Monte Comer – m 1.279 e Monte Denervo – m 1.459 - 11 Febbraio 2012
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“Andiamo sul Garda, c'è questo giro molto panoramico, vedrai: ti piacerà!”
Sono perplessa perchè danno nevischio in mattinata in quella zona ma come dire di no a tanto entusiasmo?
Stavolta non ci sono stati troppi casini per incontrarci, ho solo cannato io l'uscita :) ma conoscendo la zona me la sono cavata con “solo” 5 minuti di ritardo.
Niente traffico, ancora buio. Quando siamo in zona non ci sembra che la visibilità sia ottimale ma non ci facciamo scoraggiare. Una piccola sosta alla splendida Salò per caffè e panettiere e poi via. Per fermarci poco dopo a causa del ghiaccio sulla strada che porta all'inizio del sentiero. No, da qui non saliamo. I miei 2 ospiti che conoscono bene la zona, tirano fuori dal cappello un'alternativa solo che questo ci farà perdere un po' di tempo e cosi iniziamo a camminare tardi.
Il panorama che doveva tanto farci sognare … ci fa davvero sognare nel senso che …. nevica, altro che vedere il lago!
Ma non ci scoraggiamo e tra chiacchiere e risate iniziamo la nostra escursione. Mi hanno portato a vedere una chiesa scolpita nella roccia che mi ha ricordato moltissimo la cappadocia, abbiamo fatto un sentiero attrezzato dentro un canale bellissimo e ci siamo divertiti come dei matti a prenderci in giro (eravamo completamente in sicurezza, se a qualcuno venisse il dubbio, nonostante le stupidaggini che scriveremo sulla foto!)
Poi su per una cresta piena di alberi, con i segni poco visibili e la neve che aumentava sempre di più.
Soste: parola, ahimè, anche qui sconosciuta. Un paio di volte per bere e poi …. niet!
Qualcuno è in grado di spiegarmi perchè mai io vado in montagna sempre con dei negrieri????
Arriviamo sulla prima cimetta sommersi dalla nebbia … e dalla neve :) Meno male che è secca e soffice e non bagna. Cerchiamo di proseguire ma non riusciamo a capire bene dove si va. Dopo un po' di ravanamenti i miei 2 anfitrioni trovano il sentiero e a questo punto li premio … con i dolcetti mica tanto buoni che ho costretto a mangiare con la forza :)
Un sorso di tisana calda e poi via verso l'altra cimetta.
La neve non è tantissima, ma vi assicuro che la fatica si faceva sentire (e qui un ringraziamento particolare a Marco che ha battuto la strada per tutto il percorso!) Arrivati sulla cimetta la neve, se possibile, scende ancora più copiosa. Sempre ridendo, scherzando e ovviamente chiacchierando ci avviamo verso il punto che i miei negrieri hanno deciso per il pranzo.
Arrivati ad una piana però non capiamo più dove si deve andare. Gipsy e cartina ci aiutano poco ma alla fine decidiamo per una direzione … e poco dopo ecco ritrovati i segni. Grandi soci!
Io inizio ad essere stanca. I miei negrieri mi concedono una piccolissima sosta e io, per non perdere tempo, prendo la frutta secca che ho nella tasca dello zaino, quella in vita … Cristina mi guarda stupita: ma dove diavolo la tenevi quella scatolina??? Ah … ancora non conosce le mie riserve :)
Arriviamo sulla strada e finalmente alla sosta pranzo: e sono le 4 passate …. più che pranzo direi merenda!
Per fortuna troviamo una casa i cui proprietari, gentilissimi e molto ospitali, hanno lasciato la veranda aperta. Non è calda, ma è riparata dalla neve e dal venticello gelido che si è alzato. Inoltre possiamo sederci all'asciutto a mangiare.
Ripulito tutto (hanno lasciato una scopa, come non usarla?) riprendiamo la discesa. Pezzo su strada poi di nuovo sentiero fino a tornare a Sasso, nostra località di partenza, ormai quasi con il buio.
Che gita! Niente panorami, ma mi sono divertita un mondo! Bello il percorso, bella la neve e splendida la compagnia!
Hanno avuto il coraggio di camminare con me Cristina e Marco.
heliSLaLenta
Vista da
cristina
Sembra proprio che ultimamente bisogna sempre tenersi qualche escursione di riserva per cambiare programmi all’ultimo minuto secondo…
E’ un po’ che avevamo voglia di tornare sul Garda e anche se le previsioni non sono buone, per la verità sono solo vicino alla sufficienza decidiamo per il Pizzoccolo. E-mail a Silvia, per lei è una bella levataccia ma la promessa di vedere un posto nuovo sembra allettarla, e nuovo è rimasto…
Qualche telefonata alla sera per sapere cosa potremmo trovare e ci consigliano solo i ramponi, sulle condizioni della strada non sanno niente.
