Epaule du Zinalrothorn


Publiziert von paoloski Pro , 22. Dezember 2011 um 23:15.

Region: Welt » Schweiz » Wallis » Mittelwallis
Tour Datum:12 Juni 2005
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Hochtouren Schwierigkeit: WS+
Ski Schwierigkeit: WS+
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-VS 
Zeitbedarf: 2 Tage
Aufstieg: 2400 m
Abstieg: 2400 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Passo del Sempione, Brig, Sierre, Zinal.
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Gita andata e ritorno.
Unterkunftmöglichkeiten:Cabane du Mountet CAS

Quest'anno per concludere la stagione sciistica decidiamo di salire un 4000 un po' atipico (nel senso che d'estate costituisce solo un punto di passaggio) : la Spalla dello Zinalrothorn.
Vista la stagione ed il caldo siamo solo in quattro: con me ci sono Roberto, PG e, last but not least, Daniela.
Arriviamo a Zinal e proseguiamo dopo il paese su una strada sterrata fino al parcheggio, pranziamo (insomma mandiamo giù qualcosa) , io prendo in considerazione l'ipotesi di tenere le scarpe per salire il primo tratto, metto gli scarponi sugli sci, gli sci sullo zaino, faccio una prova e per poco stramazzo: il peso è decisamente micidiale! La Cabane de Mountet è chiusa quindi oltre alla dotazione da sci e da ghiacciaio abbiamo anche i viveri. Decido che salirò con gli scarponi! Che sarà mai tanto dobbiamo solo arrivare al ghiacciaio...!
Un lungo tratto piano poi dobbiamo attraversare il torrente sul ponte per salire a Le Vichiesso, al di là del fiume le traccie proseguono dritte ma finiscono in una specie di jungla: probabilmente abbiamo sbagliato strada, delle persone saggie tornerebbero indietro e cercherebbero il percorso giusto ma noi, eroici ciula, proseguiamo imperterriti con i nostri sci che si impigliano dappertutto e così in un quarto d'ora di sforzi arriviamo alla strada sterrata che sale, con un giro appena meno diretto, dal ponte e porta a Le Vichiesso... Però vuoi mettere il divertimento, la soddisfazione e la sana sudata!
OK, adesso comunque siamo sulla strada, è impossibile sbagliare, passiamo la frazione, ripassiamo il torrente e, seduto su un masso, incontriamo il guardiano della Cabane de Mountet che, premuroso, ci chiede della nostra destinazione, saputolo ci informa che il ghiacciaio è impraticabile: bisogna salire dal sentiero estivo!
Che sarà mai? A proposito: ci si poteva anche informare da Varese ("pensavo toccasse a te, no toccava a te"). Vabbè siam qui...guardiamo in alto: sopra di noi c'è la punta bifida de Le Besso: è 2000 metri sopra di noi...domani dovremmo essere un bel pezzo sopra la sua cima...meglio non pensarci ed andare.
Dopo un breve tratto boscato in cui i nostri sci, alti sugli zaini, si impigliano in ogni ramo, attacchiamo il sentiero che risale la morena, qui non ci sono alberi ma alcuni gradoni di altezza micidiale, per fortuna c'è anche qualche cavo su cui riusciamo ad issarci, guadagnata quota la riperdiamo subito per entrare in un canalone sul cui fondo c'è una sorta di galleria parasassi che, visto gli sci sporgenti, siamo costretti a percorrere piegati in due (però le "Forche Caudine" in una scialpinistica ci mancavano!), finita la galleria altra risalita, sul versante opposto del ghiacciaio di Zinal vediamo la Cabane du Petit Montet, la pendenza diminuisce e ci inoltriamo nella valle per qualche centinaio di metri che divengono poi alcuni chilometri ("ma quanto è lungo 'sto ghiacciaio?") fino ad un masso con croce. Da qui il paesaggio si fa decisamente più interessante: Grand Cornier, Dent Blanche, Pointe de Zinal... Della capanna però nessuna traccia...superiamo la cresta Sud Ovest de Le Besso, ecco la neve (che bello, si sprofonda!), superiamo anche la cresta Sud Ovest de Le Mammouth e, finalmente, là in fondo, ecco il nostro rifugio! Sono quasi le 18, per fortuna che le giornate sono lunghe a giugno.
PG appena entrato si mette all'opera per accendere la stufa, Roberto va a fare un giro per scegliere la camera dove dormire, io e Daniela in forma smagliante (in pratica degli ectoplasmi) tiriamo fuori le cibarie dagli zaini e studiamo la dotazione della cucina.
Stasera lo chef propone: buste di risotto alla parmigiana della Knorr, zampone precotto Arrigoni con purè di patate in fiocchi Pfanni (ebbene si abbiamo anche due litri di latte Carnini: per il purè e la colazione domattina, è difficile rinunciare alle buone abitudini anche se pesano) e, naturalmente dolce: Brutti e Buoni di Gavirate. (Dopo questo paragrafo aspettiamo una sponsorizzazione dalle succitate ditte).
Dopo cena, lavaggio stoviglie, ultimo studio della cartina e poi...a nanna!  
Sveglia alle 6, lauta colazione e partenza a razzo (PG), normale (Roberto) o lenta (io e Daniela), alla morena tocca toglierci gli sci, risaliamo (due passi avanti, uno indietro) un pendio di ghiaietto instabile e finalmente eccoci sopra, da qui sci ai piedi fino ai piedi dell'Arete Blanche.
Il paesaggio è veramente meraviglioso: siamo attorniatii da alcuni dei 4000 più spettacolari: lo Zinalrothorn. l'Ober Gabelhorn e la Dent Blanche, man mano che si sale anche il Cervino entra a far parte della Corona Imperiale. Le cime "minori" non sono da meno: Le Mammouth ha dei colori indescrivibili, il Trifthorn, il Mont Durand, la Wellenkuppe, la Pointe de Zinal, la Pointe de Mountet, il Grand Cornier...siamo letteralmente circondati da splendide cime, la giornata è bellissima, non sento neppure più la fatica di ieri.
PG sta tirando come un dannato (come al solito) ed è arrivato già sotto l'Arete Blanche, supera di lato la crepaccia terminale e sale ancora...noi depositiamo gli sci prima della crepaccia, calziamo i ramponi, prepariamo la corda, Daniela si ferma qui, io e Roberto raggiungiamo PG e lo leghiamo a metà cordata, siamo sulla cresta, al di là ecco apparire il Bishorn ed il Weisshorn, ora le grandi cime ci sono tutte!
Roberto in testa cominciamo a salire in direzione della spalla, la pendenza si accentua sempre di più, la neve è ancora dura, i ramponi tengono bene, siamo quasi alla spalla ed ecco una fetida, enorme placca di vetrato, Roberto avvita un chiodo da ghiaccio ma poco dopo PG, molto sci ma poco alpinista, è in difficoltà, guardiamo l'ora, qui rischiamo di fare notte, OK la nostra salita termina qui, dieci metri scarsi sotto la spalla, siamo comunque sopra i 4000 metri. Qualche foto, guardo Le Besso dall'alto, e ridiscendiamo, arriviamo agli sci di PG che ha il suo bel daffare a rimetterseli, col rischio di vederli finire nella crepaccia terminale, raggiungiamo Daniela, ancora qualche foto, un boccone ed un sorso di the e poi giù: la neve è da urlo: perfettamente trasformata, un firn fantastico in uno scenario di una bellezza mozzafiato (non è l'effetto della quota: è proprio bellissimo).
Dopo la morena ancora qualche curva e d eccoci al rifugio, ci sediamo sulle panche all'esterno e la stanchezza di questi due giorni ci salta addosso, il pensiero di dover scendere ancora 1200 metri con lo zaino e gli sci in spalla mi sconvolge.
Ci riposiamo per un'ora buona mangiando qualcosa poi, ci tocca, zaino in spalla e giù. La discesa è lunga esattamente come la salita ma il tratto in piano fra il ponte dopo Le Vichiesso e Zinal ci pare veramente infinito: Finalmente eccoci al parcheggio, togliere gli scarponi è uno dei momenti più belli mai vissuti, un pediluvio si impone! Che soddisfazione.
Ora non ci restano che un tre ore di auto fino a casa, però una gita come questa vale la faticaccia fatta! Chi va in montagna lo può capire gli altri non credo.

