Bivacco Scermendone m.2134 e Cima dell'Olmo m.2342 (SO): giornata superrrrrrrr!!!!!


Publiziert von Alberto , 9. Mai 2014 um 10:45.

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum: 4 Mai 2014
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 3:15
Aufstieg: 1015 m
Strecke:Our di Cima m.1415 - Alpe Merla m.1734 - casera Scermendone m.2103 - San Quirico m.2131 - bivacco Scermendone m.2134 - Croce dell'Olmo m.2342
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Milano - S.S. n° 36 dello Spluga - Lecco - Colico - S.S. n° 38 dello Stelvio - Morbegno - Buglio: seguire attentamente le indicazioni per Scermendone o rifugio Alpe Granda,la strada (6 km. dal paese) è in asfalto e bitume,stretta (per coloro che hanno problemi con l'auto su codeste strade) ma ottima. All'ultimo tornante che piega a destra,a sinistra si dirama la pista tagliafuoco (a circa m.1360) che conduce sulla dorsale a qualche centinaia di metri più avanti del rifugio Alpe Granda,ottima in caso di neve con ciaspole. Si parcheggia lungo il rettilineo dove termina la strada in bitume (spazio di manovra molto limitato consigliabile dal bivio,fare il tratto finale in retro) accanto al muro in cemento a monte della strada,in modo che possano passare altre auto e fare manovra.
Unterkunftmöglichkeiten:bivacco Scermendone (sempre aperto) - rifugio Alpe Granda (aperto nei fine settimana e fino al 6 gennaio,poi chiusura: informarsi sempre per sicurezza)
Kartennummer:kompass Chiavenna Val Bregaglia e Bernina - Sondrio CNS n° 278 Monte Disgrazia

Le previsioni sembrano ottime e ripetere una bella escursione per gli amici,mi fa sempre piacere,ma gli impegni o gli imprevisti possono far sì che si debba rinunciare,quindi ne approfitto per vedere se è possibile fare una 2 giorni da qualche parte dove non ho ancora "provato" a dormirvi: scelgo il bivacco Scermendone,un balcone sulle Orobie.
So bene il rischio a cui vado incontro: il traffico del rientro magari più sostenuto visto le partenze del 1° maggio,ma ne vale il tentare,dopotutto se torno lunedì...

Alle ore 6,00 parto da casa e alle ore 7,50 sono a Our di Cima: quando si giunge al tornante,dove a sinistra si prosegue su strada per il rifugio Alpe Granda,(indicazioni) e a destra sale l'ultimo tratto di strada (cartello che indica strada chiusa),meglio fare il tratto in retromarcia data la difficoltà di manovra (in particolare per le station wagon).    La giornata è splendida come da previsioni,alle ore 8 mi incammino sbucando sopra una strada di nuova costruzione (estate 2013) che prende a destra (sbarra),invece bisogna andare a sinistra dove si percorre un breve tratto della strada sterrata per il rifugio Alpe Granda,poi se si vuole abbreviare un poco il percorso,si prendono le indicazioni per Scermendone/Merla,ciò che ho fatto.
Anche qui il disastroso inverno ha lasciato segni evidenti a causa della neve pesante e abbondante: alberi spezzati e sradicati che in alcuni punti ostruiscono il passaggio.
Nel frattempo spero che la cosa non peggiori e giungo all'Alpe Merla alle ore 8,45 dove trovo la fontana già funzionante e 2 pastori: domando a loro qual'è il percorso migliore per raggiungere l'Alpe Scermendone.

Mi viene indicato quello che sale a monte della struttura (quando si vede la baita,si sale a destra per il prato e ci si addentra nel bosco) che è il percorso principale (non ho visto nessuna segnaletica a vernice ma è semplice e sicuro anche con le ciaspole) e rispetto a quello che va in piano all'inizio con un lungo traverso,che ho già provato e trovato abbastanza infestato da alberi caduti.    
Il percorso principale,sale e si congiunge con quello proveniente dal rifugio Alpe Granda (siamo a quota 1850 circa,proprio davanti al piccolo acquedotto: sono le 9,12): si prende a destra passando vicino alla croce dove vi sono altre indicazioni e si curva a sinistra,ora la neve abbonda per lunghi tratti a causa del fitto bosco che la ripara dai raggi del sole,quindi fatica a scomparire.    Si procede con pendenza moderata,la neve è dura ma non è necessario l'uso dei ramponi,anche se con tali attrezzi,avrei potuto procedere con passo più sostenuto: più che altro il problema sarebbe la mattina presto percorrendo tale tragitto in discesa,ma a quello ci si penserà al momento.

Supero un secondo acquedotto e un terzo,dal quale si comincia a vedere lo spettacolo che offre questa zona,giungendo alle Casere di Scermendone alle ore 10,05: stupenda giornata,la quale offre uno scenario sulle Alpi Orobiche,veramente unico,dove la neve la fa ancora da padrona,dando contrasto e ben definendo tutte le cime.     Alle ore 10,30 sono alla chiesetta di S. Quirico e in breve al bivacco Scermendone che raggiungo alle ore 10,32.

