L’incanto della Val Cama imbiancata


Published by gbal , 18 January 2013, 22h41.

Region: World » Switzerland » Grisons » Misox
Date of the hike:17 January 2013
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: Gruppo Val Cama   CH-GR 
Time: 5:30
Height gain: 959 m 3146 ft.
Height loss: 959 m 3146 ft.
Route:14 km
Access to start point:Varese-Gaggiolo-A2-Roveredo-Grono-Cama
Maps:Swiss Topo V2

Un recente contatto epistolare con orlando, che saluto augurandogli ogni bene, riaccende il mio mai sopito amore per la Val Cama e subito mi sovviene che non l’ho mai vista nella sua veste invernale. Decido di colmare questa lacuna e mi pongo come obiettivo di raggiungere il Lago di Cama partendo dalla frazione Ogreda riservandomi poi di decidere se e come proseguire per altra destinazione. Il timore è che i venti da “moderati a forti” annunciati per la pur bella giornata possano tarpare le ali al mio progetto ma parto equipaggiato di conseguenza. Purtroppo il destino, o forse una stanchezza che assomiglia al letargo invernale, fa sì che io salti a piè pari entrambe le sveglie che avevo fissate partendo esattamente un’ora dopo il previsto. Il malumore passa costatando che a quell’ora la A2 è molto più scorrevole del solito e alle 9.30 ho già gli scarponi ai piedi e un sacco di mercanzia varia dentro lo zaino che fa alla mia schiena l’esatto contrario di ciò che vorrebbe il mio fisioterapista. Scambio qualche parola con l’unico passante che si informa sulla mia destinazione ricevendo un educato ammonimento a non esagerare perché…..”ieri li hanno portati giù in elicottero due da lassù!”. Chi fossero costoro e cosa fossero mai andati fare in quel non meglio identificato “lassù” non avevo voglia di approfondire per cui, salutatolo, mi incammino per il sentiero. Non sto qui a tediare il lettore col racconto particolareggiato del percorso perché ne esistono moltissime descrizioni alcune anche mie; voglio solo parlare degli aspetti più invernali della escursione. Il grande bianco  visibile sui monti si rivela in realtà una piccola spruzzata di neve destinata ad una rapida fusione nell’immediato futuro anche se è comunque di grande effetto; fino alla località Provesc occorre fare i conti con una salita impegnativa anche se assistita da gradini, protezioni e molto segnalata. Man mano ci si innalza, la sottostante valle Mesolcina si mostra nel suo aspetto peggiore: autostrada, rumore continuo, ecc. Nel bosco, invece, un silenzio quasi assoluto, rotto solo dai miei passi e dal picchiare dei bastoncini sui sassi seminascosti dalla neve. Anche gli uccelli tacciono e l’acqua che ricordavo scorrere impetuosa nel Rià de Val Cama che ha scavato l’omonima valle è inspiegabilmente assente come se qualcuno avesse chiuso il rubinetto. Ogni tanto il vento, per fortuna non così forte, pulisce i rami delle conifere dalla neve recente che con mio grande sollazzo si infila nel colletto della camicia; si ha quasi l’impressione che nevischi ma il cielo è splendente e senza nuvole. Superato Provesc il tono della escursione passa da tosto e in piedi a lungo da non finire. Ogni tanto intravedo scritte dipinte su massi che dicono quanti km mancano al Lago; servono in estate quando si corre la locale skyrace. Improvvisamente, dopo una piccola chiusa riappare il torrente come lo ricordavo. Procedendo il manto nevoso si fa più consistente ma non ho mai dovuto calzare le ciaspole che se ne sono rimaste appollaiate sullo zaino col resto dello heavy equipment. Quando arrivo al Lago di Cama….il lago….non c’è! Mi rendo conto che nella sua veste invernale è gelato e ricoperto di neve per cui, se fosse mai possibile non sapere che c’è si potrebbe anche camminarci su e magari rompere il ghiaccio sottostante con esiti cui non voglio pensare. Un paio di barchette semisepolte nel ghiaccio fanno capolino in modo quasi comico. I monti circostanti hanno indossato la livrea bianca e questo aumenta il loro fascino o per meglio dire viene presentato un altro loro aspetto molto diverso da quello estivo che io conoscevo. Purtroppo i particolari delle pieghe, salti, canali e vette vengono meglio esaltati dalla luce e dai colori caldi della bella stagione ma se in Agosto si possono fare progetti sulla loro accessibilità oggi qualunque idea di salirli mi sembra improponibile. Mi accorgo di aver impiegato un’ora più delle due normalmente necessarie ad arrivare qui per cui capisco che oggi il mio viaggio finisce al Lago mentre altre volte questa è stata solo una tappa (Da Cama al Piz de Cressim  &   Tentativo al Pizzo Paglia da Cama) per poi raggiungere mete più eccelse. Ma oggi questa è la mia vetta e mi appaga. Qui non c’è nessuno, la neve non ha altre impronte se non le mie; i rifugi sono chiusi e attendono la primavera con tanta gente e famiglie intere che arrivano a pernottare o anche solo a partecipare alle numerose feste che qui si svolgono. Scatto un po’ di foto e rapidamente mi incammino per tornare. Ciao Lago, arrivederci!

