Similaun 3606 m


Publiziert von cristina , 18. Juli 2013 um 09:33. Text und Fotos von den Tourengängern

Region: Welt » Italien » Trentino-Südtirol
Tour Datum:14 Juli 2013
Wandern Schwierigkeit: T4- - Alpinwandern
Hochtouren Schwierigkeit: L
Wegpunkte:
Geo-Tags: A   I   A-T 
Strecke:Vernago-Maso Tisa-Giogo Basso e Rif. Similaun-Similaun
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Da Romeno salire al P.so Palade discesa a Lana superstrada per Merano e proseguimento lungo la Val Venosta. Dopo Naturno svoltare a dx, Val Senales, fino a Vernago, posteggio gratuito sul lago.
Kartennummer:Tabacco N.04 1:25.000 Val Senales

Oggi è il gran giorno, sveglia alle 3,00, un quarto d’ora, e siamo in macchina e alle 5,03 partiamo da Vernago (Val Senales), Marco agogna un caffè ma non siamo a Milano e qui prima delle 7,00, quando va bene, non aprono, quindi via senza la solita dose di caffeina.

Ci stiamo inoltrando nella valle di Otzi e come la prima volta che ci sono stata un pensiero a quel misterioso personaggio mi viene spontaneo.

La valle è bellissima, il ruscello gonfio che anno con anno si sta mangiando gli argini, i rododendri ancora fioriti, il verde dei prati e ancora tanta neve, dove abitualmente in questo periodo non dovrebbe essercene, ma è così ovunque quest’anno.

Risaliamo i vari salti della valle completamente in ombra e raggiungiamo la pietraia terminale che grazie a un sentiero a zig-zag si risale comodamente fino a raggiungere il Rifugio Similaun dove finalmente troviamo il sole!

Spettacolo! Dove la neve quest’anno dà fastidio, qui ha fatto il miracolo, bianco anzi bianchissimo. Non un crepaccio aperto e la possibilità di percorrere la cresta ancora parzialmente innevata.

Senza fermarci al rifugio ci portiamo all’inizio del ghiacciaio dove compiamo le doverose operazioni di legatura. Il Similaun è un ghiacciaio facile e le condizioni ottimali di oggi portano alcuni a salire in solitaria, cosa che mi sembra sempre e comunque un azzardo, sempre di un ghiacciaio si tratta in fondo.

Una volta bardati a dovere cominciamo la salita, piano, piano, anzi mi sembra di essere lentissima, vedo una cordata molto avanti a noi e mi sembrano molto in alto, tutta questione di prospettiva perché quando scenderemo non troverò nessuna ripida discesa, quindi non c’erano nemmeno ripide salite!

Raggiungiamo la cresta insieme alla cordata che vedevo da lontano, per cui tanto lenti non siamo stati oppure loro lo erano di più. Viste le condizioni di misto della cresta decidiamo di slegarci, cosa che fanno anche gli altri ragazzi che lasciano anche gli zaini, noi invece preferiamo evitare la cosa, ogni tanto si sentono voci poco rassicuranti su furti vari e oggi nello zaino ci sono cose troppo importanti.

La cima è vicina ma la fatica per raggiungerla è tanta, ci alterniamo con gli altri ragazzi più di una volta. Si fermano e li superiamo, ci fermiamo noi e ci superano, poi si fermano e li superiamo noi così per qualche volta fino ad essere in cima tutti quanti soddisfatti.

Foto di rito ad un paesaggio straordinario. Troviamo un posto al riparo dal vento e facciamo una buona sosta. Calcoliamo i tempi di salita e la meraviglia è tanta, siamo partiti alle 5,00 e a dieci minuti alle 10,00 siamo in cima, ma come diamine abbiamo fatto mi chiedo! E’ vero che il percorso è lineare e sale sempre e costantemente, che l’unica sosta sostanziosa è stata quando ci siamo legati ma mi era sembrato di camminare più lenta di una lumaca! Beh a questo punto la stanchezza che sento è ben giustificata!

Sarebbe bello stare di più qui ma non vorremmo nuotare nella neve per cui verso le 10,30 cominciamo a scendere. Al termine della cresta ci rileghiamo ma poco dopo ci fermiamo per togliere i ramponi, la quantità di neve ancora presente permette una discesa più comoda e veloce senza questi infernali attrezzi che facendo poca presa danno più fastidio che altro. Come detto prima ora la pendenza mi sembra ridicola e in quello che mi sembra un attimo siamo al termine del ghiaccio per le operazioni inverse di qualche ora prima.

Alle 12,00 siamo seduti fuori dal rifugio ma la voglia di mangiare ancora non c’è. Prendo un tè, aspetto un poco e poi mi sforzo di mangiare i fantastici panini altoatesini e poco a poco l’appetito arrivo.

Alle 13,30 circa decidiamo di scendere per non rischiare anche un’ustione perché non c’è un punto in ombra qui fuori e di stare al chiuso con una giornata come oggi non se ne parla proprio. Per cui con calma riprendiamo la via del rientro. Una volta a Vernago un puccio ai piedi non ce lo toglie nessuno…che bellezza! I piedi ringraziano i pesci un po' meno!

 DATI GPS

Dislivello 1951 m

Km 17,80


Tourengänger: cristina, Marco27

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Kommentare (6)


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grandemago hat gesagt: Nostalgia...
Gesendet am 18. Juli 2013 um 10:18
Le vostre mete mi fanno tornare spesso indietro nel tempo....che bei posti!
Riallacciandomi al discorso dei rifugi affollati, qui ci siamo fatti in agosto una scorpacciata di "tremila", partendo dal Similaun e terminando con la Wildspitze, girando da rifugio a rifugio senza prenotare e senza trovare problemi. Forse altra zona, altri tempi e.....italiani quasi zero!

Bravi, continuate cosi!
Ciao
Aldo

cristina hat gesagt: RE:Nostalgia...
Gesendet am 18. Juli 2013 um 10:24
Mi sa che qualcosa è veramente cambiato anche qui. Anni fa facendo un trekking zona Vipiteno i rifugi li avevo prenotati a marzo, nonostante tutto ci siamo trovati nei sottotetti, rifugi pieni. Di italiani o meglio gente di lingua italiana pochissimi ma questo è un po' così ovunque gli italiani nei rifugi li trovi a pranzo!

Vedo che ricominci, ottimo!

Ciao Cri

Laura. hat gesagt:
Gesendet am 18. Juli 2013 um 10:48
beate te che ogni tanto non hai appetito!!!
gran bel giro.

Marco27 hat gesagt: RE:
Gesendet am 18. Juli 2013 um 10:53
Ed è pure astemia :-(

Daniele hat gesagt: RE:
Gesendet am 18. Juli 2013 um 11:16
Ahhhhhhhh..... ORRORE!!!!

cristina hat gesagt: RE:
Gesendet am 18. Juli 2013 um 11:39
Capita raramente e dura poco!

Beh se poi al posto dei panini ci fossero state le barrette mi sa che scendevano a valle nello zaino!


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