Prima ciaspolata inverno 2012-2013: Rifugio Alpe Piazza - bivacco Legui e dintorni


Publiziert von Massimo , 8. November 2012 um 00:13. Text und Fotos von den Tourengängern

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum: 3 November 2012
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Schneeshuhtouren Schwierigkeit: WT2 - Schneeschuhwanderung
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 1:30
Aufstieg: 630 m
Strecke:bivio quota 1390 con strada per rifugio Alpe Piazza - località Scoccia m.1484 (fonte) - località Corte Grassa m.1570 (fonte) - località Corte Grande m.1677 (fontana e segnaletica) - bivio quota 1773 con il percorso che proviene dalla strada - rifugio Alpe Piazza m.1835 - ometto quota 2000 - bivacco Legui m.1912 - rifugio Alpe Piazza m.1835
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Milano - S.S. n° 36 dello Spluga - Lecco - Colico - S.S. n° 38 dello Stelvio - Morbegno - prendere la strada per il passo di S. Marco - superare Albaredo e dopo circa 5 km. e alcuni metri prima del cartello che pubblicizza il rifugio Alpe Lago,a sinistra vi è la strada e la mulattiera per il rifugio Alpe Piazza,segnalato anche dai pannelli del parco con cartine inerenti la zona e le tempistiche
Unterkunftmöglichkeiten:rifugio Alpe Piazza (in inverno nei prefestivi e festivi,però accertarsi sempre telefonando)
Kartennummer:kompass Orobie Valtellinesi

Massimo   Le previsioni non danno scampo perciò la scelta cade su un percorso dove ci sia un punto d’appoggio per scaldarsi e addentare qualcosa al caldo.
Ritrovo con il Bradipo al Bione alle 6.00, e dopo una pausa caffè in quel di Morbegno salita fin sopra ad Albaredo a quota 1390 dove dalla strada principale si dirama una carrozzabile e un sentiero che salgono entrambe al Rifugio Alpe Piazza. Partenza alle 7.45 e dopo circa 1 ora e mezza a tratti sotto la pioggia raggiungiamo il rifugio dove facciamo presente al gestore che torneremo per il pranzo. Dopo aver calzato le ciaspole proseguiamo con l’intento di raggiungere la cima del monte Lago, ma oggi non è proprio la giornata ideale, oltre alla pioggia che sopra i 1900m. si trasforma in nevischio gelato c’è anche da battere il percorso, fortunatamente la visibilità è discreta. Oltre il bivacco Legui il manto nevoso aumenta considerevolmente e la fatica si fa sentire, proseguiamo ma le condizioni atmosferiche peggiorano, giunti sulla cresta finale poco oltre i 2000m. di quota desistiamo dall’intento di raggiungere la cima. Ritorniamo sui nostri passi e poco dopo le 11.30 siamo di ritorno al rifugio dove ci aspetta un tepore rigenerante e un piatto fumante di polenta accompagnato da delle gustose costine e da ottimo formaggio prodotto in loco ( casera e bitto ) ….. eccezionali.
Quattro chiacchiere con i gestori e poi rientro all’auto, sono le 15.30 ma oggi le condizioni non lasciavano altre possibilità, comunque è sempre piacevole trascorrere le giornate sulle montagne in allegra compagnia, escursione da ripetere in invernale con il sole per poter raggiungere la panoramica vetta del monte Lago;è inoltre vivamente consigliata la sosta per la pausa pranzo presso il rifugio Alpe Piazza visto l’ottimo abbinamento qualità, quantità, prezzo. 


Vista da Alberto: Max mi chiede se sono disponibile per sabato: gli dico di sì e gli propongo,visto che la meteo non è delle migliori,l'eventuale salita al Pizzo Meriggio m.2348 o al Monte Lago m.2353,tutte e due con la possibilità di ricoveri.

Venerdì sera,rientrato dall'escursione,telefono per sapere se il rifugio Alpe Piazza è aperto e mi viene confermata l'apertura: Max è propenso per questa meta,vista la giornata è meglio un rifugio gestito. Ci troviamo a Bione alle 6,00,un caffè a Morbegno in un ottimo localino (dove si prende il pass per le stradette secondarie) e alle 7,45 siamo in marcia. Al nostro arrivo vi erano altre 3 auto: 3 escursionisti senza ciaspole quasi pronti a partire,con loro una ragazza che si incammina senza nemmeno un marsupio. E' fortunata ad avere 2 uomini che le portano anche del suo,mentre noi,molto probabilmente eravamo gli unici ad avere le ciaspole appresso.

Risaliamo la bella mulattiera che in belle giornate è battuta dal sole del primo mattino e poco dopo,Max capisce che la zona è molto aperta,ma in particolare,con esposizione privilegiata al sole....quando c'è! La pioggia non eccessivamente forte ci costringe comunque a indossare la mantella,poi giunti alle 9,20 al rifugio,vediamo che è aperto e chiediamo se preparano da mangiare: alla risposta positiva,ci mettiamo d'accordo sull'orario,ci ciaspoliamo e proseguiamo per l'eventuale ascensione alla vetta: la neve caduta domenica è stata in zona di 1 metro,poi ovviamente ha piovuto,ma vi assicuro che senza ciaspole era dura. Fin qui sono 450 metri di dislivello!