 

Riflessione: Perché un percorso ben conosciuto diventa così più impegnativo in termini di tempo quando è innevato? Ci ho pensato un po’ e mi vengono in mente poche plausibili ragioni: per prima cosa le asperità/difficoltà rappresentate da sassi, radici e buche sono nascoste e quindi il nostro incedere è più guardingo dopo le prime incespicate e i primi scivoloni; poi la neve, anche se poca, rappresenta un “lubrificante” interposto tra le nostre suole ed il terreno e quindi una parte dell’energia che imprimiamo nel passo viene dissipata inutilmente in questo continuo micro-scivolamento. Se invece la neve è tanta si aggiunge a quanto detto anche la maggiore alzata che dobbiamo adottare quando calziamo le ciaspole. In ultimo forse anche il freddo fa la sua parte perché fa in modo che le nostre articolazioni abbiamo un difficoltà di movimento che invece il caldo favorisce.

 

 

Pillole….di sudore e di fatica:

 

Dislivello salita       959m

Dislivello discesa    959m

Lunghezza totale     14 km

Tempo salita            3h00’

Tempo discesa         2h35’

Tempo totale lordo  5h35’

Tempo totale netto   5h20’

Soste totali  15’


Hike partners: gbal


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 14392.gpx La "capatina" in Val Cama

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Comments (15)


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pm1996 says:
Sent 19 January 2013, 10h14
Ciao Giulio,
aprendo la pagina di Hi e vedendo val Cama mi si sono illuminati gli occhi.Grazie. E' da una settimana che la penso e la volevo pure io vederla in versione invernale.... pensavo:
se la propongo non viene nessuno :-) !!!
E invece qualcuno c' e' andato.
Bravo Giulio

gbal says: RE:
Sent 19 January 2013, 10h24
Grazie Paolo, era un po' che ci pensavo e alla fine l'ho fatto. A saperlo andavamo assieme se non ci fosse il piccolo ostacolo che siamo liberi in momenti diversi (sbrigati ad andare in pensione :):):)
Se ti capita lancia un appello e vacci con qualcuno, la gita merita anche se chi la conosce d'estate ne trarrà un'impressione un po' malinconica.
Grazie
Ciao

Sent 19 January 2013, 16h21
Senza ombra di dubbio, in estate si viaggia
molto più veloci però anche le escursioni
invernali, hanno il loro fascino.
ciao, Giulio
roby

gbal says: RE:
Sent 19 January 2013, 19h16
"Lapalissiano" caro il mio Roby. Hai perfettamente ragione su tutti i fronti. Tu però con le escursioni invernali hai un plus che io non ho: l'ebbrezza della discesa.
Ciao

MicheleK says: eccola li la val Cama
Sent 19 January 2013, 16h54
bravo Giulio, una bella idea davvero. La tua analisi sulla velocita' neve (senza cisapole)-estiva e' probabilmente azzeccata - d' inverno bastano 20-30 ghelli di neve per andar meno "spediti" e' la coordinazione occhio - gmaba - equilibrio che vien tradita dall imprevedibile comportamento nevoso...

