Cima di Stabbiello (1955 m) - Cima di Basso (1698 m)


Publiziert von Varoza , 16. Mai 2014 um 22:03.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Bellinzonese
Tour Datum:10 Mai 2014
Wandern Schwierigkeit: T3+ - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: Gruppo Torrone Alto   CH-TI   Gruppo Pizzo di Claro 
Aufstieg: 2113 m
Strecke:Osogna (Sta Pietà - 412 m) - Ramaiolo - Pönt - quota 791 m - ponte di quota 950 m - Scign (1133 m) - Merisciolo (1206 m) - Alpe di Stabbiello (1754 m) - cresta S - Cima di Stabbiello (1955 m). Traversata: Cima di Stabbiello (1955 m) - quota 1856 m - Versante E - Alpe di Basso (1805 m) - Cima di Basso (1698 m). Discesa: Via Guald di Stabbiello all’Alpe di Stabbiello; da qui stessa via di discesa.
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Dall’uscita Bellinzona N sull’autostrada A2, si prosegue sulla strada Cantonale in direzione di Biasca, passando per Claro e raggiungendo così il paese di Osogna.
Kartennummer:CN 1293 Osogna

Sono da poco passate le 7:00 quando ci incamminiamo sul comodo sentiero che si alza dalla strada carrozzabile, che da Osogna (274 m) porta a Santa Pietà (412 m). Non ci sono segnavia, dato che il sentiero “ufficiale” che immette nella Valle d’Osogna sale direttamente dall’omonimo paese passando per Gaggio (504 m).
 
Noi effettuiamo invece una traversata passando da Ramaiolo ricongiungendoci con il sopracitato sentiero a Pönt (753 m). All’ombra di antichi e giganteschi castagni restiamo ad ammirare le pittoresche pareti che sovrastano la vallata. Al culmine dell’imponente Parete d’Osogna, in pratica 1,000 metri sopra le nostre teste, c’è ad aspettaci il pianoro che forma la Cima di Basso, vetta da poco inserita sulla CN, che si colloca all’uscita della menzionata parete.
 
Da Pönt, ci inoltriamo dunque nella fresca e selvaggia Valle d’Osogna, lungo la quale si percorre un meraviglio sentiero che alterna scalinate scavate nella roccia a tratti meno severi. Tra la quota 839 m e la quota 950 m, il percorso cambia più volte versante orografico, dandoci così la possibilità di ammirare appieno il paesaggio circostante, composto in particolar modo da pozze che sembrano delle vere e proprie vasche levigate nei secoli dalle acque del torrente Nala. Passando per Scign (1133 m) guadagniamo il monte di Merisciolo (1206 m) dove ci concediamo una pausa, prima di affrontare la porzione più dura del nostro cammino.
 
Dal suddetto monte, attraversiamo un ponte di sasso ad arco ed abbandoniamo in maniera definitiva l’ombreggiato versante orografico di sinistra per tendere in direzione dell’Alpe di Stabbiello. Consultando la Carta Nazionale si scopre che ad agevolare la salita all’alpeggio ci dovrebbe essere un antico sentiero; la nostra speranza è che sia ancora in parte visibile. Poco dopo il ponte bisogna subito prestare attenzione a non perdere l’esile traccia, in quando ci sono numero sentierini che vanno in direzioni opposte. Scelta la traccia giusta (peraltro abbastanza evidente) il sentierino diventa più evidente e con nostro stupore notiamo anche dei segni arancioni (3 tacche verticali), talvolta spruzzati sui sassi altre sui tronchi d’albero. Queste tacche arancioni sono sempre ben visibili e presenti fino all’Alpe di Basso.  Si prosegue dentro e fuori per valloncelli e nei punti delicati sono stati posti di recente delle funi metalliche che aiutano la salita lungo il pur sempre ripido pendio. A ridosso dell’evidente vallone principale a quota 1700 m ca. incontriamo la prima neve ed il terreno, benché perda di ripidità, si fa più ostico a causa della presenza di  numerose piante cadute sul percorso. Aggirando qua e là gli ostacoli, arriviamo infine all’Alpe di Stabbiello (1754 m), da poco risanato… ecco il perché dei segnavia “artigianali” lungo tutto il percorso.

