Una SPINA (VERDE) nel cuore


Published by ugo , 6 February 2012, 14h06.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike: 2 February 2012
Hiking grading: T1 - Valley hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 4:30

 

UNA SPINA ( VERDE) NEL CUORE

Guardo dal balcone di casa : oggi la Spina Verde e’ tutta bianca.

Macchina in garage. Esco a piedi per raggiungere Giorgio in Piazza Camerlata, un caffe’ veloce e poi via ….per via Santa Brigida….con 10-15 cm di neve….si entra nel Parco Regionale Spina Verde.

Il Parco delle Rimembranze e’ magico….alberi con la neve e un gran silenzio…tralasciamo sulla destra il sentiero per il Castel Baradello, che percorreremo alla fine del nostro giro, e proseguiamo per la Cascina Respau’ di sotto (oggi Agriturismo)

Salita al punto panoramico sempre con una neve soffice e intatta.

La vista su Como e dintorni e’ suggestiva ma non cosi’ completa come descritto al fondo della relazione.

Scendiamo e risaliamo al punto panoramico Baita Elisa mentre scende una neve fine fine….

Baita Elisa….leggera discesa verso destra e poi prendiamo la deviazione a destra per la Croce di S. Eutichio.

Al termine della salita si incontra la strada che sale da Prestino per la Baita Monte Croce la seguiamo sino alla deviazione a destra per la Croce di S.Eutichio…..punto panoramico sulla citta’ di Como oggi con tutti i tetti imbiancati dalla neve…..

Proseguiamo sino ad un secondo punto panoramico con ottima vista sullo stadio Sinigaglia. Ricordo di essere stato qui con le figlie piccole,  moltissimi (!!!!) anni fa, mentre giu’ nello stadio si giocava Como-Napoli (di Maratona). Non chiedetemi il risultato !!

Rientro sul sentiero principale e piegando a sinistra raggiungiamo la Baita Monte Croce, chiusa, con i tavoli di pietra che evidenziano la neve caduta.

Discesa, lungo la strada incrociata in precedenza, per la Baita Pianvalle  ed il successivo sito archeologico oggi tutto coperto dalla neve .

Proseguiamo in piano sino alla Cascina Respau’ di sopra….restaurata dall’ Associazione Nazionale Alpini (evviva!).  Baita di Ristoro oggi chiusa.

Discesa verso Respau’ di sotto, Parco delle Rimembranze e salita al Castel Baradello.

L’accesso all’area della Torre recentemente restaurata e’ chiusa….foto ricordo…. discesa lungo la strada che ci porta, passando sopra la chiesa di S.Carpoforo e davanti al Depuratore dell’acquedotto di Como (tutto in galleria sotto il colle del Baradello, dove si depura l’acqua del lago per poi immetterla nelle rete idrica della Citta’), in via Rimoldi.

Qui le strade di Giorgio e mie si dividono…..a piedi….rientriamo alle rispettive abitazioni…..la mia strada un po’ piu’ lunga…..

 

 

 

Questi appunti, relativi al nostro giro di oggi, sono stati ricavati dal sito :

www.spinaverde.it

Il Parco Regionale della Spina Verde si estende sulla fascia collinare a nord ovest di Como. Il territorio presenta innumerevoli motivi di interesse: la natura - con particolari aspetti geologici e vegetazionali, l'archeologia - con i resti della Como protostorica e la storia - dal medioevale Castello Baradello fino alle recenti trincee del Sasso di Cavallasca.

Anche i numerosi luoghi di culto - dai ritrovamenti riconducibili ad antichi riti preromani e Romani, ai Santuari (prime tra tutte le Basiliche di S. Carpoforo e S. Abbondio), ai luoghi di manifestazioni tradizionali, come la Chiesetta di S. Rocco a Cavallasca e la Croce di S. Eutichio - identificano la Spina Verde come sede privilegiata per le espressioni di cultura religiosa.

