Tete Blanche


Publiziert von paoloski Pro , 2. Juli 2013 um 00:19.

Region: Welt » Schweiz » Wallis » Mittelwallis
Tour Datum:29 Juni 2013
Wandern Schwierigkeit: T3+ - anspruchsvolles Bergwandern
Hochtouren Schwierigkeit: L
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-VS   I 
Zeitbedarf: 2 Tage
Aufstieg: 1900 m
Abstieg: 1860 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Autostrada A26, Superstrada del Sempione, Passo del Sempione, Brig, da Sion si sale per Evolene, les Haudieres quindi si seguono le indicazioni per Arolla. All'altezza del tornante che precede il centro abitato di Arolla si prosegue per una strada sterrata, chiusa al traffico privato ma autorizzata per quanti si rechino alla Cabane du Bertol, fino ad arrivare all'edificio della Grand Dixence dove si trova il parcheggio.
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Gita andata e ritorno.
Unterkunftmöglichkeiten:Cabane du Bertol.
Kartennummer:CNS 283 Arolla

È arrivata l'ora della gita finale degli Incontri di Avvicinamento alla Montagna 2013.
La meta prescelta è la Tete Blanche. Il rifugio è prenotato e per tutta la settimana abbiamo consultato i bollettini meteo finchè ne abbiamo trovato un paio che danno coperto al sabato e bello la domenica.
Tutti gli altri prevedono brutto sabato e in miglioramento dal pomeriggio della domenica. Si sa che la fortuna aiuta gli ottimisti così ci fidiamo di quelli positivi.
Fino a Sion la fortuna sembra dalla nostra poi, man mano che ci inoltriamo nella Val d'Hérens, il destino ci volge le spalle. Ad Arolla piove, ma ormai siamo qui e approfittando del provvidenziale riparo di una tettoia degli uffici della Grand Dixence, riuscimo a vestirci all'asciutto cosi il bagnarci poco dopo ci darà senz'altro maggior soddisfazione.
Armati di ombrelli e mantelle seguiamo la strada fino a che passiamo la Borgne d'Arolla sul ponte di quota 2089 m , poco dopo la strada diviene un sentiero che presto inizia a salire percorrendo la morena del Bas Glacier d'Arolla, la pioggia si trasforma finalmente in neve, è decisamente meglio.
Arriviamo alla baita del Plan de Bertol, mi carico della corda di Andrea ed insieme proseguiamo verso la capanna, ci manca ancora una buona metà del percorso.
La neve cade sempre più copiosa, se al Plan de Bertol era una spruzzata man mano che si sale questa aumenta e presto ci si affonda dentro.
Tutti si affrettano verso il rifugio, Andrea però mi sembra piuttosto stanco, mi fermo ad aspettarlo e proseguo, lentamente, con lui, finalmente fra la nebbia e la neve si intravede il rifugio, mancano ancora circa trecento metri ma ormai ci siamo.
È a questo punto che Andrea si ferma, non ce la fa veramente più, è tanto spossato che ha la nausea, decide di abbandonare lo zaino e proseguire senza, lo faccio andare avanti per un tratto poi me lo metto sul davanti e proseguo nella sua traccia, la neve ormai è decisamente alta, facciamo un centinaio di metri di dislivello, la piccozza di Andrea mi batte fastidiosamente sulla gamba e la neve ormai arriva fin quasi alle ginocchia, sono veramente stremato quando, finalmente, ecco arrivare qualcuno in nostro soccorso: sono Elio che si mette a tracolla la corda e da un paio di bastoncini ad Andrea, e Fabio che si carica il mio zaino cosicchè io posso mettermi sulle spalle quello di Andrea.
Ripartiamo per il rifugio, l'ultima rampa è ripida e scivolosa, arriviamo alle scalette che adducono alla Cabane de Bertol, ad attenderci c'è anche Carlo, salgo, vorrei fermarmi per fare qualche foto ma, dopo averne fatta una, mi accorgo che sto tremando come una foglia, non sento più le mani; mentre Fabio, Carlo ed Elio assicurano Andrea con una corda io entro nella capanna. Finalmente un po' di caldo! 
Arriva anche Andrea, ci vuole una buona mezz'ora perchè entrambi ci si rimetta in sesto.
Ora posso guardarmi intorno, il rifugio è veramente bello ed accogliente nonostante la sala da pranzo sia ingombra delle decine di capi di vestiario della nostra comitiva stesi ad asciugare nelle vicinanze della stufa. Ma siamo gli unici ospiti e questo non crea quindi problemi.
Scendo a preparare il mio giaciglio, la scaletta è veramente ripida ed occorre prendere le misure per bene. Cambiato e riscaldato risalgo a stendere anche i miei vestiti che sono in condizioni miserevoli, i guanti sono letteralmente fradici, fortunatamente ne ho un altro paio, dubito che questi possano asciugarsi.