Dopo esserci rifocillati, abbandoniamo la traccia per proseguire in diagonale verso S e raggiungere la cresta che separa la Valle d’Osogna e la Riviera poco a N della quota 1856 m. Guadagnato il filo puntiamo verso N, lungo un comodo sentiero delle capre che agevola la camminata sul terreno oramai invaso da cespugli, rami e quant’altro (ci sono anche due punti trigonometrici datati 2011). Solo in un punto bisogna abbandonare la cresta e proseguire sul ripido fianco della Riviera per aggirare uno spuntone di roccia. Poco più avanti ne incontriamo degli altri ma con qualche agile passo li superiamo e ci portiamo ad una selletta erbosa da dove scorgiamo tra i rami la croce posta nei pressi della Cima di Stabbiello. Percorriamo l’ultimo ripido pendio ed in breve siamo a cospetto della croce che porta una targa con scritto Cima di Stabbiello (1955 m).
 
La posizione della croce, proprio a picco sul sottostante monte di Albat (1567 m), non mi convince troppo per cui estraggo la CN per verificare, ed in effetti noto che la vera e propria cima si trova più a N, lungo la cresta, poco prima che essa degradi ad una depressione sul versante S del Masnan. Sto per rimettere la cartina nel sacco e chi mi si para davanti con rumori sibillini? Una bella vipera Aspis, evidentemente infastidita dalla nostra presenza. La lasciamo strisciare tra i nostri sacchi, ci consente di scattare qualche foto, ci firma la delibera e poi se ne scappa dentro i sassi che reggono la croce. Ecco, chissà se c’è il libro di vetta? Beh… mettere le mani là dentro non se ne parla… :-)
 
Dopo questa simpatica interferenza, torniamo a noi, e percorriamo dunque i 100 metri in linea d’aria che ci separano dalla vera vetta.  Superato un corto gradino roccioso calchiamo infine il punto 1955 m, che di fatto è un poco marcato balconcino sommerso dalla vegetazione.
 
Scattiamo qualche foto, perlopiù alla maestosa parete S del Masnan, dopodiché riprendiamo il percorso in direzione della seconda meta di giornata. Ritorniamo in breve al punto dove eravamo riemersi sulla cresta, e stavolta proseguiamo verso S, e tra nevai, giungiamo al punto di quota 1859 m. Da qui c’è un salto di roccia di qualche decina di metri per cui siamo costretti a perdere altezza lungo il versante osognese ricongiungendoci con la traccia di sentiero che collega l’Alpe di Stabbiello all’Alpe di Basso. Anche lungo questo breve tratto sono stati fatti dei lavori di messa in sicurezza con la costruzione di un ponte in legno e funi metalliche. Giunti ai pascoli dell’Alpe di Basso (1805 m), notiamo che la cascina è in via di riattazione.
 
Per raggiungere il culmine della Parete d’Osogna dobbiamo perdere ancora ca. 100 metri di dislivello e cominciare un caccia al tesoro su un terreno difficoltoso, privo di tracce e molto imboscato. Scendiamo l’evidente gradino dell’alpeggio e puntiamo dapprima in direzione SW per cercare il passaggio chiave che permette di superare un risalto di roccia da dove poi poter proseguire nel fitto bosco e perdere nuovamente quota. Giunti nei pressi dell’ultimo sbarramento roccioso , lo superiamo tracciando un percorso ad U che tende stavolta verso la Valle d’Osogna. All’improvviso sbuchiamo finalmente sul pianoro che sancisce l’arrivo in vetta alla Cima di Basso (1698 m), che di fatto è un grazioso pianoro erboso dopo il quale il crinale della montagna si inabissa di colpo. Sebbene la cima non è delle più longilinee, la vista resta invece pregevole e l’ambiente è incantevole.

Per il rientro, ritorniamo sui nostri passi fino all’Alpe di Basso, riprendiamo il sentiero pennellato con le 3 tacche arancioni seguendolo integralmente fino a chiudere il cerchio rientrando all’Alpe di Stabbiello. Da qui, non ci resta che percorrere la stessa via di salita, senza annotazioni particolari.

Note:
 
Vette:
Croce nei pressi della vetta della Cima di Stabbiello. Ometto di sassi sul pianoro della Cima di Basso.
 
Osogna:
Da Osogna si può salire per qualche kilometro lungo la carrozzabile che culmina con una piazza di giro in zona Santa Pietà. Scarsa possibilità di parcheggio.

Valutazione:
Osogna - Merisciolo: T3
Merisciolo - Cima di Stabbiello - Cima di Basso: T3+ (buon senso dell’orientamento)


Tourengänger: Varoza


Galerie


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