M. Palanzone - M. Bolettone - Ferrata Sass del TAVARAC


Published by Mauro , 1 May 2012, 09h23.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:28 April 2012
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Via ferrata grading: TD
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 7:00
Height gain: 1500 m 4920 ft.
Height loss: 1500 m 4920 ft.
Route:Crevenna - Ferrata Sass del Tavarac - M. Palanzone - M. Bolettone - Crevenna

Ormai le mie uscite in montagna si sono ridotte al minimo storico …… riesco a ritagliarmi il sabato mattina e non me lo faccio scappare. Prendo spunto da due report su Hikr  (gbal e helis) e decido per il M. Palanzone una vecchia conoscenza ma con partenza da Crevenna che è una zona per me sconosciuta.
Trovo il parcheggio, il sentiero per il Sass Tavarac e arrivo all’attacco della ferrata.
Confermo il grado di difficoltà della ferrata MD, infatti il primo tratto è verticale e non sono riuscito ad arrampicare, usando molto il cavo ho fatto tanta fatica (forse troppa). La seconda parte meno ripida ho arrampicato e mi sono divertito di più. All’uscita della ferrata pausa e mi godo il panorama, la ferrata secondo me è più da arrampicatori che per ferratisti, per fortuna è corta perché l’impegno per superare i 60 mt è davvero duro. Poi proseguo per il Palanzone passando prima per il M. Croce che offre una bellissima vista su Erba. La temperature è ancora piacevole e la giornata fantastica. Passo da capanna Mara e poi arrivo al Palanzone, breve pausa e si riparte per il vicino Bolettone. Altra pausa, mi piacerebbe stare li a prendere il sole ma l’impegni del pomeriggio mi spingono a riprendere il cammino. Scendo verso Alpe del Vicerè, cerco il sentiero che mi interessa ma faccio prima a chiede in un bar, mi indirizzano dalla parte giusta e scendo verso la val Bova, le indicazioni sono chiare e vado verso le due scale e l’orrido di Caino. A un certo punto trovo su un cartello l’indicazione incisa a mano scala di ferro, sono un pò perplesso ma decido di seguirla, infatti è sbagliata mi dirige dalla parte opposta, capisco l’errore e torno sul sentiero giusto. In breve arrivo alla scala di legno, poi quella di ferro e infine scendo tramite la passerella nell’orrido di Caino. Tutto come da programma peccato che il temo passa e devo rientra e non posso gustarmi tranquillamente la particolarità del posto. Non so bene quanto tempo occorre per arrivare alla macchina, da qui non sono mai passato, proseguo e finalmente mi ritrovo all’ermo di S. Salvatore in tempo per il ritorno a casa.
Anche oggi una bellissima uscita in montagna, contento per aver fatto le due cose che mi interessavano e soddisfatto di essermi orientato nel modo giusto senza sbagliare sentiero.
Alla prossima e buona montagna a tutti.
 
 
Quota partenza:    400 mt
Quota arrivo:     1436 mt
Dislivello :         1500 mt circa
Tempo totale :   7 h 10 min. (escluse soste)
Distanza percorsa:  24 km  circa 


Relazione da web:


 
FERRATA SASS TAVARAC
LUNGHEZZA PERCORSO: CIRCA 80 MT (SOLO FERRATA)
TEMPO NECESSARIO: 1 ORA  (SOLO FERRATA )
DIFFICOLTA: MD
DISLIVELLO: 60 METRI



DESCRIZIONE:
Raggiunta Crevenna, frazione di Erba, si seguono le indicazioni per l'Eremo di San Salvatore. Presso un agglomerato di villette, prima che la strada diventi privata, è possibile parcheggiare in alcuni spiazzi erbosi sulla destra. Già da questo punto è possibile intravedere la bella parete calcarea del Sass Tavarac
Si prosegue quindi a piedi risalendo l'ampia strada asfaltata che conduce con alcuni tornanti in leggera pendenza all'Eremo (560 m s.l.m.). Questo luogo è raggiungibile anche in auto, ma le possibilità di parcheggio sono abbastanza limitate. Dall’Eremo di San Salvatore si imbocca una bella mulattiera dalla quale, dopo pochi minuti, si stacca un ripido sentiero sulla destra che conduce ai piedi della falesia del Sass del Tavarac. 
 
La ferrata inizia risalendo una paretina abbastanza verticale (alcuni passaggi sfiorano il IV grado UIAA) di circa 20 metri, protetti da un cavo metallico ben teso. Si traversa quindi a sinistra (catene) per alcuni metri in piena esposizione, quindi con leggera diagonale ascendente si raggiunge un brevissimo sentierino di raccordo che porta alla base di un canalino roccioso che si supera agevolmente. Ci si trova qui sulla sommità del primo pilastrino in cui è possibile suddividere il Sass del Tavarac.
Ancora un breve tratto di raccordo e ci si trova a d affrontare un ripido canalino verticale (catena, ) superato il quale si sbuca su di un boschetto pensile molto panoramico.
Questo primo tratto è il più difficile del percorso, Imboccando il sentiero verso destra, si giunge invece alla seconda parte della ferrata. Si parte superando una rampa abbastanza verticale di roccia giallastra, sempre compatta sebbene meno solida della precedente, assicurati da un cavo metallico ben teso. Dopo un traverso ascendente verso sinistra, si guadagna agevolmente la sommità del secondo pilastro e il sentiero che, in pochi metri, conduce direttamente sulla sommità del Sass del Tavarac.
Spettacolare il panorama che si apre sulla Brianza, la Valassìna e, in lontananza, le Grigne di Lecco. 
 
DISCESA 
Dalla cima si imbocca un evidente sentiero a nord-est che conduce in breve alla mulattiera pietrata, da qui in 10 min. si raggiunge l’Eremo di S. Salvatore.
 
Considerazioni: 
Progressione solo tramite corde fisse, appigli artificiali inesistenti!
 
Vedi anche questi link:
 
http://www.hikr.org/tour/post48191.html
 
 
Qui trovi delle belle foto che rendono bene l’idea della ferrata https://picasaweb.google.com/105690382533129479192/SASSDELTAVARACVIAFERRATA?noredirect=1#5726031276763190418
 
 
Per l’orrido di Caino  http://www.hikr.org/tour/post49092.html
  

Hike partners: Mauro

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Comments (2)


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heliS says: Lo sapevo :)
Sent 1 May 2012, 10h14
Che avresti aggiunto un pizzico di avventura in più :)
Hai confermato che quella ferrata non fa per me, ne ora che ho ancora i gomiti doloranti ne quando (spero) saranno guariti!
Bel giro, come al solito: complimenti!
S.

Mauro says:
Sent 2 May 2012, 14h42
Era da un pò che volevo fare la ferrata, poi ho visto la tua escursione e mi sono deciso ad andare in quella zona pechè meritava una uscita.
Ciao Mauro


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