Poncione del Vènn (2477 m) - Poncione dei Laghetti (2445.4 m)


Publiziert von Varoza , 7. Juli 2013 um 01:43.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Locarnese
Tour Datum: 6 Juli 2013
Wandern Schwierigkeit: T5 - anspruchsvolles Alpinwandern
Hochtouren Schwierigkeit: L
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Poncione Rosso 
Aufstieg: 2369 m
Strecke:Pian Vaccaresc (650 m) - Cognera (758 m) - Forno (824 m) - quota 1059 m - Pincascia (1155 m) - Alpe Cornavòsa - Corte di Cima [Capanna Cornavòsa (1991 m)] - Bocchetta del Vènn (2320 m) - cresta WSW - Poncione del Vènn (2477 m) . Traversata: Poncione del Vènn - versante S - Sella (2360 m) - cresta S - Poncione dei Laghetti (2445.4 m). Discesa: Stessa via di salita.
Zufahrt zum Ausgangspunkt:A Gordola, si svolta dalla cantonale e ci si inoltra in Valle Verzasca. Lavertezzo si raggiunge in 30 minuti ca. da Bellinzona. Da qui si prosegue su una strada secondaria in gran parte asfaltata fino a Pian Vaccaresc (ca. 2 km da Lavertezzo).
Kartennummer:CN 1293 Osogna

Come descrivere la gita di oggi? Panorama uguale a zero per la persistente nebbia, numerosi incontri piacevoli ed inaspettati ma anche un senso di non totale appagamento a fine giornata sorseggiando una fresca birra in quel di Lavertezzo. Ma andiamo con ordine.

Sono le 5:30 del mattino quando incomincio il cammino verso Cognera (758 m), salendo da Vaccarisc di Fuori (650 m). Oramai il sentiero lo conosco a memoria, ma questa volta a renderlo gradevole fin oltre Pincascia c’è Felice, un lecchese appassionato delle nostre montagne. Saliamo in maniera più che atletica e lungo il percorso discorriamo di cime, antichi sentieri, Val Bavona, ruderi… insomma ripercorriamo a ritroso le forti esperienze vissute gironzolando per i nostri splenditi paesaggi. Felice è diretto al Poncione Rosso, io al Poncione del Vènn per cui i nostri percorsi si dividono al bivio per l’Alpe di Cornavòsa (chi lo sa, magari mi legge in Hikr… in caso gli mando un saluto).

Da qui in poi il “nuovo” sentiero con segnavia che porta al rifugio si impenna per cui riduco un poco il ritmo. Sono le 8:00 quando raggiungo la Capanna Cornavòsa (1991 m), tra rododendri in fiore. Poco prima incontro un gruppetto formato da tre persone, i quali sono saliti il giorno prima proprio al Poncione del Vènn. Solo dopo aver letto il libro di vetta mi accorgerò che uno dei componenti l’ho incontrato l’anno scorso sulla Cima di Cardèd  (un altro saluto… questa volta a Jules… non ti ho proprio riconosciuto).

Il tempo purtroppo non promette bene… appena sopra il rifugio la nebbia occlude la vista sulla via di salita, ma non mi scoraggio. Sacco in spalla proseguo ora sui segnavia bianco-blu-bianco fino a guadagnare la Bocchetta del Vènn (2320 m) non senza superare qualche esile nevaio, peraltro inusuale per il mese di luglio.

Da quassù non si vede proprio nulla e procedo semplicemente seguendo l’erbosa cresta WSW fino ad incontrare un muretto roccioso. Lo si supera agevolmente in quanto è stata posizionata una grossa pietra che facilita il passaggio. Ammettiamo pure che lo si debba superare con passo atletico ma di certo riduce il grado della guida CAS da F II ad un semplice I (per l’utilizzo delle mani). Per il resto il filo di cresta non presenta più difficoltà particolari se non il supernamente di due corte placche rocciose poche inclinate. Alle 9h30 mi si para dunque di fronte a me l’agognato ometto di vetta del Poncione del Vènn (2477 m).

