Dolomiti - ½ Alta Via n°2 (Bressanone - Lago di Fedaia)


Published by Simone86 , 20 August 2013, 18h27.

Region: World » Italy » Trentino-South Tirol
Date of the hike:29 July 2013
Hiking grading: T4 - High-level Alpine hike
Mountaineering grading: F
Climbing grading: I (UIAA Grading System)
Via ferrata grading: F
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 5 days
Access to start point:Passato BOLZANO e raggiunto Bressanone si sale alla frazione di Sant'Andrea dove è presente un ampio parcheggio e la partenza della funivia Plose.

DAY 1
Sant’Andrea – Malga Gampen

 
A Sant’Andrea Q1067 si prende la comoda funivia (10 euro) per Valcroce Q2012. Coprire tale tracciato a piedi avrebbe richiesto una tappa in più, invece in questo modo possiamo estendere l’escursione giornaliera fino al Rifugio Genova. Da Valcroce si prende il facile ma non banale sentiero n°3 fino al Rifugio Città di Bressanone o Plose Q2447 (1h). Ora, per il segnavia n°4 inizia una graduale discesa, dapprima su aperti pascoli, poi in pineta, fino al Passo Rodella Q1863 (2h30’). Qui inizia a piovere in modo sostenuto e ne approfittiamo per pranzare al riparo dell’ Hanslhutte. Sotto una pioggia via via scemante percorriamo parte della strada asfaltata fino al nuovo imbocco del medesimo sentiero n°4 che ci porterà gradualmente alla Forcella Putia Q2357 (4h45’). A nord siamo sovrastati dall’imponente Sass da Putia (2875m). Abbiamo valicato il gruppo delle Odle. Il panorama inizia a farsi serio! Ora si piega verso SSW in piano verso il rifugio Genova Q2306 (5h30’). Si incrocia a metà strada la deviazione per l’interessante itinerario attrezzato delle Odle dedicato a Gunther Messner.
Il rifugio Genova è full, quindi scendiamo di 250m a W fino alla Malga Gampen Q2062 dove pernottiamo (6h, pause escluse). Ottima accoglienza, camerata comoda e ricchissima cena.
 

DAY 2
Malga Gampen – Rifugio Puez

 
Riprendiamo con la noiosa risalita al Rif. Genova (25’) e ci portiamo verso SW in direzione del gruppo delle Odle. Si perde un po’ di dislivello sul facile sentiero n°3 fino alla Forcella San Zenon Q2293 (2h15’). Inizia adesso una graduale salita inizialmente facile, poi decisamente più selvaggia su ripidissimo ghiaione in ambiente suggestivo e selvaggio. Si arriva cosi alla Forcella De La Roa Q2617 (3h15’) dove l’amante di panorami selvaggi inizia a sognare vorticosamente. Siamo entrati nel cuore delle Odle dolomitiche. Dopo una pausa e una breve discussione sul da farsi optiamo per affrontare il tratto attrezzato che ci porterà alla Forcella Nives Q2737. E’ possibile seguire invece il sentiero 2 che compie un giro più facile ma più lungo. Il tratto attrezzato è graduato ‘facile’ e cosi è stato, nessuna difficoltà tecnica ne’ senso di esposizione. Raggiunta la Forcella Nives (4h15’) optiamo per la salita al vicino Piz Duleda Q2909 (4h45’). La via è tracciata da vari ometti e non presenta difficoltà. La vista è totale sul gruppo Puez-Odle e sul Sella, ben distinguibile il Piz Boè.
Ridisceso il Duleda prendiamo il sentiero 2c che poi si riaggancia al 2 fino al Rifugio Puez Q2475 (6h30’), in posizione isolata e magnifica. Pernottamento molto più grezzo e selvaggio, tipico da rifugio anti-merenderos, ma ottima cena e bevuta in compagnia di un simpatico greco.

