Gehrengrat


Publiziert von paoloski Pro , 12. August 2013 um 17:37.

Region: Welt » Österreich » Nördliche Ostalpen » Lechquellengebirge
Tour Datum: 4 August 2013
Wandern Schwierigkeit: T3+ - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: A 
Zeitbedarf: 8:00
Aufstieg: 900 m
Abstieg: 900 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Da Lech am Arlberg, poco dopo l'Ufficio Turistico presso cui si fanno i biglietti, si prende il pulmino che porta allo Spullersee (la strada è chiusa al traffico). Di fronte alla partenza del pulmino c'è un parcheggio coperto, durante l'estate è gratis. Il costo del pullman da Lech allo Spullersee e da Fromariner Joch a Lech è di 10,20 euro a testa.
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Si scende dalla Freiburger Hütte o seguendo la strada gippabile o per un sentiero a picco sul lago e si raggiunge il Fromariner Joch, poco sopra il Fromarinersee, da cui si prende il pullman che riporta a Lech.
Unterkunftmöglichkeiten:Freiburger Hütte. A circa un'ora dalla partenza si trova anche la Ravensburger Hütte.

Dopo l'esperienza più che positiva fatta l'anno scorso decidiamo di tornare nel Bregenzerwald per trascorrere una settimana di vacanza; per la nostra prima gita però decidiamo di andare un po' fuori zona: nel Lechquellegebirge per compiere la traversata della Gehrengrat di cui ci hanno parlato in molti in maniera entusiastica.
Vista la distanza da Großdorf, dove abbiamo affittato un appartamento, decidiamo di recarci a Lech am Arlberg in auto. Arriviamo poco dopo le 8, parcheggiamo in un centralissimo autosilo interrato gratuito, ci rechiamo all'Ufficio Turistico e acquistiamo i due biglietti che ci permetteranno di andare con il pullman fino allo Spullersee e di ritornare a Lech dal Fromarinersee una volta effettuata la traversata.
Manca ancora una mezz'oretta alla partenza per cui decidiamo di prendere un caffè, mi guardo in giro e mi dirigo verso l'hotel più vicino, non faccio caso al fatto che si tratti del Krone, un 5 stelle, me ne rendo conto appena entriamo, scarponi ai piedi e zaino in spalla, sto per uscire e cercare un locale più consono al nostro look quando una bionda receptionist molto carina mi viene incontro e mi domanda se può fare qualcosa per noi, avverto gli accidenti che mia moglie mi sta mentalmente indirizzando ma con nonchalance chiedo se si possono avere due caffè, la risposta, naturalmente, è affermativa, veniamo invitati dalla receptionist a seguirla, passiamo in un altro lussuoso locale dove veniamo affidati ad un'ulteriore inserviente, questa mora ma altrettanto carina, che ci accompagna finalmente nel bellissimo locale bar, magnificamente rivestito di legno ed arredato con mobili intagliati ed intarsiati di fattura squisita. Veniamo ricevuti dal maitre, in costume locale impeccabile, che riceve la nostra ordinazione con un inchino, poco dopo arriva un cameriere con due vassoi d'argento ognuno con la sua tazzina bordata d'oro, il bricchetto del latte, una zuccheriera con tre tipi differenti di zucchero, un bicchiere d'acqua ed un dolcetto che scopriremo essere un capolavoro di pasticceria: buonissimo! Gustato il tutto chiedo il conto aspettandomi di pagare almeno quanto speso al ristorante la sera prima....sorpresa finale: 7,20 euro! Tanto quanto si spende a Varese per due caffè espressi al tavolino di un qualsiasi bar. Complimenti al Krone Hotel di Lech per la qualità, la cortesia e la signorilità.
Ci congediamo, salutati cordialmente da tutto il personale e ci avviamo alla fermata del pullman che arriva dopo circa 5 minuti. Lungo la strada che porta allo Spullersee una turista seduta poche file dinanzi a noi vede una marmotta su un masso al lato della strada, l'autista si ferma permettendole di fotografarla con tutta calma, dopo una ventina di minuti siamo al capolinea, scendiamo, studiamo un attimo la cartina e ci avviamo per una stradina sterrata, poco dopo troviamo sulla destra le indicazioni per il Fromarinersee e la Gehrengrat.
Iniziamo la salita, il sentiero è contraddistinto da segnavia bianco - blu ma qui è un piacevole e ben marcato sentiero che sale fra magnifici pascoli pieni di fiori.
Il posto è tanto piacevole che ad un certo punto ci perdiamo: dopo un po' infatti ci accorgiamo che i segnavia sono scomparsi, siamo comunque su un buon sentiero, la carta (non avendo trovato una cartina topografica della zona ho solo una cartina 1:100000) non ci è di grande aiuto, comunque direi che ci siamo spostati un po' troppo sulla destra, decidiamo di risalire il versante sulla nostra sinistra e raggiungere la cresta erbosa la in alto, la parte finale è un po' in piedi ma niente di che.
Siamo sulla dorsale erbosa, da qui vediamo bene la Gehrengrat ed il Pfaffeneck, sotto di noi il versante è solcato da un gran numero di corsi d'acqua che formando delle vallette, non è che da qui la situazione ci sia più chiara, circa 100 metri sotto di noi una persona sta montando una tenda su un dosso, lo avevamo già notato sul pullman, decidiamo perciò di raggiungerlo e chiedere delucidazioni sul percorso che dovremmo seguire. Abbiamo decisamente sbagliato strada: ci troviamo almeno 200 metri sopra il sentiero segnalato, il nostro interlocutore ci mostra anche il proseguio del sentiero che risale con un percorso zigzagante molto ripido il versante orientale della Gehrengrat.
