Sentiero Alpino Calanca: da Rossa a Valbella


Publiziert von paoloski Pro , 21. August 2013 um 14:20.

Region: Welt » Schweiz » Graubünden » Misox
Tour Datum:17 August 2013
Wandern Schwierigkeit: T3+ - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: Gruppo Arbeola-Molera   CH-GR 
Zeitbedarf: 8:15
Aufstieg: 1600 m
Abstieg: 1550 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Autostrada A 13, uscita diu Grono, seguire le indicazioni per la Val Calanca, Rossa è il penultimo paese della valle ed il capolinea del postale.
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Valbella è l'ultimo villaggio della Val Calanca e dista circa 3,5 Km da Rossa, per rientrare a Rossa si deve seguire la strada asfaltata.
Unterkunftmöglichkeiten:Capanna Boffalora, Bivacco Ganan.
Kartennummer:CNS 1274 Mesocco

La Calanca è una magnifica valle di cui ho potuto percorrere diversi itinerari, non sono mai riuscito però a percorrere interamente il Sentiero Alpino Calanca: un magnifico sentiero che si snoda fra Santa Maria e San Bernardino. La guida parla di due - tre giorni di percorrenza...prima o poi riuscirò a trovare il tempo!
Per ora decido di percorrere quello che è considerato (sempre a detta della guida ufficiale del sentiero) il tratto considerato più difficile e "pericoloso" (almeno in caso di condizioni avverse).
Sono da solo, tutti sono via o impegnati, decido di partire da Rossa in modo da non dovermi fare il tratto di 3,5 Km fino a Valbella su strada asfaltata, in salita a fine gita.
La giornata non è eccezionale ma la Meteo svizzera da temporali solo verso sera.
Salgo per il sentiero percorso e descritto già tante volte, l'ultima domenica scorsa, fino all'Alpe Calvaresc Sot.
A giudicare dalle ragnatele che mi ritrovo sul viso e sulle braccia oggi non è ancora passato nessuno.
Dall'ampio prato di Calvaresc Sot seguo le indicazioni per l'Alpe Calvaresc Desura, il tratto iniziale di questo sentiero è stato un po' fagocitato dalla vegetazione e la traccia è piuttosto labile, comunque le indicazioni sono chiare e poi l'ho già percorso varie volte: basta aggirare in senso antiorario la cascatella che scende alle spalle dell'alpeggio.
Raggiungo l'Alpe Calvaresc Desura e da qui, in breve, il lago.
Lungo il percorso il mio incedere ha fatto volare migliaia e migliaia di piccole farfalle chiare e centinaia di farfalle più grandi arancioni. Raramente, forse mai, ho visto tanti lepidotteri in una sola volta.
Dal lago di Calvaresc, che oggi invece che un cuore ricorda più uno scarponcino, risalgo alla bocchetta. Da qui, per me, il percorso è nuovo, sarà una scoperta continua.
Il sentiero si abbassa per poi continuare con un continuo saliscendi, questo sarà il leit-motiv della giornata odierna, in alcuni tratti l'esposizione è veramente notevole, procedo con cautela: il sentiero è largo e ben tracciato ma non è il caso di distrarsi.
Finora l'unica persona che ho incontrato è l'alpigiano di Carnalta, pochi minuti dopo Rossa, poi più nessuno, avevo letto e sentito dire come il sentiero fosse estremamente frequentato, dagli svizzero-tedeschi in particolare, ma qui non c'è anima viva all'orizzonte.
Continuo a camminare sul sentiero, si sale, si scende, si torna a salire, supero diversi fili di creste, intorno c'è una fioritura incredibile, faccio molte foto, anche per allentare un po' la tensione dovuta al vuoto sotto ai miei piedi. Alcuni, brevi, tratti sono assicurati da catene. Finalmente, dopo un ultimo risalto, eccomi sulla cima del Piz de Ganan.
Più che una cima è un tratto più orizzontale di una cresta che sale poi fino al Fil de Dragiva. Vi sono due grandi ometti ma nessuna traccia di libri di vetta, decido che è ora di fare uno spuntino, mangio qualcosa, poi consulto la cartina, da qui dovrei vedere il rifugio Ganan, riesco ad individuare la zona in cui dovrebbe sorgere ma non lo vedo proprio. Sull'altro lato di quello che è un immenso anfiteatro vedo bene invece il proseguio del sentiero, sempre in saliscendi e, almeno da qui così appare, terribilmente esposto. Vabbè per adesso cominciamo con il raggiungere il rifugio.
Riprendo il cammino, questo tratto è decisamente più tranquillo: inizia in discesa e corre su pendii decisamente meno ripidi, attraverso diverse pietraie ed infine arrivo ad un canale che solca l'intero versante per diverse centinaia di metri di dislivello, poco sopra il sentiero c'è ancora della neve, lungo la traccia invece è un ammasso di sassi grandi e piccoli tutti caratterizzati dall'apparente stato di equilibrio precario. C'è comunque una bella catena per facilitare l'attraversamento, che in alcuni tratti è comunque sommersa dal pietrame, a testimonianza dell'instabilità del terreno.
