Einshorn


Publiziert von paoloski Pro , 24. Juli 2013 um 12:01.

Region: Welt » Schweiz » Graubünden » Misox
Tour Datum:21 Juli 2013
Wandern Schwierigkeit: T3+ - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: Gruppo Uccello-Lumbreida   CH-GR 
Zeitbedarf: 9:30
Aufstieg: 1700 m
Abstieg: 1700 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Autostrada A13, uscire a San Bernardino, entrare in paese e subito dopo il ponte sul Ri di Fontanalba, girare a sinistra e parcheggiare nel vasto piazzale dello stabilimento di acque minerali.
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Gita andata e ritorno.
Unterkunftmöglichkeiten:Alberghi, e pensioni a San Bernardino. Anche il centro fondo dispone di camere.
Kartennummer:CNS 1254 Hinterrhein

Avevo tentato l'Einshorn, partendo da Nufenen, molti anni fa in compagnia di edelweiss, ma, a causa di un improvviso mutamento del tempo: pioggia e nebbia, avevamo rinunciato quando eravamo già alla base del canale che porta alla cresta Est.
Mi era però rimasto il desiderio di tornarci, oggi è la volta buona: siamo solo io e Monica, ma visto che il dislivello e soprattutto il percorso sono ragguardevoli, è meglio così.
Quando partiamo, alle 7, da Gaggiolo il tempo è piuttosto nuvoloso ma confidiamo nelle previsioni meteorologiche svizzere che danno bello nei Grigioni. In effetti a San Bernardino troviamo un cielo terso ad attenderci.
Parcheggio nel grande piazzale dello stabilimento dell'acqua minerale, ci prepariamo ed attraversiamo l'enorme spiazzo per andare a prendere il sentiero che sale nel Bosch di Pescion, poco dopo ci fermiamo ad ammirare la magnifica cascata formata dal Ri de Fontanalba, l'afa qui nel bosco è piuttosto soffocante, quando ne usciamo ci troviamo a risalire un ripido pendio di megaforbie, alte erbe e fiori multicolori, ancora bagnate dalla rugiada, in un attimo siamo più che rinfrescati.
Eccoci infine al Pian Lumbrif, vediamo un gruppo di escursionisti: tre adulti e quattro bambini, diretti al Piz Uccello, passiamo accanto ad un terzetto di bei cavalli baj e saliamo ulteriormente verso la, ancora non visibile, Cassina de Vignun. Vedo le prime Stelle alpine della giornata, qui sono poche ed isolate, più tardi, sulla cresta dell'Einshorn, ne vedremo migliaia.
Ci allontaniamo un po' dal sentiero seguendo una traccia e così possiamo vedere delle Nigritelle dal caratteristico profumo di vaniglia, era veramente molto tempo che non ne vedevo.
Salutiamo l'alpigiano della Cassina de Vignun e proseguiamo per il bel sentiero che percorre la Val Vignun, veniamo raggiunti da quelli che presumibilmente, sono un paio di cacciatori in ricognizione per osservare i camosci in vista dell'apertura della caccia alta, accompagnati dai loro cani.
Il sentiero è un continuo susseguirsi di lievi saliscendi, passiamo accanto alla Motta da Caslasch e poi costeggiamo il fiume in un tratto dove forma dei magnifici meandri.
Arriviamo alle Strecc de Vignun, e vediamo i cacciatori di ritorno, il sentiero segnalato si abbassa verso il fondovalle e Nufenen, noi seguiamo una traccia che va verso Nord, anche qui continuiamo a salire e scendere fino a quota 2400 metri circa dove il sentiero risale per raggiungere una sorta di breccia, a destra il pendio precipita verticalmente, a sinistra sale ripido verso i Porton, una cresta dalla dubbia consistenza. Entriamo nell'ampio vallone denominato Valeten, finalmente vediamo la nostra meta, sembra ancora molto lontana, senza perdere quota ci dirigiamo verso la testata della valle, attrraversiamo il torrente e qualche piccolo nevaio e poi ci spostiamo in salita verso Schiarügg, raggiungiamo la zona "crepacciata" di cui parla ampiamente il Brenna ed esaminiamo il versante meridionale dell'Einshorn alla ricerca del sasso panciuto di fianco al quale passa il canale che adduce alla cresta.
Non può essere che quello: tondeggiante e giallastro proprio sopra di noi.
È più duro andare a prendere il canale, visto che non c'è alcuna traccia nella parte bassa, che percorrerlo: a partire dall'altezza del masso giallastro si ritrovano delle tracce che portano zigzagando a risalire il pendio, la roccia è decisamente di scarsa consistenza e bisogna stare attenti a non far partire dei sassi ma di difficoltà non ce n'è proprio.
Esco sulla destra, faccio ancora qualche metro in salita, passo accanto ad una sorta di finestra ed eccomi, finalmente, in cresta. Da qui la via per la cima è completamente visibile anche se non vedo quale potrebbe essere il percorso per risalire il castello sommitale che, da qui, sembra alquanto ostico. Vabbè, una cosa per volta: ci penseremo quando saremo sotto la cima.
