rifugio Cròs de l'Alp m.2203: ciaspolata primaverile prima volta in questa zona


Publiziert von Alberto , 26. April 2013 um 16:01.

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum:25 April 2013
Schneeshuhtouren Schwierigkeit: WT3 - Anspruchsvolle Schneeschuhwanderung
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 1:45
Aufstieg: 540 m
Strecke:Chemp m.1790 - rifugio/bivacco Crus de l'Alp m.2203
Zufahrt zum Ausgangspunkt: Milano - S.S. 36 dello Spluga - Lecco - Colico - S.P. 38 dello Stelvio - Morbegno - Sondrio - Tirano - uscire alla seconda uscita per Grosio - Grosio - proseguire sulla provinciale, sotto passato il viadotto stradale, prendere la prima a destra con le indicazioni MORTIROLO (è la strada che fanno i bus) - agriturismo "il Gufo",poche decine di metri dopo, prendere la prima strada a sinistra (indicazioni in legno per il rifugio): da qui sono 3,300 Km. stretta percorsa in auto,poi circa 1 km. di quella fatta a piedi. ATTENZIONE alle diramazioni non segnalate: in quel caso proseguire diritto (su asfalto) e se vi sono,seguire per Chemp (Campo) dove termina la strada. Poco prima dell'ultimo tornante che piega a sinistra, vi è una strada che prende leggermente a destra, dovrebbe portare ad un parcheggio con vari posti auto. SE C'È NEVE LA STRADA VA PERCORSA INTERAMENTE A PIEDI.
Unterkunftmöglichkeiten: rifugio/bivacco Crus de l'Alp m.2203 (sempre aperto,in inverno è consigliabile telefonare per richiedere le chiavi per la legnaia interna)http://www.diska.it/
Kartennummer:Trekking e Mountan Bike 1:50.000

La scelta su cosa fare per questa giornata all'insegna del solleone è diversificata su proposte differenti che fanno gli amici: Mauro punterebbe a ripetere lo Spitzhorli con Mimmo ma non vuole partire presto,Max propone l'entroterra ligure ai confini del Piemonte. Visto che per la prima proposta mi è impossibile trascurare il fattore neve+sole+caldo+affondamenti,decido di abbandonare e puntare su quella di Max,per poi farmi una due giorni....ma le previsioni sono nefaste,quindi disdico anche la seconda e decido di intraprendere una primaverile in solitaria al rifugio Cròs del l'Alp in zona Mortirolo,per vedere com'è il percorso con neve.....dopo tutto anche a me piace far quel voglio fare!

Mauro mi chiede cosa farei.....si consiglia con Mimmo e decidono di seguirmi: visto ciò,propongo a questo punto,una cena al mitico Gufo....strano ma vero,non vi sono problemi di rientro!

Si decide per il pranzo al rifugio una cosetta leggera,ovviamente per sicurezza porto salamini e focacce (non si sa mai) mentre il Selvatico provvede con sugo e pasta. L'orario è elastico,ritrovo ore 7,00 a Bione dove notiamo l'affollamento di auto,mentre il traffico stradale è abbastanza sostenuto lungo la provinciale: la giornata si prospetta grandiosa dal punto di vista meteo. Presa la diramazione per il Mortirolo,spero che si possa salire il più possibile con l'auto per abbreviarne il percorso a piedi e secondo le informazioni avute dal responsabile della struttura pare di sì....però bisogna vedere di persona.

Passiamo a monte dell'agriturismo dove poche decine di metri dopo vi è la diramazione a sinistra: è una strada stretta,asfaltata che passa in mezzo a boschi stupendi ma,potrebbe rendere nervosi coloro che non vi sono abituati a percorrere tali strade,quindi consiglio a coloro che hanno questa "allergia" di evitarla,ma di percorrerla a piedi appena trovato una possibilità (non mancano) di parcheggiare l'auto. Siamo fortunati,riusciamo tranquillamente a salire di quota togliendoci di mezzo qualche chilometro,parcheggiando ad uno dei tornanti. Il Bradipo nel frattempo che finisce di espletare bisogni fisiologici,ecco che ode un continuo abbaiare: ma che è sto chiasso? Guardo a monte,circa 5 metri più sopra a circa 10 metri di distanza una stupenda volpe che correva come un fulmine in direzione degli amici: la vedranno? E poi ecco ben 3 cani che la inseguivano con il loro fastidioso bau bau.....ma senza padrone (fortunato il padrone dei cani che non sono un guardia parco: si sarebbe preso una multa da ricordare).