 
DAY 3
Rifugio Puez – Rifugio Cavazza al Pisciadù

 
Iniziano i primi acciacchi di caviglie e ginocchia, ma col nuovo motto “alè duri” insegnato anche ai greci (oltre a “figo” e “pirla”) andiamo innanzi per la terza tappa.  Si parte perdendo un po’ di quota fino alla Forcella Ciampac Q2366 (40’) per poi risalire in ambiente selvaggio (sentiero 2) fino alla panoramica Forcella di Crespeina Q2528 (1h30’). Da essa si scende di 100m circa per poi risalire una breve rampetta fino al Passo Cir Q2469 (2h). Ora è tutta discesa su terreno instabile fino a Baita Clark Q2222 e poi su comoda sterrata fino al trafficatissimo Passo Gardena Q2121 (3h). Qui ci rifocilliamo in un ristorante. Nella ripartenza si ingaggia il sentiero 666 che, dapprima, sale ripido a zig zag, mentre in seguito costeggia verso Est il Sass da la Luesa. Stiamo entrando nel gruppo del Sella. La risalita in quota avviene su di un ripido vallone detritico incassato tra verticali pareti, vincendo infine un facile ma non banale tratto attrezzato. Il sentiero attrezzato è dotato di qualche staffa e cavo (a volte più di uno). In alcuni punti è abbastanza verticale ma il problema vero è l’affollamento, dunque il rischio di innervosirsi e alimentare i rischi. Giunti al termine della Val Setus (quella appena percorsa)(Q2610 e quasi 2h dal passo Gardena) si presenta uno dei panorami alpini tra i piu belli mai visti: un vastissimo altopiano sovrastato dalla cima del Pisciadu e dalle torri del Sass dai Ciamorces mentre sullo sfondo appaiono altri giganti delle dolomiti. Dopo 5 minuti si raggiunge il Rif. Cavazza al Pisciadu Q2587, situato in posizione strategica proprio sopra il grazioso lago del Pisciadù. Intanto che le ragazze si sistemano al rifugio, io e Met ci appioppiamo a due greci per salire alla Cima di Pisciadù vera e propria. Nonostante i cartelli indichino 1h50’, senza zaini e un con passo svelto arriviamo sulla cima in 45’ circa. L’itinerario prevede la risalita verso Sud del Vallone Pisciadu e verso SE nella Val de Tita (presente un facile tratto attrezzato e in seguito una lingua nevosa in leggera pendenza, non necessari i ramponi). Giunti alla base della cresta S del Pisciadù iniziamo a salire per vie logiche oppure seguendo i segni. Le difficoltà sono mediamente T4 e I° grado, qualche punto potrebbe essere di II° ma quasi tutti sono aggirabili. Molto Franoso. La cima è posta a Q2985 e la vista è maestosa sul percorso dei giorni precedenti e su ciò che ci aspetterà l’indomani. Ritorniamo in 45’ al rifugio. Una delle tappe più belle, stiamo entrando nel cuore del gruppo Sella.

