Monte Boglia


Publiziert von paoloski Pro , 10. Juli 2012 um 00:19.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Sottoceneri
Tour Datum: 8 Juli 2012
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   I   Gruppo San Lucio-Monte Boglia 
Zeitbedarf: 5:00
Aufstieg: 1150 m
Abstieg: 1150 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Varese, Lugano, seguire le indicazioni per Gandria, passare per Castagnola e proseguire fino alla frontiera di Valsolda, ad Oria svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per Albogasio e Castello. La strada finisce a Castello, numerosi posti auto sia nella piazzetta che lungo la strada.
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Gita ad anello.
Unterkunftmöglichkeiten:Numerose possibilità di alloggio in tutta la regione.
Kartennummer:CNS 286 Malcantone

Le previsioni per questa domenica non sono un granchè: brutto a Nord (quindi per il programmato giro in Maderanertal nulla da fare), però a Sud non dovrebbe piovere...proviamo ad andare a Valbella, l'ultimo villaggio della Val Calanca ed a risalire la Val Largè, magari ce la fa buona e riusciamo a raggiungere il Pizzo di Trescolmen od almeno il lago sottostante. Siamo in tre: con me ci sono Monica e Francesca, quando arriviamo non piove ma il cielo non promette nulla di buono, infatti poco dopo inizia non a piovere ma a diluviare!
Risaliamo di corsa in auto e ci dirigiamo mestamente verso casa. Prima però facciamo una sosta all'autogrill di Bellinzona per un caffè e qui ci rendiamo conto che, almeno verso Sud, il tempo sta volgendo rapidamente al bello!
OK, si va a fare qualcosa nel Sottoceneri...Francesca propone il Monte Boglia da Castello, l'unico ad averlo salito da lì sono io ma qualche anno fa, comunque anche senza una cartina dovremmo cavarcela.
Arriviamo a Castello parcheggiamo fra un impressionante frinire di cicale, la vegetazione è formata da palme, oleandri, pini marittimi e lantane...sembra di essere in Provenza.
Attraversiamo il paese, dopo qualche incertezza alla fine riconosco il sentiero a suo tempo percorso (è il numero 10), ci addentriamo in Val Solda, fa un gran caldo, sarà perchè ormai sono le 11, il bosco è pieno di ciclamini, il sentiero si alza abbastanza ripidamente, e piuttosto monotono,  verso Nord Ovest, quando gira verso Est la pendenza si fa più dolce ed anche l'ambiente migliora: ora siamo vicini al fiume, ci sono pozze d'acqua limpida e cascatelle, incrociamo la carrareccia che sale all'Alpe Bolgia, proseguiamo per il sentiero e, poco dopo, sentiamo lo scampanio delle mucche, un ultimo breve risalto ed eccoci all'alpe. Due pastori scozzesi ci corrono incontro abbaiando ma le code denotano la non pericolosità, infatti sono solo in cerca di carezze.
Ci rinfreschiamo alla fontana, scambiamo un saluto con i proprietari e proseguiamo attraverso una bella faggeta verso la vicina colma di Pian di Scagn, qui ci sono altre mucche ed un paio di gitanti sdraiati al sole. Il cartello indica la direzione per la nostra cima, il tempo (1 ora e 25 minuti) però mi sembra decisamente esagerato: non me la ricordo così lunga!
Seguiamo la cresta, il sentiero passa ora sul versante svizzero ora su quello italiano, finalmente usciamo dal bosco, alle nostre spalle riconosciamo i Denti della Vecchia con il Sasso Grande in primo piano. Siamo in vista della cima, in effetti il tempo del cartello è decisamente ingannatorio: ci abbiamo impiegato 40 minuti scarsi.
C'è una gran folla, mangiamo qualcosa, facciamo le foto rituali e poi prendiamo la via di discesa: andiamo fino all'anticima Sud dove si trova una panchina in posizione panoramica, poi scendiamo decisi verso Est, l'erba è tanto alta che se non sapessi dell'esistenza di un sentiero ci penserei due volte a scendere di qui, scendiamo seguendo il crinale e, finalmente, poco prima del bosco ecco le tracce, appena entriamo fra gli alberi tutto si fa più semplice: il sentiero prosegue in ripida discesa lungo il crinale ed è ampiamente segnalato sui faggi.
Arriviamo alla Madonna del Faggio, una piccola cappella con un singolare pronao con due colonne rozzamente scolpite in serizzo, anche la base dell'edificio e i davanzali delle finestrelle cieche sono in granito, considerato che in zona non si vedono altro che roccie sedimentarie la cosa è notevole ed inusuale.
Proseguiamo verso Est ed a questo punto ho un tremendo vuoto di memoria: non mi ricordo assolutamente da che parte eravamo scesi l'ultima volta, tabula rasa, buio completo...su un sasso ci sono due indicazioni: il sentiero 12  va verso Nord, il numero 11 verso Sud (che belli i cartelli svizzeri che ti dicono dove vai), scegliamo il numero 11, passiamo di fianco ad una cappella votiva ed iniziamo a scendere per un sentiero ben segnato ma evidentemente poco percorso, dopo un quarto d'ora di ripida discesa sono più che certo di non averlo mai percorso, ma ormai di tornare indietro neanche a parlarne, continuiamo a scendere, passiamo per un nucleo di case, sembrano abitate ma non c'è in giro nessuno, più oltre passiamo nei pressi di un rustico riattato che dispone anche di una piscina fuori terra colma d'acqua...con questo caldo la tentazione di tuffarsi è forte ma dubito che i proprietari ne sarebbero felici: sudati come siamo inquineremmo senz'altro!
Finalmente ecco il campanile di una chiesa, chiaramente è quella di Albogasio, ora non ci resta che percorrere il chilometro che ci separa da Castello, non prima però di esserci rinfrescati ad una provvidenziale fontanella. Prima di arrivare all'auto troviamo un'altra fontana: questa al posto del rubinetto ha un irroratore tipo annaffiatoio: è d'uopo metterci sotto la testa!
Poco oltre ecco un paio di prugni dall'aria dimessa ma carichi di piccole deliziose susine...decidiamo di non farci mancare nulla e ne approfittiamo. Finalmente eccoci alla macchina, saggiamente parcheggiata vicino ad un'altra fontana.