Raggiungo l'altro versante e riprendo il sentiero, ci sono un paio di impluvi da superare e poi un dosso, al di la del quale, secondo i miei calcoli, dovrebbe trovarsi il rifugio. Così è infatti, c'è una valletta da risalire in cima alla quale scorgo il colmo del tetto, ci sono anche delle persone...finalmente: sono più di quattro ore che non vedo nessuno.
Naturalmente sono svizzero-tedeschi, un uomo e due donne, scambiamo qualche parola: hanno dormito al rifugio Pian Grand e stasera si fermeranno alla Buffalora, mi faccio scattare una foto davanti al minuscolo bivacco Ganan e riprendo il mio cammino.
Poco oltre incontro due escursioniste svizzero-tedesche, da qui fin oltre Valbella più nessuno!
Come spesso capita i pendii visti di fronte appaiono più ripidi di quanto in realtà siano: dal Piz de Ganan il sentiero sembrava correre su pendii quasi verticali, in realtà la pendenza qui, pur essendoci, è molto meno accentuata che nel tratto fra il Lagh de Calvaresc ed il Piz de Ganan.
Arrivo nei pressi del risalto che porta alla cresta che collega il Piz de Romonton con il Fil de Ciar, c'è una salita con delle catene, ci sono delle roccette e della sabbia, che in caso di pioggia diverrà sicuramente della fanghiglia scivolosa, un ultimo sforzo ed eccomi sul filo, poco sopra c'è un grande ometto, lo raggiungo giusto per fare una foto poi ridiscendo.
Da qui il sentiero diviene nuovamente esposto, ancora con saliscendi e continui superamenti di impluvi, superato l'ultimo ecco finalmente, la Bocchetta del Büscenel, è veramente impressionante: se qui siamo sul ripido le pareti che dalla bocchetta vanno alla cima vicina sono veramente verticali!
Vedo Valbella diverse centinaia di metri più in basso, la mia strada è ancora lunga!
Raggiungo la bocchetta, da cui si abbassa un canalino impressionante: stretto, umido e quasi verticale, sembra finire solo al fondovalle.
Breve sosta e riprendo il cammino, pochi minuti ed arrivo però ad un masso piatto con delle indicazioni: indica Valbella scendendo per un sentiero a sinistra, tiro fuori la cartina: è il sentiero che scende per la Val Largè. Considerato che la zona della Bocchetta di Trescolmen già la conosco, che è già tardi, che il tempo nom promette niente di buono (ogni tanto c'è qualche goccia di pioggia vagante) decido di scendere da qui, oltretutto mentre alla Bocchetta ed al Lago di Trescolmen tornerò sicuramente non è detto che dalla Val Largè ripasserò.
Il sentiero scende in mezzo ai rododendri, ogni tanto scompare ma, seguendo un percorso logico, lo ritrovo presto, corre poi su una montagnola di fianco ad una pietraia finchè, più in basso dove i rododendri finiscono ed inizia il bosco, ecco la sorpresa: ad inizio stagione sono passati a fare manutenzione, i rami sono stati tagliati e così l'erba che, seccando, forma ora una traccia giallastra facile da seguire.
Il sentiero in realtà è abbastanza ripido ed impervio ma già il non doverlo cercare è un bell'aiuto.
Raggiungo i poveri resti dell'Alp del Largè, solo un edificio conserva ancora il tetto anche se non sembra in buone condizioni, a questo punto il sentiero fa uno strano giro e sembra quasi risalire, poi si abbassa invece repentinamente fino a raggiungere il bordo di un precipizio. Sul fondovalle il sentiero che collega la Bocchetta di Trescolmen a Valbella, anch'esso manotenuto con il taglio dell'erba, appare come una lunga traccia giallastra.
Mi abbasso rapidamente e raggiungo il fondovalle, il torrente è gonfio d'acqua e ho il mio daffare a trovare un punto agibile per superarlo, raggiungo quindi l'isolata baita di Cascinot, mi abbevero e mi rinfresco alla fontana vicina e poi affronto gli ultimi 300 metri che mi separano dal torrente Calancasca.
Il sentiero qui è molto bello e ben tenuto, si nota come sia maggiormente frequentato rispetto a quello della Val Largè.
Raggiungo il ponte sulla Calancasca e risalgo l'altro versante, eccomi a Valbella, chissà che non trovi un passaggio fino a Rossa: non ho molta voglia di camminare sull'asfalto.
Inizio a camminare lungo la strada, vedo due auto più avanti ma che salgono per una strada che immagino conduca a qualche alpeggio, finalmente, ad un paio di chilometri dalla mia meta un paio di ragazzi mi danno uno strappo fino a Rossa.
Alle 17,30 sono alla mia auto mentre inizia a piovviginare: gran giornata, sono decisamente soddisfatto.

