Cima dell'Uomo da Bedretto


Publiziert von paoloski Pro , 24. Juli 2012 um 21:53.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Bellinzonese
Tour Datum:22 Juli 2012
Wandern Schwierigkeit: T3+ - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Cima dell'Uomo 
Zeitbedarf: 8:00
Aufstieg: 1200 m
Abstieg: 1200 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Autostrada A2, uscita di Bellinzona Nord, ci si dirige verso Bellinzona ed alla rotonda si prende a destra, si percorre il ponte sopra il Ticino e si passa sotto l'autostrada, si sale e si gira prima a destra e poi a sinistra per entrare in Gorduno, si passa presso la chiesa e davanti alle scuole, poi si seguono le indicazioni per i Monti di Gorduno, la strada per Bedretto è decisamente stretta e lunga una dozzina di chilometri. Ampie possibilità di parcheggio.
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Gita andata e ritorno.
Unterkunftmöglichkeiten:Capanna Albagno (UTOE Bellinzona). In zona vi sono anche le capanne Borgna, Gariss, Mognone e Leiss.
Kartennummer:CNS 1313 Bellinzona

Oggi gita tranquilla: mia moglie Anna e Daniela si propongono di arrivare ad un rifugio e passare il pomeriggio a leggere, Monica deve "testare" il polpaccio dopo la contrattura di settimana scorsa...decido per la Cima dell'Uomo: c'ero stato molti anni fa insieme ad edelweiss salendo dai Monti della Gana, oggi mi propongo di cambiare itinerario.
L'idea iniziale è di usufruire della teleferica che sale a Mornera ma una visita al sito del Patriziato di Montecarasso ed un'occhiata alle tariffe (18 FrS) ci fa cambiare idea ed optare per la strada che sale a Bedretto partendo da Gorduno. 
Alle 9 abbiamo gli scarponi ai piedi e ci incamminiamo lungo una stradina forestale chiusa al traffico che in breve ci porta nei pressi dell'Alpe Arami, qui si trvano i resti di una grande baita in posizione stupenda, con una magnifica vista sul Pizzo di Claro, purtroppo crollata.
Proseguiamo su quello che ora è diventato un sentiero che prosegue praticamente in piano per diverse centinaia di metri, quindi si abbassa bruscamente per valicare il torrente che scende nella Valle di Stuello, il sentiero ha qualche tratto esposto, con tempo umido probabilmente non molto piacevole, ci sono comunque dei cavi metallici di sicurezza. 
Superato il corso d'acqua si risale il versante opposto, qui i cavi sono stati sostituiti da una staccionata in legno, continuiamo con lievi saliscendi fino all'Alpe Croveggio, dove una baita è crollata ma le altre due sono state trasformate in case di vacanza senza alterarne troppo l'aspetto rurale, il sentiero rientra nel bosco di faggi per riuscirne nei pressi dell'Alpe Valsecco, due edifici, quello più ad Est un rudere quasi inghiottito dalla vegetazione, l'altro un grande edificio ancora in piedi con anche un piccolo spazio interno rialzato atto a farne un ricovero d'emergenza, poi, superato un riale, il sentiero si alza su un viscido strato di "pajarina" falciata fino all'Alpe Cassengo (o Cossengo) caratterizzato da tre edifici, due hanno un inconsueto tetto aggettante ed uno una magnifica soglia in pietra ad "onde".
Ormai siamo in vista della capanna: non ci resta che superare l'ultimo risalto di circa 250 metri.
All'arrivo scambio due parole con un escursionista accompagnato dal suo cagnetto e diretto a Mornera, poi vengo accolto da quello che sembra essersi nominato custode del rifugio: un montone di color beige con un muso che ricorda quello di un orsacchiotto, in breve si merita il soprannome di "peluche", d'altronde è decisamente domestico e trova molto piacevole farsi accarezzare sulla testa.
Arrivano anche Monica, Daniela ed Anna, visitiamo il rifugio, veramente una magnifica ristrutturazione: moderna e funzionale.
