Madom da Sgiof, salita dalla cresta NO e discesa dalla cresta NE


Publiziert von paoloski Pro , 17. Juli 2012 um 23:20.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Locarnese
Tour Datum:15 Juli 2012
Wandern Schwierigkeit: T3+ - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Poncione Piancascia 
Zeitbedarf: 8:30
Aufstieg: 1800 m
Abstieg: 1800 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Autostrada A2, uscita di Bellinzona Sud, prendere per Locarno, alla rotatoria dopo l'aereoporto seguire le indicazioni per la Valle Verzasca, passato Lavertezzo si arriva al Ponte delle Ganne che attraversa la Verzasca, dopo un tornante e circa un Km si arriva a Piee, frazione di Brione Verzasca. Numerose possibilità di parcheggio.
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Gita ad anello.
Unterkunftmöglichkeiten:Naturalmente la Capanna Starlaresc. In valle ci sono numerose possibilità: B&B, alberghetti e pensioni.
Kartennummer:CNS 1292 Maggia

Oggi siamo in tre: con me ci sono Francesca e Daniela, Monica ha uno stiramento muscolare e non è della partita.
L'idea iniziale era quella di andare al Poncione di Alnasca ed alla Fòpia, ma Daniela non è in gran forma per cui di fare i 1600 metri di dislivello non se ne parla proprio, passiamo quindi al piano B: Madom da Sgiof, nel caso non si arrivi in cima il lago è senz'altro un posto piacevole per fermarsi.
Facciamo una breve sosta a Lavertezzo, giusto per consultare la cartina e vedere da dove si parte per il Madom da Sgiof, ne approfittiamo per una foto davanti al bellissimo Ponte dei Salti.
Arriviamo a Piee, parcheggiamo lungo la stradina sterrata che porta a Sgerbi, il sentiero inizia poco distante, in un attimo siamo a Pianesc, un bellissimo nucleo abitato con case ben tenute circondate da fiori e allietato da nugoli di farfalle multicolori che si alzano al nostro passaggio.
Il sentiero prosegue nel bosco innalzandosi subito ripidamente, ammiriamo la maestria dei costruttori e dei manutentori: gradini in pietra ed in legno, muretti a secco, piode sistemate ad arte...arriviamo alle baite di Màtar, poco sotto c'è una panchina che permette di godere del panorama sulla bassa Val Verzasca e sul Poncione d'Alnasca, proseguiamo in discesa: tocca abbassarsi di una trentina di metri per superare una fascia rocciosa alla sua base, superiamo un ruscello ed eccoci ad un bivio: possiamo proseguire seguendo il sentiero segnato in bianco - rosso o salire a destra per quello più diretto segnalato in bianco - blu.
Chiaramente seguiamo quest'ultimo, anche questo è un capolavoro, qui vi sono diversi tratti attrezzati con cavi metallici, corde e scale di legno che permettono di superare dei tratti non esposti ma resi viscidi dall'acqua: stiamo salendo infatti di fianco al torrente che scende dal lago che visto la ripidezza del pendio forma delle magnifiche cascate. A quota 1500 metri circa lo attraversiamo nei pressi di una di queste innumerevoli cascate, il luogo è talmente bello che ne approfittiamo per una sosta.
Il sentiero prosegue sulla destra idrografica ma non si fa meno ripido: anche qui troviamo delle scalette, il percorso si sposta da una cengia inferiore a quella superiore, finalmente il pendio si fa più dolce e noi ci illudiamo di essere arrivati al lago, in realtà siamo al pianoro di quota 1780 metri dove il terreno è ricco d'acqua, vi sono numerosi Eriofori ed il rudere di una costruzione rurale, il sentiero fa un giro in senso antiorario ed affronta l'ultimo risalto: eccoci alla  Corte  di  Starlaresc che cinque anni fa,  come ci spiega il cabanatt, è stata trasformata in rifugio, oggi c'è veramente  molta gente, il forno è in funzione e le pizze sono in cottura, sul vicino lago si sta provando una barca, immagino salita fin quassù con un elicottero, noi ci togliamo la sete con una panachè e ci gustiamo le nostre cibarie.
Sono le 13, Daniela e Francesca decidono di fermarsi, io invece voglio andare almeno fino al Passo Deva, i primi dieci minuti, sarà la panachè, sarà la digestione, sono un po' penosi ma al passo sono a posto, siam qui...tanto vale proseguire! Il sentiero è ben segnato, c'è solo qualche tratto un po' esposto ma senza nessuna difficoltà, alle 13,50 sono in cima, ci sono due grossi ometti di pietra ed una svizzero tedesca che non parla una parola di italiano, da quanto riesco ad intendere sta facendo l'alta via della Val Maggia ma più tardi scenderà al rifugio Starlaresc a dormire, per ora se ne sta in cima a leggere, in effetti la folla giù al rifugio fa un bel chiasso, a tratti li si sente da qui!
Saluto e inizio a scendere per la cresta Nord Est, le "difficoltà" sono inferiori a quelle della cresta Nord Ovest: in pratica tranne la parte sommitale dove c'è qualche roccetta, è un bel sentiero su erba, arrivo a Motaruch dove si trova il cartello che indica i vari sentieri, faccio una svolta ad U e prendo quello che mi riporta al rifugio, le mie socie sono ancora in panciolle, visto che sono quasi le tre sarà il caso di scendere!
Decidiamo di non rifare la direttissima ma di prendere il sentiero normale, risalgo con loro fino a Motaruch da cui sono appena sceso, aggiungendo così altri 140 metri al mio dislivello in salita, e da qui, finalmente, iniziamo a scendere lungo una magnifica dorsale erbosa, superato il rilievo quotato 1886 metri c'è il bivio per  Màtar, noi però decidiamo di prendere il sentiero che ci porterà a Pian del Vald per cui ci abbassiamo lungo la dorsale di ulteriori 120 metri fino a trovare le indicazioni, come la maggior parte dei sentieri verzaschini anche questo è decisamente ripido: da qui a Pian del Vald sono circa 500 metri di dislivello ma in linea d'aria c'è poco più di un chilometro!
Anche qui comunque la manutenzione, nonostante il sentiero non sia con tutta evidenza molto frequentato, è perfetta: gradini, cavi, in un anfratto roccioso nei pressi di una cengia un po' esposta troviamo perfino un rastrello per spazzare le foglie di faggio dalla roccia.
Arriviamo a Pian del Vald, alpeggio in ristrutturazione con una magnifica vista sul Poncione d'Alnasca, unici abitanti presenti: tre pecore, facciamo rifornimento d'acqua e ricominciamo la ripida discesa fino a Ganne,un altro bel nucleo di case stabilmente abitato, riattraversiamo il torrente che scende dal Lago di Starlaresc e arriviamo al tornante dove si trova la casa di uno scultore, da qui un chilometro o poco più di asfalto (ed altri 70 metri di salita) e siamo alla mia auto.

Gran bella gita, i sentieri come detto sono in ottime condizioni (complimenti a quanti ne curano la manutenzione), i panorami e gli scorci sono magnifici, il sentiero diretto che sale di fianco al torrente riserva una sorpresa ogni pochi passi, la vista sul Poncione di Alnasca è sempre mutevole, dal lago è senz'altro più bella che dalla cima del Madom da Sgiof.
Anche solo la salita al Lago di Starlaresc vale la fatica.
In caso di tempo umido i sentieri potrebbero essere parecchio scivolosi e, soprattutto, i torrenti potrebbero essere problematici da attraversare.

Tourengänger: paoloski


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