Val Boazzo: Cascata di ghiaccio - 29 Gennaio 2012
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Vista da
heliS
Abbiamo fatto di tutto insieme: le notturne, le mattiniere, le giornaliere … ci mancava giusto la pomeridiana :)
Quando mi hanno detto che si faceva nel pomeriggio ho storto il naso: verremo giù che è buio.
Mario mi dice subito che ha portato la frontale :) bene, la pensa come me!
Sapevo che il sentiero per scendere era davvero impervio; diciamo cosi: se inizi a scendere, sei convinto che la cascata te la fai tutta pur di non risalire da li. E' davvero ripidissimo, scivolosissimo e in alcuni punti anche pericoloso.
Ecco perchè ringraziamo davvero 2 gruppi di persone: i primi che hanno tracciato oggi il sentiero sia scendendo verso la cascata che alla fine per tornare alla macchina, sia chi ha deciso di mettere delle corde per aiutare nella discesa.
Altro grosso ostacolo attraversare il torrente. I maschietti passano senza grossi problemi, per me invece mettono una corda … che schiappa che sono!
Altri passaggini divertenti come questi e siamo finalmente in vista della cascata.
Sono bagnata fradicia di sudore … e non ho ancora iniziato!
Ci prepariamo e i due capicordata partono.
Io non sono brava a fare le relazioni tecniche. Posso solo dire che abbiamo superato laghi dove non era il caso di finire dentro, la cascata non è continua ma ci sono salti un po' appoggiati e altri verticali; su uno di questi ho fatto anche il mio primo voletto … da seconda ovviamente … un minimo di spavento iniziale poi, quando ho capito che non avrei puciato neppure i piedi nell'acqua sottostante, mi sono tranquillizzata.
Giuliano dice che con le picche faccio solletico al ghiaccio, e probabilmente ha ragione … ma se invece di criticare e basta mi spiegasse bene come le devo usare? No, non è da lui. E' forse l'unico suo difetto: secondo lui devi nascere imparata :(
Cmq, solletico si o no, mi sono fatta tutti i miei saltini di ghiaccio. Quando finalmente capisco come salire senza svenarmi di fatica … la cascata finisce … Ci sleghiamo e io crollo. Sono stravolta ma il mio negriero non mi concede neanche una pausa. Ha ragione, dobbiamo essere fuori da qui prima che faccia buio e, se possibile, anche giù. Solo che io sono davvero stanca. Preso da compassione, mi permette di bere un sorso di tisana e poi via di nuovo, a rincorrere gli altri 2 soci che (comediavolofanno?!?!?!) sono già su.
Seguo le orme e finalmente siamo fuori dal bosco. Ora non so più nemmeno come mi chiamo. Vedo due ombre laggiù ferme, che si stanno togliendo tutta l'attrezzatura: SI RIPOSAAAAAAAAAA !!!
Arrivo, c'è una panchina; la spolvero dalla neve e mi siedo.
Tiro fuori la torta per i miei soci e poi non riesco più a fare nulla.
Mario e Pinuccio, presi da compassione, mi aiutano a togliere i ramponi.
L'imbrago lo tengo su, non voglio neppure sprecare energie per toglierlo.
Bevo. Ho più che altro sete. Quando finalmente mi avvicino alla scatola della torta noto con molta soddisfazione che ne sono avanzati solo 3 pezzetti: hanno apprezzato.
Riusciamo a mettere via la scatola vuota, metto le picche nello zaino, insieme al casco e prendo i bastoni.
Come dicevo, la discesa ce l'hanno segnata i ragazzi che sono saliti prima di noi. I ramponi li abbiamo messi via ma uno alla volta riusciamo tutti a cadere: sotto lo strato di neve c'è una lastra di ghiaccio che non concede sconti!
Bosco. Non è esattamente l'itinerario che ho fatto io l'altro giorno ma scende, e questo ci basta.
Riusciamo ad arrivare alla strada ancora con la luce. Ora dobbiamo risalire.
