Pizzo Penca (3038 m)


Publiziert von Varoza , 15. August 2012 um 23:18. Text und Fotos von den Tourengängern

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Locarnese
Tour Datum: 1 August 2012
Wandern Schwierigkeit: T6 - schwieriges Alpinwandern
Hochtouren Schwierigkeit: L
Klettern Schwierigkeit: II (UIAA-Skala)
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Pizzo Campo Tencia   Gruppo Pizzo Barone   prato sornico   cabanna soveltra 
Aufstieg: 2300 m
Strecke:Prato Sornico (742 m) - M. di Predee (1001 m) - Quota 1458 m - Capanna Soveltra (1534 m) - Corte Nuovo - Pradoi (2147 m) - Ganne di Pradoi - Gann da Pioda Rossa - Bocchetta di quota 2970 m ca. - Cresta W - Pizzo Penca (3038 m). Discesa: per la stessa via di salita.
Kartennummer:CN 1272 Pizzo Campo Tencia

Per celebrare la festa nazionale ci vuole una cima di prestigio e la scelta è caduta sul Pizzo Penca, maestoso macigno roccioso del gruppo del Pizzo Campo Tencia. Siccome la vetta si trova al culmine di parecchie vallate, le vie d’accesso alla cuspide sommitale risultano numerose. Quest’oggi decidiamo di attaccare la cima per la sua cresta W, raggiungendola dalla Val di Prato.

Una recente scorribanda sul Madàs e Pizzo Campala mi avevano permesso di scrutare più in dettaglio il versante S del Gruppo. Da lassù, mi era subito sembrato semplice raggiungere la cresta E ed infine W del Penca risalendo un largo canalone detritico al culmine della Val di Prato. Conoscendo il complicato versante N della vetta, la tortuosa cresta E proveniente dal Tenca, il franoso percorso dalla Capanna Sponda via Bocchetta di Staletto oppure il difficile accesso alla Bocchetta di Soveltra per poi salire lungo la cresta S… la scelta odierna si rivelerà più che azzeccata.

Alle 6:00 ci incamminiamo dunque lungo la stradina sterrata che da Prato Sornico (742 m) entra nella valle. Dopo poco meno di 10 minuti di marcia veniamo raggiunti da un’automobile che rallentando ci accosta. Un gentile signore del luogo ci offe un gradito passaggio fino ai Monti di Predee (1001 m) e noi senza batter ciglio non possiamo che accettare l’offerta. L’operazione, oltre che farci guadagnare preziosi 300 metri di dislivello, ci permette anche di risparmiare una buona mezzoretta di cammino.

Dai sopracitati monti seguiamo il sentiero con segnavia, che attraverso Le Scalate, porta in poco più di 1 ora alla Capanna Soveltra (1534 m).

Da qui, cominciamo a seguire il comodo sentiero con segnavia Bianco-Blu che conduce al Pizzo Campo Tencia. Poco oltre la capanna, attraversiamo il fiume e proseguiamo dapprima lungo un falsopiano boscoso per poi superare i terrazzi di Corte Nuovo fino a giungere ai ruderi di Pradoi (2147 m). Ora il sentiero comincia ad impennarsi su per le Ganne di Pradoi fino ad un altro balcone detritico e nevoso nei pressi delle  Ganne di Pioda Rossa. A circa quota 2640 m. decidiamo che è il momento di abbandonare i segnavia… è tempo di innalzare il grado di concentrazione e puntare invece dritti su per il largo ed evidente canalone che porta sulla cresta E, praticamente a ridosso della cuspide sommitale del Pizzo Penca.