Il Sentiero Alpino Calanca è veramente una grande opera di ingegneria sentieristica, ricavato raccordando vecchi sentieri degli alpigiani con nuovi tratti.
Di difficoltà con il tempo asciutto non ce n'è ma l'esposizione è spesso notevole, leggendo la guida del sentiero e percorrendone alcuni tratti sono convinto che il senso migliore di percorrenza sia quello con inizio a Santa Maria e conclusione a San Bernardino: così si affrontano i tratti attrezzati con catene e scale in salita, a mio parere è meglio.
La fioritura è veramente incredibile così come la sensazione che si prova nel camminare sollevando nugoli di farfalle.

Tourengänger: paoloski


Galerie


Slideshow In einem neuen Fenster öffnen · Im gleichen Fenster öffnen

T3+
1 Nov 17
Cima di Nomnom · Poge
T3
T3
T3 L
1 Aug 17
Pizzo Calvaresc · Califfo
T3+
2 Jul 17
Cima de Nomnom · wontolla

Kommentare (4)


Kommentar hinzufügen

Poncione hat gesagt:
Gesendet am 21. August 2013 um 22:37
Splendido giro, e complimenti per l'averlo percorso in solitaria, visto che è calcato da ben pochi. Mi sembra uno di quegli itinerari all'apparenza "innocui" ma dalle mille insidie nascoste, sbaglio?
Ciao

paoloski Pro hat gesagt: RE:
Gesendet am 22. August 2013 um 08:42
Ciao,
diciamo che con il tempo asciutto di difficoltà non ce ne sono, certo non è il caso di distrarsi e inciampare: in molti punti dubito che si possa arrestare una caduta.
Comunque un percorso veramente magnifico e perfettamente mantenuto.
Buone gite, Paolo

gbal hat gesagt:
Gesendet am 23. August 2013 um 22:52
Sentiero Alpino Calanca: una meraviglia. Grazie di averci fatto conoscere questo tratto e fortunato di aver incontrato alcune persone. Io più che simpatiche caprette da quelle parti (altro lato) non ho incontrate.
Bravo Paolo

paoloski Pro hat gesagt: RE:
Gesendet am 24. August 2013 um 11:16
Ciao Giulo,
grazie per i complimenti. In effetti da queste parti l'unico luogo affollato sembra essere la capanna Buffalora.
Ciao, Paolo


Kommentar hinzufügen»