Capanna Regina Margherita (da incoscienti)


Publiziert von morgan , 28. April 2013 um 21:42.

Region: Welt » Italien » Piemont
Tour Datum:13 Juli 1997
Hochtouren Schwierigkeit: L
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-VS   I 
Zeitbedarf: 8:00
Aufstieg: 1300 m
Abstieg: 1300 m
Strecke:Punta Indren (3260)- Rif.Mantova- Rif.Gnifetti - Colle Lys- Punta Gnifetti- Rif. Margherita

Ascensione alla Capanna Margherita, il rifugio più alto dell'Europa, situato sulla Punta Gnifetti del massiccio del Monte Rosa. Salita alpinisticamente facile che va comunque organizzata e preparata.
La nostra ascensione è stata frutto di improvvisazione, di comportamenti sconsiderati che, fortunatamente, non hanno portato a conseguenze gravi. Quella che era iniziata come una gita di famiglia si è trasformata in un avventura da incoscienti.
Prima di allora non avevo mai fatto uscite alpinistiche, solo escursioni montane sotto i 3000 m di quota e confidavo nella maggior esperienza dei miei compagni di avventura.
La gita era nata in vista di una successiva ascensione alla capanna Margherita, un'escursione per vedere l'ambiente e per portare la famiglia al rifugio Gnifetti. Simo un gruppo di 9 componenti: 4 uomini, 1 ragazza, 2 donne, 2 ragazzini. Prendiamo la funivia ad Alagna e scendiamo alla Punta Indren (3260). Ora questa stazione è stata dismessa. Usciamo dalla stazione e siamo subito sulla neve. Attualmente per trovare la neve bisogna oltrepassare il rifugio Gnifetti. Noi non abbiamo alcuna attrezzatura alpinistica (ramponi, corde, picozze) poichè la nostra meta è il Gnifetti. La via è ben pistata e si procede senza problemi, solo nel tratto sotto il rifugio aiutiamo le donne a salire sui gradoni attrezzati con grosse corde di canapa. Arriviamo al rifugio Gnifetti (3625) e ci dividiamo. Io, Piero, Angelo, Sergio e Laura andiamo a fare un giro sul ghiacciaio, le donne (Carla e Rita) e i ragazzi (Luca e Elisa) restano al rifugio. Ci diamo appuntamento al sottostante rifugio Mantova verso le 15.00, tenendo conto dell'orario di discesa dell'ultima funivia alle 16.15. Allora non avevamo ancora i telefonini. Sono le 10.40 ed iniziamo il cammino dal rifugio. Seguiamo le tracce sul ghiacciaio e procediamo senza grossi problemi poichè non ci sono crepacci. Arriviamo al colle del Lys (4151) da dove si vede la Capanna Margherita. Qualcuno si fa prendere dall'euforia: "è là, andiamo!". Io mi rendo conto che i tempi sono stretti ma non riesco ad impormi. Il gruppo si divide ulteriormente perchè Laura e Sergio sono più lenti, siamo comunque a vista. In prossimità della meta, io, che sono più veloce, mi porto avanti in modo di fare le foto e spingere il gruppo verso la discesa. Alle 13.50 arrivo alla Capanna Margherita (4554) e dieci minuti dopo mi raggiungono Piero e Angelo. Dopo le foto di rito invito gli altri a riprendere subito la discesa, fermando i due più indietro ma non vengo ascoltato. Decidiamo di scendere subito io e Angelo, in modo di arrivare al Mantova, ricongiungerci con le donne e i ragazzi e con loro scendere alla stazione della Punta Indren. Piero aspetta Sergio e Laura e scenderà con loro. Io e Angelo siamo veloci e dopo una discesa a saltoni arriviamo al Mantova alle 15.30, in tempo per la funivia delle 16.15. Ci aspetta una brutta sorpresa: Rita sta male, ha forte mal di testa e non si regge in piedi, probabile effetto della quota. Dopo qualche tentativo di farla camminare decidiamo organizzarci diversamente. Io prendo Rita sulle spalle, Angelo porta i tre zaini. Alle 16.00 ci rendiamo conto che non saremmo riusciti ad arrivare in orario utile per cui mandiamo avanti Luca a chiedere ai responsabili della funivia se possono tardare perché c'è una signora che sta male. Luca arriva in tempo e ferma la funivia. Noi siamo lenti e arriviamo alla stazione alle 16.45. Veniamo accolti dagli insulti dei clienti. Hanno ragione loro, quando hanno visto il nostro abbigliamento (senza giacca, calzoni corti ecc..) hanno capito che eravamo degli incoscienti. Nel frattempo gli altri tre componenti del gruppo non sono ancora arrivati. Mentre discutiamo sul da farsi, sotto gli improperi dei clienti inferociti, vediamo in lontananza Piero che sta arrivando.  I tre ritardatari disperavano dal poter prendere la funivia e stavano pensando a come passare la notte, se cercare un riparo alla stazione della funivia o scendere al rifugio Vigevano. Con l'arrivo dei tre alle 17.15 parte la funivia con un ora di ritardo che ci riporta ad Alagna.
A conseguenza di questa giornata alcuni di noi si è ustionato alle gambe (per via dei calzoni corti) o al volto (crema solare inadeguata), o ha avuto problemi agli occhi (occhiali non idonei). Tutto si è comunque risolto nel giro di una settimana. 
Resta in noi il ricordo di un'avventura da raccontare, ma da non vantarsi, che poteva avere conseguenze serie. L'esperienza ci ha insegnato a valutare meglio le situazioni che possono portare pericolo, ad avere una preparazione adeguata e a saper rinunciare alla meta. 

Tourengänger: morgan

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