In attesa della cena ci si dedica alle consuete attività: chi legge, chi gioca a carte, Roberto tenta, a dire il vero con scarsa fortuna, di proporre degli esercizi di topografia.
La cena è una gradita sorpresa: una densa zuppa aromatizzata al coriandolo come entrée seguita da lasagne ricchissime di verdura, io me ne mangio tre bei piatti, Andrea, che nel frattempo si è ripreso alla grande forse se ne mangia anche quattro! Come verdura un insalata di barbabietole e formaggio e, per finire, ecco il dolce: torta al cioccolato con panna montata aromatizzata alla cannella.
Oggi però è anche il compleanno di Elio che per festeggiare i suoi 50 anni ha pensato di portare 50  favolosi cioccolatini per festeggiare con gli allievi e gli accompagnatori del corso, anche la rifugista, saputo dei festeggiamenti decide di partecipare preparandogli una fetta di torta con una candelina.
Alle 20,30 il tempo schiarisce leggermente, riusciamo a scorgere i Dents de Bertol, anche il bollettino meteo di stasera da tempo in miglioramento per domani. Speriamo!
Raccogliamo i soldi della mezza pensione e degli extra consumati, ci accordiamo per la colazione e quindi formiamo le cordate, con me ci saranno Davide ed Andrea (un altro Andrea).
Ora non resta che andare a letto: domani la sveglia è alle 4,30.
La notte trascorre tranquilla, non ci sono russatori a turbare la quiete, verso le tre mi sveglio, tento di resistere ma la birra bevuta a cena ha fatto effetto: mi tocca alzarmi, mi vesto ed esco sulla terrazza per raggiungere i bagni, fuori mi attende un grande spettacolo: non c'è una nuvola ed una falce di Luna illumina il ghiacciaio, sta già schiarendo e Dent Blanche, Cervino e Dent d'Hérens sono una visione fantastica, non fa neppure troppo freddo.
Rientro e riesco a riaddormentarmi per l'oretta che manca alla sveglia. Alle 4,30 siamo tutti in piedi, ci prepariamo e, alla spicciolata facciamo colazione, indossiamo l'imbrago, gli scarponi e le ghette, ognuno di noi controlla i suoi allievi: siamo in sei cordate da tre.
Finalmente usciamo e ci avviamo verso le scalette, ancora in ombra e gelide, pian piano, in fila indiana, siamo tutti alla base, Gianni ha già sistemato una corda fissa, un pizzico di sicurezza in più non guasta mai, fino al vicino Col de Bertol dove calziamo i ramponi e ci leghiamo.
Ci abbassiamo sul Glacier du Mont Minè e contorniamo ad Est i Dents de Bertol, il paesaggio tutt'intorno è di una bellezza incredibile, ci fermiamo spesso per fare fotografie, il percorso per la Tete Blanche non presenta un gran dislivello ma è abbastanza lungo, in vista della nostra cima la pendenza si impenna, ma la vista fantastica del Cervino ci da la carica, eccoci in vetta: lo sguardo spazia sulle bellissime cime attorno, è una gara a chi ne riconosce di più, però il vento è decisamente fastidioso ed il freddo si fa sentire, ancora  qualche foto e poi tutti giù.
Poco sotto la cima incontriamo Fabio che si è fermato qui con Andrea, che viste le difficoltà di ieri non se l'è sentita di fare l'ultimo tratto, proseguiamo, io ho lasciato in testa il mio Andrea che va come un treno, mi fermerei volentieri a fare qualche foto ma pare abbia deciso di battere qualche record, arriviamo al Col de Bertol, è ora di mangiare qualcosa, ci rilassiamo per una mezz'ora poi ci leghiamo di nuovo ed iniziamo la discesa, il primo tratto sotto il colle è ripido, incontriamo due scialpinisti diretti al rifugio Aosta, la neve è molto abbondante ma decisamente molle, verso i 2900 metri decido che ci si può slegare e togliere i ramponi: ormai non sono che un impaccio, affido la corda ad Andrea, che a quanto pare è uno dei pochi a non aver goduto ieri del privilegio di portarla in salita, e riprendiamo la discesa, ognuno con il proprio passo finalmente.
Il paesaggio intorno è una scoperta: ieri non si vedeva nulla, oggi riconosco la famigliare sagoma della Pigne d'Arolla e quella, impressionante del Mont Collon proprio dinanzi a me. Dalle pendici esposte a meridione si susseguono le scariche della neve caduta ieri. Al Plan de Bertol breve sosta, qui la neve si sta sciogliendo rapidamente, ne rimane solo una spruzzata.
Il sentiero prosegue con numerosi tornanti sulla morena del versante idrografico destro del Bas Glacier d'Arolla, mi fermo spesso a fotografare i fiori, dopo tanta neve e ghiaccio vedere tutti questi colori mi fa veramente piacere. 
Siamo alle auto, ci si cambia, appare qualche bottiglia di Prosecco,  ci rilassiamo un po' e, poco prima delle 16 siamo pronti per il viaggio di ritorno.