Anna e Daniela individuano un tavolo riparato dal vento, decisamente fastidioso, io e Monica decidiamo di proseguire invece per la Cima dell'Uomo, "Peluche" ci viene dietro per un po' per poi arrestarsi belando; raggiungiamo il cartello nei pressi della capanna che indica due ore per la nostra cima, quello nei pressi dell'Alpe Albagno, a circa cento metri in piano di distanza, riporta un'ora e 35 minuti...boh?
Il sentiero sale diritto in direzione della Bocchetta di Albagno ma a circa 1940 metri piega decisamente a sinistra e gradualmente  raggiunge la Bocchetta di Erbea, uno stretto intaglio nominato ma non quotato sulla CNS, la relazione dice di abbassarsi una cinquantina di metri nel canale per poi traversare verso sinistra, la cartina però riporta anche un sentiero che sembra mantenersi in quota ed andare nella stessa direzione, in effetti pochi metri dopo l'intaglio della bocchetta, sulla sinistra si diparte una bella ed invitante cengia erbosa, la seguiamo per qualche decina di metri fino a che diviene un esile traccia decisamente esposta, ci guardiamo in faccia e decidiamo che è decisamente più saggio e salutare seguire i segnavia bianco - rossi che si abbassano nel canale.
Ritorniamo sui nostri passi e ci abbassiamo nel canale detritico finchè non possiamo traversare a sinistra puntando all'imbocco del canale che adduce alla Bocchetta della Cima dell'Uomo, questo si rivela decisamente meno detritico di quello appena sceso ed in breve eccoci al valico da dove, finalmente, possiamo vedere il Lago Maggiore.
Da qui (Brenna docet) si può proseguire lungo la cresta o percorrere il sentiero che la contorna stando alto sopra le pietraie di Bertadello, visto il vento freddo e fastidioso che caratterizza questa giornata decidiamo per questa seconda soluzione. Incontriamo una coppia in discesa ed eccoci alla base del canalino della Cima dell'Uomo, c'è un risalto decisamente ripido ma molto appigliato che non presenta difficoltà superiori al I grado, dopo il paio di metri verticali la pendenza si addolcisce ed il sentiero riprende anche se c'è qualche punto un po' esposto. Siamo in vista della croce sommitale, appena in cima ci accoglie un vento gelido e micidiale, compilo il libro di vetta, faccio qualche foto e ridiscendiamo in tutta velocità, decidiamo di mangiare alla Bocchetta di Erbea quando ormai non dovremo far altro che scendere.
Dalla Bocchetta della Cima dell'Uomo ho modo di osservare quello che dovrebbe essere il mitico "Sentiero dei Frati" di cui parla il Brenna a proposito della Cima d'Erbea Ovest.
Ridiscendiamo il canale, traversiamo i pendii detritici di Cazzane e risaliamo l'instabile canale che ci riporta alla Bocchetta d'Erbea.
Finalmente si mangia, ci concediamo un quarto d'ora di pausa e poi iniziamo la discesa verso la capanna , prima di arrivarvi passiamo nei pressi della mandria di vacche dell'Alpe Albagno: stanno ruminando e non ci degnano di uno sguardo. 
Alla capanna sono arrivate numerose persone, famiglie intere con bambini che, presumibilmente, trascorreranno qui la notte, Anna e Daniela sono assorte nella lettura, " Peluche" ci viene incontro belando e aspettando la sua razione di carezze.
Passiamo un'oretta godendo della pace e della bellezza di questo luogo e poi ci incamminiamo verso Bedretto seguendo il percorso fatto all'andata.

Bella escursione con scorci panoramici grandiosi, il percorso è interamente segnato in bianco - rosso, stranamente questi segnavia vanno a coprire quelli precedenti che erano in bianco - blu, il canalino non è difficile ma neppure banale, il passo di arrampicata è proprio un passo, singolo e ben appigliato, richiede comunque assenza di vertigini e una certa pratica. Alcuni tratti del sentiero da Bedretto sono esposti e con tempo umido potrebbero risultare poco simpatici,
Comunque una gita consigliabile.


Tourengänger: paoloski, annna


Galerie


Slideshow In einem neuen Fenster öffnen · Im gleichen Fenster öffnen


Kommentar hinzufügen»