Alla bellezza delle ore 9,50 si parte,in circa 15 muniti siamo a Campo m.1785 (fontana) dove parte il sentiero con pendenza abbastanza accentuata e sempre nel bosco: bisogna tenere presente che non vi sono segnaletiche ma ad ogni modo con cartina e bussola si può trovare la direzione (cosa che ho preparato a casa),ma la fortuna ci assiste,la neve è sporadica al momento e non servono nemmeno le ciaspole,poi nel bel bosco ecco che si comincia a percorrere tratti innevati dove non manca l'affondare. A circa 2000 m. ci ciaspoliamo e passo in testa per seguire una flebile traccia di sci (già faticose vederle andando piano,figuriamoci per chi è abituato a tarellare....) oramai irriconoscibile tranne a chi è abituato a frequentare la montagna in veste "bianca" e in solitaria,quindi prestando molta attenzione,usando cervello e materiale standard (cartina e bussola oltre alla conoscenza del luogo e alla memoria,ovviamente.....tutto aiuta a evitare di perdersi)!

Ad un certo punto a circa 1870 m. il tracciato si biforca: uno prosegue diritto,mentre noi prendiamo a sinistra (è visibile un cartello di legno su un albero,se ci si avvicina si legge per Crusa de l'Alp) il sentiero che al momento spiana e prosegue per un buon tratto nella stessa direzione presa. Il tracciato si porterà vicino ad una valletta che dovrete costantemente avere alla vostra destra,mentre il sentiero sale sempre nel bosco che si dirada piano piano,appena possibile vedrete una cimetta arrotondata con un ometto: proprio seguendo la direzione verso tale ometto,raggiungerete il rifugio che riusciamo a raggiungere alle ore 11,40 e che ci sorprende non poco,me in particolare.

Comincio a pensare che nessuno vi è ancora entrato,mentre gli amici mi domandano dove sia l'entrata....è qui sotto rispondo,a circa 1 m. e 50: e già,la neve superava il limite della porta di ben 40 cm.....qui c'è da farsi un mazzo a scavare.....peccato che il mio badiletto era rimasto nella mia auto,ma almeno l'ascia me la sono portata,ben sapendo che qui non c'è,però vi era il badile del rifugio,appoggiato sotto la tettoia che noi superavamo (riuscivamo a vedere le tegole stando sopra di esse,per farvi capire quanta neve cera).

Mimmo comincia a scuotere la testa continuando a dire che era impossibile e impensabile di entrare.....intanto scavo.....poi Mauro gli spiega a Mimmo che il Bradipo ha una testa fatta a modo e quando decide che si deve entrare,si entra.....oramai Mauro mi conosce! Mentre scavo spiego che la porta non è intera ma è a 2 pezzi.....peccato però che si apra verso l'esterno e quindi bisogna scavare abbondantemente anche di lato. Chi non è portato a fare lavori pesanti di questo genere (e anche di altri: spaccare legna,lavare piatti e pavimento,ma specià che la vegna bona,l'è mei che al staga a cà!) ovviamente coglierebbe l'occasione per fare ritorno a casa un bel po prima del normale orario.....ma noi dovevamo cenare in loco.

Ci diamo il cambio,il lavoro più che altro è reso scomodo dal manico lungo del badile,ma con calma e parsimonia si risolve il problema n° 1....e si entra,ora bisogna risolvere il n° 2 che consiste il reperire la legna (sepolta anch'essa ed è inutile scavare) che fortuna vuole gli amici trovano un po sparsa all'esterno: certo è,che se non avessi avuto la mia ascia non saremmo riusciti a fare nessun fuoco. Stufa e camino vengono accesi (la diavolina li non manca,mentre per accenderla.....portatevi un accendino!),recuperiamo la neve che facciamo sciogliere sul gas (grande resa di acqua visto il tipo di neve) e lo chef Mauro ci cucina un ottima pasta,mentre io avrei voluto preparare delle patate rosolate ma si rinuncia,in compenso pizza e focacce finiscono anche loro,dopo essere state scaldate,a integrare le energie consumate negli scavi "archeologici" per entrare nel rifugio. Quindi le mie patate se ne ritorneranno a valle integre,dopo un caffè e la grappa che il Mauro si sbevazza volentieri (grappe,amari e cognac qui non mancano,preferirei che si potesse accedere alla legnaia interna di cui bisogna richiedere le chiavi),gli amici decidono di voler salire fino al cocuzzolo (che causa grande fatica rinunciano in fretta),decidendo di prendere la tintarella sulle numerose panche esterne,mentre il Bradipo si dedica al lavaggio stoviglie e pulizia del rifugio.

