Punta Giordani per la Cresta del Soldato


Publiziert von paoloski Pro , 21. Februar 2014 um 12:40.

Region: Welt » Italien » Piemont
Tour Datum:19 Juli 1986
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Hochtouren Schwierigkeit: WS+
Klettern Schwierigkeit: III (UIAA-Skala)
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 2 Tage
Aufstieg: 800 m
Abstieg: 800 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Autostrada A26, uscita di Romagnano, da qui si segue tutta la Valsesia fino ad Alagna da cui partono gli impianti che portano in quota.
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Gita andata - ritorno.
Unterkunftmöglichkeiten:Rifugio Mantova.

Era un po' di tempo che si parlava di andare a fare qualcosa sul Rosa che, pur senza presentare grandi difficoltà alpinistiche, non fosse la solita transumanza sui vari 4000 intruppati fra decine, quando non centinaia, di persone.
Decidiamo così di andare alla Punta Giordani ma non salendo dalla banalissima via normale ma dalla Cresta del Soldato. Le relazioni, come sempre, danno le indicazioni più disparate: si va dal D con passaggi di III+ all'F con passaggi al massimo di II grado.
Probabilmente "In media stat virtus" , in ogni caso fosse anche III+ è alla nostra portata.
Siamo in quattro: io, Fulvio, Gianmario e Massimo, prenotiamo al Mantova e partiamo il sabato a mezzogiorno, il percorso per salire al rifugio da Punta Indren è breve e lo conosciamo bene.
Arrivando tardi ci evitiamo anche la noia infinita dei pomeriggi in rifugio, così possiamo prendere subito possesso dei posti letto, fare qualche foto e poi sederci a tavola per la cena.
Questo il programma, in realtà incontro un'amica che non vedevo da tempo e così invece di andare a letto subito dopo cena passo praticamente tutta la sera e un bel po' della notte a parlare con lei...al mattino sono uno zombie, comunque con una enorme tazza di caffè mi sveglio fuori.
Risaliamo il ghiacciaio di Bors in direzione dell'attacco della cresta che presto diviene evidente, arrivati alla base, togliamo i ramponi, infiliamo la piccozza sullo zaino ed iniziamo la salita. Le difficoltà sono piuttosto discontinue: si va da semplici passi di primo - secondo su roccette a tratti adagiati in cui si cammina su neve, poi ecco, finalmente un risalto più verticale e abbastanza liscio, la difficoltà, un III scarso, è tutta qui, in questa decina di metri, la roccia è solida e vi è una buona fessura continua in cui le mani lavorano bene, la suola vibram poi aderisce egregiamente, superato questo risalto le difficoltà ritornano "normali" ed in breve siamo in cima.
Foto di rito, Fulvio e Massimo in piena forma decidono di proseguire per la capanna Margherita, l'idea è allettante ma tutta la stanchezza dovuta alla notte in bianco mi arriva addosso in questo momento,sto dormendo in piedi, Gianmario risente un po' della quota ed è propenso a ritornare.
La salita alla Margherita sarà per un'altra volta, salutiamo Massimo e Fulvio e prendiamo la via del ritorno scendendo per il ghiacciaio di Indren, all'inizio non ci sono problemi poi ci troviamo in una zona crepacciata con anche dei seracchi piuttosto grandi che, vista l'ora ormai tarda, non sono molto rassicuranti, nonostante lo stato comatoso ne veniamo fuori abbastanza rapidamente ed arriviamo al Mantova, ora non ci resta che attendere lungamente il ritorno dei nostri amici. Il pomeriggio che ci siamo evitati ieri ce lo facciamo oggi ma ho talmente tanto sonno che mi addormenterei dappertutto.

Bella salita, poco frequentata nonostante la relativa facilità, e la roccia buona.

Tourengänger: paoloski


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