 
DAY 4
Rifugio Cavazza al Pisciadù – Rif. Forcella Pordoi


Partiamo di buona leva con un po’ di preoccupazione (leggende serali sulla presenza di pericolosi nevai ripidi..). Si ripete la strada per arrivare all’attacco della Cima del Pisciadù, quindi sempre per il sentiero 666. Arrivati nell’anfiteatro della Val de Tita, sovrastato da Daint de Mesdi e Bec de Mesdi, risaliamo un facile canale nevoso, solo all’apparenza difficile. Passata la Sella de Tita si arriva sul grandioso Altopiano delle Mesules (quota media 2800), ambiente grandioso e severo, l’immagine vera e propria delle Dolomiti che mi sono sempre immaginato (1h15’). In leggera discesa si prende il sentiero 649 in direzione del Rif. Boè. Si risale faticosamente  L’Antersass Q2907 che, in realtà, non si può classificare come vera e propria cima ma come “dosso” di passaggio (forse evitabile da un sentiero più basso). Comunque ottima visuale sul Piz Boè. Si scende dall’Antersass per risalire in pochi minuti al Rif. Boè Q2873 (2h30’).  Ubicato in una splendida posizione, permette di ammirare l’imponenza dal Piz Boè gustandosi il duo sacher & coffee. La zona diviene ben presto affollatissima!! Dopo la rifocillata decidiamo di salire sul Boè per il sentiero 638 e quindi dal versante NW. La via non presenta difficoltà se non nel punto chiave dove sono poste 2 catene e si deve attraversare una cengia esposta. Nulla di che, nel caso basta imbragarsi, nessuna difficoltà tecnica. Da qui in poi si prosegue a zig zag su terreno detritico e franoso fino alla trafficata vetta del Piz Boè Q3152 (3h30’). La zona è ricca di persone salite con la funivia del Sass Pordoi, e non esagero parlando di oltre 200 persone contemporaneamente presenti in vetta! Dopo un’oretta di pausa (fa caldissimo) iniziamo la discesa sempre per il sentiero 638 ma dal versante SE, che effettivamente è un po’ più semplice della salita (qualche banalissimo punto attrezzato). Riagganciato il sentiero 627 proveniente dal Rif.Boè ci portiamo verso la Forcella Pordoi Q2829 dove è presente il Rifugio Forcella Pordoi (4h40’), privato, accogliente (40-45 euro) ma completo in tutto, camerata piccola solo per noi e doccia calda. Ottima cena e colazione.
 

DAY 5
Rif. Forcella Pordoi – Rif. Castiglioni

 
Al mattino presto, senza zaini risaliamo a piedi il facile e turistico Sass Pordoi Q2950 (15’-20’) dove arriva la famosa funivia. Ritornati alla Forcella Pordoi non resta che scendere lungo il ripido e a tratti franoso canalone (T3+, ma facile) che ci porterà all’ancor più affollato Passo Pordoi Q2239 (1h45’ dalla forcella). Piccola pausa e poi risalita per il sentiero 601 fino al Rif Fredarola Q2388, in splendida posizione, accogliente e alternativo in parte, dove pranziamo alla grande. Lunga pausa post-prandiale per affrontare la lunga traversata sul 601 che, passando dal Rif. Viel Dal Pan Q2432, ci porterà al Lago Fedaia Q2054 (4h30’) sempre di fronte all’imponente mole della Marmolada. Qui pernotteremo nel vecchissimo Rif. Castiglioni (del 1906) il quale tutt’ora conserva un’ambiente tipico di quei tempi, nonostante i vari ammodernamenti presenti.
Termina qui il nostro giro sull’Alta Via n°2.
 
L’indomani torneremo a Bolzano in pullman da qui, recupereremo la macchina a Sant’Andrea di Bressanone e, dopo un’intera giornata in ballo, riposeremo ognuno a casa propria!



 
La prima volta sulle dolomiti è stata positivamente travolgente. Si inizia gradualmente a vedere bei paesaggi partendo da Bressanone, ma solo entrando nel cuore del gruppo Odle-Puez e dell’ancor più caratteristico gruppo del Sella si percepisce l’immensità dei luoghi. Molto selvagge le zone del rif. Puez e del Pisciadù. Nei restanti tratti è spesso presente molta gente ma la cosa non arriva mai, personalmente, a disturbare il bel clima escursionistico. Un po’ di tristezza, al tempo stesso, mi è giunta sul Piz Boè: vedere centinaia di persone scaricate dalla funivia e ad ammassarsi, talvolta senza esperienza, sulle catene del Piz Boè per raggiungere la cima e svaccarsi comodamente al rifugio, mentre la montagna perde la sua imbattibilità e sofferenza nella conquista. Ma riflettendo poi, è anche giusto che tutti, anche i meno dotati fisicamente, abbiano la possibilità di vivere una giornata quassù e guardare l’orizzonte ed i suoi infiniti gruppi montuosi.

