Pizzo Bareta P.2450 con discesa per l'Alpe di Vignone


Publiziert von paoloski Pro , 29. Januar 2013 um 22:02. Text und Fotos von den Tourengängern

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Bellinzonese
Tour Datum:27 Januar 2013
Ski Schwierigkeit: SS-
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Pizzo Molare 
Zeitbedarf: 5:45
Aufstieg: 960 m
Abstieg: 960 m
Strecke:9 Km
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Autostrada A2, uscita di Faido, dal centro del paese seguire le indicazioni per Carì, al primo bivio seguire le indicazioni per Carì e Campello, a Molare c'à un parcheggio nei pressi del tornante.
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Gita ad anello.
Unterkunftmöglichkeiten:Pensioni ed alberghetti in valle. Capanna Gana Rossa UTOE
Kartennummer:CNS 266S Val Leventina

La meteo per questa domenica da una perturbazione in arrivo nel pomeriggio per cui dobbiamo trovare una gita non troppo lontana da casa e non eccessivamente lunga. La scelta cade su una delle tante cime del  Pizzo Bareta, quella quotata 2450 metri che dovrebbe permetterci di scendere per una via diversa, e più soddisfacente, rispetto a quella di salita.
Siamo in dieci, ci troviamo alle 7 a Gaggiolo ed alle 9 abbiamo gli sci ai piedi, attraversiamo Molare con gli sci in spalla, ma nella parte superiore del paese possiamo già calzarli e seguire la stradina che sale dolcemente verso E, attraversato il Ri di Vignone abbandoniamo la strada e saliamo in direzione NE seguendo i segnavia bianco - rossi del sentiero estivo.
La salita non è delle più agevoli: il sentiero è stretto, qualche tratto è decisamente ripido, l'innevamento non è eccezionale ed a tratti ci sono più radici che neve, comunque raggiungiamo le baite dell'Alpe di Stou dove termina la vegetazione.
Terminati gli ostacoli PG, anche questa volta parte a testa bassa e, come suo solito, sbaglia strada; per esperienza sappiamo che è inutile chiamarlo, telefonargli od altro, l'unica maniera per fermarlo quando parte in testa sarebbe sparargli, ne abbiamo avuto spesso la tentazione ma non portando armi...  
Ci stiamo già rassegnando a seguirlo e a rifare la punta 2501 del Pizzo Bareta, rinunciando all'ambita discesa sull'Alpe di Vignone, quando incrociamo Livio, Ignazio e qualche altro scialpinista varesino diretti alla punta 2501, decidiamo quindi di "sbolognare" loro il caro PG e  puntare nuovamente alla nostra meta iniziale.
Da dove siamo vediamo la possibilità di fare un traverso per raggiungere il Lago Superiore di Mottello, dagli ultimi ranghi dove mi trovo con Carlo vedo praticamente l'intero percorso, la pendenza c'è ma si riesce anche a traversare alti, la neve poi è ben assestata, passiamo senza problemi e arriviamo nei pressi del lago superiore, da qui risaliamo il pendio che porta al passo fra il Poncione di Mezzo e la nostra punta.
In cima c'è un clima magnifico: non capita spesso di potersi fermare su una vetta in inverno con il sole e senza un alito di vento. Ce la prendiamo comoda, mangiamo, ci prepariamo con tutta calma, ammiriamo e fotografiamo il panorama, ricevo anche la telefonata del disperso PG che mi rassicura sul fatto che in discesa seguirà Livio e gli altri varesini.
Alle 13 cominciamo a scendere, la cartina non è chiarissima: indica di seguire la cresta ma la cosa ci sembra un po' ostica per cui ridiscendiamo al passo e da qui seguiamo un magnifico valloncello di neve polverosa, dal suo termine riusciamo a traversare al passo quotato 2359 metri da cui ci si può abbassare al rifugio Gana Rossa.
La neve è decisamente buona, appena un po' pesante ma decisamente divertente, raggiungiamo il rifugio e studiamo il proseguio della gita:  la cartina indicherebbe di spostarsi verso destra ma su un pendio Sud la neve non sarà eccezionale, probabilmente non ancora trasformata in firn, sicuramente non soffice, ci spostiamo a destra, alle pendici del Poncione di Mezzo, qui la neve è ancora morbida, la pendenza non è certo superiore ai 45° che la guida indica per l'itinerario canonico, troviamo un bel canale e, a turno, lo scendiamo con gran soddisfazione.
Ora non ci resta che puntare verso la Cascina del Vignone aggirando a sinistra il monterozzo quotato 2085 metri.
Da qui il tracciato passa al disotto dell'elettrodotto, io, Gianni, Marco e Sergio ci concediamo una piccola digressione nel bosco, nella parte alta ancora rado, prima di raggiungere gli altri e seguire l'ampia striscia disboscata al di sotto dei tralicci.
Per raggiungere la stradina dobbiamo percorrere poi i prati sottostanti Tidoecc, decisamente poco innevati, fortuna che sono prati, di sassi non ce n'è (forse però un po' di letame...).
Dalla strada, ben innevata, raggiungiamo rapidamente Molare.

