Val Bavona | Zött (2132 m) per l'antica via d'alpe


Publiziert von gmonty , 27. August 2012 um 16:52.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Locarnese
Tour Datum:26 August 2012
Wandern Schwierigkeit: T4+ - Alpinwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Basodino   Gruppo Pizzo Castello 
Zeitbedarf: 7:00
Aufstieg: 1350 m
Strecke:13.6 km

Corte del Zött è attualmente sommerso nell'omonimo lago che si raggiunge in pochi minuti di strada asfaltata dalla Capanna Basodino. Esistono tuttavia le tracce delle antiche vie d'alpe degli uomini e delle bestie che raggiungevano il corte da San Carlo. Questo itinerario è quello che ho percorso, ed è magnificamente descritto (come sempre) nella guida Alpi di Val Bavona di Giuseppe Brenna all'itinerario 15.3

A San Carlo si parcheggia allo spiazzo in corrispondenza della passerella pedonale sul fiume.
Attraversata la passerella un sentierino in 5 minuti porta al nucleo abbandonato della Presa (1012 m). Sono presenti oltre a diversi ruderi e alcuni splughi abbandonati un piccolo oratorio con campanile (i cui affreschi staccati sono ora conservati nella chiesetta di San Carlo) e due case ottimamente recuperate, visitabili e contenenti anche un piccolo museo permanente sul nucleo.
Ritorno alla passerella dove, senza riattraversarla, parte un sentierino per Robiei. Un cartello avvisa che il sentiero è pericoloso per la caduta di pietre e consiglia di prendere il sentiero ufficiale. Io lo prendo lo stesso e all'altezza di tre baite abbandonate nel bosco una deviazione sulla destra mi riporta sul sentiero normale in corrispondenza del ponte di cemento sul fiume. Praticamente sono riuscito a tagliare tutta la noiosa parte in asfalto...
Il sentiero ora è bello e comodo e conosciuto.
Oltrepassato il masso erratico della Vanzela (sotto cui si trova un ampio riparo...) si entra nel corte di Gaggio. Abbandono il sentiero per Robiei e tramite un evidente sentierino si scende al fiume che si lascia attraversare in diversi punti. Attraversato il fiume, con un traverso in leggerissima salita, oltrepassando alcuni splughi ad uso ricovero per animali (Gaggio era il corte di fondo dell'alpe Robiei), si punta al paravalanghe in beton. Volendo si puo' seguire il sentiero per Robiei fino all'altezza del paravalanghe stesso e attraversare qui, ma non oltre. Da qui si attraversa ancora un poco in falsopiano fino alla verticale del canale che si inizia a salire direttamente.
Il canale è abbastanza ripido ma si percorre all'inizio agevolmente sul pietrame. Quando i passaggi inizano a diventare un poco atletici si risale sulla sinistra per tracce per poi ritornare nel solco fino alla base del canale di sinistra. non si entra in tale canale ma si attraversa per entrare nel canale di destra che si risale fino a quando il canale stesso è sbarrato da una balza rocciosa. Si supera su una traccia che risale sulla sinistra il costone tra i due canali stessi e immette su un pendio erboso. Il tratto nel canale e questo tratto sono i piu' delicati del percorso perchè il pendio è abbastanza ripido e tutto umido e bagnato. Fino a qua le mani vanno usate sia per l'equilibrio che per la progressione su almeno metà del tragitto; il tratto erboso sopra i due canali è il tratto piu' "difficile" e una scivolata farebbe molti ma molti danni... con queste condizioni secondo me la difficoltà è tranquillamente un T5...
Risalito il dosso erboso, una esile traccia attraversa in falsopiano il versante (a picco sul rio che esce dal lago) e le numerose piante che bisogna spostare per passare almeno servono anche ad aggrapparsi in caso di scivolata.
Si giunge in fine in vista della diga, e attraversato il fiume si esce sulla strada asfaltata che arriva da Robiei (2h 30' da San Carlo).

Dal lago di Zött salgo su sentiero ben segnalato verso il Pizzo Pecora per visitare il corte di Piatt con il suo splugo murato, che si raggiunge in circa 45'.
In pochi minuti si sale anche alla cima senza nome con croce gialla indicata nella segnaletica come "falso" Pizzo Pecora (2130 m) dove si ha una meravigliosa (ma veramente) vista sulla valle Bavona, sul Braga, sul Pulpito, sul Castello. Ovvio anche sul vero Pecora.

"Chi ha coraggio puo' affacciarsi alla grande parete per ammirare la Valle Bavona dall'alto: è emozionante, sviluppa endorfine e abitua al vuoto" (Cosi scrive Nora Cattaneo, in Storie e sentieri di Val Bavona, a proposito proprio dell'alpe di Piatt).

Ritorno per lo stesso sentiero al lago di Zött, quindi per la strada asfaltata alla Capanna Basodino e da qui, per il sentiero classico, fino a San Carlo.


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nota : la Cima 2132 nel sito www.ti-sentieri.ch è indicata col toponimo "Pizzo Piatto"

nota-bis : il Federico Balli in Valle Bavona. Impressioni e schizzi dal vero (1885) chiama Pizzo du Piat "il corno destro della grande armata di cocuzzoli che chiudono il ghiacciaio"

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"la cascata del Zotto ti appare sotto forma di un vero nastro d'argento che si spieghi lungo l'insenatura del monte, contorcendosi graziosamente ad ogni incontrar di pietra: un sentiero che corre a precipizio sul suo fianco destro e dalle arditissime risvolte, conduce all'alpe del Zotto uomini ed armenti che non soffrono le vertigini"

Federico Balli, Valle Bavona. Impressioni e schizzi dal vero, Torino, 1885
riprodotto in Valle Bavona. Il passato che rivive, a cura di Giuseppe Martini


Tourengänger: gmonty

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