Non la ricordavo cosi lunga … Giuliano tira fuori la frontale, Mario mi segue tallonandomi mentre Pinuccio prende il volo.
La luce di Giuliano mi guida, Mario mi consola ma io sono di nuovo accaldata, sudata e stanca … ma felice di questa splendida altra esperienza.
Pinuccio sembra sempre essere li che dice: “ma chi me lo ha fatto fare!!! Io questi non li seguo più! E poi, quando arriva la nuova proposta, non si tira mai indietro :)
Un ringraziamento particolare lo devo fare a Giuliano: pieno di antibiotici ha deciso che si faceva lo stesso altrimenti c'era il rischio che si saltasse anche quest'anno; e nonostante il mal di denti è stato come sempre all'altezza della NanoAdventure!
Grazie a Mario, Pinuccio e naturalmente Giuliano che hanno condiviso questa esperienza con me.
heliSLaLenta
Vista da
Nano
Voglio mettere due parole per fare i complimenti ai miei soci , sopratutto alla Silvietta che è stata imbarcata da noi in questa avventura dimostrandosi all'altezza della situazione.
La cascata della Val Boazzo non è propriamente la cascata classica che si risolve con pochi tiri di corda, si tratta di scendere per un orrendo e ripido bosco arrivando al livello del torrente.
Il torrente va poi attraversato( ed in genere quì è tutto ghiacciato ) per poi risalire nel bosco dalla parte opposta fino alla prima balza della cascata di ghiaccio.
Seguendo il corso del torrente ghiacciato si trovano numerose balze da superare, alcune abbastanza verticali. In genere ci vogliono un paio d'ore per percorrerla tutta.
Eravamo due cordate, Mario e Pinuccio ed io con la Silvietta. Lei è salita molto bene, rapida e determinata nonostante il solletico che faceva al ghiaccio quando piantava le picche. Penso proprio si sia divertita.
Nano
Quota partenza: 900
Quota arrivo: 1.185
Dislivello secondo Gipsy: m 510 circa
Tempo totale: 5 h 22 m
Km percorsi secondo Gipsy: 5,5
Abbiamo fatto di tutto insieme: le notturne, le mattiniere, le giornaliere … ci mancava giusto la pomeridiana :)
Quando mi hanno detto che si faceva nel pomeriggio ho storto il naso: verremo giù che è buio.
Mario mi dice subito che ha portato la frontale :) bene, la pensa come me!
Sapevo che il sentiero per scendere era davvero impervio; diciamo cosi: se inizi a scendere, sei convinto che la cascata te la fai tutta pur di non risalire da li. E' davvero ripidissimo, scivolosissimo e in alcuni punti anche pericoloso.
Ecco perchè ringraziamo davvero 2 gruppi di persone: i primi che hanno tracciato oggi il sentiero sia scendendo verso la cascata che alla fine per tornare alla macchina, sia chi ha deciso di mettere delle corde per aiutare nella discesa.
Altro grosso ostacolo attraversare il torrente. I maschietti passano senza grossi problemi, per me invece mettono una corda … che schiappa che sono!
Altri passaggini divertenti come questi e siamo finalmente in vista della cascata.
Sono bagnata fradicia di sudore … e non ho ancora iniziato!
Ci prepariamo e i due capicordata partono.
Io non sono brava a fare le relazioni tecniche. Posso solo dire che abbiamo superato laghi dove non era il caso di finire dentro, la cascata non è continua ma ci sono salti un po' appoggiati e altri verticali; su uno di questi ho fatto anche il mio primo voletto … da seconda ovviamente … un minimo di spavento iniziale poi, quando ho capito che non avrei puciato neppure i piedi nell'acqua sottostante, mi sono tranquillizzata.