Per il termine vero e proprio del corso non ci resta che la serata finale, la cena e, naturalmente, la gita di metà settembre ma la parte diciamo ufficiale è stata questa, decisamente una magnifica conclusione: la Cabane de Bertol ci ha offerto un trattamento veramente cordiale ed un'ottima cucina, la Tete Blanche ci ha regalato invece un panorama mozzafiato con la vista di alcune delle più belle e celebrate cime delle Alpi.
Veramente una splendida conclusione per un gran bel corso. 

La difficoltà della gita: T3+ per la salita alla capanna, il più è dato unicamente dalle scalette finali, veramente ripide,,e dalle condizioni trovate; con assenza di neve ed una bella giornata si tratta di un bellissimo T3.
Salita alla Tete Blanche: F, lungo la salita non abbiamo trovato alcun crepaccio e la pendenza non è molto accentuata. 

Tourengänger: paoloski, flyfr4


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Kommentare (5)


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Laura. hat gesagt:
Gesendet am 3. Juli 2013 um 09:56
Bravi tutti...per la solidarietà di più; anche se in montagna (come in altre situazioni) dovrebbe essere una cosa scontata, pare che, ultimamente,ci sia un'inversione di tendenza.

paoloski Pro hat gesagt: RE:
Gesendet am 3. Juli 2013 um 22:19
Come sei pessimista!
Io ogni giorno incontro persone meravigliose e vedo, a volte anche ricevo, testimonianze di amicizia, solidarietà ed affetto. In montagna specialmente.
Certo ci sono anche dei brutti episodi ma sono una minoranza, solo che, come si dice: "Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce"!
Ciao, prova delle lenti arancioni per gli occhiali da sole: anche con il tempo più grigio danno una la sensazione del sole e non si sente quasi la pioggia.
Buone gite, ciao, Paolo

Marco27 hat gesagt: Complimenti !!
Gesendet am 5. Juli 2013 um 09:53
Per quel poco che sono riuscito a seguirvi su queste pagine, mi è sembrato veramente un bel corso... Peccato che siate un po' troppo lontani per riuscire a raggiungervi nelle lezioni teoriche....

Sky hat gesagt:
Gesendet am 11. Juli 2013 um 14:34
Davvero impressionanti le condizioni che si possono incontrare a fine giugno..
Val d'Herens, la mia passione.. e la Tete Blanche un balcone su cime favolose.. sarebbe stato un vero peccato se non aveste avuto la fortuna di avere una giornata così bella :)
Ciao, Luke

paoloski Pro hat gesagt: RE:
Gesendet am 12. Juli 2013 um 08:55
Ciao Luca,
si, nonostante le condizioni veramente invernali del sabato la domenica ci ha ampiamente ripagato della fatica e del freddo patito.
Ciao, buone gite, paolo


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