La serenità della Val Serenello


Published by tapio , 27 April 2012, 18h50.

Region: World » Switzerland » Tessin » Locarnese
Date of the hike:27 April 2012
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Pizzo delle Pecore 
Time: 4:30
Height gain: 850 m 2788 ft.
Height loss: 850 m 2788 ft.
Route:Bivio Ponte Merla (590 m) – Ovi (610 m) – Pianello (730 m) – Bosco della Cappellina – Serenello (1076 m) – Corte di Fondo (1288 m) – P.1340 – ritorno per la stessa via
Access to start point:Da Locarno o da Ascona prendere la strada della Valle Maggia. Dopo Cevio superare Bignasco e 600 metri dopo il bivio per Brontallo parcheggiare su uno slargo in prossimità dei segnavia del CAS.
Maps:CNS 276 T Val Verzasca e 266 T Valle Leventina

Tre giorni fa ha nevicato fino a 600-650 metri e per ieri notte lo 0° termico è stato fissato a 3500 metri a Sud delle Alpi: non ci vuole un nivologo per capire che non è giornata, per quanto riguarda le attività sulla neve. E visto che conviene restarne lontano, l’intervallo altimetrico percorribile è alquanto limitato. Sfrutto così l’occasione per andare alla scoperta di una valle selvaggia e dimenticata (anche su HIKR, nemmeno un waypoint, il che è tutto dire!). La valle si chiama Val Serenello ed è una laterale della Val Lavizzara, situata di fronte ai paesi di Brontallo e Menzonio. È orientata a N e poi NW, quindi la si percorre in direzione S e poi SE. La valle è chiusa verso SE dalle imponenti pareti del Sasso Bello, del Pizzo delle Pecore e della Cima di Broglio. Il torrente che la percorre e che si produce in magnifici salti e tondeggianti marmitte poco prima di gettarsi nella Maggia si chiama “Ri da Sernel”.

Percorrendo la strada della Valle Maggia, dopo Bignasco si entra in Lavizzara. Superato il bivio per Brontallo occorre prestare attenzione alla segnaletica ufficiale del CAS. In prossimità di uno slargo (che funge anche da parcheggio, 590 m) è visibile un paletto con la doppia direzione, verso la montagna e verso il fiume. Si scende verso il fiume (Maggia) e si dà così inizio all’escursione.

Parto presto perché “il mattino ha l’oro in bocca”, e questo mi porterà, fortunatamente, a non soffrire troppo l’improvviso caldo. Supero il ponte (detto Ponte Merla, 567 m) e al primo bivio che si diparte verso sinistra rispetto al sentiero principale (che porta indietro verso Bignasco), salgo in direzione del ponticello sul Ri da Sernel (magnifica visione sulle marmitte scavate dalla forza dell’acqua). Poco dopo, superata anche una cappelletta, lascio il sentiero ufficiale che procede verso E e salgo in direzione S verso Pianello (730 m). Qui la traccia è labile, ma ci si può aiutare tenendo d’occhio alcuni gradini semi-inerbati che salgono ripidamente sul dorso della collina. Superata questa fase, la traccia rimane sempre evidente, anche se spesso sommersa dal fogliame, che, essendo bagnato, è anche molto scivoloso. Il sentiero prosegue ripido ai margini di una pietraia (doppio avvistamento di un camoscio, sia all’andata che al ritorno), supera un riale laterale e si inoltra nel “Bosco della Cappellina”,  superando per l’appunto un’edicola votiva. Dopo un secondo attraversamento di un altro riale laterale in una gola cupa, arrivo a Serenello (1076 m), grazioso agglomerato molto ordinato, che merita in pieno il suo nome. Da qui in avanti comincio a trovare neve, una neve molto scivolosa perché bagnata, e la progressione ne risente. Il sentiero è cosparso di orme di animali. Supero le due cascine di quota 1152 ed addentrandomi sempre più nella Valle, raggiungo Corte di Fondo (1288 m). La neve presente mi indurrebbe a ritenermi soddisfatto, ma decido di proseguire ancora un po’, sperando di avere una visuale migliore sulle cime che fanno da testata alla valle. Improvvisamente mi trovo faccia a faccia (a non più di 10 metri di distanza) con un bellissimo esemplare di capriolo maschio, che naturalmente fugge a gambe levate emettendo il caratteristico grido di allarme (simile, con un po’ di fantasia, all'abbaiare di un cane). Riesco a fotografarlo quando ormai è già lontano. Proseguo fino alla quota 1340, dove due spiazzi al sole (il primo della giornata) si prestano come punto di riposo e di dietro-front. Da qui riesco addirittura a vedere il Basodino, il Tamierhorn e il Pizzo Mèdola, oltre naturalmente ai due blocchi di roccia che chiudono la valle dall’altra parte, cioè il Sasso Bello ed il Pizzo delle Pecore. Rientro serenamente sullo stesso sentiero della Val Serenello che ho percorso all’andata fino all’arrivo all’auto, dove vengo investito dalla canicola. Un’escursione “serena”, senza cime né difficoltà, ma ricca di quei piccoli particolari che rendono l’immersione nella natura un’esperienza sempre unica!


