Dall'Erminia a prendere il burro - Generoso no carbon


Publiziert von Nevi Kibo Pro , 19. Juni 2014 um 00:42.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Sottoceneri
Tour Datum: 4 Mai 2014
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Mountainbike Schwierigkeit: WS - Gut fahrbar
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   I   Gruppo Monte Generoso 
Zeitbedarf: 8:30
Aufstieg: 2000 m
Abstieg: 2000 m
Strecke:Valico Pizzamiglio - Vacallo - Morbio Superiore - Castel San Pietro - Obino - Alpe Caviano - Dosso Bello - Balduana - Cascina d'Armirone - Bellavista - Monte Generoso - Orimento - Bolla Leoni - Carolza - Ermogna - Erbonne - Scudellate - Val di Muggio - Vacallo - Valico Pizzamiglio

Il burro del 13 aprile www.hikr.org/tour/post79160.html è terminato.

Per il ripristino delle scorte, rispolvero una "No carbon" parzialmente già sperimentata www.hikr.org/tour/post72530.html.

Parzialmente, perché questa volta decido di raggiungere la stazione del Bellavista per una più armoniosa via che passa dalla cresta occidentale della Val di Muggio anziché salire al San Nicolao per i boschi della Valle dell'Alpe.

Armoniosa, sì, ma la salita che, da Castel San Pietro, raggiunge la Balduana e poi il Bellavista, è veramente dura “nonostante il fondo ben ciotolato, (stile i tratti tra il piazzale Cao ed il Boletto), per poi peggiorare ulteriormente, dopo poche centinaia di metri, quando, al ciotolato, subentra il vecchio fondo dissestato, fatto di pietre instabili, terriccio e vaghe tracce di asfalto.

La salita non molla mai: tiene una media del 13%, portando dai 445 metri di Castel San Pietro ai 1095 del Dosso Bello in poco più di 5 km passando per l'Alpe Caviano, nell'unico punto in cui esce dal bosco.   autocitazione da  www.hikr.org/tour/post50454.html

Una volta guadagnato il Dosso Bello, la pendenza media si stempera notevolmente e, con parecchi tratti pianeggianti, la strada, ora pure 

asfaltata e, a tratti, panoramica,

 

       

conduce dolcemente, una volta superata la Cascina d’Armirone, al vasto parcheggio dell’Alpe di Mendrisio, dove si fermano le auto che salgono da Salorino e il San Nicolao.

Appena più impegnativo, l’ultimo tratto, di nuovo sterrato che, nella bella faggeta, rimonta i  sessanta metri di dislivello che separano il parcheggio dalla stazione Bellavista del trenino del Generoso; lo affronto una volta abbandonata, dopo un paio di avanti e indietro, l’idea di raggiungere la cresta di confine e la Val d’Intelvi per un sentiero a mezza costa, senza passare dalla vetta.

L’autunno scorso, avevo abbandonato la mbk alla stazione per farmi più comodamente  il tratto a piedi che porta alla cima;questa volta, la bicicletta mi serve, per cui la spingo per il ripido sentiero iniziale per poi scoprire che, una volta riattraversata la ferrovia, per lunghi tratti, si può stare piacevolmente in sella.

Non così, ovviamente, nell’ultimo tratto, dove il sentiero si impenna procedendo per  irregolari pietrosi gradoni.

Raggiungo il capolinea del trenino e l’annesso albergo, chiuso in attesa di abbattimento e sostituzione con il “fiore di pietra” che ha suscitato qualche perplessità.

La scalinata finale, si presenta parecchio danneggiata dall’inverno; in particolare la protezione in corda d’acciaio è stata divelta per un lungo tratto dove, presumibilmente a causa del franare della parete a cui era aggrappata, si presenta sospesa nel vuoto. Il raggiungimento della cima è comunque assolutamente tranquillo, senza alcuna differenza dalla precedente situazione. C’è, in verità, un grosso muro di neve che ostruisce l’ultimo tratto;



ma, una volta appoggiata la mbk sulla sua sommità, lo aggiro senza problemi e approdo sul balcone di 
vetta, baciato da una splendida giornata di sole.

Il sentiero che scende verso Orimento, ben noto ai piedi, su ruote, va percorso con una certa prudenza, specialmente nel primo tratto che si presenta, anche lui, parecchio provato dall’inverno che ne ha spazzato lunghi tratti ora ridotti ad informi traversi; più sotto, però, diventa una vera goduria e porta velocemente all’Alpe di Orimento, impreziosita dalla ormai folta mandria di cavalli semibradi, che vive tra il Bisbino ed il Generoso.
 




Rifocillatomi, con un panino ed una birra al rifugio, scendo all’Alpe Grande per la strada asfaltata e proseguo fino alla Bolla Leoni: dopo 32 km e oltre sei ore, sono a destinazione.
“Buongiorno Erminia, mi dai mezzo chilo di burro, per favore?”

“E’ finito. Vieni domani!”




P.S.: è una mia debolezza, ritornare spesso sulle mie tracce. 

Anche in questo caso, “ripetizione” con Pancho, il 2 giugno. 

Grazie alla bici più leggera e ad una condotta “più decisa”, in vetta in 3 ore e mezza.


Tourengänger: Nevi Kibo


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Kommentare (1)


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froloccone hat gesagt:
Gesendet am 19. Juni 2014 um 19:15
Bell giro complimenti!!!!!Prima o poi lo faccio anche io!!!(Piu poi che prima:))))) Ciao ALE


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