La sorpresa la troviamo ai primi tornanti, ghiaccio vivo, mannaggia, per arrivare a S. Urbano ci vuole ancora un po’ e non ci sembra proprio il caso di continuare, sta pure nevischiando. Veloce consulto, andiamo alla Comer.
Le previsioni che avevo letto davano nevischio dal pomeriggio e ottima visibilità, quelle di Silvia nevischio alla mattina e miglioramento nel pomeriggio, quello che troviamo è neve dalla mattina alla sera e visibilità nulla! Fantastico!
Lasciamo l’auto a Sasso e tra gli sguardi un po’ curiosi dei cani e di qualche paesano, attraversiamo il paese e saliamo all’Eremo di San Valentino. Il posto dovrebbe essere, anzi lo è, molto panoramico ma al momento riusciamo solo ad intravvedere qualche casa di Gargnano, dopo immagineremo tutto quello che ci sta attorno. Ottima visibilità, si certo a circa 1 m, vedo bene Silvia e anche Marco davanti a me ma oltre ben poco! Dopo 2 foto la macchina fotografica muore per il troppo freddo, per fortuna abbiamo il muletto, altrimenti...
Accanto all’Eremo parte un breve ma ripido sentiero attrezzato, il divieto del cartello non parla di nevicate in corso per cui…
Siamo di una lentezza mostruosa, diamo la colpa al ghiaccio, alla neve, ma secondo me è il fatto che non stiamo zitti un attimo e sembra che non si riescano a fare due cose contemporaneamente.
Dalla cima Comer, scendiamo per salire alla Denervo, per fortuna la mia memoria questa volta non fa cilecca. Mi sembra che stiamo scendendo troppo, ci fermiamo, io risalgo e Marco scende ancora un po’ per vedere se i segni girano, Silvia fa il paletto. Risalendo ritrovo il sentiero, chiamo i soci e per premiarci o avvelenarci, visto che continua a dire che non sono buoni, Silvia ci offre i suoi dolcetti. Sappiamo che dalla notturna al Cornizzolo sono tornati tutti a casa vivi e vegeti per cui speriamo vada bene anche a noi… Riprendiamo a camminare sempre più faticosamente per via anche di sassi e roccette molto scivolose e arriviamo alla Denervo.
Oggi praticamente viaggiamo a ricordi, sta nevicando sempre più forte e fermarsi per guardare la cartina vuol dire congelarsi per cui non facciamo che camminare, parlare, quello proprio non può mancare che sia salita o discesa poco importa e devo dire per fortuna, in giornate come questa che non vedi un tubo, cammini a testa bassa, rincagnati come le tartarughe almeno ci si rallegra con le chiacchiere.
Scendiamo a Malga Denervo e poi al P.so Fobia dove come temevo ritrovare il sentiero per il P.so di Lovere non è semplice. Tra la neve e la poca visibilità, troviamo e perdiamo i bolli più di una volta. Arrivati in un ampio prato li perdiamo definitivamente, la cartina non ci aiuta e neanche il GPS, poi ragionando sul fatto che il sentiero passa sotto la cresta Comer-Denervo, decidiamo di salire su un dosso alla nostra sx e cercare il sentiero in quella direzione. Infatti, poco dopo ritroviamo il bollo, rientriamo nel bosco e con un lungo traverso arriviamo al P.so di Lovere. Fare attenzione perché il traverso prosegue diritto, per il passo bisogna girare a sx nei pressi di una curva del sentiero, non ci sono indicazioni, ma si possono notare dei bolli gialli sugli alberi e un po’ più in alto a sx, una casa. Al passo abbiamo la fortuna che il proprietario di una villetta ha lasciato aperta la veranda, per cui possiamo mangiare qualcosa al coperto e al riparo. Pranzo/merenda che dir si voglia, velocissimi, ormai sono le 16,00 e di luce non ne abbiamo ancora molta. Prendiamo poi la strada per Sasso e a Razone a 930 m ca, troviamo la deviazione, sentiero 38, che torna al paese.
Come sempre quando c’è allegria anche se la giornata non è ottimale e i panorami promessi non si fanno vedere, passano in secondo piano e rimane un’ottima giornata passata in compagnia.