Dapprima su nevaio e poi su pietrame risaliamo d’un fiato tutto il canalone sbucando in cresta. In questa sezione della salita mi aspettavo un terreno piuttosto friabile, in realtà l’ascesa non ci comporta nessuna fatica ed anche la pendenza non è per nulla eclatante. In salita ci teniamo piuttosto sotto le creste del Passo Soveltra per poi tagliare in diagonale verso la bocchetta senza nome sulla CN (in discesa ci terremo invece più sulla destra, anche qui senza particolari problemi). In definitiva il vasto canalone risulta praticabile a piacimento. Giunti in cresta, non resta che colmare l’ultimo tratto, spostandoci sulla cresta W e seguendola fino al suo culmine.

L’affilata cresta E che proviene dal Tenca proprio nel punto dove noi siamo sbucati diviene larga… praticamente un versante sassoso. Lo risaliamo, e su sassaie, ci portiamo in breve a ridosso di 2 curiose sporgenze rocciose che formano una V. Uno sguardo verso l’alto ci fa capire che siamo in prossimità delle ultime (o prime?) difficoltà della giornata. In effetti sopra le nostre teste ci appare della roccia verticale che sembra insuperabile, ed invece… come spesso accade l’apparenza inganna! Da qui ci sono degli ometti di sasso che agevolano l’orientamento e guidano sulla corretta via di salita, aggirando i sopracitati spuntoni sul versante N (a sinistra). Ci ritroviamo quasi senza accorgercene proprio nel mezzo dei due macigni e scavalcando un primo passaggio atletico guadagnamo un terrazzino a pochi passi dal culmine. Dritti davanti a noi c’è una spaccatura/intaglio nella roccia, mentre sulla destra, scorgiamo il passaggio chiave… un po’ esposto, ben appigliato ma che richiede agilità di gambe (II). Superata quest’ultima difficoltà (di fatto l’unica di tutta l’ascesa) ci portiamo in breve al culmine settentrionale della vetta, dove c’è un ometto di sasso. Provvediamo subito a rimpolparlo mentre la nebbia si fa ora fitta. Pazienza… ancora una volta non  potremo godere dalla (credo) superba vista.

Proseguiamo ancora lungo il filo della cresta, scavalchiamo la sommità centrale fino ad arrivare anche alla cima più a meridione del Pizzo Penca (3038 m), da dove prende il via la cresta S che digrada verso il Passo di Soveltra N. Poco sotto la cima scorgiamo anche un cordino avvinghiato ad un sasso. L’ometto che si vede in alcune relazioni precedenti è stato purtroppo spazzato via delle intemperie… e se ne vede solo qualche resto. Decidiamo di tornare sui nostri passi fino alla cima N dove ci concediamo ora un breve ristoro. La discesa verso valle è ancora lunga.

Dalla vetta seguiamo fedelmente tutto il percorso di salita, tranne lo spostamento sul lato destro (sinistro in salita) del canale.

Mentre stiamo sorseggiando una commemorativa birretta alla Capanna Soveltra veniamo raggiunti dal signore che ci aveva offerto il provvidenziale passaggio in automobile. Per lui la giornata è stata coronata dall’ascesa al bel Pizzo Barone… chapeau! Discutiamo del più e del meno e proseguiamo con lui fin giù ai M. di Predee, dove balziamo di nuovo in macchina per raggiungere infine Prato Sornico.

Con il Pizzo Penca si chiude per me la catena dei 3000m del gruppo del Tencia (Campo Tencia 1997-2010; Tenca 1997; Croslina 2010; Penca 2012) e di fatto anche la cresta che dal Pizzo Canà porta al Pizzo Forno. Stupende cime che oltrepassano in 4 occasioni la soglia dei 3000 m (e questo  interamente su territorio ticinese…).  Se restringo il campo a queste 4 cime, le difficoltà maggiori si trovano decisamente ai margini… al centro, Tencia e Tenca si raggiungono senza alcuna difficoltà, mentre Pizzo Croslina e Pizzo Penca sono decisamente picchi più divertenti ed atletici.

Splendide vette, tanti ricordi, piacevoli aneddoti, buoni compagni di salita ed edificanti incontri… l’essenza dell’andar per monti! 

Tourengänger: veri, Varoza

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