PARCO DELLE RIMEMBRANZE

Il Parco delle Rimembranze sorge in prossimità del Castello Baradello.
L’area rappresenta uno dei punti più suggestivi dell’area compresa tra il colle Bradello e il Colle del Respaù. La particolare conformazione “a catino” fa si che non vi sia inquinamento acustico. Giunti al Parco delle Rimembranze sembrerà di essere tornati indietro di 1000 anni al tempo del Barbarossa. Presso il grande prato è stato realizzato dagli Alpini un altare di commemorazione dei caduti presso il quale talvolta si svolgono cerimonie e S. Messe.
L’intera area è stata riqualificata in passato dagli Alpini i quali hanno costruito anche una scala di  collegamento tra il sentiero 1 - La dorsale collinare e il sentiero 10 che, ad anello, cinge il colle del Baradello

CASCINE RESPAU'

Il complesso delle cascine Respaù sorge a poca distanza dal castello Baradello e rappresentavano in epoca medioevale la servitù del Castello. Si tratta di alcune cascine fortificate in grado di resistere con il castello ad un assalto nemico. Nell’area, grazie anche alla favorevole esposizione, si coltivava gelso e tutto ciò che occorreva al castello. Successivamente alla caduta della fortezza furono utilizzate per attività agricole varie, pascolo, bachicoltura, coltivazione di segale e frumento per secoli fino agli anni ’50 del secolo scorso. Oggi il Respaù di sotto è adibito ad agriturismo, mentre il Respaù di sopra è la sede di attività di ristorazione degli Alpini.

PUNTO PANORAMICO DEL RESPAU'

Il sito panoramico del Respaù, per la collocazione e la morfologia orografica, è unico nel suo caso sull'intero territorio del Parco Spina Verde di Como: esso infatti permette la vista a 360 gradi sul territorio e sui paesaggi circostanti.

Il sito panoramico è situato a  circa 465 metri sul livello del mare e si raggiunge partendo dalla baita degli Alpini per salire al balcone panoramico. Dalla postazione nord è possibile notare da sinistra verso destra: la dorsale collinare della Spina Verde di Como, l'area dello scalo merci di S. Giovanni, , la collina di Cardina, il borgo di Tavernola, il comune di Cernobbio e la sua frazione Rovenna, il monte Bisbino; sotto la Città di Como (il centro storico, le espansioni), il primo bacino del Lario,  la punta di Villa Geno; in alto Brunate, Civiglio, Lora e i monti del Triangolo Lariano sullo sfondo. Dalla postazione est in primo piano la collina del Baradello con il castello, e l'area di Como Borghi - via Milano - S. Rocco; in secondo piano il monte Goj, Lora, i monti del triangolo lariano. Dalla postazione sud-est è possibile vedere Lazzago, la collina di Grandate, Montano Lucino; sullo sfondo Milano e gli Appennini

PUNTO PANORAMICO BAITA ELISA

Il sito panoramico della Baita Elisa è collocato in prossimità del sito del Respaù ma, al contrario di quest’ultimo, la morfologia della dorsale collinare e la collocazione del balcone panoramico permettono la vista unicamente sulla città di Como. Il sito panoramico è situato a circa 465 metri sul livello del mare: partendo dalla baita e diregendosi verso sinistra si raggiunge la postazione panoramica più grande e importante; dalla baita girando verso destra si raggiunge una postazione minore ma da cui si gode di una splendida vista su Como.

LA CROCE DI SANT'EUTICHIO

La Croce è posta sul pianoro del colle di Sant'Eutichio, rivolto verso la parte meridionale della città e proteso su un precipizio. Essa è stata costruita in occasione del XIX Centenario della Crocifissione di Gesù Cristo, quando il pontefice Pio XI indisse l'Anno Santo. Allora gli uomini dell'Azione Cattolica della città di Como provvidero ad installare una Croce in ferro sul colle per sostituire quella in legno esistente da tempo immemorabile. Si narra che Eutichio (morto nel 539 d.C.), ottavo vescovo di Como, amasse pregare nei boschi della Spina Verde sovrastanti la protobasilica di S. Abbondio laddove esisteva una croce in legno che proteggeva la città; lo stesso morì in quei boschi e i comaschi gli dedicarono il colle e compirono (tradizione conservata fino all'inizio del secolo scorso) pellegrinaggi annuali alla Croce in cima al Colle. La Croce moderna è meta di pellegrinaggi negli anni della seconda Guerra mondiale ed è stata recentemente restaurata per la visita del Papa a Como (1996).