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T6 PD II
11 Aug 12
Sasso Bello · Zaza

Comments (16)


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Sent 27 April 2012, 21h03
Bravo Fabio, mettere a conoscenza di noi tutti valli, cime, alpeggi, rifugi nuovi è sempre un grande contributo, a qualunque altitudine.
Grazie !
Ciao

tapio says: RE:
Sent 27 April 2012, 21h45
Grazie Giorgio!

Una delle cose di Hikr che trovo più straordinaria è proprio il fatto di poter fungere da ispirazione per altri amanti della montagna. Poi ognuno può adattare il tutto ai propri gusti, capacità, possibilità, ritmi etc etc, ma intanto partire da una base più ampia è sempre positivo.

Ciao, Fabio

Laura&... says: L'Alpe
Sent 28 April 2012, 19h09
La lotta con l'Alpe è caratteristica insita in molti amanti della montagna...ma lo stare all'aria aperta godendo dei colori e dei suoni della natura è sempre meraviglioso...indipendentemente dalla quota.

tapio says: RE:L'Alpe
Sent 28 April 2012, 20h14
È davvero così! Personalmente non faccio tanto spesso questo tipo di escursioni, ma devo riconoscere che la quota è solo uno dei tanti aspetti affascinanti della montagna, e quando questa non c’è, c’è tutto il resto (ed è moltissimo!)

gbal says: Serenamente...
Sent 28 April 2012, 21h43
...hai fatto una bellissima passeggiata in una valle sconosciuta ai più ma molto bella.

tapio says: RE:Serenamente...
Sent 28 April 2012, 21h58
Grazie Giulio,
io sono molto legato alle parole evocative, ed il nome di questa valle appartiene certamente a questa categoria.
Data la situazione (pericolo valanghe e comunque neve già alle basse quote), non potevo lasciarla negletta!

Hurluberlu says: Val Bavona
Sent 1 May 2012, 21h08
Buongiorno Fabio,
J'étais juste en face, versant Sud le week-end précédent, pour atteindre Bedu plus exactement.
Une découverte de cette vallée pour ma part, qui m'a absolument émerveillée. J'y retournerai volontiers.

Zaza says: RE:Val Bavona
Sent 1 May 2012, 21h18
Si tu veux mieux connaitre la Val Bavona, le nouveau livre "Alpi di Val Bavona" de Giuseppe Brenna est à recommander - il décrit avec précision chaque itinéraire, y compris les plus sauvages.

On pourrait envisager la "Cengia del Pisom", jadis rendu célèbre par Plinio Martini...

tapio says: RE:Val Bavona
Sent 1 May 2012, 21h32
Bonjour Christophe!

D’après Giuseppe Brenna („Alpi di Val Bavona“) l’itinéraire Fontana – Costa di Chint – Corte di Fondo della Bèdu “ è una delle più incredibili “vie dell’Alpe”, tanto da farmi pensare all’itinerario alpestre più ardito della Bavona”. Et si Monsieur Brenna affirme ça…

Pour la Bavona je suis toujours prêt!

Et Manuel a raison, le nouveau livre de G.Brenna est tout à fait superbe!

Hurluberlu says: RE:Val Bavona
Sent 1 May 2012, 21h37
Bonjour Fabio,
C'est toujours un plaisir de partager la montagne avec des personnes passionnées.
Je crois qu'un jeune alpiniste modeste & dynamique serait aussi intéressé à parcourir cette vallée oubliée.
Manu, as-tu le livre en question pour que j'y jette un oeil avant de me le procurer. 58.-, c'est pas donné pour un prolétaire comme moi;).

tapio says: RE:Val Bavona
Sent 1 May 2012, 21h56
Bien sûr, le jeune alpiniste modeste & dynamique dont tu parles pourrait aussi être intéressé à parcourir cette vallée oubliée, je crois, et dans ce cas-là on pourrait de nouveau parler d’éqipe tri-nationale…

Zaza says: RE:Val Bavona
Sent 1 May 2012, 21h56
Bien sur! Tu peux le consulter la prochaine fois que tu passes par la capitale (de la modestie).

Il y a plusieurs itinéraires qui m'attirent...par exemple Corte di Ravagliee, Costa Stagna, Bedu - Paraula, Piazza/Zota...


tapio says: RE:Val Bavona
Sent 1 May 2012, 22h12
Ça vaut aussi pour moi, pratiquement chaque itinéraire est intéressant…

Hurluberlu says: RE:Val Bavona
Sent 1 May 2012, 22h14
ok, je vote pour la costa brava:)

Zaza says: RE:Val Bavona
Sent 2 May 2012, 20h45
Je viens de consulter la description de la Costa di Chint...ça fair envie d'y aller tout de suite! C'est un des quelques itinéraires qui n'étaient pas décrites dans le livre de Cattaneo. De toute façon, je serais partant!!

tapio says: RE:Val Bavona
Sent 2 May 2012, 21h36
Puisqu’il y en a pas d’itinéraires avec ce nom dans le livre “Alpi di Val Bavona”, je suppose que tu te réfères au chapitre 1.4 (Bignasco – Cappella di Piodàu – Secc – Valcesto/Croso dell’Incisa – Chint) (T6)

Richtig?


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