Val Bavona | Paràula (1954 m)


Publiziert von gmonty , 12. Mai 2013 um 14:07.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Locarnese
Tour Datum:11 Mai 2013
Wandern Schwierigkeit: T5 - anspruchsvolles Alpinwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: Gruppo Pizzo Castello   CH-TI 
Zeitbedarf: 7:00
Aufstieg: 1680 m
Strecke:13,4 km
Zufahrt zum Ausgangspunkt:A Cavergno se non si trova parcheggio in paese continuare su strada per Brontallo e prendere la prima strada a sx (Via i Mott) subito dopo la casetta di partenza della teleferica. Si trovano una decina di posti auto, e il sentiero parte 20 metri avanti.

Eccomi a completare una escursione che a settembre avevo fallito per ...aver seguito un sentiero in una zona dove non avrebbe dovuti esserci, e che comunque mi aveva fatto scoprire alcune cose interessanti sull'alpe (di cui accenno in appendice alla relazione).

Il tratto di sentiero da Cavergno al Monte di Dentro è molto bello, segnato, senza problemi; essendo molto diretto permette di fare metà dislivello della gita in poco tempo, e non è male.

Al Monte di Dentro (1311 m; 1h 15' dal parcheggio) inizia l'escursione vera; alla prima baita del nucleo si piega a destra risalendo il ripido prato piuttosto sul suo bordo esterno, in direzione di una costruzione in legno ai margini del bosco, dove si ritrova una esile traccia.
Entrato nel bosco inizio a risalire il dosso che mi deve portare alla scaletta di sasso che adduce nel solco del rio Paraula, e trovo la sorpresona della giornata : il percorso è segnato con segni arancioni fosforescenti (a settembre scorso non c'era nulla); sono tanti, forse troppi, e di tutte le forme: pallini, triangoli, frecce, virgole, barre ...

Entrato nel solco del rio circa venti metri dopo la bella scaletta in sasso bisogna superare una roccetta (sempre bagnata, evidentemente) con semplici passi di arrampicata. Superatala, ignoro a sx la traccia che risale direttamente il versante e mi inoltro nel solco del fiume. Qui, dove servirebbero, i segnavia non si vedono... La regola per arrivare al Corte di Fondo a leggerla sui libri è chiara : stare nel solco senza mai scendere nel letto del fiume, ma in ogni caso il percorso non è scontato e va sicuramente cercato ed interpretato. Ogni tanto si ritrovano piccole scalinate in sasso e tracce evidenti del vecchio sentiero.
Devo dire che nonostante la presenza di antiche tracce, la salita al corte, se non si capisce subito dove abbandonare il solco e risalire il versante in direzione nord non è affatto scontato e banale, e in questo caso, anche se rovinano un po' l'atmosfera, i segnavia aiutano decisamente.

Con l'aiuto dei segnavia si procede senza troppi problemi, e all'improvviso tra i rami si intravede la baita del Corte di Fondo (1620m, 35' dal Monte di Dentro) e non posso che condividere totalmente le parole di  Zanna nella sua relazione sulla sorpresa che si prova!

Dal Corte di Fondo si segue ora la rampa inclinata in direzione nord. I segnavia si fanno piu radi (meno male), utili all'inizio per instradarsi, ma quando in maniera scriteriata mi mandano da un lato all'altro della rampa quando la traccia segue dritta nel suo centro, decido di farne a meno... Oramai il percorso è logico e obbligato. Quando la rampa termina affacciandosi sul costone della Bedu si piega decisamente verso nord-est e si risale il pendio con percorso logico tra le rade rocce, sbucando cosi al Corte di Mezzo (1817m, 35' dal Corte di Fondo).

La bella cascina del Corte di Mezzo si presenta con un grosso buco nel tetto... Siccome da qui in avanti non ci sono piu' segnavia, mi sovviene l'idea che gli stessi sono stati fatti recentemente in favore di chi è venuto fin qui a controllare i danni (una bindella da muratore quasi nuova abbandonata nel prato davanti alla cascina ha contribuito a farmi venire questa idea).

Dal Corte di Mezzo il percorso è intuitivo e, ancora, obbligato. Il fatto che non sia piu' segnato qualifica le parole del buon Brenna che dice testualmente "la salita del costone con precipizi ai lati riserva l'emozionante scoperta di una straordinaria scalinata che si snoda a zig-zag". Tutto vero!