Hike partners: Simone86


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Comments (11)


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Amadeus says:
Sent 21 August 2013, 13h52
Gran bel giro, effettivamente lo merita e diciamo che l'ho in programma per il futuro; devo comunque non condividere la tua frase a commento "Ma riflettendo poi, è anche giusto che tutti, anche i meno dotati fisicamente...", che significa tutti anche i meno dotati, sono stato al Piz Boè e ci tornerò a fine mese, via sentiero 672 dal Koster per la cresta strenta e ti assicuro che me lo sono guadagnato sia io che mia moglie(e non siamo dei giovanotti).
Sul piz ho visto la fiumana di gente provenire dal Pordoi, belli e belle giovani di belle speranze e pieni di vitalità e se non hanno voglia di faticà, che vadano a fare lo struscio a Cortina, Corvara etc.
Credo che questo stato di cose faccia piacere solo ai rifugisti e non a tutti.....
Per il resto bravi.

Simone86 says: RE:
Sent 21 August 2013, 18h06
Ah si ho letto qualcosa della Cresta Strenta sembra essere un gran bel itinerario! Eh lo so, sicuramente gli impianti non li hanno fatti per farci salire i diversamente abili ma per guadagnarci sul migliaio di persone (o forse più?) che salgono ogni giorno... Di cui in effetti molti sono "merenderos" per scelta (poca voglia di soffrire) ma almeno quel 5% tra anziani, acciaccati e fisicamente non dotati possono gustarsi la cima del Boè. Diciamo che tra tutti i lati negativi cerco di cavarci fuori qualcosa di positivo!
Grazie, buone uscite!

Amadeus says: RE:
Sent 22 August 2013, 14h41
Concordo pienamente.....
("Non ci sei mai arrivato veramente, se non ci sei andato a piedi.)(Loris)

Simone86 says: RE:
Sent 25 August 2013, 10h54
Aggiungerò questo detto ai miei personali (magari modificato in "..se non ci sei andato con le tue gambe", cosi da buttarci dentro anche la bici!!)

Sent 22 August 2013, 09h39
Che spettacolo incredibile! rimango sempre impressionato dalla bellezza delle Dolomiti, comunque se devo scegliere preferisco le nostre zone, i sentieri hanno un fondo migliore con più tenuta che mi da più sicurezza, probabilmente è una questione di abitudine...

Bravissimi, belle foto.

Adry.

Simone86 says: RE:
Sent 25 August 2013, 10h56
Ebbene si, la struttura rocciosa calcarea ha questa particolarità (seppur variabile di zona in zona). I sentieri sono spesso composti dal ciottolame franato, ma la bellezza astratta delle conformazioni rocciose le rende incredibili da arrampicare e da osservare..
grazie Adry, buone uscite!

Sent 22 August 2013, 18h02
Bellissima la n.2, l'ho fatta intera vent'anni fa con moglie e figlia quindicenne. Arrivati a Feltre ci siamo commosi; se puoi vai a completarla. Attraversare le Pale di S. Martino e le dolomiti feltrine, molto più intime, ne vale la pena.
Per le funivie la penso come Amadeus: personalmente non ritengo di avere il diritto che si faccia una funivia per raggiungere una cima che non sono in grado di raggiungere, poi....gli affari sono affari e sappiamo che conta solo quello purtroppo!
Ciao
Aldo

Simone86 says: RE:
Sent 25 August 2013, 10h57
Si, ho visto che passata la Marmolada si ritorna in zone meno trafficate e più suggestive.. peccato che i giorni necessari siano tanti, però un domani sicuramente merita di essere conclusa! Complimenti anche a voi!

gbal says:
Sent 23 August 2013, 22h45
Ma che volete di più? Le Dolomiti ce le avevate, le ragazze (belle) pure, la gioventù è dalla vostra......mamma che invidia! Chissenefrega se piove anche un po'!
Complimenti Simo

P.S.: In teoria lassù sono le mie radici e quelle di Amadeus ma.....che resti tra noi....

Simone86 says: RE:
Sent 25 August 2013, 10h58
ahah si è stata nel complesso una gran bella mega escursione! mmm intendi.. vostre radici "arrampicatorie"??

gbal says: RE:
Sent 25 August 2013, 16h42
No, no, non arrampicatorie ma 1/2 del mio sangue proviene dalla Val di Non / Trentino :-):-)


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