Giuliano dice che con le picche faccio solletico al ghiaccio, e probabilmente ha ragione … ma se invece di criticare e basta mi spiegasse bene come le devo usare? No, non è da lui. E' forse l'unico suo difetto: secondo lui devi nascere imparata :(
Cmq, solletico si o no, mi sono fatta tutti i miei saltini di ghiaccio. Quando finalmente capisco come salire senza svenarmi di fatica … la cascata finisce … Ci sleghiamo e io crollo. Sono stravolta ma il mio negriero non mi concede neanche una pausa. Ha ragione, dobbiamo essere fuori da qui prima che faccia buio e, se possibile, anche giù. Solo che io sono davvero stanca. Preso da compassione, mi permette di bere un sorso di tisana e poi via di nuovo, a rincorrere gli altri 2 soci che (comediavolofanno?!?!?!) sono già su.
Seguo le orme e finalmente siamo fuori dal bosco. Ora non so più nemmeno come mi chiamo. Vedo due ombre laggiù ferme, che si stanno togliendo tutta l'attrezzatura: SI RIPOSAAAAAAAAAA !!!
Arrivo, c'è una panchina; la spolvero dalla neve e mi siedo.
Tiro fuori la torta per i miei soci e poi non riesco più a fare nulla.
Mario e Pinuccio, presi da compassione, mi aiutano a togliere i ramponi.
L'imbrago lo tengo su, non voglio neppure sprecare energie per toglierlo.
Bevo. Ho più che altro sete. Quando finalmente mi avvicino alla scatola della torta noto con molta soddisfazione che ne sono avanzati solo 3 pezzetti: hanno apprezzato.
Riusciamo a mettere via la scatola vuota, metto le picche nello zaino, insieme al casco e prendo i bastoni.
Come dicevo, la discesa ce l'hanno segnata i ragazzi che sono saliti prima di noi. I ramponi li abbiamo messi via ma uno alla volta riusciamo tutti a cadere: sotto lo strato di neve c'è una lastra di ghiaccio che non concede sconti!
Bosco. Non è esattamente l'itinerario che ho fatto io l'altro giorno ma scende, e questo ci basta.
Riusciamo ad arrivare alla strada ancora con la luce. Ora dobbiamo risalire.
Non la ricordavo cosi lunga … Giuliano tira fuori la frontale, Mario mi segue tallonandomi mentre Pinuccio prende il volo.
La luce di Giuliano mi guida, Mario mi consola ma io sono di nuovo accaldata, sudata e stanca … ma felice di questa splendida altra esperienza.
Pinuccio sembra sempre essere li che dice: “ma chi me lo ha fatto fare!!! Io questi non li seguo più! E poi, quando arriva la nuova proposta, non si tira mai indietro :)
Un ringraziamento particolare lo devo fare a Giuliano: pieno di antibiotici ha deciso che si faceva lo stesso altrimenti c'era il rischio che si saltasse anche quest'anno; e nonostante il mal di denti è stato come sempre all'altezza della NanoAdventure!
Grazie a Mario, Pinuccio e naturalmente Giuliano che hanno condiviso questa esperienza con me.
heliSLaLenta
Vista da
Voglio mettere due parole per fare i complimenti ai miei soci , sopratutto alla Silvietta che è stata imbarcata da noi in questa avventura dimostrandosi all'altezza della situazione.
La cascata della Val Boazzo non è propriamente la cascata classica che si risolve con pochi tiri di corda, si tratta di scendere per un orrendo e ripido bosco arrivando al livello del torrente.
Il torrente va poi attraversato( ed in genere quì è tutto ghiacciato ) per poi risalire nel bosco dalla parte opposta fino alla prima balza della cascata di ghiaccio.
Seguendo il corso del torrente ghiacciato si trovano numerose balze da superare, alcune abbastanza verticali. In genere ci vogliono un paio d'ore per percorrerla tutta.
Eravamo due cordate, Mario e Pinuccio ed io con la Silvietta. Lei è salita molto bene, rapida e determinata nonostante il solletico che faceva al ghiaccio quando piantava le picche. Penso proprio si sia divertita.
Nano
Quota partenza: 900
Quota arrivo: 1.185
Dislivello secondo Gipsy: m 510 circa
Tempo totale: 5 h 22 m
Km percorsi secondo Gipsy: 5,5
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