alcuni TROVANTI al Castel d' Ardona


Publiziert von ugo , 30. Januar 2012 um 14:29.

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum:26 Januar 2012
Wandern Schwierigkeit: T1 - Wandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 5:00
Aufstieg: 850 m
Abstieg: 850 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:tutto cio' che porta a Como
Zufahrt zum Ankunftspunkt:tutto cio' che porta a Como

 

Alcuni TROVANTI al Castel d’ Ardona

 

Riprendono le uscite del Giovedi’ a Km ZERO (non di cammino ma di automobile!!!) o quasi

 

Dopo due timide uscite :

 

12 – 1 – 2012  Como > S.Donato > Brunate > Nidrino > Como

 

19 -  1 – 2012  da casa Via Baserga > lago di Montorfano e ritorno

 

Sempre con Giorgio e Lucio, oggi andiamo ancora sui sentieri di Brunate per scendere a Torno attraverso il Castel d’ Ardona  e Monte Piatto.

 

Partenza da via Martino Anzi a Como. Prendiamo il sentiero (poco usato!) che sale da via Crispi e si innesta su quello piu’ usuale per S.Donato che parte alla fine della via Crispi.

 

San Donato
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Proprietà attualmente frazionata, il complesso conventuale è in parte scavato nella viva roccia con accesso alla grotta eremitica del beato Geremia Lambertenghi, terziario francescano (1440-1513). Rupestre è la parete sinistra della chiesa ad aula unica. Forse di fondazione longobarda, con torre di segnalazione tra­sformata in campanile, sede del culto di matrice orientale della pesatura dei neonati, fu anticamente proprietà del monastero benedettino di S. Giuliano. Iacopo Mansueti, commendatario dello stesso, lo concesse a fra' Cornelio di Piacenza per i Terziari francescani. Il convento, soppresso nel 1772, fu eretto nel 1435, epoca cui corrisponde l'architettura dell'abside poligonale interna con volta a ombrella, su eleganti mensole scolpite. Alterata la prima cappella a sinistra, perduto l’arredo, restano gli stucchi seicenteschi nella sacrestia sotto il campanile, a sud del presbiterio. La chiesa è interna al complesso: preceduta da un atrio porticato con funzione di chiostro, ha semplice facciata con finestra termale e portale con timpano datato 1596.
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Pausa caffe’, d’obbligo e usuale, a Brunate.

 

Poi sentiero che taglia in vari punti la strada carrozzabile sino al Piazzale del Faro e poi sino al piazzale del CAO. (Club Alpino Operaio)

 

Stiamo sulla destra, c’e’ piu’ sole, ed eccoci alla Baita Carla .

 

Percorriamo il selciato recentemente sistemato sino al cartello (al termine della salita) che indica sulla sinistra il sentiero per il Castel d’Ardona e Torno.

 

Un lungo traverso su ottimo sentiero ci porta in piano o in lieve salita alla quota 1044 a picco su Torno ed il lago di Como (vista un poco coperta dalla vegetazione)

 

Il paletto segnavia ci indica la discesa su Monte Piatto e Torno.

 

Incontriamo i ruderi del Castel d’Ardona

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“La villa, chiamata Castel d'Ardona, sorge nel 1894, su un'anticima del monte Croce d'Ardona, per volontà di Angelo Ruspini, esponente di una nobile famiglia lariana.
Il posto, considerato oggi isolato ed inaccessibile, gode di una stupenda vista e forse è di moda, grazie alla costruzione della funicolare. Certamente è difficile, se non impossibile, comprendere le ragioni di questa scelta usando metodi attuali.
Alla morte del Ruspini la proprietà passa in eredità alla sua governante che la cede, nel 1925, al Gruppo Aziendale Tintoria Comense. Per un po' viene, quindi, utilizzata come luogo di vacanza per i figli dei dipendenti della più grande tintoria di Como, l'arcinota TICOSA.
In fine, viene abbandonata, forse a seguito di un incendio, anche perché, nel frattempo, la "colonia montana", diffusa fino verso metà del 900, sta esaurendo la sua funzione.”
 