Sul registro pare che l'ultimo che sia entrato nel rifugio è stato a novembre 2012.....poi sono arrivati gli escavatori umani (i migliur che ghem sul mercà) e lo hanno riaperto e messo a disposizione di coloro che vi saliranno e che si sorprenderanno di ciò che siamo riusciti a fare (e che pochi riuscirebbero o avrebbero voglia di fare). Finito di resettare decido che è ora di dare un vero tocco di classica maestria in esperienza come "costruttore" di gradini scavati nella neve e mi metto all'opera,edificando una scala ad doc da premio nobel he he he! Quando Mauro rientra nel rifugio per passarci gli zaini,esclama: "stupenda questa scala,complimenti!" Le foto confermano la grande opera "scultorea" che l'ingegner Bradipo ha attuato per agevolare al meglio chi vi entrerà.

Poi ci rimettiamo in cammino verso le 17.00 e con notevoli sfondamenti riusciamo a fare ritorno all'auto,mentre Mauro ha capito (forse) che è stato meglio qui che andare allo Spitzhorli visto la condizione della neve e della stanchezza fisica dovuta alla settimana lavorativa. Po ven l'ura de met i pee sota il taul e de fa andà la buca: tutto ciò ha soddisfatto pienamente le aspettative (che avevo già elencato agli amici) eno gastronomiche.....ancora una volta il Bradipo delle Alpi non si è smentito,fa centro rendendo felici gli amici che lo seguono. Durante il viaggio di rientro vediamo il cielo punteggiato di stelle e la luna che illumina le creste dei monti,accompagnandoci fino a casa.....che stupenda giornata,serata e nottata: FANTASTICO!!!!!!

Ringrazio gli amici Mimmo e Mauro che hanno collaborato al meglio e rinnovo gli auguri di compleanno a Mauro


 

Traccia: Cros de l'Alp
Descrizione: 25/apr/2013 09:49:28
In allegato trovi la/le traccia/e nei formati che hai scelto:

  • GPX, il formato standard più utilizzato

Riassunto:

Timestamp: 25/apr/2013 09:49:28
Distanza in piano: 8,72 km
Tempo totale: 08:44:26
Tempo in movimento: 04:02:13
Velocità media: 1 km/h
Velocità minima: 0,1 km/h
Velocità massima: 6,4 km/h
Altitudine minima: 1.549 m
Altitudine massima: 2.260 m
Ascesa: 775 m
Discesa: 668 m


 

Ciao a tutti e alla prossima!


Tourengänger: Alberto

Galerie


Slideshow In einem neuen Fenster öffnen · Im gleichen Fenster öffnen


Kommentare (4)


Kommentar hinzufügen

massimo61 hat gesagt:
Gesendet am 26. April 2013 um 22:03
Ciao Alberto la prossima volta per sbadilare la neve portati dietro il Gabri ! complimenti sempre precise e ricche di particolari le tue relazioni
Ciao Massimo61

Alberto hat gesagt: RE:
Gesendet am 29. April 2013 um 16:44
ciao Massimo,il Gabri avrebbe svincolato il grandioso lavoro con il pretesto di salire da qualche parte: l'unica parter del suo corpo a cui non fa fatica sottoporre a duro lavoro è lo stomaco ha ha ha ha! ciao

Massimo hat gesagt: " grande opera scultorea"
Gesendet am 26. April 2013 um 22:24
..... sta ca tent che ades per fa du basei in da la nef che vur un ingegner... sem a post!!!!!! Ecco perchè l'Italia va a rotoli he he he.
Ciao Bradiporso e auguri al selvatico

Alberto hat gesagt: RE:" grande opera scultorea"
Gesendet am 29. April 2013 um 16:45
.....per grandi opere occorrono grandi geni....he he he!


Kommentar hinzufügen»