PUNTO PANORAMICO DEL MONTE CROCE

La dorsale collinare della Spina Verde di Como si caratterizza come balcone panoramico verso la città. Il sito più interessante dal punto di vista panoramico è situato a circa 520 metri sul livello del mare presso la Croce di Sant'Eutichio e si raggiunge partendo dalla baita Monte Croce dirigendosi verso destra; partendo dallo stesso sito si prosegue verso sinistra per raggiungere la postazione panoramica minore da cui si gode di una splendida vista su Como.

ABITATO DI PIANVALLE

L'abitato di Pianvalle sorge sulle pendici del monte Caprino; venne riportato alla luce attraverso una serie di campagne di scavo iniziate nel 1971.L'area ha restituito tracce di abitazioni e di ambienti realizzati con murature in pietra a secco.

La frequentazione del sito inizia molto probabilmente nel neo-eneolitico (attestata da alcune incisioni rupestre), mentre una prima fase dell'abitato è collocabile intorno al IX - VIII secolo a.C. La notevole densità di strutture evidenzia un'organizzazione interna di tipo proto-urbano.

Le rocce incise rappresentano un’ulteriore testimonianza dell’antica civiltà di Golasecca presente oggi nel Parco Regionale Spina Verde.
Tra i luoghi dove è possibile osservare le incisioni rupestri vi è, primo per dimensione e importanza, il roccione di Pianvalle.
Esso è una roccia-altare con incisioni forse a carattere rituale-devozionale connesso con culti delle pietre e culti solari; tra le incisioni rupestri figurative si segnalano  incisioni a forma di ascia, di triangolo (da connettere con i  simboli  vulvari della fertilità),  e quindi a forma di antropomorfo a “phi” dotato di piccole corna.

 

Castello Baradello

 

Simbolo ed emblema del Parco Spina Verde è il Castello Baradello.
La fortificazione sorge su un colle che, per le sue caratteristiche orografiche, è stato più volte utilizzato come postazione  strategica per il controllo del territorio circostante: lo stesso appellativo Baradello proviene dal vocabolo celtico "barrus" – ovvero luogo elevato - facendo presumere un suo utilizzo già ai tempi della dominazione celtica. Ritrovamenti di monete romane hanno fornito l’indicazione di un avamposto difensivo e di avvistamento di epoca romana, mentre le parole di Giorgio di Cipro nella sua "Descriptio Orbis Romani" (647 d.C.) ci dicono che, ai tempi della difesa dell'ultima romanità nei confronti dei popoli barbarici, la località era utilizzata come avamposto militare del Limes ovvero del confine dello Stato Romano.

L’aspetto odierno del Castello è dovuto all’Imperatore Federico Barbarossa che, dopo la vittoria del 1158 su Milano, aiutò i Comaschi a ricostruire la torre sui resti delle più antiche fortificazioni.

Oggi del Baradello, smantellato dopo il 1526 dagli invasori Spagnoli per paura che la popolazione potesse usarlo come luogo di difesa, rimane sono la torre come un "faro di pace" (come lo definì lo scrittore Giovanni Verga) a guardia della città e del Parco.

 

Basilica di San Carpoforo

 

La tradizione vuole che, verso la fine delle persecuzioni, un soldato romano, Carpoforo con cinque compagni, Esanto, Cassio, Licinio, Severo e Secondo, fuggiti da Milano, perché cristiani, subirono il martirio nella località detta Selvetta, sulle pendici orientali del colle Baradello, presso un tempio dedicato al dio Mercurio, di cui sono state rinvenute iscrizioni mutile su pietra.

Le persecuzioni cessarono nel 313 con l'editto di Costantino. Nel 386 sant'Ambrogio consacrò primo vescovo di Como san Felice che trasformò in chiesa cristiana l'antico tempio pagano ormai in rovina e vi collocò le spoglie di San Carpoforo e dei suoi compagni. Intorno a questa prima chiesa di Como sorse la prima comunità cristiana comasca. In questa chiesa fu poi sepolto anche san Felice, nel sarcofago che si trova dietro l'altare dell'attuale cripta.

La pianta a tre navate ha un aspetto singolare con notevoli assimetrie così come la facciata parzialmente interrata e priva di portale: vi si accede infatti da un ingresso aperto nel fianco meridionale. Il complesso di S.Carpoforo si trova al margine meridionale del Parco del Tempo sul lato della Spina Verde che guarda verso Como, appena sotto il Castello Baradello.



 

www.spinaverde.it

 

 

 


Hike partners: ugo

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