Pizzo delle Pecore (2.381m) dalla Val d'Osura


Publiziert von Simone86 , 24. Juni 2012 um 16:36. Text und Fotos von den Tourengängern

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Locarnese
Tour Datum:23 Juni 2012
Wandern Schwierigkeit: T5 - anspruchsvolles Alpinwandern
Hochtouren Schwierigkeit: L
Klettern Schwierigkeit: II (UIAA-Skala)
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Pizzo delle Pecore   Gruppo Poncione Piancascia   Gruppo Monte Zucchero 
Zeitbedarf: 8:00
Aufstieg: 1550 m
Abstieg: 1550 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Entrati in Val Verzasca si prosegue fino a Brione dove è consigliato parcheggiare in quanto la strada per la Val D'Osura ha il divieto di transito...In moto l'abbiamo percorsa parcheggiando a Daghei di Dentro poco prima di una cappelletta sulla destra.
Unterkunftmöglichkeiten:Capanna Osola (1.420m)

Partenza alle 6.30 da Varese con Bruno a parte a Filo in moto con me.
Arrivo ore 8.20 circa, dopo aver percorso la Val D'Osura in moto, posteggiamo in un parcheggino sterrato prima di una cappella posta poco oltre Daghei di Dentro.  Da Brione fin qui pare essere divieto di transito probabilmente per via della stretta strada a tratti sterrata, anche se in un altra escursione ho visto che la gente fin qui parcheggia l'auto tranquillamente. Onde evitare multe, la moto ci è sembrata una buona alternativa, sicuramente non crea alcun disturbo al traffico.

h 8.30 e Q980: ci incamminiamo dapprima su un ponte in legno per poi attraversare il piccolo abitato di Arnased.  Restiamo sul sentiero basso costeggiando il corso d'acqua per poter passare alla destra idrografica dell'Osura per mezzo di un ponticello posto prima di Vald.  Da qui in poi è un susseguirsi di favolosi ambienti tipici verzaschesi e scorci dove osservare i la bellezza del fiume Osura. Fino alla Capanna Osola la difficoltà a mio avviso non supera mai il T2, la pendenza non si fa mai sentire e si guadagnano 500m di dislivello senza accorgersene.

h 10.00: raggiungiamo la zona chiamata Sciupa Q1400 dove la vegetazione inizia a diradarsi e a lasciare spazio a qualche scorcio panoramico più ampio sulle vette che ci sovrastano. In pochi minuti si arriva anche alla Capanna Osola Q1420, splendidamente organizzata e tutt'ora in sistemazione ma agibilissima e ben fornita. Piccola pausa.

h10.15: ripartiamo in direzione di Corte del Fornèè. Qui la pendenza aumenta notevolmente ma grazie ai "tornanti" lungo il sentiero e a diversi gradini creati con la roccia non abbiamo incontrato particolare fatica, ma probabilmente perchè eravamo belli freschi ancora e al tempo stesso carburati da 90' di camminata soft. In 30' arriviamo a Corte del Fornèè Q1697 dove l'erba alta non curata mi ha portato ad un incontro ravvicinato con una vipera, proprio passando di fianco a dei sassi ne ho sentito il sibilo dietro la schiena, mi sono spostato di sobbalzo e l'ho vista allontanarsi lentamente. Quel sibilo mi ha terrorizzato, e se avessi appoggiato la mano e non lo zaino su quella roccia?... meglio non pensarci...
Proseguiamo lungo il sentiero, da qui non piu ben marcato nè granchè visibile, ma all'occhio un po' abituato non da problemi. 

 h11.10: raggiungiamo un bivio non segnato sulla mappa che indica come località ancora Corte del Fornèè Q1780... peccato che fosse 100m più in giu, ma fa niente. Qui si nota anche l'esistenza di un sentiero che arriva alla Capanna Sambuco di cui però non vi è traccia sulla mappa. Proseguiamo a SSW in direzione dell'ampia conca denominata Canova. In breve i pochi larici e pini rimasti si diradano fino a lasciare spazio a grossi massi granitici e a distese di rododendri. Il mio paesaggio preferito. Il sentiero è sempre ben segnato e, nonostante nella prima parte tenda ad oreintarsio in modo errato, a Q2020 si avvia il lungo traverso alla Bocchetta di Canova, già ben visibile appena entrati in questa conca.

 h12.00: ci troviamo a decidere che via intraprendere per la vetta. Secondo il Brenna ci sono due vie abbordabili: un EE che sale lungo la cresta NE del Pizzo delle Pecore, oppure passando dalla Bocchetta di Canova per la cresta classificata come F e con passaggi di I-II grado (dettaglio trovato su un escursione su Hikr). Curioso di vedere l'imponenza del Sass D'Argent spingo per la Bocchetta.