Gran gita, iniziata in maniera piuttosto fantozziana ma veramente magnifica, è vero non siamo arrivati in cima: mancavano una decina di metri alla spalla ma va bene anche così, è meglio rinunciare e raccontarla che rischiare l'incidente. La sciata è stata eccezionale su ottima neve ma quello che rende unica questa gita è l'ambiente fantastico: il nome di "Corona Imperiale" è più che giustificato.

Tourengänger: paoloski


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Kommentare (3)


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Sky hat gesagt:
Gesendet am 23. Dezember 2011 um 22:07
La Val d’Anniviers.. insieme alle vicine Val d’Herens e Val de Bagnes sono luoghi che amo ed a cui sono affezionato..
Ho salito ed ho in programma di salire un po’ di cime in quella regione.. sicuramente minori rispetto a queste che hai fatto tu.. Complimenti !!
Quest’estate voglio però fare anche la Cabane de Grand Mountet.. non è una cima, ma l’ambiente che la circonda è meraviglioso, non posso non andarci !
Ciao e grazie per le foto,
Luca

paoloski Pro hat gesagt: RE:
Gesendet am 25. Dezember 2011 um 22:38
Ciao Luca,
se farai la fatica (notevole) di salire fino alla Cabane de Montet non puoi rinunciare a salire almeno fino all'Arete du Blanche, dal rifugio il panorama è bello ma non vedi molte delle cime della Corona.
Per l'Arete problemi tecnici non ce ne sono e da lì puoi vedere il Cervino e, dall'altra parte, Weisshorn e Bishorn.
Se invece vuoi fare una cima senza grandi difficoltà ci sono la Wellenkuppe e il Trifthorn: tieni presente che da quest'ultimo il panorama verso il Cervino è coperto dalla Wellenkuppe.
Ciao e buone gite, Paolo

Sky hat gesagt: RE:
Gesendet am 26. Dezember 2011 um 22:10
Ciao Paolo !
Non è tanto la fatica che mi spaventa (non avrò tutta l'attrezzatura che vi siete portati a dietro voi !! e poi sono abituato a dislivelli e lunghe salite..) quanto il fatto che, essendo con buona probabilità in solitaria, il ghiacciaio è per me off-limit !
Se dovessi trovare qualche compagno, potrò prendere in considerazioni quello che mi hai suggerito..!
Buona Montagna,
Luca


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