Bella gita, impegnativa ma non estrema ne come difficoltà ne, tantomeno, come dislivello, la valutazione MD-  è quella riportata dalla guida "Alpine Skitouren, Zentralschweiz - Tessin" di Willy Auf der Maur (edizioni Club Alpino Svizzero). Con le condizioni odierne della neve forse un tantino esagerata.
Il panorama dalla cima è veramente notevole spaziando dal vicino Campo Tencia fino alle montagne del Gottardo, all'Adula, all'Oberland e al Blinnenhorn.

Marchino : Per la seconda volta torno a Molare per una scialpinistica, la prima nel 2009, e per la seconda volta troviamo condizioni sopra le aspettative, soprattutto questa volta dove l'andamento meteo delle settimane precedenti e l'esposizione della gita lasciavano presagire la presenza di crosta.
Invece, mentre si saliva, ci siamo resi conto che la neve era ottima, anche sui pendii esposti al sole.
Bosco a parte la salita è assolutamente agevole, sviluppo contenuto, pendii non eccessivamente ripidi e nessun pericolo oggettivo.
L'unico tratto "critico" è stata la traversata che abbiamo dovuto effettuare per tornare sulla via normale di salita dopo aver sbagliato inseguendo P.G.
Il panorama durante la salita è sempre ottimo, sul vicino gruppo del Campo Tencia e sulla zona Gottardo/Bedretto. ln cima poi la vista si allarga all'Oberland, passo Lucomagno e sottostante Valle di Santa Maria.
Bella la discesa, un paio di punti a cui prestare attenzione, soprattutto sotto la capanna di Gana Rossa dove una serie di piccole barriere rocciose obbligano a spostarsi verso sinistra per passare e poi a metà del "corridoio" creato per i tralicci dell'alta tensione dove occorre spostarsi nel bosco.
Peccato per gli ultimi metri tra erba e neve che ci hanno costretto a un paio di togli-metti ma il bilancio è assolutamente positivo.

Tourengänger: paoloski, Marchino


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Kommentare (2)


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Alberto hat gesagt:
Gesendet am 31. Januar 2013 um 10:01
A volte mi viene anche a me la tentazione di gambizzare quelli che partono.....e mollano: di solito è per battere record sulle tempistiche. Che ci vuoi fare: un giorno capiranno...forse! Ciao!

paoloski Pro hat gesagt: RE:
Gesendet am 31. Januar 2013 um 21:03
Il problema non è che qualcuno parta ed arrivi un dieci - quindici minuti prima in cima, buon per lui (che se poi in cima c'è vento non è che ad aspettare ci si guadagni), il problema è quando si dirigono sulla cima sbagliata costringendo gli altri a seguirlo per non lasciarlo da solo!
Ciao, buone gite, Paolo


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