Sono purtroppo sempre avvolto dalla nebbia che a tratti lascia però trasparite l’ardita cresta S della Cima di Precastello. Mi ristoro e decido di proseguire almeno fino al Poncione dei Laghetti. Questa volta scelgo di scendere lungo il versante S della vetta, dove si possono trovare anche dei segnavia bianco-blu-bianco molto sbiaditi. Rispetto alla cresta WSW, questo percorso risulta più semplice ed il pendio non è nemmeno troppo ripido… si discende in maniera logica (in diagonale verso destra) su un terreno prevalentemente erboso senza mai utilizzare le mani (T4), fino a raggiungere il sentierino di capre che congiunge la Bocchetta del Vènn con la Sella. Va detto che tale percorso, preso in salita, forse possa presentare qualche difficoltà d’orientamento nel scegliere il pendio meno ripido. Raggiungo dunque la Sella (2360 m) e salgo in breve per la cresta S al Poncione dei Laghetti (2445.4 m). Qui mi concedo una pausa prolungata sperando che il tempo migliori al fine di proseguire verso altre cime. Ed in effetti pian piano sembra che la nebbia si dissolva, ed in breve riesco a dare uno sguardo nitido verso S. Il Picoll è a due passi… e non sembra nemmeno troppo ostico mentre la Cima della Cengia delle Pecore porta però molto fuori percorso. Lascio cadere dunque l’idea del poker visto che il tempo resta comunque incerto e metto le due vette in agenda per la prossima occasione… perché no, con un "circolare" nella selvaggia Val Carecchio.

Ripercorrendo il sentierino che in maniera trasversale mi riparta dalla Sella alla Bocchetta del Vènn noto che una persona sta discendendo il Poncione del Vènn. Ci incontriamo a metà percorso e sorpresa… è l’amico di Jules che ho incontrato sempre alla Cima di Cardèd… (un saluto anche a Tapio). Ci fermiamo per una mezzoretta a discutere piacevolmente di vette, dopodiché ci diamo appuntamento alla prossima occasione… questa volta partendo dal fondovalle, anziché incontrandoci in quota :-).

Sul percorso di discesa nulla da annotare…

Nell’introduzione alla descrizione ho lasciato trapelare una certa amarezza ed insoddisfazione a fine escursione. Premetto che sono molto riconoscente verso le varie società escursionistiche del Cantone e soprattutto alle persone che dedicano il proprio tempo libero  e si mettono a disposizione per il rifacimento  e la pulizia dei sentieri, risanamento dei ruderi costruendo accoglienti rifugi, ma faccio invece fatica a comprendere il desiderio di pennellare le vie di salita alle vette. Per non parlare di corde fisse, scalette e quant’altro. Trovo che tutto questo tolga il senso dell’avventura… dell’andar verso l’incognito. Che senso ha strapennellare le rocce del Vènn… del Poncione Rosso, del Pizzo Uccello (per fare solo qualche esempio)? Qui tiriamo però in ballo l’etica di andar per monti… Beh, a parer mio tutte queste agevolazioni tolgono di molto la soddisfazione di raggiungere una vetta.

Note:
 
Vetta:
Uomo di sasso con libro di vetta sul Poncione del Vènn.
Ometto di sasso sul Poncione dei Laghetti.
 
Pian Vaccaresc:
Scarsa possibilità di parcheggio.
 
Valutazione:
Pian Vaccaresc - Capanna Cornavòsa - Bocchetta del Vènn: T3
Bocchetta del Vènn  - cresta WSW - Poncione del Vènn: T5 (passaggio di I - F II della guida CAS decade visto il posizionamento artificiale di una “piotta” che agevola l’ascesa).
Poncione del Vènn - versante S - Sella: T4+
Sella - Poncione dei Laghetti: T3
Poncione dei Laghetti - Sella - Bocchetta del Vènn: T4


Tourengänger: Varoza


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Kommentare (3)


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Jules hat gesagt:
Gesendet am 7. Juli 2013 um 06:38
Coincidenze assurde! Ritrovarsi scaglionati lassù è davvero impensabile!
Mi spiace per la scarsa visibilità che hai avuto! Io invece ne ero contento: mi ha fatto rimpiangere meno il non essere salito sul Rosso...

tapio hat gesagt:
Gesendet am 7. Juli 2013 um 09:52
Ciao! Non c'è il due senza il tre... Nemmeno se ci fossimo dati appuntamento la cosa avrebbe funzionato così bene... Era una giornata da... partire a mezzogiorno, come poi il bel pomeriggio ha mostrato, ma chi poteva saperlo?
Grazie ancora per la piacevole chiacchierata in quota: la prossima volta magari, come hai perfettamente osservato, potremo cominciarla a partire dal fondovalle...
Ciao, Fabio

Varoza hat gesagt: RE:
Gesendet am 28. August 2013 um 16:43
Ciao Fabio,
grazie a te.
Molto volentieri. Tarda primavera organizziamo il giro discusso in quota quel giorno!
A presto intanto...
Saluti.


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