Da Eraclea Minoa a Torre Salsa: a piedi nudi tra sabbie e scogliere…


Publiziert von rambaldi , 10. Mai 2013 um 23:54.

Region: Welt » Italien » Sizilien
Tour Datum:22 Juni 2010
Wandern Schwierigkeit: T1 - Wandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 7:30
Aufstieg: 66 m
Abstieg: 66 m
Strecke:Eraclea Minoa - Foce del Platani - Capo Bianco - Spiaggia di Eraclea / Bovo Marino - Torre Salsa - Oasi Marevivo - Eraclea Minoa

"Scala dei Turchi, al via la demolizione dell'ecomostro

- Sarà abbattuto l'ammasso di cemento che deturpa uno degli angoli più belli di Sicilia -"

La notizia, rilanciata dalle agenzie in questi giorni, mi ha fatto venir voglia di pubblicare questa relazione.


Un paio di anni fa eravamo a Eraclea Minoa, a pochi km da Realmonte, dove credo l'ambiente sia più o meno lo stesso.

Giornata di forte vento, optiamo per un'escursione sul mare camminando lungo l'interminabile spiaggia dorata di Eraclea Minoa. Trascuriamo le rovine della città greca passando di fianco al teatro. Come di consueto è costruito in posizione magnifica, in questo caso alla sommità di una falesia, a 66 m. sul mare.

I Seliuntini fondarono Minoa un insediamento che nel VI secolo a.C prese il prenome di Eraclea da immigrati spartani e continuò ad esistere fino al I secolo a.C.

Ai nostri giorni la struttura è utilizzata ancora per suggestive rappresentazioni, però la copertura protettiva in plastica e gli edifici di servizio, che sono stati piazzati proprio davanti al palcoscenico, rendono meno autentica la scena rispetto a quanto abbiamo da poco ammirato a Segesta e Selinunte.

 

Iniziamo la nostra escursione scendendo tra vigneti che paiono abbandonati e fichi d'india verso l'oasi naturalistica del fiume Platani. Ci accoglie un ambiente selvaggio e solitario da dove si levano in volo parecchi uccelli acquatici.

 

Camminando sul bagnasciuga, doppiamo Capo Bianco, caratteristico sperone roccioso in gesso su cui è stato divertente salire scalzi, ad ammirare il mare battuto dal vento.

Per aggirare il capo è stato necessario qualche passaggio in acqua fra gli scogli. Infatti per scendere sul versante opposto avremmo dovuto calarci da una parete praticamente verticale. Dalla base abbiamo poi notato delle scanalature artificiali dove appoggiare la punta dei piedi, ma anche con questo aiuto la discesa non era alla nostra portata.

 

Superato capo bianco le scogliere in gesso lasciano posto ad un'ampia pineta che arriva fino a Torre Salsa, prima della foce del Magazzolo, dove però non siamo arrivati (credo avessimo già percorso almeno 6-7 km di spiaggia).

 

la Torre Salsa è una torre costiera di avvistamento costruita nel 1582 con “mala fabbrica”, tanto che dodici anni dopo la costruzione necessitò dei primi restauri. Oggi è comunque un rudere.

 

Al ritorno, per evitare le folate di vento, abbiamo seguito l'ombreggiato sentiero della pineta, dove vi è un'altra oasi naturalistica. Siamo poi risaliti lungo la strada, fra vigneti e uliveti, fino a ritornare alle rovine di Eraclea Minoa da dove eravamo partiti.

Completo la descrizione riportando un articolo della scrittrice Daniela Gambino:

 

"I ruderi sul mare di Eraclea Mìnoa

 

Tra Agrigento e Selinunte, due delle principali «miniere archeologiche» della Sicilia, s'incontra un terzo gioiello dell'antichità, frutto della dominazione greco-romana: Eraclea Mìnoa, fondata dagli abitanti di Selinunte su una collina (Capo Bianco) protesa sul mare.

Eraclea Mìnoa si raggiunge percorrendo la statale 115 nel tratto che congiunge Agrigento a Trapani; dopo una trentina di chilometri da Agrigento, s'imbocca una «comunale» che porta agli scavi archeologici e, attraverso una ripida discesa, sino al mare, che qui è di un azzurro particolarmente intenso, esaltato dal biancore delle rocce precipiti.

Eraclea Mìnoa può essere meta, in estate, di una suggestiva Vacanza sul mare. Una lunghissima spiaggia corre sotto le balze sulle quali i turisti cercano le tracce degli antichi stanziamenti umani, e una pineta offre immediato ristoro dopo il bagno e le esposizioni al sole.

La spiaggia si estende, larga, a perdita d'occhio, ed ha una sabbia fine e bianca. Nei giorni di mare tranquillo, andando in barca, è possibile scorgere nel fondo i ruderi dell'antica città di Mìnoa, che una

frana, non si sa in quale anno, travolse e trascinò in mare.

Poco distante dalla zona archeologica, sempre seguendo la spiaggia, s'incontra un'oasi di verde insospettabile, quella propiziata dalla foce del fiume Platani.

Eraclea Mìnoa conobbe l'apice del suo splendore nel IV secolo; nel 262 a.C. passò sotto il dominio cartaginese e divenne un centro d'importanza strategica. Nel 70 a.C. fu visitata da Cicerone, spintosi in Sicilia per raccogliere prove per il processo contro Verre.

I primi scavi furono fatti nel 1907, ma soltanto a partire dal 1951 sulla collina di Eraclea Mìnoa sono state effettuate regolari campagne di scavi. Ne è venuto alla luce interessante, a volte prezioso, materiale archeologico: un tratto della cinta muraria, con le due torri di difesa e la porta principale della città, il teatro greco, bellissimo e adatto alle rappresentazioni classiche. Le gradinate del teatro da qualche anno sono protette da un rivestimento di plastica trasparente.

Da visitare, all'ingresso della zona archeologica, l'antiquarium di recente costruzione."


Tourengänger: rambaldi

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