Ringraziamo e ci avviamo verso il sentiero, ci abbassiamo solo un centinaio di metri in modo da intercettarlo un po' più in alto, finalmente ritrovata la "retta via" ci avviciniamo alla cresta.
Vediamo un paio di coppie in discesa, si fermano alla base della parete, li incrociamo, scambiamo qualche parola ed iniziamo la salita: il sentiero è ben segnato ma risale un pendio decisamente ripido, alcuni tratti sono piuttosto esposti, so che Anna non ama molto queste situazioni per cui l'aspetto e nei tratti in cui ci sono da appoggiare le mani mi faccio dare i suoi bastoncini. un'ultima svolta del sentiero ed ecco una piccola croce, penso sia la cima ma è solo una croce commemorativa per un escursionista morto, il bello deve ancora venire: c'è un ultimo risalto da risalire, dapprima una crestina stretta ma ben percorribile poi un traversino che pur non essendo difficile ha tutta l'aria di essere alquanto franoso ed esposto, per fortuna il tempo è bello e non ci sono problemi di rocce bagnate. Superiamo il tratto delicato, ancora una cinquantina di metri e siamo fuori, non ancora in cima ma di qui alla vetta ci sono solo una ventina di metri di dislivello da percorrere su una larga spalla erbosa.
Finalmente siamo in cima, facciamo qualche foto e ci apprestiamo a scendere, la guida che descrive l'escursione parla di tornanti in discesa altrettanto ripidi di quelli saliti ma in realtà la discesa di qui è molto più dolce e, soprattutto, su pendii non esposti. Ci abbassiamo rapidamente anche perchè a Sud si stanno addensando dei gran nuvoloni temporaleschi, passiamo un tratto di roccie dai colori incredibili ed eccoci al famoso "Steinernes Meer", il "mare di pietra" che pare sia ricchissimo di fossili di animali marini.
Le prime rocce sono rosse e vediamo numerosi esemplari di belemniti, nautili ed ammoniti all'interno del calcare rosso, più avanti le rocce divengono grigie, al loro interno si trovano dei megalodonti, enormi mitili che ricordano le corna di stambecco.
L'insieme del paesaggio ricorda molto il Carso triestino e le formazioni calcaree della Muotathal, rocce chiare profondamente incise dal lavorio dell'acqua, non ci si può comunque rilassare o distrarsi: il percorso, benchè ottimamente segnato, è piuttosto impegnativo: un continuo saltare da un masso all'altro in un saliscendi che sembra infinito, arriviamo ad un segnavia che indica la Freiburger Hütte distante ancora un'ora, cominciamo ad avere una gran fame e non vediamo l'ora di arrivarci.
Finalmente dopo un'ora esatta di cammino eccoci al rifugio, è affollatissimo ma troviamo un bel tavolo all'ombra, letto il ricco menù decidiamo per un invitante piatto a base di patate, formaggio e speck, non sappiamo esattamente di cosa possa trattarsi ma la fame è veramente tanta! Nell'attesa ci dissetiamo con dell'ottimo succo di mele, poi, ecco il nostro magnifico piatto: praticamente un grande roesti di patate ricoperto di formaggio d'alpe fuso, un uovo fritto e con diverse fette di speck abbrustolito: Ottimo: ce lo scofaniamo in un tempo da record, anche il conto è piacevole: 18,60 euro in due!
Rifocillati riprendiamo la discesa, decidiamo di seguire la strada invece del sentiero per esperti che contorna il lago da Est, il risparmio di tempo sarebbe minimo e con le difficoltà per oggi abbiamo già dato.
La rilassante discesa sulla strada ci permette una magnifica vista sulla parete Sud della Rote Wand, la montagna più famosa di questa zona, non sarebbe male farci una visitina in un futuro prossimo.
Arriviamo al Formarinjoch ed alla fermata del pullman, ci sono una ventina di minuti di attesa ma il posto è dotato di servizi, acqua fresca e panchine all'ombra...niente di meglio, vi è anche un asinello, invero dall'aria malaticcia, che se ne sta all'ombra.
Puntuale come un orologio svizzero arriva il nostro pullman, saliamo ed in una ventina di minuti siamo di ritorno a Lech. Ci aggiriamo un po' per le strade del paese che presenta diversi begli edifici, saliamo alla chiesa e di fianco a questa abbiamo la piacevole sorpresa di trovare una decina di grossi massi provenienti dal "mare di pietra", abbiamo così modo di vedere l'intero campionario dei fossili che si trovano colà.

Gita veramente bella ed emozionante, tanto per la salita alla Gehrengrat che offre degli scorci veramente magnifici, che per l'attraversamento del "mare di pietra". Anche la flora è decisamente degna di nota.
Una gita decisamente consigliabile. Nonostante sia percorribile in entrambi i sensi a mio parere, è meglio affrontare il lato orientale della Gehrengrat, ripido ed esposto, in salita. 

Tourengänger: paoloski, annna


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