Nonostante sia stato una gita di ripiego si è rivelata una buona scelta: certo avere avuto una cartina ci avrebbe permesso un  rientro più soft.
Non vi sono difficoltà: il sentiero che scende dall'anticima verso Est è decisamente poco visibile e poco percorso ma la direzione è chiara: basta seguire il crinale, nel bosco poi è segnalato più che bene. Il sentiero 11 che scende ad Albogasio è in stato di abbandono, almeno nel tratto superiore dalla Zocca della Nave fino alle prime case di Poma sopra Albogasio, ma è ben segnalato e non presenta comunque problemi. 

Tourengänger: paoloski


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Kommentare (2)


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edelweiss hat gesagt:
Gesendet am 16. Juli 2012 um 23:40
Però la meteo diceva: "soleggiato sul Ticino centrale e meridionale" ovvero fino al Ceneri buono sicuro....io comunque NON mi sono fidato perchè l'ultima volta che sono uscito la sera prima era fetido e poi doveva passare a soleggiato...invece ci siamo "gustati" una bella giornata nuvolosa e con pochissimo panorama (..dal Piz Giumela) e così visto com'era sabato e viste le previsioni generali,sono rimasto diffidente...e me la sono dormita fino alle 10...per poi andare a Rovio per salire il M.te S. Agata e parte der sentiero per le crocette.
Ciaooooo.

paoloski Pro hat gesagt: RE:
Gesendet am 18. Juli 2012 um 21:13
Si vabbè, ma se uno può andare in montagna solo la domenica non è che può scegliere!
Ciao Michele, quando vuoi fare un giro in montagna fatti sentire.


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