Seguiamo la traccia di coloro che ci precedono,poi noto che non si sono diretti al bivacco Legui ma deviano a sinistra sormontando i prati innevati: la seguiamo per un breve tratto,poi vedo che piegano a destra,conosco bene la zona e decido di fare il percorso classico e do le indicazioni a Max su dove deve dirigersi. Nevica,piove,nevischia,vento a raffiche ma resisto anche senza i guanti,semmai li uso al rientro. Poco oltre aver battuto neve pesante (Max davanti e io dietro a pestare quella lasciata integra,in modo da lasciare una bella e comoda traccia,così sarebbe da fare,ma.....i duri d'orecchio mai capiranno),incrociamo la battuta di coloro che ci precedono,da questo punto si percorre il ben visibile tracciato innevato che adduce agli ometti che indicano l'inizio della cresta.

Il passo è lento e faticoso,il freddo è pungente ma come gli arditi alpini,riusciamo a giungere in cresta: siamo a 2000 metri,il mio altimetro segna un totale di 630 metri di dislivello,ne mancano ancora 323,sono i più duri,tra cui alcuni tratti erti. Il vento,il freddo e la pioggia che di tanto in tanto cessa,non mi fa,nel modo più assoluto,decidere di proseguire: 4 conti veloci,1 ora dal rifugio alla dorsale di cresta.....per fare nemmeno 200 m. le intemperie,la visibilità sotto la cima quasi annullata.....dico a Max che non è il caso di proseguire,il caldo rifugio e un lauto pasto ci attendono.

Abbiamo visto salire alcuni che ci precedevano,poi cominciamo a vederli scendere: forse anno goduto per essere riusciti ad arrivare lassù,in vetta,ma cosa e che senso ha se non vedi nulla?! Salire quella cresta,si deve fare in condizioni di visibilità ottima,i due versanti che conosco bene,anche in estate sono da temere: scoscesi da incutere timore e in caso di neve abbondante,gli stessi gestori sconsigliano vivamente di salire in cima.....ovviamente gli "intelligenti" a modo loro si arrischiano ugualmente,ma questa è la solita storia che si ripete ogni anno.

Max ha le mani gelate causato dai guanti fradici,mentre io comincio a metterli ora per affrontare la discesa: ci accorgiamo di quanto sia diverso trovare un'ottima pista battuta,qualsiasi sia il proprio passo,non affondi e la camminata è celere fino ad un punto dove indico a Max la direzione per il bivacco. Il gruppo di 5 escursionisti saliti in vetta proseguono celermente senza sostare al rifugio,molto probabilmente non sono amanti della cucina locale alpina,o forse avevano impegni pomeridiani.....vai a capire!

Dopo alcuni passi nella neve da battere,una buffata d'aria mi fa svolazzare il cappello che comincia a fluttuare sulla neve.....raggiungerlo?! Pensarlo va bene,ma attuare una cosa simile è da bassa intelligenza,qualcuno lo ritroverà,magari la prossima estate,poi guardo in basso e vedo che alla mia destra.....ma dov'è l'altro pezzo della ciaspola? Dannazione,la "ciabatta" si è staccata,Max sotto i baffetti che non ha si lascia scappare una breve risata,raccolgo il pezzo,capisco cosa è successo,nulla di grave,ma no ho voglia di cercare il particolare mancante,poi il vento incessante mi fa svolazzare la mantella che mi copre la visuale......ma che rottura de bal stù vent del menga!!!!!

Max mi precede per premere la neve e far si che non affondi troppo e giungiamo al bivacco Legui,che dovrebbe essere aperto ma nonostante gli sforzi non riesce ad aprire strano,(poi il gestore ci dice che è per via del fredo e ghiaccio che si forma sul chiavistello,bisogna far forza) ma almeno su 4 lati,la parte dell'entrata ci riparava dall'aria,così ci attrezziamo coprendoci ulteriormente.

Max non sa dove deve andare,ma con il "Bradipo delle Alpi" conoscitore della zona non si deve temere,una garanzia e la certezza di fare la cosa giusta,almeno fino ad ora! Così do le direttive,seguendo il tracciato estivo,poco visibile ma non a me che lo riconosco da buon osservatore e poco dopo guardo a monte,notando la neve smossa: dico a Max di guardare,ecco le nostre impronte fatte nell'andata e incrociandole ci riportiamo al rifugio. Entriamo e ci accoglie uno dei gestori,il marito di Nadia,nessun altro escursionista: il tepore della stufa e del camino ci permettono di asciugare i nostri indumenti usati,mentre ci mettiamo quelli asciutti ed è sempre un piacere in giornate come questa,trovare una struttura aperta con persone disponibili a darti il possibile per renderti conforto.

