enormi.
Da qui il sentiero svolta verso Est, aggira la sommità della Punta di Agazzoi e raggiunge la sella fra questa e la spalla Ovest del Poncione da dove si ha una prima, impressionante, visione della Cresta della Fopia, ora si sale in direzione Nord per poi puntare verso Nord Est abbassandosi un centinaio di metri per aggirare il versante Ovest del Poncione d'Alnasca, alla fine del traverso si reinizia a salire, finalmente in pieno sole.
Da qui la vegetazione si fa sempre più rada e gli alberi vengono sostituiti dalle erbe e da una gran varietà di fiori.
Il sentiero, sempre segnalato e perfettamente mantenuto, raggiunge infine il pianoro dell'Alpe d'Alnasca,  qui si trovano dei cartelli indicatori segnalanti la Bocchetta di Cremenzè, la Capanna d'Efra e, sul masso, una scritta a vernice con una freccia indicante l'Alpe Mazer sulla via di discesa per Lavertezzo.
Poco distante un altro cartello giallo segnala la vetta del Poncione a 30 minuti.
Il sentiero prosegue fra massi grandi e piccoli cui segue un valloncello erboso che porta in breve alla bocchetta quotata 2199 metri posta all'inizio della cresta Nord, da qui ci si sposta inizialmente verso destra e si trova il famoso tratto attrezzato, francamente mi aspettavo qualcosa di molto più ostico: se non ci fosse la catena si supererebbe questo passaggio senza neppure farci caso, è molto più impressionante la decina di metri che segue la catena: qui il sentiero è veramente affacciato su un salto impressionante, io, dovendo proprio posizionarlo, un cavo di sicurezza l'avrei messo qui e non sul passo insignificante ed appigliatissimo che lo precede.
Da qui in un paio di minuti si è in cima, ritrovo la coppia che mi precedeva di una decina di minuti, c'è una croce e nel basamento il libro di vetta da cui risulta che un paio di persone sono già passate di qui stamane.
La vista intorno è assolutamente impagabile, verso il Vallese le nuvole nascondono un po' i 4000 ma le montagne della Val Verzasca e della Valle Maggia offrono uno spettacolo magnifico.
I miei "soci" di vetta hanno un'applicazione sul cellulare che permette loro di riconoscere le vette intorno, l'app non è pero un gran chè: non riconosce neppure il Poncione Rosso ed il Pizzo di Vogorno!
Passo in cima una buona mezz'ora parlando con la coppia e poi, inevitabilmente, arriva il momento di scendere, faccio ancora un paio di foto alle cime intorno ed alle Genziane ramose che tappezzano la vetta, saluto ed inizio la discesa.
Alla bocchetta valuto l'idea di percorrere almeno un tratto della cresta della Fopia, ma, fatti un po' di calcoli, decido di scendere rapidamente a valle, devo essere a casa per le 17 al più tardi.
Rifaccio il cammino di stamane, le uniche soste sono per bere e per fare qualche fotografia ai fiori, ora illuminati dal sole, ed alla valle.
Poco dopo le 15 parto dal parcheggio di Alnasca, ormai pieno di auto, e riprendo la strada di casa, se stamane la Val Verzasca era un deserto ora sembra di essere a Rimini: vi sono auto parcheggiate ovunque e la Verzasca è affollata di bagnanti.

Magnifica escursione, vale proprio la pena di salire fino in vetta al Poncione d'Alnasca in una bella giornata, è veramente difficile scendere: anche dopo aver individuato tutte le vette riconoscibili, ammirato  tutte le cime ed essersi imbevuti della sensazione di essere in cima al mondo, rimettersi lo zaino in spalla per tornare a valle costa fatica.

Come difficoltà ho preferito indicare T3, sinceramente il T3+,  messo da altri escursionisti, mi sembra veramente esagerato: il sentiero è segnalato perfettamente, ottimamente mantenuto, l'erba e gli arbusti sul percorso sono stati sfalciati e tagliati da Alnasca fino alla vetta, il passo con la catena è veramente di una facilità estrema (per intenderci molto più semplice di quello del canalino che adduce alla Cima dell'Uomo). Il breve tratto successivo è esposto ma il sentiero è largo e quasi in piano.


Tourengänger: paoloski


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