Mont Blanc du Tacul


Published by Mauronster , 24 June 2013, 22h29.

Region: World » France » Massif du Mont Blanc » Chamonix
Date of the hike:16 June 2013
Mountaineering grading: PD
Ski grading: D
Waypoints:
Geo-Tags: F   I 
Height gain: 1000 m 3280 ft.
Height loss: 1000 m 3280 ft.
Route:Rif. Torino - Col des Flambeaux - Col du Midi - Rif. des Cosmiques - via normale al Mont Blanc du Tacul - spalla Ovest - cima
Access to start point:autostrada A5 per Aosta, proseguire verso Monte Bianco, proseguire per il traforo, svoltare a destra ad un tornante, parcheggio funivia La Palud - punta Helbronner
Maps:Kompass Monte Bianco - IGN Chamonix

Due giorni al cospetto delle splendide cime del massiccio del monte Bianco, in compagnia di Elio, Fabiano e Roberto. Era da un pezzo che non sciavo con loro, come dire di no ad una proposta così!

Saliamo con la funivia fino al vecchio rifugio Torino, poi tramite 228 interminabili gradini giungiamo al rifugio nuovo. Da qui incominciamo la traversata verso il rifugio dove passeremo la notte, il rif. de Cosmiques (3613 m). Passiamo a fianco di colossi di granito spettacolare (Dente del Gigante, Gran Capucin per nominare solo i più famosi) e ad altrettanti di ghiaccio (Tour Ronde, diversi couloir che salgono al Tacul, ecc...). Giunti al col du Midi, ci sembra di essere in centro a Milano. Gente ovunque, una ventina di tende, elicotteri, aerei da turismo, funivie... insomma, non si è propriamente isolati dalla civiltà, ma l'ambiente rimane comunque grandioso. Siamo i primi scialpinsti ad arrivare al rifugio (entro sera ne arriveranno invece moltissimi), Elio e Roberto preferiscono riposare, io e Fabiano andiamo fuori a fare un po' di ricerche con l'Arva. Il mio Mammut è infallibile, il suo Ortovox ha qualche abbaglio ogni tanto, per cui richiede un filo più di tempo (o, molto più probabilmente, più allenamento). Mentre siamo fuori ci passa sopra la testa un elicottero che scarica al volo una stampante per pc nelle mani del rifugista... per dirvi a che punto siamo arrivati, ormai nemmeno a 3600 m ci si accontenta di carta e penna e pensare tra l'altro che c'è la funivia a poche centinaia di metri! D'altronde con 60 euro per la mezza pensione possono permettersi anche un volo in elicottero per una stampante! Ma chiudiamo questa pietosa parentesi, per tornare a parlare di montagna vera. La notte passa tranquilla, stranamente dormo abbastanza bene, sarà stato grazie al mal di testa che, altrettanto stranamente, mi stava tormentando dal pomeriggio. Effettivamente quest'anno mi è mancato un po' di allenamento graduale alla quota, complici maltempo e trasloco. Sveglia alle 4:30, colazione alle 5:00, mezz'ora dopo siamo fuori dal rifugio. Attraversiamo il pianoro e arriviamo sotto al pendio serraccato. Capiamo subito che la salita sci ai piedi durerà ben poco, infatti di tracce di salita con gli sci in alto non c'è manco l'ombra. Quei pochi scialpinisti che ci precedono infatti si stanno già ramponando e mettendo gli sci in spalla. Così facciamo anche noi: io mi lego con Roberto, Elio con Fabiano. La salita è ripida, alcuni traversi sono abbastanza esposti e soprattutto si passa sotto a serracchi alti come palazzi! Giusto pochi giorni prima ne è venuto giù uno, per fortuna ad un orario in cui non vi erano alpinisti in zona. Giungiamo alla spalla, siamo saliti veloci. Per un attimo Roberto pensa di proseguire al Maudit, io, che nei giorni antecedenti avevo tentato invano di convincerli a proseguire fino al Bianco, ovviamente ne sarei felice. Certo forse tornare indietro dal Maudit potrebbe essere più difficile che proseguire fino al Bianco e poi scendere dalla nord... comunque una volta che sbuchiamo sulla spalla e vediamo quanto mancherebbe al Maudit ci convinciamo che comunque sarebbe troppo tardi. Abbiamo comunque da conquistare la nostra vetta, il mont Blanc du Tacul. Rimettiamo gli sci ai piedi per raggiungere le roccette sommitali, che affrontiamo nuovamente con i ramponi e legati in conserva. Passaggi di misto divertenti, che ci portano velocemente in cima. Panorama spettacolare: dal monte Bianco, al Cervino, al Rosa, al Gran Paradiso, ecc... I nostri sguardi sono però attratti dalle varie creste che portano in vetta al Bianco e ai suoi satelliti, ce ne sono alcune alla nostra portata, basta allenarsi un po'. Dopo una mezz'oretta arrivano anche gli altri due nostri soci, con i quali ci facciamo scattare una foto da due svizzeri di Basilea. Purtroppo in discesa ci precede una cordata di 3 spagnoli, un po' imbranati nel tratto di misto. Alla fine comunque li superiamo e torniamo agli sci. Non nascondo che la discesa mi intimorisce parecchio, come al solito salendo ragionavo un po' troppo sulle possibili conseguenze di una caduta in discesa... Ma questa volta non sono il solo, sono un po' tutti rimasti colpiti dall'esposizione del pendio. La neve non ha smollato molto, ma per fortuna le lame tengono e riusciamo anche a divertirci! Solo ad un certo punto Elio mi ha fatto preoccupare avvisandomi che la neve diventava più dura e contemporaneamente chiedendomi come mi trovavo con quegli sci ormai d'epoca... e che cavolo, sono già preoccupato di mio, non peggioriamo la situazione! :-) Dopo un minuto di tentennamenti riparto, senza alcun problema per fortuna. "Saltiamo" la crepaccia terminale sci ai piedi e siamo sui resti del seracco caduto recentemente. Ormai però si vede cosa c'è sotto e la tensione svanisce. Scivoliamo sul pianoro, nuovamente popolato da centinaia di alpinisti, e ripercorriamo il tragitto fatto il giorno prima. C'è molta gente che arrampica, abbiamo tutti l'acquolina in bocca, quel granito rossasto è proprio invitante!

Risaliamo sotto un sole cocente al col Flambeau, quindi scendiamo al rifugio Torino, non prima di aver cercato la via di discesa per la stazione intermedia della funivia... purtroppo non la troviamo (o meglio, forse Elio alla fine l'aveva trovata, ma ormai noi eravamo già al rifugio e comunque forse era troppo tardi). Incontriamo la scuola del CAI Arona, con loro come aiuto istruttore c'è anche Francesco, col quale ho fatto SA2 e SA3... loro tornano dal couloir Gervasutti alla Tour Ronde.

Torniamo a valle soddisfatti, gelato e birra a Courmayeur e poi a casa, dove la mia Antonellina mi sta aspettando facendo la massaia.

Ottima inagurazione dei miei scarponi nuovi da scialpinismo, qualche fiacca sui talloni e sugli stinchi, ma è normale per i miei piedi, anche con quelli vecchi all'inizio era così. Perfetto avvolgimento in discesa, buona mobilità in salita sia con gli sci che con i ramponi. Ora mi tocca cambiare gli sci!


Hike partners: Mauronster


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Comments (1)


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siso Pro says:
Sent 24 June 2013, 22h43
Grazie per avermi ricordato il mio ultimo 4000:
Bellissimi ricordi!
Un caro saluto,
siso


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