COLORI D'AUTUNNO IN VALSASSINA


Publiziert von ritata , 20. November 2012 um 21:43. Text und Fotos von den Tourengängern

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum:18 November 2012
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Zeitbedarf: 5:30
Aufstieg: 890 m
Abstieg: 890 m
Strecke:A/R
Zufahrt zum Ausgangspunkt:SS36 fino a Bellano. Prendere la provinciale in direzione Taceno, quindi seguire le indicazioni per Margno, Narro Indovero, Mornico
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Comodo parcheggio sulla sinistra, a fine strada
Kartennummer:Kompass 105 Lecco - Valle Brembana

Sabato: Siamo stanchi di brutto tempo nei fine settimana, ma per domani le previsioni non sono una meraviglia.
Si va ugualmente da qualche parte, non troppo lontano perché non ne vale la pena. Stiamo bassi, sotto la quota neve. Il bello dell'autunno è che le gite tranquille e rilassanti sono spesso le più appaganti.
Mi viene in mente il Monte Muggio, in Valsassina. Voglio andarci d'inverno, ma nel frattempo cominciamo a vedere com'è. Si va tanto in Val d'Aosta che spesso si tende a trascurare le zone vicine che possiamo raggiungere in poco tempo.
Usciamo di casa neanche tanto presto e arriviamo a Mornico in un'ora o poco più. Il tempo, a dispetto delle previsioni, è bello: solo un po' velato.
Sono davvero curiose le targhe scritte in "bella calligrafia" indicanti i nomi o l'attività dei proprietari. Tutti in dialetto, naturalmente!
Imbocchiamo il sentiero che sale dal paese e porta alla cappelletta della madonnina. Entriamo nel bosco di betulle, poi usciamo sulla sterrata e un cartello ci manda a sinistra per Tedoldo. Poco più avanti una palina indica la direzione a destra sul prato che lambisce un altro bosco di betulle.
Il percorso è in salita moderata. Non è mai faticoso.
Finalmente usciamo all'aperto e davanti a noi appare il villaggio di Tedoldo, magnifico ambiente in cui sembra abitare la tranquillità e il rispetto per la natura.
Mi fermo a contemplare un sorbo degli uccellatori con le sue sgargianti bacche rosse,  attorno il panorama si fa superlativo.
Saliamo alla cappella sul sentiero gradinato e arriviamo sopra il villaggio in una zona pianeggiante. La traccia non è molto marcata, scendiamo nei pressi di una pozza recintata vicino alla quale si scorge anche qualche panchina.
Imbocchiamo il largo sentiero sulla destra che risale il fianco della montagna, poi un bollo segnato su una pietra ci conduce a sinistra. Ora si sale decisi, ci destreggiamo un po' tra il sottobosco di felci e ginepri e ci troviamo in un terrazzino con una croce alta e stretta (Croce del Botul). Riprendiamo subito a salire finchè la flebile traccia ci porta di nuovo in discesa. Più avanti vediamo un altarino bianco con una madonnina, una panca e un rivolo d'acqua.
Proseguiamo ora verso l'anticima del monte Muggio, già avvistata da tempo. Siamo fuori dal bosco e il paesaggio ora è veramente superbo. Il monte Grona e il Bregagno, dall'altra sponda del lago, sembrano invitarci a far loro visita, ma già da qui lo sguardo arriva fino al Monte Rosa (ma non doveva fare brutto?).
Dopo un po' di salita il sentiero, ora evidentissimo, si spiana e davanti a noi ecco l'Alpe Chiaro. La palina segnaletica indica tutto meno quello che ci serve, quindi decidiamo di risalire per prati fino al colle che divide il monte Muggio dalla sua anticima.
Ed ecco spuntare il Legnone, con qualche spruzzo di neve.
Voltiamo alla nostra destra e percorriamo il crinale fino alla croce.
Rimiriamo il panorama a 360 gradi. Bello, bellissimo. Dietro di noi la Val Varrone che amo tanto, le case di Premana e in fondo monti più o meno conosciuti.
Ecco il Pizzo Tre Signori, e una morsa mi prende lo stomaco. Mi concentro un momento in una preghiera laica ma una grande tristezza mi percorre.
Osserviamo dall'altra parte la Valsassina. La Grigna settentrionale troneggia davanti a noi, mentre in basso c'è sempre una leggera foschia. Sotto di noi, sui prati dell'Alpe Giumello, alcuni neofiti del volo a vela tentano di alzarsi da terra, ma senza grandi successi. Scendiamo al villaggio accanto all'impianto da sci che avrei volentieri fatto a meno di vedere, trascuriamo la visita alla capanna Vittoria e percorriamo la sterrata in piano che ci riporta in breve all'Alpe Chiaro.
Non ci resta ora che scendere per la stessa via dell'andata.
Tuttavia, dopo aver risalito il sentiero oltre l'altarino e la panca, proseguiamo diritti e ci accorgiamo così che quello era il giusto percorso da fare all'andata.
Troviamo in basso una fontana in pietra, voltiamo a sinistra e ci ritroviamo proprio sopra il villaggio di Tedoldo.
Ancora qualche foto al panorama, ma il cielo si sta velando di più e le ombre si fanno più nette.
Scendiamo a Mornico e vedo una targa invitante: l'Ustarìa. Una birra ce la saremmo presa, ma ormai chissà da quanto tempo ha chiuso!

Tourengänger: ritata, ermanno

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Kommentare (3)


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gbal hat gesagt:
Gesendet am 22. November 2012 um 21:11
Questa relazione però è proprio fresca! Anche tu scopri come me le montagne di casa magari trascurate per mete più celebrate ma poi quando le frequenti scopri che hanno tante bellezze anche loro.
Bravi

ritata hat gesagt: RE:
Gesendet am 22. November 2012 um 21:28
In Valle d'Aosta abbiamo fatto le escursioni più significative, ce l'abbiamo entrambi nel cuore e speriamo di andarci a vivere quanto prima, forse, ma di certo non possiamo essere là ogni volta che vorremmo. Le Prealpi lombarde, se non sono altrettanto blasonate, per me sono però altrettanto care. E l'autunno è il periodo migliore per visitarle.

gbal hat gesagt: Caspita!
Gesendet am 22. November 2012 um 21:49
Questa sì che è una notizia da invidia. Andare a viverci in Val d'Aosta. Pensa che io e mia moglie trascorremmo lì le nostre prime vacanze da sposini e salvo una seconda vacanza non ci siamo andati più ma a me è rimasta nel cuore. Peccato sia così lontana....
Complimenti per la vostra idea.


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