Vista da
Marco27
Appuntamento ai carciofi/pigne/ananas di Cinisello Balsamo; quando esco dall’autostrada mi ritrovo in un mondo nuovo: rotonde, rotondine, svincoli, sottopassi, sovrapassi, sovrasottopassi, sottosovrapassi eccetera… Alla fine raggiungo il parcheggio e aspetto. Quando l’ora dell’appuntamento è superata da qualche minuto, comincio a sospettare che Silvia stia esaurendo il pieno di gpl, e quindi quello di benzina, girando in tondo per quel rebus di svincoli. E invece no; ha toppato l’uscita (giusto per non smentirsi), ma alla fine arriva.
Giunti a Toscolano Maderno (uno dei posti dove andrei a vivere) cominciamo a salire verso S.Urbano; superate le varie frazioni, la mia più grossa preoccupazione fin da ieri si materializza: ghiaccio verde sulla strada. In queste condizioni a poco servono gomme termiche e trazione integrale, tanto più che la strada che ci aspetta è talmente ripida che la prima marcia è spesso appena sufficiente, e oltretutto è alquanto lunga. Potrei provare con le catene, ma ho paura di trovare condizioni peggiori più in alto e dover poi tornare fin qui in retromarcia. Si cambia programma: Cima Comer e Monte Denervo. Raggiungiamo Sasso (bellissima frazione sopra Gargnano) , dove parcheggiamo, e dove Silvia ha uno scambio di impressioni, alcune molto profonde, con il beagle della casetta sottostante; non so cosa si siano detti di preciso, ma a un certo punto il beagle fa un woof, che suona più o meno come un “va a da via i ciapp”, e se ne torna verso la cuccia.
Dopo esserci convinti che il tipo della casetta sovrastante il parcheggio non ha nessuna intenzione di invitarci in casa a fare colazione, prendiamo la via di salita.
Tutta la prima parte, fino all’eremo di San Valentino e oltre, è caratterizzato dal solito blabbleggio, interrotto solo dalle lamentele di Silvia: Fai il passo troppo lungo…. Questo gradino è troppo alto…. E io da dove passo…… Qui non ci arrivo….. C’ho il piede all’altezza del sedere…..Cado…. Scivolo….. C’ho fame….. C’ho sete….. Mi scappa la pipì……. eccetera.
Dall’eremo cominciamo a risalire; un cartello sconsiglia di percorrere il canale in certe condizioni, ma siccome siamo già passati di qui, sappiamo che è stato messo unicamente (e giustamente) per dissuadere dal salire le frotte di merenderi da capannina sociale che in estate invadono il Garda (e non solo quello).
Arriviamo così in cima alla Comer; scendiamo sull’altro versante, e con qualche tentennamento circa il percorso da seguire, risaliamo al Denervo. Siamo piuttosto lenti a causa della neve che, per quanto poca, è comunque tutta da battere, e anche perché non sempre il percorso fra carpini e roverelle piegati dalla neve è di facile intuizione. E’ più facile (e divertente) tuttavia dare la colpa a Silvia e alla sua presunta lentezza, che star li a disquisire sui reali motivi del ritardo.
Tutta la discesa è all’insegna del “FAMEEEEEE” di Silvia, che a intervalli regolari di circa 3 secondi mi arriva da dietro, e che sistematicamente ignoro, perché l’obiettivo è arrivare al Passo di Lovere. Qui finalmente ci concediamo una sosta nella veranda di una abitazione, il cui proprietario ha lasciato aperta. Amo pensare che lo abbia fatto apposta per accogliere i viandanti.
Da qui l’escursione procede lungo la carrozzabile (dove Silvia cucca alla grande l'operatore dello spalaneve, salvo abbandonarlo dopo averlo illuso), e quindi per sentiero, fino a tornare all’abitato di Sasso, dove Silvia ha un nuovo scambio di impressioni con il Beagle di questa mattina, il quale la sta probabilmente cazziando, a ragione, per essere stata troppo, troppo, troppo lenta.
Spazziamo via i 5 cm di neve accumulatisi sulla macchina e riprendiamo la via del ritorno. Obiettivo raggiunto anche questa volta: ci siamo divertiti un mondo, e come al solito abbiamo sparato una quantità industriale di boiate.... mi sa che dovrò portarmi appresso una telecamera, perchè scriverle non rende l'idea......
Quota partenza: 531
Quota arrivo: 1.459
Dislivello secondo Gipsy: m 1.300 circa
Tempo totale: 8 h 39 m
Km percorsi secondo Gipsy: 16 circa

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