Il costone termina e ora non resta che seguire l'esile traccia che taglia il versante erboso verso la Bocchetta del Piètt. Dopo aver raggiunto la quota massima della gita (2040m) la traccia muore in una bocera al culmine del costone dove si trova la cascina del Corte di Cima; scendo per circa 120 metri di quota prima su sassi e poi su infido pendio fino a ritrovare 20 metri sopra la cascina del Corte il sentiero, che evidentemente perdeva quota prima di entrare nella bocera. Dal Corte di Cima (1954 m; 1h 10' dal Corte di Mezzo) in una manciata di minuti su buon sentiero si giunge alla Bocchetta del Piètt (2000 m, 4h20' da Cavergno).

Dalla Bocchetta si scende in circa 15 minuti su sentiero, non segnato, a Spului. Da Spului su buon sentiero sempre ben segnalato (segnavia bianco-rossi) si perde rapidamente quota e attraverso le località I Vett, Scinghiora e Margonegia si giunge a Brontallo (1h45' dalla Bocchetta del Piètt). Da Brontallo si torna a Cavergno sulla strada asfaltata.


Appendice - I ruderi di quota 1550

Nel settembre scorso vengo a fare questa escursione, in teoria esattamente come l'ho raccontata oggi.
Dal Monte di Dentro salgo il pendio erboso e quindi il bosco piu o meno nel suo centro, e quando questo finisce contro la parete rocciosa la seguo verso il rio fino ad incrociare la traccia che porta alla scalinata in sasso, che è la vera porta verso il mondo dell'Alpe Paraula.
Una ventina di metri dopo la scala scavalco la roccia bagnata di cui ho detto nella relazione, e subito vedo alla mia sx una evidente traccia che risale il pendio. E' talmente evidente, in mezzo all'erba alta che mi circonda, che non mi viene neanche per un momento il dubbio che non sia il sentiero giusto, anche se ragionando un poco è palese che non segue il solco del fiume!
La traccia sale abbastanza costante per un centinaio di metri fino a quando il pendio boscoso termina contro una parete di roccia. Alla sua base ci sono i ruderi di una baita e poco distante quelli di un piccolo fabbricato accessorio. La quota è all'incirca 1550 metri.
Non sto a raccontare il mio peregrinare nel nulla per una buona ora e mezza alla ricerca del Corte di Fondo che non ho trovato, ma solo le risultanze che ho scoperto (molte a casa, dopo aver scaricato la traccia del gps).
Comunque:
qualche metro piu in basso del rudere si ritrova una traccia che prosegue in direzione nord-est e che conduce alla base e nel centro di una rampa erbosa inclinata (è parallela alla rampa giusta e si trova proprio sotto ad essa); qui la traccia si biforca :
- una traccia continua in direzione nord-est verso il solco del rio, che io ho percorso fino a quando l'ho persa nell'erba alta in un pendio abbastanza ripido: la quota in cui mi sono fermato era all'incirca la stessa del Corte di Fondo, che in realtà si trovava proprio piu' avanti a circa un centinaio di metri.
- una traccia risale la rampa inclinata, dapprima abbastanza evidente ma che successivamente, quando il bosco si dirada e compaiono alcuni affioramenti rocciosi, tende a perdersi nell'erba. A quota 1680 circa ho rinunciato a proseguire, anche perchè stavo cercando il Corte di Fondo, che era 100 metri piu' in basso.
Si puo' quindi pensare che la cascina di quota 1550 circa era una stazione minore per lo sfruttamento dell'alpe, e che da essa si poteva attraversare al Corte di Fondo senza passare dal sentiero normale nel solco del fiume, e anche raggiungere il Corte di Mezzo senza passare dal Corte di Fondo.


Infine una considerazione sulle difficoltà.

Ho lasciato la difficolta T5 indicata dal Brenna, tuttavia secondo me il tratto Corte di Fondo-Corte di Mezzo è di difficoltà sicuramente inferiore, e i nuovi segnavia abbattono decisamente le difficoltà di orientamento per raggiungere il Corte di Fondo che ne aveva giustificato il T5. Ora tutta la gita potrebbe essere diventata un buon T4.

Tourengänger: gmonty

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