Ciao e buone gite !
Michele

gbal says: RE:eccola li la val Cama
Sent 19 January 2013, 19h17
Grazie Michele, sei gentile.
Buone gite anche a te quando ti "scappa" un aereo da queste parti, fai un fischio!
Ciao

patripoli says:
Sent 19 January 2013, 17h37
Mi consolo.......
Credevo di essere solo io a fare più fatica sulla neve!
La Val di Cama la ricordo proprio come un bel posto anche se ci sono stata un po' di anni fa e i ricordi sono un po' sfumati.

gbal says: RE:
Sent 19 January 2013, 19h21
No, no Patrizia! magari non lo si dice ma soffriamo tutti sulla neve. Io ho un caro amico polisportivo che mi diceva sempre che lui quando correva un bel 20 km in pianura o in montagna si divertiva molto. Io sgranavo tanto d'occhi perchè io correvo come lui ma per me era una bella faticaccia!
Torna in Val Cama se potrai, magari scendendovi dall'Italia che so via Bocchetta del Notaro ad esempio ma in estate! E' molto meglio come ricorderai.
Ciao

veget says: Val Cama
Sent 20 January 2013, 10h40
Ciao Giulio,
Ha parte della Tua precisa descrizione della gita, ho aprezzato la riflessione ,sulle insidie ,di alcuni percorsi ,seppur conosciuti,in presenza di neve.e di tenerne conto.Grazie!!!!!
Buona continuzione
Eugenio

gbal says: RE:Val Cama
Sent 21 January 2013, 15h51
Mi fa piacere che tu abbia apprezzato le mie congetture. Più che alle insidie che sul mio percorso davvero non ce n'erano, pensavo al rallentamento che la neve impone.
Ciao Eugenio

cristina says:
Sent 21 January 2013, 15h39
Sabato abbiamo fatto le tue stesse considerazione. In inverno bisogna sempre tenere presente che i tempi si allungano e ahimè le giornate si accorciano!

Ciao. Cri

gbal says: RE:
Sent 21 January 2013, 15h53
Sono contento perchè se le mie riflessioni coincidono con quelle di gente della vs. esperienza.....allora hanno buone probabilità di essere concrete.
Cerco di ritagliarmi un po' di tempo per leggere i resoconti delle vs. vacanze natalizie.....ci sentiremo più avanti!
Ciao

Marco27 says: RE:
Sent 21 January 2013, 16h18
Su tutte una: "una parte dell’energia che imprimiamo nel passo viene dissipata inutilmente in questo continuo micro-scivolamento"..... il lattato che avevo in giro sabato sera (stavo quasi per prendere l'ascensore) ne è prova tangibile.....

Simone86 says:
Sent 1 February 2013, 11h17
Giuste riflessioni Giulio, aggiungerei alle cause del rallentamento l'eventuale calzata di scarponi rigidi ed invernali i quali, di contro, riducono l'ampiezza del passo e bloccano gran parte del range articolare della caviglia, costringendo ginocchio e anca (e relativi muscoli) ad un lavoro compensatorio = Fatica e rallentamento.
Resta un bel giretto invernale (immagino il freddo in quella valle eheh) però le tempistiche sono comunque buone con 3 ore di salita (ricordo le rocce scivolose gia in autunno..)

gbal says: RE:
Sent 1 February 2013, 14h07
Grazie Simone.
Quanto alla tua considerazione nel mio caso non è applicabile (i miei scarponi sono "all season") ma in generale aggiunge una possibile motivazione alla diminuzione della velocità.


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