La cresta è larga ed erbosa, c'è una sorta di sentierino che la risale ma quello che colpisce è la quantità incredibile di Stelle alpine: avevo letto che possono trovarsi in numero tale da soppiantare le altre specie ma, finora, le avevo viste solo in pochi, isolati, esemplari, qui invece formano un tappeto quasi continuo, è inevitabile calpestarne alcune camminando.
Risalgo la cresta, Monica è un po' attardata ma vedo che sale a passo costante, l'erba e le Stelle alpine ad un certo punto fanno spazio alla roccia ed alle pietre, sulla destra vi è ancora neve ma il sentierino la evita, arrivo al di sotto del castello sommitale, qui la pendenza si fa più sostenuta ma scorgo una traccia che risale il pendio, è tanto esile che da lontano è impossibile scorgerla ma segue un percorso logico e, da qui, evidente.
Finalmente il grande ometto con il palo che caratterizza la cima, alla base trovo la gamella con il libro di vetta, decisamente la cima non è frequentatissima ma oggi vi è già passata una persona, non l'abbiamo vista, probabilmente è sceso verso Nufenen, e ieri tre persone, queste le abbiamo incontrate nei pressi delle Strecc de Vignun, sono arrivate in cima ieri alle 17, sono stati colti dal temporale ed hanno piantato la tenda in un pianoro sotto la cima.
Il tempo di scrivere i nostri nomi sul libro ed ecco che arriva Monica. Foto di rito, un rapido pasto e poi decidiamo di scendere: il cielo si sta rannuvolando rapidamente, i temporali previsti per la serata sembrano voler anticipare.
Ripercorriamo in discesa la cresta ed il canale e quando siamo alla sua base ecco la prima goccia, presto la pioggerella si trasforma in una leggera grandinata, di ripari neanche a parlarne, tanto vale proseguire visto anche che verso San Bernardino il cielo sembra più azzurro. Ripassiamo il costolone che scende da I Porton e qui, complice tanto la stanchezza che la scarsa visibilità dovuta alla pioggia, perdiamo il sentiero, ci troviamo a camminare su una bella traccia ma che non è evidentemente quella seguita stamane. La direzione è comunque quella giusta, entrambi abbiamo però la convinzione di essere un po' bassi per cui risaliamo progressivamente il pendio, l'altimetro visto il repentino abbassamento della pressione non ci da affidamento. Finalmente la pioggia cessa e riappare il sole, mi guardo intorno, decisamente siamo fuori rotta: il campaniletto de I Porton che stamane vedevo in alto ora è più o meno alla nostra altezza; tanto vale raggiungere lo spuntone sovrastante e fare il punto. Eccoci su un belvedere eccezionale, da qui riusciamo a capire dove siamo finiti: le Strecc del Vignun le abbiamo superate dall'alto: sono dietro di noi e la Val Vignun si trova un buon 300 metri sotto di noi, siamo all'altezza del Pian dei Cavalli che da qui vediamo benissimo.
Io propenderei anche per una traversata dei suddetti piani per poi abbassarci sopra la Cassina de Vignun, Monica invece preferisce tornare subito sul ben visibile sentiero battuto sotto di noi, vista l'ora direi che è meglio fare come dice lei.
Scendiamo da un fetido canale di roccette e ghiaia, più sotto troviamo diversi tratti erbosi che però nascondono dei sassi mobili e delle buche, sembra incredibile ma ogni volta che uno si trova ad appoggiare una mano per mantenersi in equilibrio si trova uno spinosissimo cardo sotto il palmo!
Raggiungiamo il fondovalle e possiamo rilassarci, ora non ci resta che seguire il sentiero, ripassiamo dalla Cassina e scendiamo sul lato idrografico sinistro del Ri di Fontanalba, poco sopra San Bernardino ci imbattiamo in un enorme cantiere, seguiamo per un tratto la strada in cemento che scende poi la abbandoniamo per seguire i resti di quello che doveva essere un sentiero, in breve eccoci alla nostra auto.   

Decisamente non una gitarella ma una gran gita: panorama superbo, una varietà incredibile di fiori. Difficoltà, se non si esce dal sentiero e dalle tracce, non ve ne sono. Senz'altro una salita consigliabile.

Tourengänger: paoloski


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Kommentare (2)


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giorgio59m hat gesagt:
Gesendet am 24. Juli 2013 um 12:22
Bellissima meta.
Ottima relazione completa dei dettagli "giusti".
Spero di copiarti ... un giorno.

paoloski Pro hat gesagt: RE:
Gesendet am 24. Juli 2013 um 14:05
Ciao,
grazie per i complimenti. Ti auguro di visitare presto l'Einshorn: è veramente una magnifica cima.
Buone gite, Paolo


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