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Aggiriamo i ruderi sulla sinistra,  poi il sentiero scende ripido con numerosi tornanti.

 

E tra un tornante e l’altro…….alcuni TROVANTI.

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“Così li definisce Antonio Stoppani nella pubblicazione 'Valsassina e il territorio di Lecco':

"Portatevi a Valmadrera e già sul dorso dei colli, sui fianchi dei monti, sui margini dei laghi, sui cigli dei precipizi pù paurosi, dappertutto, dico, vedrete o solitari, o in gruppi fantastici, o allineati in modo mostruoso, flangi, pezzi enormi di graniti, di porfidi, di serpentini, di rocce alpine di ogni genere, evidentemente divelti dai monti lontani, portati più giù a centinaia di miglia di distanza e posti a giacere così rudi e informi, ove possono meglio stupirci".
 

Oggi sappiamo che per capire la formazione dei massi erratici dobbiamo riferirci alle alternanze delle glaciazioni avvenute nell'ultima era geologica (detta anche era Quaternaria), durante il Pleistocene, che iniziò circa 2 milioni di anni fa. In certi periodi la temperatura sulla Terra si abbassò di qualche grado (ma su scala mondiale) determinando l'espansione dei ghiacciai, che arrivarono a coprire fino a una superficie pari al 32% delle terre emerse (comprendendo anche i Poli); con il rialzo successivo della temperatura si aveva poi il conseguente ritiro dei ghiacciai (sulla causa di queste variazioni di temperatura c'è tuttora incertezza !). Si ritiene che le principali glaciazioni siano state 4 con tre fasi interglaciali, mentre la quarta è il postglaciale nel quale viviamo (Olocene). Nell'epoca glaciale il ghiacciaio dell'Adda che scendeva dallo Stevio invadeva la Valtellina e si univa a quello dello Spluga e della Valchiavenna proseguendo poi verso sud fino a intersecarsi con i ghiacci del Lago di Como, con uno spessore di oltre 1.500 m. e una lunghezza di 200 km circa. Ritirandosi lasciò depositati sul fondo i materiali trascinati con sé nel suo lungo percorso (morene): dalle sottili argille a massi di tutte le dimensioni, in particolare graniti, serizzi ghiandoni e serpentini della Valmalenco e della Valmasino. E' proprio nella zona del Triagolo lariano (ad una altitudine intorno ai 500-600m.) che troviamo il maggior numero di massi erratici, perché qui spingeva l'azione possente delle forze dei due ghiacciai in movimento. “

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Un bel “acciottolato” scende verso Torno, una bella mulattiera ben gradinata con  i cordoli dei gradini in granito su cui “scivolavano” le slitte di legno tirate o frenate dai muli.

 

Dopo una cappelletta dedicata a S.Giuseppe si giunge alla strada asfaltata.

 

Si attraversa tutto il paese di Torno sino alla provinciale Como-Bellagio che si attraversa per scendere sino al porticciolo di fronte alla chiesa di Santa Tecla.

 

Prosecco e panino con pancetta al bar…..poi battello per COMO.

Oggi mi hanno accompagnato : Giorgio e Lucio


 

 



 

 

  


Tourengänger: ugo


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Kommentare (3)


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Amedeo hat gesagt: ...trovanti!!
Gesendet am 30. Januar 2012 um 16:21
L'abate Stoppani..........la cui effige era sul formaggio Bel Paese (nome del suo bellissimo libro). Mi ci vorrebbe un bel ripasso geologico........!!
Ciao
Amedeo

ugo hat gesagt: RE:...trovanti!!
Gesendet am 31. Januar 2012 um 08:30
Il testo in corsivo l'ho preso in internet.......se ci sono errori.......correggimi....!!!!! Ciao

gbal hat gesagt: Molto interessanti....
Gesendet am 31. Januar 2012 um 22:26
....queste gite del GIOVEDI'. Non solo montagna ma anche belle visuali, panorami, passeggiate a misura d'uomo e un po' di cultura.
Un bel mix, non c'è che dire.
Complimenti
Giulio


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