Rüsselsheimer Hütte (2323 m)


Published by siso Pro , 21 July 2014, 18h50.

Region: World » Austria » Zentrale Ostalpen » Ötztaler Alpen
Date of the hike:13 July 2014
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: A 
Time: 2:45
Height gain: 728 m 2388 ft.
Route:Parcheggio della capanna a circa 450 m dopo Weißwald e a circa 500 m prima di Plangeross (1599 m) – sentiero segnalato sul versante orografico destro del Kitzlesbach – Rüsselsheimer Hütte (2323 m).
Access to start point:Dalla Svizzera: Feldkirch – Tunnel dell’Arlberg – Autostrada A12 – Imst – Pitztal – Weißwald-Plangeross.
Accommodation:Rüsselsheimer Hütte.
Maps:Kompass, Inneres Ötztal, 042 – 1:25000; Kompass, Ötztaler Alpen, 043 – 1:25000; Pitztal, Kaunertal - 1:35000, Ed. Mayr, Wander- Rad- MTB- und Tourenkarte.

Escursione pomeridiana sulla Geigenkamm, nel gruppo montuoso delle Ötztaler Alpen (Alpi Venoste), tra la Ötztal e la Pitztal, in Tirolo.

 

Inizio dell’escursione: ore 13:10

Fine dell’escursione: ore 16:00

Temperatura alla partenza: 13°C

Temperatura alla Rüsselsheimer Hütte alle 14.45: 14°C

Temperatura all’arrivo: 16°C

Vento: 0 km/h

 

Dopo le cinque ore d’auto per raggiungere l’agognato Tirolo sento il bisogno di una passeggiata pomeridiana, tanto per sgranchirmi le gambe.

La scelta cade sul rifugio più vicino all’albergo che mi ospita, la Rüsselsheimer Hütte, del DAV, sezione di Rüsselsheim.

L’ampio parcheggio all’inizio del sentiero per la capanna è posto a metà strada tra le località Weißwald e Plangeroß. Un cartellone pubblicitario segnala i dati necessari per raggiungere due rifugi posti sui versanti opposti della Pitztal: la mia meta è ad est; ad ovest, con una camminata più impegnativa ci si potrebbe spingere fino alla Kaunergrat Hütte (2817 m).

Il percorso è piuttosto ripido, ma non presenta delle difficoltà tecniche, motivo per il quale è adatto anche alle famiglie. Il sentiero è costellato di una miriade di fiori, tra i quali domina l’orchide macchiata (Dactylorhiza maculata). Nuvole e nebbia nascondono le cime più elevate delle montagne che fanno da corona a questo tratto della Pitztal. Dal nulla, prende corpo uno spumeggiante e minaccioso corso d’acqua: il Kitzlesbach, che subito si allarga verso valle catturando lo sguardo grazie alle numerose cascatelle. Lungo le serpentine occorre un poco di attenzione per superare alcuni tratti sul ripido fianco, in particolare su un paio di passerelle di alluminio e di legno, rese molto scivolose dall’acqua.

Poco prima di raggiungere il terrazzo che ospita il rifugio, una targa commemorativa ricorda che in quel punto, il 19 settembre 1997, perse la vita l’amico di montagna Harold.

Gli ultimi metri che precedono il rifugio sono un po’ più dolci: inizia un ampio bacino glaciale, dal quale prendono avvio diversi percorsi alpinistici, il più ambito dei quali è quello che in 3 ore e mezzo porta alla Hohe Geige (3395 m), la montagna più alta del Geigenkamm. In circa un’ora e trentacinque minuti pervengo così alla Weißmaurachalpe, ai bordi della quale è adagiata la capanna. L’ingresso è sbarrato da un cagnone nero, che sonnecchia sullo zerbino. Un memento mori ricorda che il 18 luglio 1930 quattro alpinisti trovarono la morte sul Geigenferner, colpiti da un fulmine. Sul lato destro dell’ingresso una ventina di listelli di legno incisi presentano i vari menu. Mi incuriosisce il carpaccio di stambecco, inconsueto piatto per un rifugio alpino.

                                      Rüsselsheimer Hütte  (2323 m)

Una rosa dei venti con una ventina di punte rappresenta schematicamente la direzione di altrettante cime, quasi tutte con una quota che supera i tremila metri.

Mi accomodo presso uno dei venti tavoli della terrazza ad est del rifugio, per oggi desolatamente vuoti. Nelle giornate serene l’affluenza è sicuramente importante; così avrò modo di valutare vedendo sul fondovalle il parcheggio gremito di decine e decine di auto.  

La Rüsselsheimer Hütte è servita da una teleferica per il trasporto del materiale, ciò permette di ridurre enormemente l’impiego dell’elicottero. Come per tutte le capanne del DAV la gestione dell’infrastruttura dedica una particolare attenzione alle soluzioni ecologiche: impiego di risorse energetiche rinnovabili a base di gas, di energia solare e di combustibile di legno in pellet; uso di apparecchi e lampade a basso consumo energetico; l’impianto per l’approvvigionamento dell’acqua potabile funge anche da produttore di energia elettrica; un moderno impianto di depurazione dell’acqua di scarico risolve in modo ottimale questo problema molto ostico al di sopra dei duemila metri di quota. I rifiuti vengono rigorosamente separati e trasportati a valle con la teleferica.

Scatto qualche foto al refettorio, privo di ospiti, e mi avvio verso il fondovalle con passo celere per anticipare il temporale previsto per il tardo pomeriggio.

 

Breve escursione pomeridiana nella Pitztal, ad una delle numerose capanne della valle, dalla quale si dipartono itinerari adatti ad ogni esigenza; dalle escursioni tranquille alle salite più impegnative: Hohe Geige, Puitkogel, Ampferkogel, Silberschneide, …

 

Tempo di salita: 1:35 h

Tempo totale: 2:50 h

Dislivello in salita: 728 m

Sviluppo complessivo: 6 km

Difficoltà: T2

Coordinate Rüsselsheimerhütte: 46° 59′ 38″ N, 10° 53′ 17″ E

Copertura della rete cellulare: buona.

Hike partners: siso


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Comments (2)


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danicomo says:
Sent 22 July 2014, 08h36
Nessun ritrovamento mineralogico, vista la vicinanza con zone granatifere famose...?
Daniele

siso Pro says: RE:
Sent 22 July 2014, 09h05
Ciao Daniele,
non oso ricercare minerali senza la necessaria autorizzazione rilasciata ai singoli o alla società mineralogica di cui faccio parte. Comunque è vero, il Tirolo è particolarmente ricco di granati di straordinaria bellezza.
A presto,
siso.


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