Controllo se è possibile pernottare....legna....nebbia....non si può fare,pensare che da quassù lo spettacolo serale sulla valle deve essere favoloso,poi con una giornata del genere....peccato!
Decido di sostare e cominciare a fotografare,cercando di capire che cime sto vedendo: ebbene,quel che si vede è sorprendente e ne sono felice,mai ci avevo fatto caso,ma oggi ho proprio voluto vedere dettagliatamente la catena Orobica,cercando di dare i nomi alle cime (molte a me sconosciute): nel frattempo comincia ad arrivare gente....non poca.
Uno di questi era con le ciaspole,scambiando qualche chiacchera,vengo a sapere che la legna l'anno esaurita i cacciatori,i quali la procurano....avevo individuato dove eventualmente procurarmela....ma non era il caso.
Costui prosegue e la cosa mi alletta,però aspetto che la neve smolla un poco (tra l'altro ha nevicato di fresco) e alle ore 11,55 decido di ripartire dopo essermi messo le ghette dato che la facilità di sfondare era assai probabile: davanti a me vi sono 4 persone di cui 2 rinunciano in mancanza delle ghette,il ciaspolatore lo vedo ritornare dopo aver raggiunto e superato di un poco il primo ometto e il quarto eccolo di ritorno,con il quale mi trattengo un poco.

Anche secondo lui proseguire oltre il secondo ometto è a rischio,vi sono cornicioni di neve e non si può mai sapere se si sta camminando in sicurezza dato le temperature elevate e le valanghe sempre pronte a scivolare a valle: lo saluto e proseguo oltre alle sue impronte,arrivando alle ore 12,40 ad un poggio situato a monte della Cima dell'Olmo che è ben visibile sotto di me,mentre lo spettacolo a 360° che la giornata di oggi e la natura mi sta offrendo,mi rende soddisfatto per la scelta.
Scatto molte immagini,in particolare zoomando su tutta la catena Orobica,una giornata così e una rarità e quindi conviene puntare anche sui dettagli che molto spesso si trascurano.
Salendo quassù,fortunatamente la neve teneva e anche nella discesa devo dire che pensavo peggio,invece è andata più che bene: incontro uno che sale con la picca,poco a monte del bivacco,l'ultimo della giornata e mi chiede quanto manca....al secondo ometto 45 minuti gli dico e lo incoraggio,mi risponde che sono già 1700 m. di dislivello quelli fatti....fischia....aggiunge che è partito da Gaggio dato che abita lì: be,complimenti dato che raggiungerà i 1900 e un toc quando arriva dove sono giunto: ho sempre sostenuto che vi è chi fa molto di più e mi sorprende sempre nel conoscere persone che salgono senza fretta ammirando la natura e tralasciando ciò che non ha senso....arrivare il prima possibile!

Prima o poi tutti devono rallentare e la sofferenza la sente di più chi non riesce a tenere il passo sostenuto,mentre il lento,spera di avere lo stesso passo....ad ogni modo soffrendo molto meno!

Arrivato alla chiesetta di S. Quirico dove vi è solo una coppia,tutti gli altri sono già andati via e decido di pranzare,verso le 14,00 riprendo la via del ritorno,e alle ore 15,50 sono all'auto: una delle volte in cui il rientro è anticipato.    Alle 16,00 parto e penso al traffico: se tutto va bene alle ore 18,00 sono a casa!
Arrivato sulla provinciale,rimango stupito nel vedere la strada quasi deserta....sogno o son desto?....eppure è vero,si viaggia che è un piacere fino all'ultima galleria per accedere a quella del Barro dove comincia il calvario: armato di pazienza e visto che dopo il Barro si viaggia bene,decido di restare sulla super strada,arrivando a casa 10 minuti dopo le 18,00.
Mi è andata ancora bene !
Quando vi sono giornate così terse ne vale il rischio di trovare qualche colonna,l'importante è esserne consapevoli e preparati....


Ciao a tutti e alla prossima!

Tourengänger: Alberto


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Kommentare (4)


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Menek hat gesagt:
Gesendet am 9. Mai 2014 um 11:03
Viste le foto, mi rendo conto che certe cime quest'anno le vedo con il binoccolo... troppa neve.
Ciao e complimenti per l'audacia.
Domenico

Alberto hat gesagt: RE:
Gesendet am 14. Mai 2014 um 16:21
Ciao Domenico,la neve sul versante nord abbonda ma a sud le varianti sono tante,ciao e buone passeggiate

danicomo hat gesagt:
Gesendet am 9. Mai 2014 um 11:44
Bei posti.
Mi interessa il Bivacco per un tentativo alternativo ai Corni Bruciati. L'anno scorso ho "toppato" la cima provando a salire dal Rifugio Bosio e Desio e penso sia più semplice da lì.
Anche se il Rifugio mi sembra spartanotto....
Quanto pensi ci si metta da auto a bivacco, in assenza di neve?
Daniele

Alberto hat gesagt: RE:
Gesendet am 14. Mai 2014 um 16:26
Ciao Daniele, il bivacco in estate ha l'acqua corrente interna e a lato vi sono i bagni,non ha luce elettrica ma gas, stufa e camino...spero pure la legna (sempre a lato dei bagni in teoria dovrebbe esserci un deposito,ma è da verificare).
Senza neve per un passo medio credo che le 2 ore e 30 ci vogliono (con la neve che ho trovato era come camminare sul terreno) anche se il dislivello non è molto ma la lunghezza c'è. Ciao


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