Notiamo su una parete un grembiule da cucina con una frase da farci scoppiare a ridere,subito il pensiero va all'amico Paolo,il "Camoscio" della Val Darengo e delle cime dell'Alto Lario,dove s'incunea volentieri alla ricerca di percorsi che solo Tarzan potrebbe,forse,districarsi.

Ci viene portato un bel tagliere di salumi: salame e bresaola - uno di formaggio: bitto e casera,poi un abbondante piatto di polenta con costine. Non ho mai mangiato delle costine,oggi è la prima volta e devo dire.....ottime,ben cotte e la polenta (non taragna anche se può confondere il colore scuro) che andava giù di un bene e senza gonfiare.....fantastico!!!!!

Offro a loro il mitico liquore alla liquirizia che apprezzano e loro ci mostrano la grappa alla liquirizia (con tanto di radice all'interno della bottiglia) ma non è il mio caso: solo l'odore di grappa mi vien la nausea. Poi, "l'Elefantone delle Alpi" si sbilancia senza pudore e chiede che tipi di grappe tengono: l'elenco è infinito e l'aristocratico e buon intenditore elefantesco,si accinge a provare una serie di grappe,fino a trovare quella di suo gradimento.....dopo precedenti bicchierini,ovviamente preceduti da caffè e un ottimo punch.

Soddisfazione immensa anche per essere riusciti a intrattenerci con argomenti interessanti insieme alla coppia di gestori che hanno apprezzato in nostro modo di vedere l'ambito montano nel suo totale e puro contesto,cosa che al giorno d'oggi si è perso.

Max chiede il conto compreso l'acquisto di un buon pezzo di Bitto e solo la cifra per il pranzo,ci fa stupire: non pensate male,ma lo stupire non è dato dal prezzo alto ma al contrario,tanto che Max non credeva alle sue orecchie e quasi dispiaciuto di aver sbevazzato vari bicchierini di grappa.....ma le cose stanno così! Persone che sono contente per la scelta fatta,non importa se altri "caricano".....qui siamo al rifugio Alpe Piazza,non altrove e noi siamo contenti così.....questa è la risposta sintetica ai ma e però che Max faceva notare alla Nadia.

Mentre ci riscaldiamo ancora,loro sbrigano le faccende per la chiusura del rifugio e gli domandiamo come comportarci se vogliamo (o chi vuole) mangiare qui con altri amici: ci risponde che basta saperlo 2 giorni prima e se vogliamo ci cucina anche la selvaggina. Bene,il mitico Max comincia a farsi balenare l'idea per un ritrovo quassù prima del periodo natalizio,ovviamente con 4 soli,per chi interessa,salendo la cima (se sarà possibile....) e poi per riempirci con parsimonia lo stomaco: in pratica unire l'utile al dilettevole!.....Ovviamente chi con 4 soli e - 10° gradi dice che si sta bene anche fuori e vuol mangiare al sacco,è una sua libera scelta,nessuno è obbligato,chi vuol tornare presto,magari per merenda a casa,può mettersi d'accordo con altri della stessa opinione.....e se è solo,viene con la propria auto,senza mettere in condizioni gli altri a dover rinunciare al piacere di trascorrere una bella giornata. Dimenticavo: chi vuole schiacciare un pisolo vicino al camino con la testa china sul tavolo,si prenoti l'angolino giusto he he he.....!

Salutiamo e ringraziamo per la bella e generosità ospitalità e ci incamminiamo sulla via del ritorno ma percorrendo la bella strada che giunge a quota 1745 (da qui in 20 minuti si arriva al rifugio e in ore 1,15 alla vetta.....in estate: tratto dalla mia agenda) per smaltire i fumi dell'alcol in modo tale da non prestare troppa attenzione e poter parlare tranquillamente,divertendoci e programmando un altra uscita in valle di Albaredo.

Giunti all'auto alle 15,38 ( è presto,ma le 3 ore al rifugio sono state molto utili) soddisfatti facciamo ritorno a Bione dove Max mi propone una birretta a casa sua: accetto,oggi abbiamo "sforato" l'orario,rientrando prestissimo he he he (abitudine da non prendere troppo in considerazione). Stranamente Max rimane stupito dal fatto che la miciona si sia avvicinata e accovacciata tranquillamente sulle mie gambe,cosa che non fa con le persone sconosciute. Forse ha capito che amo gli animali e non faccio del male a loro: invece non tollero alcuni esemplari che si ergono su 2 "zampe".....!!!!!!!

Ringrazio Max che ha posto fiducia in me per la scelta (che poi ha preso in considerazione rispetto all'altra proposta): di solito non faccio proposte escursionistiche agli amici che amano "l'esosità" nell'andar per monti,ma posso assicurare che i miei assi nella manica che "legnano" le gambe anche dei più scalmanati.....li ho pure io he he he!

Abbiate fiducia che se volete le mazzate ve le procuro,basta chiedere hi hi hi!.....(lo "Scoiattolo delle Alpi ne ha già preso atto he he he)!

Ciao a tutti e alla prossima!


Tourengänger: Alberto, Massimo

Galerie


Slideshow In einem neuen Fenster öffnen · Im gleichen Fenster öffnen


Kommentar hinzufügen»