Al monte Megna dal sentiero del Tivano.
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Si preannuncia un weekend d'acqua.E'utile programmare un percorso adatto alla situazione.Primo effettuarlo in zone non pericolose,secondo in zone conosciute dove riesci ad orientarti in caso di poca visibilità..Detto e fatto.Salendo da Valbrona effettuo un tratto del sentiero del Tivano.Il Tivano è il nome di un vento termico della zona del lago di Como.Molto regolare durante l'arco dell'anno,soffia nelle prime ore del mattino.Il sentiero del Tivano,per conoscenza,parte da Brogno,sopra a Bellagio arrivando a Valmadrera.Dopo un trasferimento in auto sotto l'acqua,parcheggio nella frazione di Maisano.Mi introduco nelle viuzze dell'abitato attorniato da una fitta nebbiolina;per fortuna la pioggia sembra fare una tregua.Seguo le segnaletiche per Alpe Monte - Crezzo;subito dopo un vecchio lavatoio inizia il mio trekking di giornata.Risalgo sulla comoda mulattiera,seguendo più avanti per"Prezzapin",luogo con impagabile vista sul Lario con giornate serene.Oggi,tutto il contorno visivo è avvolto dalla nebbia;gli alberi si presentano lugubri come nella selva oscura dantesca.Dietro ad un cascinale continuo sul sentiero in direzione Crezzo.Arrivato nei pressi dei prati di quest'ultima località,dei cartelli segnaletici mi indicano la traccia per monte Megna,sentiero del Tivano.E' questo il tratto più impegnativo dovendo risalire un lungo pendio di bosco di latifoglie.Bisogna stare attenti ai bolli bianco-rosso dipinti sui tronchi dei faggi;il sentiero è coperto dalle foglie cadute in questo periodo.In questo tratto incontro le uniche persone trovate sul percorso:due giovani cacciatori.Intanto inizia a piovere con una certa intensità.Sono in quota:ora il sentiero alterna tratti in discesa con tratti in salita.Nel bosco sottostante odo i caratteristici richiami amorosi dei caprioli.Tra la nebbia spunta la grande croce:sono in cima al Monte Megna.Una veloce firma sul quaderno di vetta e via in discesa.A ritroso per circa 150 metri e devio a destra per Alpe di Megna.Al successivo trivio lascio i due percorsi principali segnalati con i bolli bianco-rossi,per incamminarmi sul terzo privo di segnalazioni.Questo ridiscende prima su stretta traccia poi su mulattiera con radi bolli gialli su sassi.La parte finale, con il fondo bagnato,diviene molto scivolosa e una piccola tometta non me la risparmia nessuno.Rispunto sulla strada percorsa all'andata con la quale ritorno al punto di partenza.Anche con le avverse condizioni climatiche sono riuscito a compiere un itinerario abbastanza soddisfacente.Il panorama,anche se nascosto da nubi e nebbia,lo conosco a memoria,però consiglio a chi lo percorre per la prima volta di scegliere una bella giornata perchè merita .
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camo62
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