h12.15: alla Bocchetta di Canova Q2226 Bruno ci lascia perchè è abbastanza stravolto dalla salita e non se la sente di affrontare eventuali passaggi delicati in quello stato, ci aspetterà più in giù. Il Sass D'Argent è spaventoso, specie negli ultimi metri prima della cima ( dalla bocchetta è un PD). Filo invece è già partito a fuoco cercando (come suo solito) i passaggi più esposti e difficili.. complicarsi la vita? e perché mai, già me la sto facendo sotto! Io opto per cercare la via più sicura. Questo F del Brenna non  è banale ..c'è sempre un senso di esposizione e sotto di te le rocce tendono a verticalizzarsi sempre di piu, con un atteggiamento convesso anzichè concavo. In una prima parte si tratta di attraversare diverse cengette e guadagnare pian piano metri in verticale arrampicando. Principalmente I grado, qualche tratto di II grado non evitabile, ma comunque la via ce la si crea. Appena raggiunto l'apice della cresta la si percorre fino all'anticima S a Q2369, dove una piccolo pianoro ricco di escrementi fa riflettere sul nome dato alla vetta. Di pecore però, oggi, neanche l'ombra!!

h12.35: Dall'anticima S si riscende di alcuni metri sempre in cresta e si raggiunge una nuova bocchetta. Sulla Val Maggia, a sx, la cresta strapiomba mentre sulla dx le pendenze sono almeno del 70%... Da li non si scende di certo eheh!   Quindi non resta che raggiungere la vetta, tramite un obbligato traverso un po' esposto di 4m circa (evitabile arrampicando qualche metro di cresta esposto sulla verticale parete della Val Maggia, no grazie..), per poi risalire nuovamente, sempre con passaggi di I e II grado, sugli ultimi metri di cresta (ora divenuta un po' piu affilata) e abbracciare cosi l'omino di vetta alle h 12.45 a Q2381. Date le continue nuvole il paesaggio visibile è molto limitato: la Val Maggia è praticamente invisibile e cosi anche il Sasso Bello. Si osserva da sempre l'imponente Rasiva e il Monte Zucchero. La cima di Broglio (la via piu semplice è un PD, e si vede!!!), i pizzi del Cocco e dei Chènt.

 h13.00: sono un po' agitato per la discesa, quindi decido di mangiare giù. Proviamo a scendere dalla cresta NE che, a prima vista appare facilotta. Infatti nessun problema fino alla bocchetta che collega il Pizzo della Pecore alla Cima Di Broglio (approssimata a Q2330 col GPS). Da qui però abbiamo sbagliato la via di discesa (ce ne siamo accorti solo dopo, ovviamente).   Infatti il Brenna dice  "salendo, prendere il canalino restante a sx di un evidente masso roccioso strapiombante". Noi , scendendo, siamo passati dal canalino successivo (vedi foto). Mentre il canalino del Brenna era un EE questo era un SC (Sti C***i..).. Ci siamo trovati con gli ultimi 8m da disarrampicare con pendenza del 70% e prese per le mani adatte ad una marmotta.. Per qualche minuto mi sono sentito nel panico, fortunatamente Filo mi ha rassicurato ed aiutato a scendere ancora una volta!  Sarebbe stata una bella via da fare salendo, probabilmente un PD con II grado e tratti di aderenza, ma in discesa è davvero stato terribile.

h 13.40: ribecchiamo Bruno sul sentiero, e mi fermo a mangiare, ancora un po' scosso dalla discesa.

h14.00: riprendiamo la medesima via per la discesa e alle 15.15 siamo alla piana della Capanna Osola mentre alle 16.30 siamo alla cappella vicino a Daghei di Dentro. Discesa molto veloce. Piedi a bagno nel fresco Osura e poi si riparte verso casa (prenderemo una bella lavata eheh, ma almeno ci è andata bene in quota)


DISLIVELLO:
     su mappa 1430m, da GPS 1550m (solo salita)

TEMPISTICHE:
     4h15' la salita (compresi 20'-30' di pause varie)
     2h30' la discesa (compresi 10' di pause)



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escursione da non sottovalutare nella sua ultima parte, specialmente in caso di pioggia le cengette risulterebbero piu scivolose di quello che gia sono, specie a scendere. Fino alla Capanna Osola escursione per tutti; fino alla conca di Canova serve qualche cavallo in più e un po' d'occhio per il sentiero ma ok per tutti; anche fino alla Bocchetta di Canova nessuna difficoltà. Consiglio ai meno esperti la via EE suggerita dal Brenna su cresta NE (magari facendo il canalino giusto!!). Li troverete solo facili passaggi di I grado dove usare le mani giusto per l'equilibrio. 



Tourengänger: Simone86, Filosko06


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Kommentare (2)


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igor hat gesagt:
Gesendet am 25. Juni 2012 um 08:13
bravi queste montagne sono "basse" ma sono le vere alpinistiche secondo me dove puoi arrampicare,avevo in mente anche io di farlo e di fare anche il sass d'argent naturalmente io sarei andato con la corda ciao igor

Simone86 hat gesagt: RE:
Gesendet am 25. Juni 2012 um 17:14
si x il Sass d'Argent corda e attrezzatura da roccia assolutamente, per il Pizzo delle Pecore non indispensabile ma comoda in caso di roccia bagnata. D'accordissimo sulla considerazione di queste "montagnette"!


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